<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Approfondimenti &#8211; Symbola</title>
	<atom:link href="https://symbola.net/approfondimento/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://symbola.net</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Jul 2026 08:52:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.3.8</generator>

<image>
	<url>https://symbola.net/wp-content/uploads/2019/08/cropped-symbola_fav-32x32.png</url>
	<title>Approfondimenti &#8211; Symbola</title>
	<link>https://symbola.net</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La cultura vale 749 milioni, Pescara è la sesta in Italia</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/la-cultura-vale-749-milioni-pescara-e-la-sesta-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:52:45 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=114253</guid>

					<description><![CDATA[La cultura vale 749 milioni, Pescara è la sesta in Italia ?Il report &#8220;Io sono cultura&#8221; fotografa il valore aggiunto generato dal core cultura regionale. Pescara ha 3786occupati. Sturabotti: «Il sistema è in crescita» IL BILANCIO Il rapporto &#8220;Io sono cultura 2026&#8221; fotografa il quadro della filiera culturale e creativa in Abruzzo: nel 2025 il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La cultura vale 749 milioni, Pescara è la sesta in Italia ?Il report &#8220;Io sono cultura&#8221; fotografa il valore aggiunto generato dal core cultura regionale. Pescara ha 3786occupati. Sturabotti: «Il sistema è in crescita» IL BILANCIO Il rapporto &#8220;Io sono cultura 2026&#8221; fotografa il quadro della filiera culturale e creativa in Abruzzo: nel 2025 il Core cultura regionale abruzzese, che comprende le attività direttamente riconducibili alla produzione di beni e servizi culturali e creativi, genera 749 milioni di euro di valore aggiunto, con un ecosistema culturale e creativo articolato e diffuso. In termini di incidenza del valore aggiunto del Sistema Produttivo Culturale e Creativo sul totale dell&#8217;economia regionale, l&#8217;Abruzzo si colloca al dodicesimo posto nella graduatoria nazionale (tredicesimo per incidenza degli occupati). Nel contesto del Mezzogiorno, la regione occupa invece la seconda posizione in entrambi gli indicatori, preceduta unicamente dalla Campania. Domenico Sturabotti, direttore Fondazione Symbola, da anni residente in Abruzzo, evidenzia come «il Sistema Produttivo Culturale e Creativo in Abruzzo sia in crescita. Questo è un bene perché Cultura e creatività, generano valore non solo all&#8217;interno dei rispettivi settori, ma producono effetti positivi sull&#8217;intera economia e sulla società. Non è un raso, dunque, che L&#8217;Aquila sia stata designata Capitale italiana della Cultura 2026. Questo riconoscimento è il risultato di una presenza diffusa, in tutta la regione, di istituzioni culturali, imprese creative, professionisti, associazioni, eventi e progettualità di qualità». Nel complesso, il Sistema Produttivo Culturale e Creativo rappresenta per l&#8217;Abruzzo non soltanto un settore economico in crescita, ma una leva strategica di sviluppo. Architettura e design ed Editoria e stampa rappresentano i due pilastri del Core Cultura abruzzese: configurazione che distingue l&#8217;Abruzzo nel confronto nazionale. Pescara rappresenta il principale polo del Core Cultura, con 230 milioni di euro di valore aggiunto e 3.786 occupati e si colloca nella fascia alta della graduatoria nazionale. Occupa il sesto posto tra le province italiane per quota di valore aggiunto prodotto nel comparto della Comunicazione e il settimo posto nel comparto Architettura e design. Le province dell&#8217;Aquila e di Teramo presentano un&#8217;incidenza del Core Cultura in linea con la media regionale. L&#8217;Aquila evidenzia il peso più elevato delle Performing Arts, delle arti visive e del Patrimonio storico-artistico. La designazione di Capitale italiana della Cultura 2026 rappresenta un&#8217;opportunità non soltanto per il capoluogo, ma per l&#8217;intero Sistema Produttivo Culturale e Creativo dell&#8217;Abruzzo. Nella provincia di Teramo acquista molto peso il comparto Software e videogiochi (23,2% del valore aggiunto), configurandosi come il principale polo regionale delle industrie creative digitali. Chieti, pur registrando valori assoluti del Core Cultura analoghi a quelli delle altre province, registra un&#8217;incidenza inferiore sul totale dell&#8217;economia provinciale. Si distingue invece per la forte incidenza di Architettura e Design, che supera il 31% del valore aggiunto del Core provinciale. Tra il 2021 e il 2025 in Abruzzo gli occupati del Core Culturaaumentano del +8,5%, mentre tra il 2024 e il 2025 la crescita raggiunge il +2,5%, valore superiore alla media nazionale (+2,1%) con l&#8217;incremento più sostenuto nella provincia di Chieti (+9,8% nel quinquennio). L&#8217;indagine, giunta alla sua sedicesima edizione e presentata all&#8217;Università Mercatorum a Roma, è realizzata da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi GuglielmoTagliacarne e Deloitte.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Io Sono Cultura&#8221;, la filiera vale 115,8 miliardi</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/io-sono-cultura-la-filiera-vale-1158-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:49:37 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=114251</guid>

					<description><![CDATA[« Io Sono Cultura » , la filiera vale 115 , 8 miliardi Report di Fondazione Symbola , Unioncamere , Centro Studi Tagliacarne e Deloitte Tra i comparti del Core Cultura il primato economico spetta a software e videogiochi , che nel 2025 hanno generato 18 , 6 miliardi di euro di valore aggiunto L a cultura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>« Io Sono Cultura » , la filiera vale 115 , 8 miliardi Report di Fondazione Symbola , Unioncamere , Centro Studi Tagliacarne e Deloitte Tra i comparti del Core Cultura il primato economico spetta a software e videogiochi , che nel 2025 hanno generato 18 , 6 miliardi di euro di valore aggiunto L a cultura si conferma uno dei motori strategici dell &#8216; economia italiana . Nel 2025 il Sistema Produttivo Culturale e Creativo ( SPCC ) ha generato 115 , 8 miliardi di euro di valore aggiunto , pari al 5 , 7% dell &#8216; economia nazionale , con una crescita del 3 , 3% rispetto al 2024 , e ha dato lavoro a 1 , 54 milioni di persone , il 5 , 7% dell &#8216; occupazione complessiva del Paese ( +1 , 7% ) . È quanto emerge dal rapporto Io sono cultura 2026 , realizzato da Fondazione Symbola , Unioncamere , Centro Studi Tagliacarne e Deloitte , giunto alla sedicesima edizione . La filiera culturale e creativa produce effetti che vanno ben oltre il perimetro dei settori direttamente coinvolti : per ogni euro generato dal sistema si attivano altri 1 , 7 euro nel resto dell &#8216; economia , con un impatto complessivo stimato in circa 310 miliardi di euro , pari al 15 , 4% della ricchezza nazionale . « La forza della nostra economia e del made in Italy deve molto , in tutti i campi , alla cultura e alla bellezza &#8211; afferma Ermete Realacci , presidente della Fondazione Symbola &#8211; . Cultura e creatività , oltre ad arricchire la nostra identità e alimentare la domanda di Italia nel mondo , possono aiutarci ad affrontare le sfide che abbiamo davanti , a partire dalla crisi climatica . L &#8216; Italia , forte di oltre un milione e mezzo di addetti culturali e creativi , può offrire un contributo importante alla transizione verde e digitale . Spostare le produzioni verso la qualità aumenta il valore e riduce consumo di energia , materie prime ed emissioni » . Per Andrea Prete , presidente di Unioncamere , « la creatività non è soltanto un patrimonio identitario dell &#8216; Italia : è una leva strategica di competitività per il sistema produttivo . Il valore della cultura si estende ben oltre i confini delle industrie culturali e creative , alimentando innovazione , qualità e capacità di competere in molti comparti dell &#8216; economia , dal turismo alla manifattura di qualità » . Tra i comparti del Core Cultura il primato economico spetta a software e videogiochi , che nel 2025 hanno generato 18 , 6 miliardi di euro di valore aggiunto , pari al 27 , 8% della ricchezza prodotta dal comparto culturale centrale , e occupano oltre 206 mila persone . La distribuzione territoriale conferma il ruolo centrale delle grandi aree urbane e delle regioni con una forte integrazione tra cultura , creatività e sistema produttivo . Il Lazio è la prima regione italiana per incidenza del Sistema Produttivo Culturale e Creativo sull &#8216; economia regionale : il settore rappresenta l &#8216; 8 , 1% della ricchezza regionale , con 17 , 7 miliardi di euro di valore aggiunto . La Lombardia mantiene invece il primato nazionale per dimensione economica , con oltre 33 , 2 miliardi di euro generati dal comparto culturale e creativo , pari al 7 , 1% dell &#8216; economia regionale . Nel Mezzogiorno la Campania si conferma il principale polo culturale creativo , con quasi 5 , 9 miliardi di euro di valore aggiunto e un &#8216; incidenza del 4 , 6% sull &#8216; economia regionale . Il Mezzogiorno mostra dinamiche di crescita superiori alla media nazionale : il Sistema Produttivo Culturale e Creativo cresce del 3 , 7% , contro il +3 , 3% italiano . La regione con il maggiore incremento delle imprese culturali e creative nel quinquennio 2021-2025 è la Campania , con un aumento del 12 , 3% . La cultura si conferma uno dei motori strategici dell &#8216; economia italiana Marzia De Fabrizi La locandina &#8221; Io sono cultura&#8221; è giunto alla sedicesima edizione</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ecosistema culturale in Campania &#8220;fattura&#8221; quasi sei miliardi</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/lecosistema-culturale-in-campania-fattura-quasi-sei-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:48:09 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=114247</guid>

					<description><![CDATA[L &#8216;ecosistema culturale in Campania « fattura » quasi sei miliardi ?Il dossier di Unioncamere, Tagliacarne e Symbola : in regione 87 . 500 occupati ? L &#8216; ecosistema culturale « fattura » quasi 6 miliardi Il sistema culturale e creativo della Campania è l &#8216; unico meridionale in grado di competere con quello del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L &#8216;ecosistema culturale in Campania « fattura » quasi sei miliardi ?Il dossier di Unioncamere, Tagliacarne e Symbola : in regione 87 . 500 occupati ? L &#8216; ecosistema culturale « fattura » quasi 6 miliardi Il sistema culturale e creativo della Campania è l &#8216; unico meridionale in grado di competere con quello del Centro-Nord . Il dato emerge dal Rapporto 2026 illustrato dal presidente di Unioncamere Andrea Prete , dal direttore del centro studi Tagliacarne Gaetano Fausto Esposito e dal presidente di Symbola Ermete Realacci . Il report pubblica i dati aggiornati a fine 2025 : il valore aggiunto regionale è pari a 5 miliardi e 887 milioni , rispetto ai 115 , 8 miliardi del totale nazionale del settore . Dà lavoro a 87 . 439 persone , il 4 , 3% , superiore alla media meridionale del 3 , 9% , laddove l &#8216; occupazione che il segmento culturale crea in Italia sfiora 1 , 54 milioni di addetti , pari al 5 , 7% dell &#8216; occupazione nazionale . E , per di più , ha un &#8216; incidenza sull &#8216; economia territoriale molto elevata , il 4 , 6% , quasi un punto in più del resto del Sud . Tra le regioni meridionali , la Campania è quella con la performance migliore a livello nazionale nel quinquennio 2021/2025 , dovuta anche al vero e proprio boom dei flussi turistici , cresciuti del 12 , 3% , a fronte di una media italiana dell &#8216; 8 , 1% . Cosa comprende il sistema culturale e creativo ? Dall &#8216; architettura e design alla comunicazione , dall &#8216; audiovisivo e musica al software e videogiochi , dall &#8216; editoria e stampa alla performing arts e alle arti visive , passando per quel ricco patrimonio storico e artistico , che contribuisce più di tutti gli altri comparti al successo del modello Campania . Il sistema creativo e culturale regionale è , perciò , un hub strategico per il Mezzogiorno , che unisce patrimonio storico e industrie creative . Ed è supportato da politiche regionali di digitalizzazione , come il portale Cultura Campania , e da bandi di finanziamento dedicati alle imprese culturali , finanziati il più delle volte dai fondi europei e da quelli del Fondo Sviluppo e Coesione . Questo multiforme aggregato è un vero e proprio Ecosistema Digitale per la Cultura , che si va sempre più configurando come un Distretto Turistico-Culturale . In definitiva , l &#8216; industria culturale e creativa della Campania è uno degli asset con le maggiori prospettive di crescita quest &#8216; anno e nel futuro . Basato su alcuni decisivi fattori di crescita che sono il sostegno pubblico , i finanziamenti europei e nazionali , il cinema e l &#8216; audiovisivo in espansione , un turismo culturale che fa numeri record . Innanzitutto , la Regione Campania ha aumentato gli investimenti destinati a cultura , cinema e spettacolo , stanziando 23 milioni per il 2026 , due milioni in più rispetto al 2025 e , anche attraverso il Fesr 2021-2027 e il programma &#8221; Cultura Cresce&#8221; , finanzia l &#8216; ecosistema . L &#8216; espansione del cinema e dell &#8216; audiovisivo vede Napoli e la Campania al centro delle richieste come set cinematografici e televisivi , e tali produzioni generano lavoro per tecnici , artisti , artigiani , società di servizi e strutture ricettive , con un importante effetto moltiplicatore sull &#8216; economia . Infine , il turismo culturale record , con un significativo , costante aumento dei visitatori a Napoli , Pompei , Ercolano , Reggia di Caserta e sulle costiere amalfitana e sorrentina , alimenta la domanda di eventi , mostre , festival , editoria , design e produzioni artistiche . Con due effetti entrambi molto interessanti : innanzitutto , si crea un &#8216; occupazione qualificata , perché l &#8216; ecosistema culturale dà opportunità soprattutto ai giovani laureati , professionisti del digitale , creativi e operatori culturali , contribuendo a trattenere competenze sul territorio , in linea con quanto sostiene la Svimez . E poi esercita un considerevole traino sull &#8216; economia regionale , perché crea un contesto favorevole anche per le attività culturali e creative , che finiscono per beneficiare di maggiori investimenti pubblici e privati .</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Più valore dall’industria della cultura: una filiera da 115,8 miliardi con oltre 1,5 milioni di occupati</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/piu-valore-dallindustria-della-cultura-una-filiera-da-1158-miliardi-con-oltre-15-milioni-di-occupati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 06:38:31 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=114165</guid>

					<description><![CDATA[C’è un burattino di legno animato in giro per il mondo. Parlando in 669 tra lingue e dialetti, Pinocchio oggi è il terzo libro più diffuso dietro alla Bibbia e a Il Piccolo Principe. Il quasi primato torna utile, duecento anni dopo la nascita di Collodi, per ricordare una cosa che i numeri fanno fatica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="249" data-end="1042">C’è un burattino di legno animato in giro per il mondo. Parlando in 669 tra lingue e dialetti, <em data-start="344" data-end="355">Pinocchio</em> oggi è il terzo libro più diffuso dietro alla Bibbia e a <em data-start="413" data-end="434">Il Piccolo Principe</em>. Il quasi primato torna utile, duecento anni dopo la nascita di Collodi, per ricordare una cosa che i numeri fanno fatica (da soli) a raccontare: il <em data-start="584" data-end="596">soft power</em> di un Paese si pondera attraverso le sue storie raccontate altrove, in altre lingue, da altre voci. È un’immagine che regge bene la sedicesima edizione di <em data-start="752" data-end="769">Io Sono Cultura</em>, il rapporto promosso da Fondazione Symbola, Unioncamere, Deloitte e Centro Studi Tagliacarne. Perché introduce il filo conduttore di tutto il volume, l’idea della cultura italiana come sistema che produce valore ben oltre ciò che è immediatamente visibile (e misurabile).</p>
<p data-start="1044" data-end="1653">Nel complesso i dati confermano la solidità del Sistema Produttivo Culturale e Creativo. Nel 2025 l’intera filiera — professionisti, imprese, terzo settore, Pa — ha generato <strong data-start="1218" data-end="1244">115,8 miliardi di euro</strong> di valore aggiunto, pari al <strong data-start="1273" data-end="1305">5,7% dell’economia nazionale</strong>, con una crescita del <strong data-start="1328" data-end="1336">3,3%</strong> sull’anno precedente. Gli occupati sono quasi <strong data-start="1383" data-end="1399">1,54 milioni</strong>, il <strong data-start="1404" data-end="1412">5,7%</strong> del totale, in aumento dell’<strong data-start="1441" data-end="1449">1,7%</strong>. L’effetto si propaga oltre i confini del comparto: ogni euro prodotto ne attiva altri <strong data-start="1537" data-end="1544">1,7</strong> nel resto dell’economia, per un impatto complessivo di circa <strong data-start="1606" data-end="1630">310 miliardi di euro</strong>, il <strong data-start="1635" data-end="1652">15,4% del Pil</strong>.</p>
<p data-start="1655" data-end="2060">«La forza della nostra economia e del made in Italy deve molto, in tutti i campi, alla cultura e alla bellezza. Più che in altri Paesi. Cultura e creatività oltre ad arricchire la nostra identità e alimentare la domanda di Italia nel mondo, possono aiutarci ad affrontare insieme, senza paura, le difficili sfide che abbiamo davanti», incoraggia il presidente della Fondazione Symbola <strong data-start="2040" data-end="2059">Ermete Realacci</strong>.</p>
<p data-start="2062" data-end="2536">La crescita del 2025 riguarda le due componenti ma a velocità diverse. Il “Core Cultura” in senso stretto genera <strong data-start="2175" data-end="2200">66,8 miliardi di euro</strong> e cresce del <strong data-start="2214" data-end="2222">3,2%</strong>. I cosiddetti “Embedded Creatives” — i professionisti culturali e creativi impiegati in settori non strettamente culturali — producono quasi <strong data-start="2364" data-end="2379">49 miliardi</strong> e crescono ancora di più: il <strong data-start="2409" data-end="2417">3,4%</strong>. La creatività italiana non resta confinata nei suoi recinti tradizionali, ma entra in filiere all’apparenza distanti.</p>
<p data-start="2538" data-end="2787">Dentro il “Core Cultura”, software e videogiochi restano l’ambito che genera più valore aggiunto (<strong data-start="2636" data-end="2661">18,6 miliardi di euro</strong> prodotti e un’incidenza del <strong data-start="2690" data-end="2699">27,8%</strong>), seguito da editoria e stampa e da architettura e design, tornate entrambe a crescere.</p>
<p data-start="2789" data-end="3244">La chiave di lettura offerta da <strong data-start="2821" data-end="2837">Andrea Prete</strong>, presidente di Unioncamere, è che «il valore della cultura si estende ben oltre i confini delle industrie culturali e creative, alimentando innovazione, qualità e capacità di competere in molti comparti dell’economia». Così è nel turismo, dove la componente culturale genera oltre il <strong data-start="3122" data-end="3144">40% delle presenze</strong> e più della metà della spesa complessiva «grazie a un’offerta sempre più orientata all’esperienza».</p>
<p data-start="3246" data-end="3685">Sul piano territoriale, il Lazio resta la Regione a più alta specializzazione culturale e creativa, con un’incidenza dell’<strong data-start="3368" data-end="3376">8,1%</strong> sull’economia regionale, mentre la Lombardia mantiene la leadership assoluta con oltre <strong data-start="3464" data-end="3487">33 miliardi di euro</strong> di valore aggiunto. Nel Mezzogiorno, dove la dinamica positiva continua, la Campania si distingue in modo particolare: nel quinquennio <strong data-start="3623" data-end="3636">2021-2025</strong> è la prima per crescita di imprese (<strong data-start="3673" data-end="3683">+12,3%</strong>).</p>
<p data-start="3687" data-end="4235">Il patrimonio storico-artistico vive il cambiamento. Cresce ad esempio l’<strong data-start="3760" data-end="3777">heritage tech</strong>: musei, siti archeologici e complessi monumentali la usano per migliorare l’esperienza di visita, allargare l’accesso alle collezioni, ottimizzare la gestione. Di pari passo i luoghi della cultura tendono a un ruolo meno statico: custodi del passato sì e al contempo “infrastrutture” attive di esperienza e di cura, considerato che oltre <strong data-start="4116" data-end="4138">600 organizzazioni</strong> hanno indirizzato i pazienti verso esperienze artistiche per contrastare solitudine e fragilità.</p>
<p data-start="4237" data-end="4723">Il che richiama un risvolto non valutato quanto si dovrebbe, l’impatto sociale. «Misurarlo significa dotarsi di strumenti più completi per orientare decisioni e investimenti», annota il presidente Deloitte &amp; Touche Spa <strong data-start="4456" data-end="4476">Ernesto Lanzillo</strong>. «Superare una lettura esclusivamente economica non vuol dire sminuirne il contributo al Pil o all’occupazione, ma riconoscere che la cultura è anche un motore di inclusione, coesione sociale e sviluppo sostenibile, come evidenziato dall’Unesco».</p>
<p data-start="4725" data-end="4970">Tra i fenomeni in atto <em data-start="4748" data-end="4765">Io Sono Cultura</em> segnala che l’<strong data-start="4780" data-end="4786">AI</strong> ha ormai lasciato la fase sperimentale ed è diventata componente strutturale di molti segmenti, con questioni tuttavia aperte per la tutela del lavoro creativo e del diritto d’autore.</p>
<p data-start="4972" data-end="5471">Dietro l’ottimismo, il rapporto non nasconde altre grandi faglie. Il lavoro indipendente pesa per il <strong data-start="5073" data-end="5082">35,4%</strong> degli occupati e sale al <strong data-start="5108" data-end="5117">48,2%</strong> nel solo “Core Cultura”, più del doppio della media dell’economia italiana ferma al <strong data-start="5202" data-end="5211">21,5%</strong>. Precarietà e bassi salari sono mali largamente avvertiti dagli addetti. E problematico resta l’accesso al credito — sia dal lato della domanda sia dell’offerta — a dire di <strong data-start="5385" data-end="5408">Beniamino Quintieri</strong>, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale.</p>
<p data-start="5473" data-end="5725">Resta a tenere insieme i fili del tutto una tensione costante, quella tra radici e apertura globale. A rendere il concetto Realacci richiama il grande <strong data-start="5624" data-end="5643">Giorgio La Pira</strong>, per il quale «solo gli animali privi di spina dorsale hanno bisogno del guscio».</p>
<p data-start="5727" data-end="5942">Cosa intendeva? «Se hai un’identità debole, trovi la tua identità nei muri, contro gli altri. Costruisci il muro perché il muro determina la tua identità. Ma io sento di scommettere sulla spina dorsale dell’Italia».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vale sempre di più la cultura in Italia: ha generato 115,8 miliardi di euro con quasi 1,54 milioni di occupati</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/vale-sempre-di-piu-la-cultura-in-italia-ha-generato-1158-miliardi-di-euro-con-quasi-154-milioni-di-occupati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 06:36:31 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=114163</guid>

					<description><![CDATA[C’è un burattino di legno animato in giro per il mondo. Parlando in 669 tra lingue e dialetti, Pinocchio oggi è il terzo libro più diffuso dietro alla Bibbia e a Il Piccolo Principe. Il quasi primato torna utile, duecento anni dopo la nascita di Collodi, per ricordare una cosa che i numeri fanno fatica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un burattino di legno animato in giro per il mondo. Parlando in 669 tra lingue e dialetti, Pinocchio oggi è il terzo libro più diffuso dietro alla Bibbia e a Il Piccolo Principe. Il quasi primato torna utile, duecento anni dopo la nascita di Collodi, per ricordare una cosa che i numeri fanno fatica (da soli) a raccontare: il soft power di un Paese si pondera attraverso le sue storie raccontate altrove, in altre lingue, da altre voci. È un’immagine che regge bene la sedicesima edizione di Io Sono Cultura, il rapporto promosso da Fondazione Symbola, Unioncamere, Deloitte e Centro Studi Tagliacarne. Perché introduce il filo conduttore di tutto il volume, l’idea della cultura italiana come sistema che produce valore ben oltre ciò che è immediatamente visibile (e misurabile).</p>
<p>C’è un burattino di legno animato in giro per il mondo. Parlando in 669 tra lingue e dialetti, Pinocchio oggi è il terzo libro più diffuso dietro alla Bibbia e a Il Piccolo Principe. Il quasi primato torna utile, duecento anni dopo la nascita di Collodi, per ricordare una cosa che i numeri fanno fatica (da soli) a raccontare: il soft power di un Paese si pondera attraverso le sue storie raccontate altrove, in altre lingue, da altre voci. È un’immagine che regge bene la sedicesima edizione di Io Sono Cultura, il rapporto promosso da Fondazione Symbola, Unioncamere, Deloitte e Centro Studi Tagliacarne. Perché introduce il filo conduttore di tutto il volume, l’idea della cultura italiana come sistema che produce valore ben oltre ciò che è immediatamente visibile (e misurabile).</p>
<p>La crescita del 2025 riguarda le due componenti ma a velocità diverse. Il “Core Cultura” in senso stretto genera 66,8 miliardi di euro e cresce del 3,2%. I cosiddetti “Embedded Creatives” — i professionisti culturali e creativi impiegati in settori non strettamente culturali — producono quasi 49 miliardi e crescono ancora di più: il 3,4%. La creatività italiana non resta confinata nei suoi recinti tradizionali, ma entra in filiere all’apparenza distanti. Dentro il “Core Cultura”, software e <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/videogiochi-made-italy-crescita-c-e-ma-manca-capitale-fare-salto-globale-AISskYcD" target="_self" rel="noopener" data-mrf-link="https://www.ilsole24ore.com/art/videogiochi-made-italy-crescita-c-e-ma-manca-capitale-fare-salto-globale-AISskYcD">videogiochi</a> restano l’ambito che genera più valore aggiunto (18,6 miliardi di euro prodotti e un’incidenza del 27,8%), seguito da editoria e stampa e da architettura e design, tornate entrambe a crescere. La chiave di lettura offerta da Andrea Prete, presidente di Unioncamere, è che «il valore della cultura si estende ben oltre i confini delle industrie culturali e creative, alimentando innovazione, qualità e capacità di competere in molti comparti dell’economia». Così è nel turismo, dove la componente culturale genera oltre il 40% delle presenze e più della metà della spesa complessiva «grazie a un’offerta sempre più orientata all’esperienza». Sul piano territoriale, il Lazio resta la Regione a più alta specializzazione culturale e creativa, con un’incidenza dell’8,1% sull’economia regionale, mentre la Lombardia mantiene la leadership assoluta con oltre 33 miliardi di euro di valore aggiunto. Nel Mezzogiorno dove la dinamica positiva continua la Campania si distingue in modo particolare: nel quinquennio 2021-2025 è la prima per crescita di imprese (+12,3%).</p>
<p>Il patrimonio storico-artistico vive il cambiamento. Cresce ad esempio l’heritage tech: musei, siti archeologici e complessi monumentali la usano per migliorare l’esperienza di visita, allargare l’accesso alle collezioni, ottimizzare la gestione. Di pari passo i luoghi della cultura tendono a un ruolo meno statico: custodi del passato sì e al contempo “infrastrutture” attive di esperienza e di cura, considerato che oltre 600 organizzazioni hanno indirizzato i pazienti verso esperienze artistiche per contrastare solitudine e fragilità. Il che richiama un risvolto non valutato quanto si dovrebbe, l’impatto sociale. «Misurarlo significa dotarsi di strumenti più completi per orientare decisioni e investimenti», annota il presidente Deloitte &amp; Touche Spa Ernesto Lanzillo. «Superare una lettura esclusivamente economica non vuol dire sminuirne il contributo al Pil o all’occupazione, ma riconoscere che la cultura è anche un motore di inclusione, coesione sociale e sviluppo sostenibile, come evidenziato dall’Unesco».</p>
<p>Tra i fenomeni in atto Io Sono Cultura segnala che l’Ai ha ormai lasciato la fase sperimentale ed è diventata componente strutturale di molti segmenti, con questioni tuttavia aperte per la tutela del lavoro creativo e del diritto d’autore. Dietro l’ottimismo, il rapporto non nasconde altre grandi faglie. Il lavoro indipendente pesa per il 35,4% degli occupati e sale al 48,2% nel solo “Core Cultura”, più del doppio della media dell’economia italiana ferma al 21,5%. Precarietà e bassi salari sono mali largamente avvertiti dagli addetti. E problematico resta l’accesso al credito &#8211; sia dal lato della domanda sia dell’offerta &#8211; a dire di Beniamino Quintieri, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale.</p>
<p>Resta a tenere insieme i fili del tutto una tensione costante, quella tra radici e apertura globale. A rendere il concetto Realacci richiama il grande Giorgio La Pira per il quale «solo gli animali privi di spina dorsale hanno bisogno del guscio». Cosa intendeva? «Se hai un’identità debole, trovi la tua identità nei muri, contro gli altri. Costruisci il muro perché il muro determina la tua identità. Ma io sento di scommettere sulla spina dorsale dell’Italia».</p>
<p>Fonte: <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/vale-sempre-piu-cultura-italia-ha-generato-1158-miliardi-euro-quasi-154-milioni-occupati-AJhG0GM?refresh_ce=1">https://www.ilsole24ore.com/art/vale-sempre-piu-cultura-italia-ha-generato-1158-miliardi-euro-quasi-154-milioni-occupati-AJhG0GM?refresh_ce=1</a></span></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Italia cresce l’impatto economico della cultura: nel settore lavorano più di 1 milione e mezzo di persone (e molti giovani)</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/in-italia-cresce-limpatto-economico-della-cultura-nel-settore-lavorano-piu-di-1-milione-e-mezzo-di-persone-e-molti-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 14:40:46 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=114154</guid>

					<description><![CDATA[L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi. È questo il titolo scelto da Fondazione Symbola per presentare il consueto report annuale sulla capacità delle imprese culturali e creative italiane di generare valore, rafforzare i territori e affrontare le trasformazioni economiche e sociali contemporanee.Io sono Cultura è l’indagine che da anni, la Fondazione realizza congiuntamente con Unioncamere, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi</em>. È questo il titolo scelto da <strong>Fondazione Symbola</strong> per presentare il consueto report annuale sulla capacità delle imprese culturali e creative italiane di generare valore, rafforzare i territori e affrontare le trasformazioni economiche e sociali contemporanee.<strong>Io sono Cultura</strong> è l’indagine che da anni, la Fondazione realizza congiuntamente con Unioncamere, con la collaborazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Fondazione Fitzcarraldo, Fornasetti e con il patrocinio del ministero della Cultura. L’edizione 2026, relativa ai dati raccolti nel 2025, evidenzia un sistema cultura in crescita: <strong>nel 2025, il comparto ha generato 115,8 miliardi di euro di valore aggiunto</strong>, <strong>pari al 5,7% dell’economia nazionale</strong>, con un aumento del 3,3% rispetto al 2024. Considerata, però, la capacità del sistema produttivo culturale e creativo di attivare altre risorse, si raggiungono i 310 miliardi di euro complessivi, pari al 15,4% del Pil italiano.Positivo anche l’impatto occupazionale della filiera, che <strong>dà lavoro a quasi 1,54 milioni di persone</strong> (+1,7% rispetto al 2024), pari al 5,7% dell’occupazione complessiva: il 24,9% sono under 35, il 52,6% laureati, e si conferma un equilibrio nella distribuzione di genere. Ma il report conferma anche come la metà degli occupati della cultura, in Italia, siano lavoratori indipendenti. E che il tasso di insoddisfazione dei lavoratori, al 7,5%, è più alto della media nazionale, soprattutto per quel che riguarda il segmento delle arti performative.Nel 2025, <strong>il numero delle imprese culturali supera le 292mila realtà</strong>. Di queste, il 17,9% sono imprese a conduzione femminile, il 7,9% sono riconducibili alla giovane imprenditoria. Ma particolarmente rilevante, nel “core” cultura è anche la dimensione del <strong>Terzo Settore</strong>, con 27.240 istituzioni non-profit attive in cultura e creatività. E in alcuni settori, come quello delle arti performative, l’incidenza del Terzo Settore è ancora più rilevante. Su base regionale, è il Lazio a rilevare la più alta incidenza del valore aggiunto e dell’occupazione culturale e creativa, seguito da Lombardia e Piemonte.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Se si scompone in segmenti il settore, Software e videogiochi si confermano il principale generatore di valore e occupazione, seguiti da Editoria e stampa e da Architettura e design che, nel 2025, crescono entrambe. “<em>La forza della nostra economia e del made in Italy</em>” spiega <strong>Ermete Realacci</strong>, presidente della Fondazione Symbola “<em>deve molto, in tutti i campi, alla cultura e alla bellezza. Più che in altri Paesi. Cultura e creatività oltre ad arricchire la nostra identità e alimentare la domanda di Italia nel mondo, possono aiutarci ad affrontare insieme, senza paura, le difficili sfide che abbiamo davanti. A partire dalla crisi climatica. L’Italia, forte di oltre un milione e mezzo di addetti culturali e creativi può offrire un contributo importante ad una transizione verde e digitale. Come più volte sottolineato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ‘la cultura non rappresenta un lusso superfluo, ma un autentico asset competitivo’</em>”.<br />
Peraltro, come sottolinea <strong>Andrea Prete</strong>, presidente di Unioncamere, “<em>il valore della cultura si estende ben oltre i confini delle industrie culturali e creative, alimentando innovazione, qualità e capacità di competere in molti comparti dell’economia</em>”. Come <strong>nel turismo, dove la componente culturale genera oltre il 40% delle presenze e più della metà della spesa complessiva</strong>; o nell’artigianato e nella manifattura di qualità, fondati su creatività e design.</p>
<div class="c-adv u-space:p-block u-space:xs">
<div class="pubtech-incontent" data-size-mobile="300x100,280x72,300x250" data-size-tablet="220x183" data-size-desktop="728x90">
<div class="container_C_2 pubtech-adv-container pubtech-adv-incontent pubtech-adv-bg">
<div id="C_2" class="adv-wrapper advblockshown" data-google-query-id="CJ6g1Nu215UDFYEIBgQdqgof1A"></div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rapporto Unioncamere, Symbola e Deloitte</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/rapporto-unioncamere-symbola-e-deloitte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 14:07:11 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=114151</guid>

					<description><![CDATA[Rapporto Unioncamere, Symbola e Deloitte (Il Sole 24 Ore Radiocor) &#8211; Roma, 16 lug &#8211; Cultura e bellezza sono tratti identitari radicati nella societa&#8217; e nell&#8217;economia. I dati della sedicesima edizione del Rapporto curato da Unioncamere, Fondazione Symbola e Deloitte mostrano che la cultura e&#8217; uno dei motori dell&#8217;economia, settore strategico per posti di lavoro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Rapporto Unioncamere, Symbola e Deloitte (Il Sole 24 Ore Radiocor) &#8211; Roma, 16 lug &#8211; Cultura e bellezza sono tratti identitari radicati nella societa&#8217; e nell&#8217;economia. I dati della sedicesima edizione del Rapporto curato da Unioncamere, Fondazione Symbola e Deloitte mostrano che la cultura e&#8217; uno dei motori dell&#8217;economia, settore strategico per posti di lavoro e ricchezza ma anche innovazione. Nel 2025 la filiera della cultura ha generato 115,8 miliardi di valore aggiunto, il 5,7% dell&#8217;economia, con una crescita del +3,3% su anno; gli occupati sono 1,54 milioni, il 5,7% del totale, con un incremento dell&#8217;1,7%: ogni euro generato dal sistema culturale ne attiva altri 1,7 nel resto dell&#8217;economia, muovendo 310 miliardi, il 15,4% del Pil. L&#8217;analisi territoriale conferma la forte concentrazione delle attivita&#8217; nel Centro-Nord e grandi aree metropolitane, ma mette in luce la crescente capacita&#8217; dei territori di valorizzare la cultura come elemento distintivo del modello di sviluppo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Presentazione del rapporto &#8220;Io Sono Cultura 2026&#8221;</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/presentazione-del-rapporto-io-sono-cultura-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 13:58:04 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=114149</guid>

					<description><![CDATA[https://www.radioradicale.it/scheda/794779/presentazione-del-rapporto-io-sono-cultura-2026]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.radioradicale.it/scheda/794779/presentazione-del-rapporto-io-sono-cultura-2026">https://www.radioradicale.it/scheda/794779/presentazione-del-rapporto-io-sono-cultura-2026</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cultura, 1,5 milioni di lavoratori e 115 miliardi di valore nel 2025: il traino di software e videogiochi</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/cultura-15-milioni-di-lavoratori-e-115-miliardi-di-valore-nel-2025-il-traino-di-software-e-videogiochi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 13:41:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=114146</guid>

					<description><![CDATA[Vale oltre 115 miliardi il sistema produttivo culturale e creativo italiano, che con una crescita del 3,3% nel 2025 rispetto al 2024 si conferma un come motore di sviluppo economico, occupazionale e sociale del Paese. Il dato emerge dal report «Io sono cultura» realizzato congiuntamente da Fondazione Symbola, Unioncamere, dal suo Centro Studi Guglielmo Tagliacarne [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="m1313-1312-1314" class="content ">
<p class="chapter-paragraph">Vale oltre 115 miliardi il sistema produttivo culturale e creativo italiano, che con una crescita del 3,3% nel 2025 rispetto al 2024 si conferma un come motore di sviluppo economico, occupazionale e sociale del Paese. Il dato emerge dal report «Io sono cultura» realizzato congiuntamente da Fondazione Symbola, Unioncamere, dal suo Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e Deloitte con la collaborazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Fondazione Fitzcarraldo, Fornasetti e con il patrocinio del ministero della Cultura.<br />
La filiera &#8211; tra professionisti, imprese, terzo settore e pubblica amministrazione – vale circa il 5,7% dell&#8217;economia nazionale e dà lavoro a quasi 1,54 milioni di persone, pari al 5,7% del totale, con un incremento dell&#8217;+1,7% rispetto al 2024. Secondo l’analisi, ogni euro generato dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo ne attiva altri 1,7 nel resto dell’economia, arrivando a muovere circa 310 miliardi di euro complessivi, pari al 15,4% del PilL italiano.</p>
</div>
<div id="m1318-1317-1319" class="content ">
<h2 id="m1375-1374-1376" class="native-summary-content paragraph-summary title-art is-small--bre-c-h " spellcheck="true">La crescita</h2>
<p class="chapter-paragraph">La crescita interessa entrambe le componenti del sistema. Da un lato il “core” Cultura, che nel 2025 ha generato 66,8 miliardi di euro di valore aggiunto ed è cresciuto del +3,2% rispetto all’anno precedente; dall’altro gli <i>Embedded Creatives</i>, ossia i professionisti culturali e creativi impiegati nei settori non strettamente culturali, che producono quasi 49 miliardi di euro e registrano una crescita del +3,4%. Numeri che raccontano una forza economica rilevante, ma che rimandano anche a qualcosa di più profondo: la capacità della cultura di produrre innovazione, relazioni, inclusione, identità e fiducia, ingredienti essenziali della competitività italiana.<br />
Tra i domini del core Cultura, Software e videogiochi si confermano il principale generatore di valore e occupazione, seguiti da Editoria e stampa e da Architettura e design che, nel 2025, tornano entrambe a crescere. Performance positive interessano anche gli altri comparti, confermando come lo sviluppo del sistema culturale e creativo sia sostenuto tanto dalle attività più innovative quanto da quelle tradizionali.<br />
“La forza della nostra economia e del made in Italy &#8211; dichiara <b>Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola</b> – deve molto, in tutti i campi, alla cultura e alla bellezza. Più che in altri Paesi. Cultura e creatività oltre ad arricchire la nostra identità e alimentare la domanda di Italia nel mondo, possono aiutarci ad affrontare insieme, senza paura, le difficili sfide che abbiamo davanti. A partire dalla crisi climatica. L’Italia, forte di oltre un milione e mezzo di addetti culturali e creativi può offrire un contributo importante ad una transizione verde e digitale. Spostando le produzioni verso la qualità aumenta infatti il valore e diminuisce il consumo di energia e materie prime riducendo le emissioni di CO2: un’economia più a misura d’uomo e per questo più competitiva e più capace di futuro come sostiene il Manifesto di Assisi. Anche da questo deriva la forza del nostro export. Come più volte sottolineato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ‘la cultura non rappresenta un lusso superfluo, ma un autentico asset competitivo’”.<br />
“La creatività – spiega <b>Andrea Prete, presidente di Unioncamere &#8211; </b>non è soltanto un patrimonio identitario dell&#8217;Italia: è una leva strategica di competitività per il nostro sistema produttivo. Il Rapporto Io sono Cultura lo dimostra con chiarezza: il valore della cultura si estende ben oltre i confini delle industrie culturali e creative, alimentando innovazione, qualità e capacità di competere in molti comparti dell&#8217;economia. È così nel turismo, dove la componente culturale genera oltre il 40% delle presenze e più della metà della spesa complessiva, grazie a un&#8217;offerta sempre più orientata all&#8217;esperienza. Ed è così nella manifattura e nell&#8217;artigianato di qualità, dove design, creatività e saper fare rappresentano il tratto distintivo che rende il Made in Italy riconoscibile e apprezzato nel mondo. Investire nella cultura significa quindi investire nella crescita, nell&#8217;innovazione e nella competitività del Paese”.</p>
<div class="bck-adv">
<div class="adv__content"></div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Realacci (Symbola) &#8216;l&#8217;economia della cultura supera i 300 miliardi con l&#8217;indotto&#8217;</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/realacci-symbola-leconomia-della-cultura-supera-i-300-miliardi-con-lindotto-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 13:11:39 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=114143</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;economia della cultura continua a crescere. Direttamente muove oltre 150 miliardi di euro e, considerando l&#8217;indotto, supera i 300 miliardi.È una conferma non solo numerica ma anche simbolica, perché la cultura è un elemento fortissimo dell&#8217;identità italiana e della nostra capacità di competere&#8221;. Lo ha detto il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, all&#8217;ANSA termine [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;economia della cultura continua a crescere. Direttamente muove oltre 150 miliardi di euro e, considerando l&#8217;indotto, supera i 300 miliardi.È una conferma non solo numerica ma anche simbolica, perché la cultura è un elemento fortissimo dell&#8217;identità italiana e della nostra capacità di competere&#8221;. Lo ha detto il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, all&#8217;ANSA termine della presentazione del rapporto Io sono Cultura 2026. Secondo Realacci, la forza della cultura si riflette anche sulla tenuta del sistema produttivo italiano. &#8220;Buona parte della nostra capacità di competere è legata alla qualità e alla bellezza. Quando sei su un livello elevato di qualità e di valore, sei più protetto anche da iniziative improvvide come i dazi. Non a caso il nostro export non è diminuito per effetto di queste misure&#8221;. il presidente di Symbola ha sottolineato che il rapporto evidenzia, sul piano territoriale, &#8220;la forza di Lombardia e Lazio, per ragioni diverse&#8221;. La Lombardia, ha spiegato, &#8220;ha un legame fortissimo con il design: il Salone del Mobile è la più grande iniziativa di design al mondo&#8221;. Ma il dato più incoraggiante riguarda il Mezzogiorno: &#8220;Pur rimanendo inferiore l&#8217;incidenza della cultura sull&#8217;economia del Sud, la crescita percentuale è più elevata. Non solo in Campania, ma anche in altre regioni si vede che questo è un fattore di sviluppo&#8221;. Realacci ha ricordato come il settore culturale e creativo occupi &#8220;un milione e mezzo di persone&#8221; e abbia effetti che vanno oltre i dati economici diretti, influenzando anche il turismo. &#8220;È difficile misurare tutto. Mi piace ricordare una frase di Galileo: &#8216;Misura ciò che è misurabile e rendi misurabile ciò che non lo è&#8217;. Quante persone scelgono l&#8217;Italia perché qui trovano insieme paesaggio, città, patrimonio culturale e buon cibo? Questo intreccio ci rende unici&#8221;.<br />
Guardando al futuro, Realacci ha indicato nell&#8217;incontro tra cultura e nuove tecnologie una delle principali opportunità di crescita. &#8220;Videogiochi, audiovisivo e industrie creative attraggono molto i giovani. È una chiave per capire dove può andare l&#8217;Italia&#8221;. Sul tema dell&#8217;intelligenza artificiale, il presidente di Symbola ha invitato a non perdere di vista &#8220;il fattore umano&#8221;: &#8220;È questo che conviene all&#8217;Italia ed è ciò che ci rende unici. Dobbiamo valorizzare i nostri percorsi formativi, soprattutto nel design, che nascono da un contesto in cui si respira la bellezza&#8221;.<br />
Realacci ha anche richiamato l&#8217;attenzione sul rischio di un&#8217;eccessiva concentrazione del potere tecnologico. &#8220;Si stanno creando centri di potere enormi. Non è detto che economicamente non ci sia anche una bolla, ma è certo che concentrano nelle mani di pochi una capacità di influenza senza precedenti. Su questo l&#8217;Europa deve muoversi unita: con Stati Uniti e Cina non si tratta da soli&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
