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	<title>Ambiente &#8211; Symbola</title>
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	<title>Ambiente &#8211; Symbola</title>
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		<title>E&#8217; venuto il momento di rompere le scatole</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/e-venuto-il-momento-di-rompere-le-scatole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 09:18:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo anni di mediazioni e scontri tra Bruxelles, industria e ambientalisti, il 12 agosto entra nel vivo la più grande riforma europea sugli imballaggi degli ultimi 30 anni. È il cosiddetto Ppwr, il regolamento sugli imballaggi e relativi rifiuti, che sostituisce una direttiva del 1994. L&#8217;obiettivo è ridurre la quantità di packaging e lo spreco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo anni di mediazioni e scontri tra Bruxelles, industria e ambientalisti, il 12 agosto entra nel vivo la più grande riforma europea sugli imballaggi degli ultimi 30 anni. È il cosiddetto Ppwr, il regolamento sugli imballaggi e relativi rifiuti, che sostituisce una direttiva del 1994. L&#8217;obiettivo è ridurre la quantità di packaging e lo spreco di materiali, aumentare riciclo e riuso, limitare le sostanze inquinanti: spingere cioè l&#8217;intera filiera verso l&#8217;economia circolare. Le regole entreranno in vigore per gradi. Il 12 agosto scattano i primi divieti: niente più imballaggi a contatto con gli alimenti che contengano Pfas-le sostanze perfluoroalchiliche usate come impermeabilizzanti &#8211; oltre soglie minime (25 microgrammi per chilo di materiale), mentre restano confermati i limiti sui metalli pesanti. Gli obblighi più stringenti arriveranno tra il 2028 e il 2030: un tetto del 50 per cento al volume vuoto degli scatoloni, contro i maxi-pacchi dell&#8217;e-commerce; classi di riciclabilità, contenuto minimo di riciclato, obiettivi di riuso. Entro il 2030 i rifiuti da imballaggio dovranno calare del 5 per cento rispetto al 2018. Una novità tocca poi migliaia di imprese ben oltre il packaging. In molti casi gli obblighi di conformità ricadranno sull&#8217;azienda che immette sul mercato il prodotto confezionato, e non sul solo produttore dell&#8217;imballaggio. «Molte imprese non ne sono ancora consapevoli», avverte AI supermercato Entra nel vivo la riforma sugli imballaggi e sui relativi rifiuti È venuto il momento di rompere le scatole Dal 12 agosto cambiano le regole per gli imballaggi pericolosi. Ma le aziende protestano e chiedono un rinvio zolino, presidente della Federazione gomma plastica. Nel frattempo, in Italia il Conai, il consorzio nazionale imballaggi, è sommerso di richieste di chiarimenti last minute dalle imprese, e oltre alle informazioni sul proprio sito ha messo in campo webinar e sportelli dedicati. E proprio mentre il regolamento entra in vigore, è già partita la corsa a rinviarlo. I produttori lamentano la mancanza di decine di atti delegati e norme tecniche. Ad aprile13 8 amministratori delegati, da Coca-Cola fino a Mutti, hanno scritto a Bruxelles per spostare la data. E anche il governo italiano, all&#8217;ultimo Consiglio ambiente Ue, ha chiesto un calendario certo. Gli ambientalisti però non ci stanno. Per Zero Waste Europe riaprire una norma approvata dopo anni di negoziato «crea un precedente pericoloso». «Siamo leader dell&#8217;economia circolare in Europa» conclude Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente. «Non è questione di spostare la scadenza, ma di impegnarsi».</p>
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		<title>A occhi aperti verso il mare. E&#8217; la Napoli di Al Faro Festival</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/a-occhi-aperti-verso-il-mare-e-la-napoli-di-al-faro-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 09:04:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dal 28 luglio al 2 agosto torna per il secondo anno la rassegna diretta da Laura Valente Antico e moderno . Presente e futuro. Se ne dicono tante su Napoli . Rischiando pure di dimenticarsi che il mare sta sempre là . Tutti i giorni . È il punto di partenza di «Al Faro Festival» [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 28 luglio al 2 agosto torna per il secondo anno la rassegna diretta da Laura Valente Antico e moderno . Presente e futuro. Se ne dicono tante su Napoli . Rischiando pure di dimenticarsi che il mare sta sempre là . Tutti i giorni . È il punto di partenza di «Al Faro Festival» , seconda edizione , dal 28 luglio al 2 agosto , che ha messo gambe e testa proprio di fronte al mare , al Faro di molo San Vincenzo . Un faro del Quattrocento , trasformato dai Borboni , avvolto , dal 1950 , in un mosaico di mattonelle di maiolica rossa e arricchito ( nel 2016 ) da una sorgente luminosa a led . Se non è già futuro questo ? Poi , certo , questa seconda edizione del festival &#8211; voluto fortemente dal sindaco Gaetano Manfredi , ideato e diretto da Laura Valente , finanziato da Comune di Napoli Città metropolitana , in collaborazione con Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno centrale e della Marina militare &#8211; , non può non scendere a patti con la storia , individuando Il filo del discorso , titolo del primo appuntamento (tutti a ingresso gratuito) , martedì 28 luglio , dalle 19 . Il «filo» è un proseguimento di un discorso iniziato nel 2025 , per le celebrazioni dei primi 2500 anni di Napoli . Ivan Tresoldi , in arte « ivan » , poeta visivo e pioniere della poesia di strada italiana , creerà un bosco di lettere cucite da fili rossi . Spetterà ai visitatori metterci qualcosa di proprio . Magari solo un pensiero , uno dei tanti affidati al mare quando dallo stesso molo partivano bastimenti per l &#8216; Argentina , l &#8216;altro punto di arrivo di Al Faro Festival , raccontato &#8211; sempre la sera del 28 luglio , dalle 20 . 30 , nell &#8216; Arena San Vincenzo &#8211; dallo scrittore napoletano Maurizio de Giovanni , autore del monologo El Mar de Dios , chiaro riferimento alla « Mano de Dios » di Diego Armando Maradona , ponte ideale per parlare di Napoli e Buenos Aires, mentre la pianista Gloria Campaner e Mario Stefano Pietrodarchi al bandonèon creeranno un tappeto sonoro tra tango e scuola napoletana . Parlare di « NapoBaires » vuol dire anche assistere mentre la street artist Roxy in the Box crea l&#8217;opera Maradona. A due passi dal Faro : « Uno spazio normalmente inaccessibile , e forse è proprio per questo che ci sembra il posto giusto per fare un festival : perché quello che accade qui non accade altrove » , spiega Laura Valente , che aggiunge : « Quest &#8216; anno portiamo Maradona e Buenos Aires , le Sirene e l &#8216; Africa , San Gennaro e gli sbarchi , la grande tradizione napoletana e uno dei coreografi più visionari al mondo » . Il coreografo è Hofesh Shechter, autore di In The Brain , il 29 luglio , dalle 21 . 30 : celebrazione del movimento , della musica e dell &#8216; energia allo stato grezzo, un lavoro concepito appositamente per Al Faro Festival . Al centro della scena , un costume: firmato da Odette Nicoletti e indossato da Vanessa Redgrave nel ruolo di Eleonora Pimentel Fonseca , eroina della rivoluzione napoletana del 1799 , tra le protagoniste di Sirene , un monologo ( giovedì 30 luglio , alle 20 . 30 ) scritto per il festival da Donatella Di Pietrantonio ( voce recitante ) e dedicato all &#8216; identità stessa della città di Napoli-Partenope . Mediterranea , certo , come il collettivo del Mali Les Amazones d &#8216; Afrique , affiancato dalle étoile del Bayerisches Staatsballett , Ksenia Shevtsova e Julian MacKay . Che ci fanno insieme Ermete Realacci , presidente onorario di Legambiente , e il cantautore Canio Loguercio ? Sono voce recitante e cantata di Viento ( 31 luglio , 20 . 30 ) . « Tutto gratuito , tutto aperto , tutto sul mare . Perché Napoli Millenaria è una scommessa sulla capacità di questa città di contenere tutto , e di restituirlo » , racconta Laura Valente . In quel « tutto » non può mancare San Gennaro Superstar , titolo del monologo inedito di Roberto Saviano ( alle 21 . 30 del 31 luglio ) per il quale San Gennaro non è un santo come gli altri : è un patto . Tra un popolo e la propria sopravvivenza . Il passato ritorna in occasione del mezzo secolo di Gatta Cenerentola di Roberto de Simone . Cinquant &#8216; anni fa , a Spoleto , il maestro concertatore era Antonio Sinagra , presente anche sabato 1° agosto , per Moresche , Gatte e altre storie . Infine , Jesce sole , canto del Duecento e titolo del concerto All &#8216; alba ( 2 agosto ) , al sorgere del sole , con gli occhi puntati sia sui 27 metri del faro , sia sul mare . Immaginando già le imbarcazioni dell &#8216; America &#8216; s Cup 2027 .</p>
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		<title>Symbola, Ermete Realacci: opportunità green per le imprese</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/symbola-ermete-realacci-opportunita-green-per-le-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 12:17:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ermete Realacci è una delle figure di riferimento dell’ambientalismo italiano. Da sempre impegnato nella tutela dell’ambiente, ha guidato Legambiente fin dai primi anni ed è tra i fondatori del Kyoto Club. Oggi presiede Symbola – Fondazione per le qualità italiane, promuovendo un modello di sviluppo sostenibile che valorizza territori, comunità e imprese responsabili. È stato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Ermete Realacci è una delle figure di riferimento dell’ambientalismo italiano. Da sempre impegnato nella tutela dell’ambiente, ha guidato Legambiente fin dai primi anni ed è tra i fondatori del Kyoto Club. Oggi presiede Symbola – Fondazione per le qualità italiane, promuovendo un modello di sviluppo sostenibile che valorizza territori, comunità e imprese responsabili. È stato parlamentare e presidente della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei deputati, distinguendosi per un’intensa attività legislativa sui temi ambientali. Tra le leggi che portano il suo nome figurano l’istituzione della Commissione d’inchiesta sulle ecomafie, il rafforzamento del sistema nazionale di protezione ambientale, la normativa contro gli ecoreati e la tutela dei piccoli comuni. Nel corso della sua attività si è occupato di risparmio energetico, fonti rinnovabili, difesa del territorio e coesione sociale, promuovendo anche iniziative contro l’abusivismo edilizio e a favore dell’agroalimentare di qualità, del commercio equo e solidale e della responsabilità sociale d’impresa. Ha contribuito inoltre a misure per un’edilizia sostenibile come ecobonus, sisma-bonus e bonus verde.</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno coperto circa il 41% della domanda elettrica italiana. Dal punto di vista economico, il settore green ha sviluppato nel periodo recente un fatturato complessivo di oltre 9–12 miliardi di euro, con una crescita sostenuta sia dalla domanda interna di energia pulita sia dalle esportazioni di tecnologie e sistemi chiavi in mano verso mercati esteri. Lei sottolinea spesso il legame tra transizione verde, coesione e sviluppo economico: in che modo le imprese possono trasformare la sfida energetica in un’opportunità concreta di crescita e occupazione?</strong></p>
<p class="wp-block-paragraph">“Secondo i dati del Rapporto <em>Greenitaly 2025</em>, realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, sono 578 mila le imprese italiane che negli ultimi sei anni hanno investito nel green. In particolare su risparmio energetico e utilizzo di fonti rinnovabili, riduzione e recupero di materie prime e acqua, innovazioni di processo e di prodotto. Queste imprese sono più solide: innovano di più, esportano di più e creano più posti di lavoro. Confermano che affrontare la crisi climatica è oramai una leva di competitività economica. Lo sa bene la Cina che ha conquistato importanti quote di mercato mondiale puntando sulle fonti rinnovabili, sulle batterie e sull’auto elettrica, passando negli ultimi venti anni dal 4% al 32% della produzione globale di auto, mentre l’Europa in ritardo ha dimezzato la sua quota. Nonostante la propaganda politica di Trump, anche in America oramai il Texas, uno stato tradizionalmente repubblicano, batte la California sulle rinnovabili”.</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>La filiera delle rinnovabili in Italia conta quasi 38mila imprese, dato in costante crescita: quali sono oggi, secondo lei, le principali leve per rafforzare ulteriormente questo tessuto produttivo e renderlo più competitivo nella crisi energetica?</strong></p>
<p class="wp-block-paragraph">“Siamo la superpotenza europea dell’economia circolare: recuperiamo nel campo dei rifiuti molto più di tutti gli altri paesi: 30 punti in più rispetto alla media europea, molto più di Francia e Germania. Questo primato nasce dalla nostra tradizione produttiva (gli stracci di Prato, le cartiere della Lucchesia, i rottami di Brescia) nata per organizzarsi in carenza di materie prime. Siamo forti persino nelle giostre: i bambini di Pechino, Shangai, Coney Island giocano su giostre italiane prodotte in Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia. Queste giostre vincono perché sono più belle e attente alle diverse culture, ma anche perché consumano meno energia, materiali e acqua dei concorrenti.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Ma nelle rinnovabili abbiamo perso terreno: nel 2005 la Germania aveva il 5% di energia rinnovabile e l’Italia il 15%; oggi la Germania è al 60% e l’Italia al 41%. Le rinnovabili oggi sono la strada per chi vuole essere più indipendente e pagare meno le bollette. In passato abbiamo sprecato enormi quantità di denaro pubblico per sostenere persino miniere di carbone di pessima qualità, che non avevano futuro. Ora ci si oppone persino a pale eoliche offshore messe a 40 chilometri dalla costa. Bisogna cambiare ottica. Non a caso il direttore generale della Banca d’Italia Angelini, Mario Draghi o l’amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini, spingono sulle rinnovabili per abbassare il costo dell’energia e avere più indipendenza. E Giuseppe Pasini, presidente del colosso siderurgico Feralpi Group, ha investito 250 milioni di euro sul fotovoltaico. Come dice il presidente Mattarella, se non si accetta la sfida ambientale, ci indeboliamo”.</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Già nel 2022 Fondazione Symbola, in una ricerca, parlava delle Cer, Comunità energetiche rinnovabili, viste con interesse da oltre la metà delle imprese campione dell’indagine. Dai dati è emerso che il principale vantaggio delle Cer per le imprese è il risparmio in bolletta, ma anche il ritorno reputazionale e il legame con il territorio. Cosa manca oggi per passare dall’interesse alla realizzazione diffusa?</strong></p>
<p class="wp-block-paragraph">“Una Comunità energetica rinnovabile (Cer) è un gruppo di cittadini, imprese, enti locali e organizzazioni che collaborano per produrre e condividere energia elettrica da fonti rinnovabili. L’energia viene generata da impianti appartenenti o gestiti dai membri della comunità e può essere condivisa virtualmente tra produttori e consumatori situati nella stessa area geografica, utilizzando la rete elettrica nazionale. L’obiettivo è favorire l’autoconsumo collettivo, ridurre i costi energetici e promuovere la sostenibilità ambientale. Le Comunità energetiche rinnovabili sono uno strumento formidabile per affrontare la crisi climatica, abbassare le bollette, rendere l’Italia più libera da ricatti energetici puntando sulle rinnovabili. L’ostacolo maggiore alla loro diffusione è sempre lo stesso: la burocrazia. C’erano, ad esempio, fondi per oltre un miliardo di euro per i comuni sotto i 5 mila abitanti, inutilizzati perché i processi autorizzativi sono troppo complessi per quelle amministrazioni. E miliardi di euro destinati alla transizione energetica (circa 4 miliardi l’anno) sono stati usati dai governi per la fiscalità generale.</p>
<p class="wp-block-paragraph">A Roma esiste anche un’esperienza straordinaria. Le monache clarisse del Monastero di Santa Chiara hanno realizzato una comunità energetica – “La Pianticella” – con alcune famiglie del quartiere. L’ispirazione è venuta dall’enciclica Laudato Sì. Ma sono percorsi complicati; se non sono disponibili le competenze tecniche, è difficile. Le Cer sono state pensate per impianti di piccola scala. Bisogna alzare la potenza e aprirle alle imprese nelle aree produttive, a partire dall’uso dei tetti. Oggi i blocchi non sono economici — perché queste soluzioni convengono — ma politici e di sistema. Bisogna facilitare i passaggi e usare correttamente i fondi del Pnrr, che invece stiamo usando per altro. Lo Stato non deve limitarsi a dare sconti in bolletta che costano tantissimo al bilancio pubblico; deve mettere cittadini e imprese in condizione di autoprodursi l’energia per essere indipendenti. Come dice il Manifesto di Assisi, affrontare la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro”.</p>
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			</item>
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		<title>Carta e cartone, il riciclo sale al 93,1%: Italia oltre il target Ue</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/carta-e-cartone-il-riciclo-sale-al-931-italia-oltre-il-target-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 09:41:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’Italia ha superato da tempo il traguardo europeo del riciclo degli imballaggi in carta e cartone. E continua ad allungare il passo. Nel 2025 il tasso di riciclo raggiunge il 93,1%, ben oltre l’obiettivo dell&#8217;85% fissato dall’Unione europea per il 2030. Un risultato che conferma la filiera cartaria italiana tra le più avanzate d&#8217;Europa e rafforza il ruolo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>Italia</strong> ha superato da tempo il <strong>traguardo europeo del riciclo degli imballaggi in carta e cartone</strong>. E continua ad allungare il passo. Nel 2025 il tasso di riciclo raggiunge il 93,1%, ben oltre l’obiettivo dell&#8217;85% fissato dall’<strong>Unione europea</strong> per il 2030. Un risultato che conferma la filiera cartaria italiana tra le più avanzate d&#8217;Europa e rafforza il ruolo della carta come uno dei principali esempi di economia circolare nel Paese.</p>
<p>Il dato emerge dal <strong>Piano specifico di prevenzione</strong> approvato il 17 giugno dall&#8217;<strong>assemblea ordinaria dei consorziati di Comieco</strong>, il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica, insieme al <strong>Bilancio consuntivo 2025 </strong>e al <strong>Bilancio previsionale 2026</strong>. Il quadro completo sull&#8217;andamento della raccolta differenziata e del riciclo nel 2025 sarà presentato il 10 luglio a <strong>Napoli</strong>, in occasione della pubblicazione del<strong> 31esimo Rapporto Comieco</strong>.</p>
<p>Dietro questo risultato c’è una filiera che negli ultimi anni ha continuato a crescere sia sul fronte della raccolta sia su quello della capacità industriale. La raccolta differenziata comunale di carta e cartone ha sfiorato i 3,9 milioni di tonnellate nel 2024, con un aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente. Ogni italiano ha conferito mediamente 65,4 chilogrammi di carta e cartone, mentre Sud e Isole hanno superato per la prima volta la soglia dei 50 chilogrammi pro capite.</p>
<p>La crescita della raccolta è stata accompagnata dalla <strong>ripresa dell&#8217;industria cartaria</strong>. Dopo un 2023 più difficile, la produzione nazionale è tornata a salire fino a sfiorare gli 8 milioni di tonnellate, mentre il consumo interno di carta recuperata è aumentato di oltre 200 mila tonnellate. La carta da riciclo si conferma così la principale materia prima della filiera.</p>
<p>A sostenere questo modello è una rete che coinvolge cittadini, amministrazioni locali, operatori della raccolta e industria del riciclo. Secondo uno studio di <strong>NeXt Economia </strong>e<strong> Fondazione Symbola</strong> richiamato da <strong>Comieco</strong>, il sistema di economia circolare costruito attorno alla carta e al cartone genera un ritorno degli investimenti fino al <strong>688%</strong>. In pratica, attraverso il contributo ambientale Conai, per ogni euro investito nella filiera si genera un valore di poco inferiore ai sette euro. Nel 2024 Comieco ha avviato a riciclo quasi <strong>2,5 milioni di tonnellate di carta e cartone</strong> e riconosciuto ai Comuni oltre <strong>220 milioni di euro di corrispettivi economici</strong>.</p>
<p>Nonostante i risultati raggiunti, <strong>i margini di crescita restano significativi</strong>. Il tasso di intercettazione di carta e cartone nei rifiuti urbani ha raggiunto il 13,5%, ma secondo le stime della filiera potrebbe salire al 15-16% nei prossimi anni. Tradotto in volumi, significa recuperare fino a 600 mila tonnellate aggiuntive di materiale cellulosico, alimentando ulteriormente la domanda delle cartiere italiane e riducendo il ricorso a materie prime vergini.</p>
<p>Una parte importante di questo potenziale si concentra nel <strong>Mezzogiorno</strong>, dove continuano a esistere <strong>ampi margini di miglioramento</strong>. Per accelerare la crescita della raccolta, Comieco ha rafforzato il <strong>Piano Sud</strong> e punta anche sullo <strong>sviluppo dell’impiantistica</strong>. I cosiddetti <strong>“Progetti Faro” </strong>del <strong>Pnrr</strong> destinano infatti al comparto cartario circa <strong>106 milioni di euro per la realizzazione di 58 impianti</strong>, a cui si aggiungono investimenti privati stimati in circa 400 milioni di euro.</p>
<p>La sfida dei prossimi anni non riguarderà soltanto le quantità raccolte, ma la capacità di intercettare nuova materia, migliorare la qualità della raccolta e sostenere la crescente domanda di carta recuperata da parte dell&#8217;industria nazionale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>&#8220;Patriottismo dolce&#8221; per l&#8217;Italia</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/patriottismo-dolce-per-litalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 12:21:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Patriottismo dolce&#8221; per l&#8217;Italia Si intitola «Patriottismo dolce-Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture» la XXIV edizione del Seminario Estivo, promossa da Fondazione Symbola presso il teatro scientifico &#8220;Bibiena&#8221; di Mantova. La &#8220;tre giorni&#8221;, dall&#8217;i 1 al 13 giugno prossimi, giunge dopo i successi di pubblico e di interesse riscossi dall&#8217;edizione di due anni fa. a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Patriottismo dolce&#8221; per l&#8217;Italia Si intitola «Patriottismo dolce-Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture» la XXIV edizione del Seminario Estivo, promossa da Fondazione Symbola presso il teatro scientifico &#8220;Bibiena&#8221; di Mantova. La &#8220;tre giorni&#8221;, dall&#8217;i 1 al 13 giugno prossimi, giunge dopo i successi di pubblico e di interesse riscossi dall&#8217;edizione di due anni fa. a pagina XIII DALL&#8217;Il AL 13 GIUGNO A MANTOVA IL XXIV SEMINARIO ESTIVO «Patriottismo dolce», è lo spunto per parlare di identità, soft economy e comunità tra istituzioni, docenti e imprese ND di Mauro Faverzani Si intitola «Patriottismo dolce-Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture» la XXIV edizione del Seminario Estivo, promossa da Fondazione Symbola presso il teatro scientifico &#8220;Bibiena&#8221; di Mantova. La &#8220;tre giorni&#8221;, dall&#8217;I 1 al 13 giugno prossimi, giunge dopo i successi di pubblico e di interesse riscossi dall&#8217;edizione di due anni fa, centrata su una frase di sant&#8217;Agostino, «Noi siamo i tempi», e l&#8217;edizione dell&#8217;anno scorso dal suggestivo titolo: «Se l&#8217;Italia fa l&#8217;Italia». Sempre qualificatissimi i relatori presenti per l&#8217;occasione, dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, a quello del Veneto, Alberto Stefani, dal presidente di Unioncamere Lombardia, il cremonese Gian Domenico Auricchio, al Presidente emerito della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Stefano Zamagni, dal ministro dell&#8217;Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin. al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e poi molti docenti universitari ed i vertici delle varie categorie economiche e produttive. L&#8217;elenco completo è lunghissimo. Ne abbiamo parlato col presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci. Presidente, perché avete scelto questo titolo? «Perché questo è un periodo difficile a livello internazionale: viviamo un tempo di fratture, in cui sembra che a dominare siano la potenza, la forza e l&#8217;arroganza. Noi invece, con questo titolo proponiamo un&#8217;idea condivisa ed inclusiva dell&#8217;Italia, che non lascia indietro nessuno e che, anzi, si rafforza proprio grazie a politiche di transizione verde, di innovazione e di cultura». Per il quarto anno consecutivo avete scelto Mantova come location&#8230; «Sì, in quel teatro Bibiena, che a suo tempo accolse un quattordicenne di nome Mozart. Inizieremo, premiando cento imprese artigiane rivelatesi in grado di collegare qualità e identità con le nuove tecnologie. Poi, nel pomeriggio, parleremo di crisi climatica e indipendenza energetica assieme a grossi nomi del settore, tra i quali Francesco La Camera, direttore generale di IRENAAgenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili, che ha sede ad Abu Dhabi. Sarà lui a spiegarci come si stia cambiando completamente rotta, tant&#8217;è vero che il grosso delle nuove installazioni per la produzione di energia elettrica è ormai alimentato da fonti rinnovabili. Faremo poi il punto sull&#8217;intelligenza artificiale con il contributo di Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica 2021. Infine, chiuderemo la giornata, facendo dialogare nell&#8217;ambito dell&#8217;evento &#8220;Lombardia locomotiva verde d&#8217;Italia?&#8221;, il presidente di Confindustria Lombardia, Giuseppe Pasini, col presidente di Assolombarda, Alvise Biffi». 1112 giugno parlerete, invece, di economia circolare&#8230; «Sì. Prima, in mattinata, presenteremo il rapporto annuale &#8220;Coesione è competizione&#8221;; poi, nel pomeriggio, parleremo di economia circolare, prendendo spunto da un libro, che scrissi nel 2005, dal titolo &#8220;Soft economy&#8221;: in quegli anni v&#8217;era un acceso un dibattito, partito negli Stati Uniti, tra &#8220;hard power&#8221; ovvero il potere della forza, anche militare, e &#8220;soft power&#8221; ovvero il potere della bellezza, della qualità, della passione e della coesione, tutte cose in cui l&#8217;Italia eccelle». Sabato, invece, approfondirete il tema, che fa da titolo al Seminario Estivo&#8230; «Sì, del resto abbiamo sempre pensato che fosse molto importante parlare di numeri, di tecnologie, di potenzialità, ma tutto questo non sarebbe sufficiente se non vi fossero anche identità, coesione e comunità. Vede, ho sempre ammirato quelli che riescono in una battuta a trovare una sintesi efficace di concetti importanti come Alexander Langer, ad esempio, che disse: &#8220;La conversione ecologica si potrà affermare solo quando verrà percepita come socialmente desiderabile&#8221;. E, tanto per fare un&#8217;altra citazione illustre, un grande sindaco di Firenze, Giorgio La Pira, molti anni fa disse: &#8220;Solo gli animali privi di spina dorsale hanno bisogno del guscio&#8221;, riferendosi al fatto che, alla fine, i muri sono figli di identità deboli. Noi abbiamo sempre scommesso sul fatto che il futuro dell&#8217;Italia e le cose che ci stanno a cuore debbano invece incrociarsi con un&#8217;idea ambiziosa del nostro Paese». Qual è il valore aggiunto che spinge Fondazione Symbola ad organizzare ogni anno un evento tanto ricco ed articolato? «La voglia di essere anche in questo fedeli alla nostra missione. Il nome della nostra Fondazione, &#8220;Symbola&#8221;, è stato scelto, perché in greco il &#8220;simbolo&#8221; indica la tessera spezzata, che mette assieme realtà diverse. E questo vale tanto nei tanti rapporti che elaboriamo su scala territoriale quanto nella produzione di idee e di valori.</p>
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		<title>Il patriottismo dolce sboccia a Mantova. Dal Seminario della Fondazione Symbola un modello produttivo che punta su sostenibilità, relazioni, bellezza, innovazione e coesione sociale come fattori strategici di sviluppo</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/il-patriottismo-dolce-sboccia-a-mantova-dal-seminario-della-fondazione-symbola-un-modello-produttivo-che-punta-su-sostenibilita-relazioni-bellezza-innovazione-e-coesione-sociale-come-fattori-strat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:20:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dall’11 al 13 giugno il Teatro Scientifico Bibiena di Mantova ospiterà la XXIV edizione del Seminario Estivo di Fondazione Symbola, appuntamento ormai centrale nel dibattito italiano su sostenibilità, innovazione e sviluppo. Il titolo scelto per il 2026 – “Patriottismo dolce. Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture” – racconta bene il clima in cui [&#8230;]]]></description>
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<p>Dall’11 al 13 giugno il Teatro Scientifico Bibiena di Mantova ospiterà la XXIV edizione del Seminario Estivo di Fondazione Symbola, appuntamento ormai centrale nel dibattito italiano su sostenibilità, innovazione e sviluppo. Il titolo scelto per il 2026 – “Patriottismo dolce. Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture” – racconta bene il clima in cui si svolgerà l’iniziativa: nonostante questo che dobbiamo vivere sia un tempo segnato da guerre e tensioni geopolitiche, crisi climatica e nuove disuguaglianze, dobbiamo e vogliamo potere immaginare un futuro desiderabile e fondato sulla coesione territoriale e sociale e sulla qualità.</p>
<p>Il seminario, che Symbola promuove come di consueto insieme a Unioncamere e da qualche anno con il Comune di Mantova, oltre che con la media partnership di greenreport, riunirà istituzioni, imprese, studiosi e rappresentanti della società civile per discutere di transizione energetica, economia circolare, intelligenza artificiale, manifattura, coesione sociale e nuove filiere produttive.</p>
<p>Al centro dell’edizione 2026 c’è soprattutto il concetto di “patriottismo dolce”, espressione cara al presidente della Fondazione, Ermete Realacci. Un’idea di patriottismo ovviamente lontana dai nazionalismi aggressivi e dalle chiusure identitarie che attraversano oggi molte democrazie occidentali, e che forse ne costituiscono il pericolo più grave: democrazie che sembrano sempre più spesso minacciate dall’interno. Il patriottismo “dolce” di Symbola è invece fondato non certo sulla paura dell’altro ma sulla consapevolezza dei propri punti di forza: la qualità del Made in Italy, i territori, la cultura, la manifattura, la capacità di innovare senza rompere il legame con le comunità.</p>
<p>Il patriottismo dolce significa amare il Paese abbastanza da affrontarne le fragilità senza negarne le potenzialità. È un approccio che tiene insieme economia e società, ambiente e lavoro, competitività e inclusione. Non a caso Symbola continua a insistere sul paradigma della “soft economy”: un modello produttivo che punta su sostenibilità, relazioni, bellezza, innovazione e coesione sociale come fattori strategici di sviluppo. In questa visione la transizione ecologica non rappresenta affatto un vincolo, ma è piuttosto un’occasione per rafforzare il sistema economico italiano e renderlo più resiliente.</p>
<p>È proprio sul terreno della transizione energetica che il messaggio del seminario assume una dimensione particolarmente concreta. In una fase storica segnata dall’instabilità internazionale e dalle tensioni sui mercati dell’energia, la decarbonizzazione non è più soltanto una risposta alla crisi climatica: è diventata anche una questione economica, industriale e geopolitica.</p>
<p>Investire nelle energie rinnovabili, nell’efficienza energetica e nelle reti intelligenti significa infatti ridurre la dipendenza dalle fonti fossili importate e aumentare la sicurezza energetica del Paese. L’aggressione della Russia all’Ucraina, prima, con le sue conseguenze sull’approvvigionamento di gas, e poi, in questi ultimi mesi, l’assurda guerra di Trump contro l’Iran che ha portato allo “strangolamento” di Hormuz (il cui transito sino al 28 febbraio era libero per tutte le imbarcazioni), hanno dimostrato con chiarezza quanto possa essere fragile un sistema energetico legato a forniture esterne e a combustibili soggetti a forti oscillazioni di prezzo. Accelerare sulle rinnovabili vuol dire invece rafforzare l’autonomia strategica dell’Italia e dell’Europa.</p>
<p>Ma la buona notizia è che la transizione sarebbe anche conveniente. Le tecnologie pulite stanno diventando sempre più competitive, generano innovazione e aprono nuovi spazi industriali. L’Italia, grazie alla qualità della sua manifattura e alla diffusione di competenze tecnologiche e artigianali, potrebbe giocare un ruolo importante nelle filiere della green economy: forte dei suoi record sull’economia circolare e della sua qualità sull’agroalimentare, dovrebbe davvero puntare sull’innovazione anche in settori quali l’efficienza energetica e la mobilità sostenibile in cui invece siamo in ritardo. In particolare appare davvero paradossale che mentre in tutto il mondo gli inevestimenti nelle rinnovabili crescono esponenzialmente, in Italia siamo fermi e anzi si perde tempo in chiacchiere su un improbabile rilancio del nucleare. Nell’america trumpiana il 92% della nuova potenza installata nel 2025 era rinnovabile contro l’8% di gas e 0 (zero) nucleare. Il repubblicanissimo Texas ha superato la progressista California in rinnovabili. Altro che “green deal ideologico” come qualcuno a destra e tra le rappresentanze industriali si ostina a definire le politiche europee: è l’economia che sta dettando quelle scelte. E la politica dovrebbe seguire – agevolando i processi di permitting e non ostacolandoli come si fa in Italia a livello di governo nazionale e di Regioni (qualsiasi colore politico le governi). Altrimenti dovremo rassegnarci a una nuova forma di “colonizzazione” – forse già in atto – guidata dai cinesi che sono oggi indubbiamente i leader di tutte le tecnologie green.</p>
<p>Dobbiamo invece capire – e il seminario a questo vuole contribuire – che sostenibilità e competitività non sono alternative. I dati sono chiari: le imprese che investono nella transizione ecologica esportano di più, innovano di più e risultano spesso più solide anche sul piano occupazionale.</p>
<p>Dentro questa prospettiva il patriottismo dolce evocato da Symbola assume un significato ancora più ampio. Non si tratta tanto di difendere un’identità nazionale, ma di costruire un modello di sviluppo capace di tenere insieme ambiente, economia, difesa dei valori europei, del sistema di welfare e la coesione sociale. Una visione che prova a rispondere alle “fratture” del presente – territoriali, economiche, culturali e geopolitiche – puntando su ciò che unisce: comunità, qualità, innovazione e responsabilità condivisa.</p>
<p>Nel pieno di una stagione segnata da paure e polarizzazioni, il seminario di Mantova propone dunque un’idea diversa di futuro. Un futuro in cui la transizione verde non è una rinuncia, ma un investimento sul benessere, sulla competitività e sull’indipendenza energetica del Paese. E in cui il senso di appartenenza non si traduce in chiusura, ma nella capacità di valorizzare il meglio dell’Italia e dell’Europa per affrontare le sfide globali.</p>
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		<title>La green economy è la migliore risposta alle crisi che stiamo attraversando</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/la-green-economy-e-la-migliore-risposta-alle-crisi-che-stiamo-attraversando/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 10:28:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Roma, 4 giu. (Adnkronos) &#8211; &#8221;La green economy è la migliore risposta alle crisi che stiamo attraversando grazie a una transizione verde e digitale che è l&#8217;obiettivo dell&#8217;Europa. Occorre accelerare sulle rinnovabili, la transizione verde e sostituire i combustibili fossili per aiutare la pace. Oltre a contrastare la crisi climatica ci rende più liberi dalla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 4 giu. (Adnkronos) &#8211; &#8221;La green economy è la migliore risposta alle crisi che stiamo attraversando grazie a una transizione verde e digitale che è l&#8217;obiettivo dell&#8217;Europa. Occorre accelerare sulle rinnovabili, la transizione verde e sostituire i combustibili fossili per aiutare la pace. Oltre a contrastare la crisi climatica ci rende più liberi dalla dipendenza dal gas e petrolio di importazione. Dipendenza che stiamo pagando pesantemente a seguito delle guerre su diversi fronti&#8221;. Così Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, in occasione della Giornata dell&#8217;Ambiente. &#8220;Esiste già oggi un&#8217;Italia che affronta la sfida alla crisi climatica e che vedremo protagonista anche al Seminario Estivo della Fondazione Symbola a Mantova dall&#8217;11 al 13 giugno dal titolo Patriottismo dolce. Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture che è un&#8217;occasione di incontro per quanti vogliono bene all&#8217;Italia&#8221;, aggiunge.</p>
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		<title>Giornata Ambiente, Realacci: Accelerare su rinnovabili aiuta la pace</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/giornata-ambiente-realacci-accelerare-su-rinnovabili-aiuta-la-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 10:25:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giornata Ambiente, Realacci: Accelerare su rinnovabili aiuta la pace Green economy migliore risposta a crisi Roma, 4 giu. (askanews) &#8211; &#8220;La green economy è la migliore risposta alle crisi che stiamo attraversando grazie a una transizione verde e digitale che è l&#8217;obiettivo dell&#8217;Europa. Occorre accelerare sulle rinnovabili, la transizione verde e sostituire i combustibili fossili [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giornata Ambiente, Realacci: Accelerare su rinnovabili aiuta la pace Green economy migliore risposta a crisi Roma, 4 giu. (askanews) &#8211; &#8220;La green economy è la migliore risposta alle crisi che stiamo attraversando grazie a una transizione verde e digitale che è l&#8217;obiettivo dell&#8217;Europa. Occorre accelerare sulle rinnovabili, la transizione verde e sostituire i combustibili fossili per aiutare la pace&#8221;. Lo ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, in occasione della Giornata dell&#8217;Ambiente. &#8220;Oltre a contrastare la crisi climatica &#8211; ha aggiunto &#8211; ci rende più liberi dalla dipendenza dal gas e petrolio di importazione. Dipendenza che stiamo pagando pesantemente a seguito delle guerre su diversi fronti. Esiste già oggi un&#8217;Italia che affronta la sfida alla crisi climatica e che vedremo protagonista anche al Seminario Estivo della Fondazione Symbola a Mantova dal 11 al 13 giugno dal titolo Patriottismo dolce. Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture che è un&#8217;occasione di incontro per quanti vogliono bene all&#8217;Italia&#8221;. &#8220;Secondo il rapporto GreenItaly di Fondazione Symbola e Unioncamere &#8211; ha ribadito Realacci &#8211; circa un terzo delle imprese (578 mila) negli ultimi cinque anni hanno investito sul green in Italia innovano di più, esportano di più, producono più posti di lavoro: 3,3 milioni di greenjobs. Sono quelle che innovano di più, esportano di più, producono più posti di lavoro. Difendere l&#8217;ambiente e affrontare con coraggio le crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d&#8217;uomo e per questo più capaci di futuro come affermiamo nel Manifesto di Assisi promosso da Fondazione Symbola e Sacro Convento&#8221;.</p>
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		<title>Tra una settimana al via il Seminario estivo di Symbola, con crediti per i giornalisti</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/tra-una-settimana-al-via-il-seminario-estivo-di-symbola-con-crediti-per-i-giornalisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 09:28:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mantova torna a ospitare uno degli appuntamenti di riferimento in Italia sui temi dello sviluppo sostenibile: dall’11 al 13 giugno, al Teatro Scientifico Bibiena, si terrà la XXIV edizione del Seminario estivo di Fondazione Symbola, quest’anno dedicata al tema Patriottismo dolce. Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture, con la media partnership di greenreport. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mantova torna a ospitare uno degli appuntamenti di riferimento in Italia sui temi dello sviluppo sostenibile: dall’11 al 13 giugno, al Teatro Scientifico Bibiena, si terrà la XXIV edizione del Seminario estivo di Fondazione Symbola, quest’anno dedicata al tema <em>Patriottismo dolce. Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture</em>, con la media partnership di greenreport.</p>
<p>Il programma riunirà istituzioni, imprese, ricercatori e rappresentanti della società civile in tre giornate di convegni, dibattiti e presentazioni, con l’obiettivo di raccontare e valorizzare le eccellenze italiane e promuovere un modello di crescita sostenibile, competitivo e inclusivo.</p>
<p>Sono previsti circa 100 contributi, tra cui quelli di Paolo Gentiloni, Adolfo Urso, Marco Maran, Gilberto Pichetto Fratin, Giorgio Parisi, padre Enzo Fortunato, Ferruccio Resta Azzone, Mauro Saviola, Gennaro Auricchio, Gaetano Manfredi, Donatella Sciuto, Marco Granelli, Andrea Illy Costantini, Storer, Gamberini, Pini, Fontana, Vanzina, Mazzoncini, Stefani, Starace, Agostino Re Rebaudengo, Nando Pagnoncelli, Bartoli, Guido Guidesi, Biffi, Pasini, Stefano Zamagni, Giorgio Vittadini, Giuliano Noci e Stefano Ciafani.</p>
<p>Nel corso delle tre giornate si alterneranno confronti su innovazione, transizione energetica, coesione sociale, cultura e sviluppo territoriale, offrendo una piattaforma di dialogo tra pubblico e privato per delineare alcune delle strategie future del Paese. Il Seminario si conferma così come uno spazio di discussione sull’Italia che prova a competere puntando su qualità, comunità, sostenibilità e radicamento territoriale.</p>
<p>«Il Seminario Estivo della Fondazione Symbola è un’occasione di incontro per quanti vogliono bene all’Italia. E per questo vogliono guardarla negli occhi e trovare, in tutti i campi, le energie per affrontare, in un momento molto difficile segnato dai conflitti e dalle tensioni politiche e commerciali, le sfide che abbiamo davanti, a partire dalla transizione verde e digitale, dall’innovazione, dalla coesione. Senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno. Ci aiuteranno nel confronto come sempre analisi, dati e tanti amici e partner. Perché, come dice il Manifesto di Assisi, non c’è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto di giusto c’è in Italia», afferma il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci.</p>
<p>L’appuntamento avrà anche particolare un valore formativo per la professione giornalistica: alle giornaliste e ai giornalisti presenti l’11 e il 12 giugno saranno riconosciuti crediti per la formazione dell’Ordine dei Giornalisti, previa iscrizione attraverso la piattaforma dedicata (<a href="https://www.formazionegiornalisti.it/giornalisti/corsi/dettaglio/838419ec-ea09-42d2-8214-d248b366fbdc" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-cmp-ab="2">qui</a>).</p>
<p>Per partecipare al Seminario di Symbola basta registrarsi, <a href="https://assets1-eur.mkt.dynamics.com/df57ecf1-86ca-44a6-be37-5c3af7c6244d/digitalassets/standaloneforms/79b28a53-5349-f111-bec6-7ced8d481d42?readableEventId=SEMINARIO_ESTIVO_20261546600224" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-cmp-ab="2">qui</a>.</p>
<p>Il programma completo della tre giorni è disponibile <a href="https://symbola.net/wp-content/uploads/2026/05/programma_seminarioestivo-110526_1.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-cmp-ab="2">qui</a>.</p>
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		<title>Giornata dell’Ambiente, Realacci (Fondazione Symbola): Accelerare sulle rinnovabili aiuta la pace e dà forza all’economia</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/giornata-dellambiente-realacci-fondazione-symbola-accelerare-sulle-rinnovabili-aiuta-la-pace-e-da-forza-alleconomia-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 09:25:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giornata dell’Ambiente, Realacci (Fondazione Symbola): Accelerare sulle rinnovabili aiuta la pace e dà forza all’economia “La green economy è la migliore risposta alle crisi che stiamo attraversando grazie a una transizione verde e digitale che è l’obiettivo dell’Europa. Occorre accelerare sulle rinnovabili, la transizione verde e sostituire i combustibili fossili per aiutare la pace. Oltre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giornata dell’Ambiente, Realacci (Fondazione Symbola): Accelerare sulle rinnovabili aiuta la pace e dà forza all’economia</p>
<p>“La green economy è la migliore risposta alle crisi che stiamo attraversando grazie a una transizione verde e digitale che è l’obiettivo dell’Europa. Occorre accelerare sulle rinnovabili, la transizione verde e sostituire i combustibili fossili per aiutare la pace. Oltre a contrastare la crisi climatica ci rende più liberi dalla dipendenza dal gas e petrolio di importazione. Dipendenza che stiamo pagando pesantemente a seguito delle guerre su diversi fronti. Esiste già oggi un’Italia che affronta la sfida alla crisi climatica e che vedremo protagonista anche al Seminario Estivo della Fondazione Symbola a Mantova dal 11 al 13 giugno dal titolo <em>Patriottismo dolce. Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture </em>che è un’occasione di incontro per quanti vogliono bene all’Italia. Secondo il rapporto GreenItaly di Fondazione Symbola e Unioncamere circa un terzo delle imprese (578 mila) negli ultimi cinque anni hanno investito sul green in Italia innovano di più, esportano di più, producono più posti di lavoro: 3,3 milioni di greenjobs. Sono quelle che innovano di più, esportano di più, producono più posti di lavoro. Difendere l’ambiente e affrontare con coraggio le crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro come affermiamo nel Manifesto di Assisi promosso da Fondazione Symbola e Sacro Convento”.</p>
<p>Lo ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, in occasione della Giornata dell’Ambiente.</p>
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