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	<title>Innovazione &amp; Sostenibilità &#8211; Symbola</title>
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	<title>Innovazione &amp; Sostenibilità &#8211; Symbola</title>
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	<item>
		<title>H2O! Contest Acqua: al via la call per idee e soluzioni innovative dedicate alla risorsa idrica</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/h2o-contest-acqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 07:41:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È aperta H2O! Contest Acqua, l&#8217;iniziativa promossa dal Genova Blue District per raccogliere e valorizzare idee, tecnologie, buone pratiche e progetti innovativi dedicati alla tutela, alla gestione sostenibile e all&#8217;uso efficiente della risorsa idrica. L&#8217;avviso è rivolto a un&#8217;ampia platea di soggetti – ricercatori, enti pubblici, imprese, startup, spin-off, associazioni, reti, gruppi informali e cittadini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È aperta <strong>H2O! Contest Acqua</strong>, l&#8217;iniziativa promossa dal <strong>Genova Blue District</strong> per raccogliere e valorizzare idee, tecnologie, buone pratiche e progetti innovativi dedicati alla tutela, alla gestione sostenibile e all&#8217;uso efficiente della risorsa idrica.</p>
<p>L&#8217;avviso è rivolto a un&#8217;ampia platea di soggetti – ricercatori, enti pubblici, imprese, startup, spin-off, associazioni, reti, gruppi informali e cittadini – con l&#8217;obiettivo di individuare soluzioni concrete, già realizzate o sviluppabili, capaci di contribuire ad affrontare le sfide legate all&#8217;acqua.</p>
<p>Le candidature possono riguardare quattro ambiti:</p>
<ul>
<li><strong>Soluzioni innovative e tecnologiche</strong>: riduzione dei consumi e degli sprechi, trattamento e riuso delle acque, raccolta delle acque piovane, qualità dell&#8217;acqua e nuove modalità di approvvigionamento.</li>
<li><strong>Governance</strong>: reti, accordi, modelli organizzativi e progetti per migliorare la gestione della risorsa idrica e rafforzare la resilienza dei territori.</li>
<li><strong>Soluzioni dal basso e decentrate</strong>: esperienze sviluppate a livello di comunità, condomini e realtà locali per una gestione condivisa dell&#8217;acqua.</li>
<li><strong>Tutela del mare e dei fiumi</strong>: progetti per monitorare e contrastare acidificazione, inquinamento, perdita di biodiversità e altri impatti sugli ecosistemi acquatici.</li>
</ul>
<p>I progetti selezionati saranno presentati durante l&#8217;evento dedicato all&#8217;acqua che si terrà al <strong>Genova Blue District il 15 e 16 ottobre 2026</strong>. Nella giornata del 16 ottobre si svolgerà il contest finale, con la presentazione pubblica delle proposte, un laboratorio di confronto tra i partecipanti e la selezione di <strong>quattro progetti vincitori</strong>, ciascuno dei quali riceverà un premio di <strong>5.000 euro</strong>.</p>
<p>La call è aperta fino al <strong>30 settembre 2026, ore 23.59</strong>.</p>
<p>Per consultare il bando e presentare la candidatura: <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://www.genovabluedistrict.com/h2o-contest-acqua/">https://www.genovabluedistrict.com/h2o-contest-acqua/</a></strong></span></p>
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		<item>
		<title>Il Capitale Umano</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/il-capitale-umano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 09:00:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Direttore della Fondazione Symbola, Domenico Sturabotti osserva da anni l&#8217;evoluzione del sistema produttivo italiano attraverso studi dedicati a sostenibilità, innovazione e capitale umano. Per le imprese del futuro, non ha dubbi, attrarre e valorizzare le persone sarà una delle principali sfide competitive. Oggi si parla sempre più spesso di sostenibilità non soltanto in relazione ai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Direttore della Fondazione Symbola, Domenico Sturabotti osserva da anni l&#8217;evoluzione del sistema produttivo italiano attraverso studi dedicati a sostenibilità, innovazione e capitale umano. Per le imprese del futuro, non ha dubbi, attrarre e valorizzare le persone sarà una delle principali sfide competitive.<br />
Oggi si parla sempre più spesso di sostenibilità non soltanto in relazione ai prodotti e ai processi produttivi, ma anche alle persone. Come stanno cambiando<br />
gli ambienti e l&#8217;organizzazione del lavoro nelle imprese italiane? La sostenibilità oggi riguarda due dimensioni complementari: da un lato l&#8217;innovazione di prodotti e processi,<br />
dall&#8217;altro la qualità della vita delle persone che lavorano in azienda. Dalle nostre ricerche emerge la richiesta sempre maggiore di competenze legate alla sostenibilità, soprattutto nelle aree della ricerca e dell&#8217;innovazione, dove rappresentano ormai un requisito fondamentale. Accanto alle competenze cambia anche il modo di vivere l&#8217;impresa. Le aziende devono diventare attrattive perché il calo demografico rende sempre più difficile trovare nuovi talenti. Per questo stanno investendo in ambienti di lavoro migliori, percorsi di crescita e valori condivisi. Oggi<br />
molte persone scelgono un&#8217;impresa non solo per laretribuzione, ma anche per la cultura aziendale e per la qualità delle relazioni che offre. La transizione ecologica e digitale sta trasformando profondamente il mercato del lavoro. Quali sono le nuove competenze e le figure professionali che le aziende del design industriale e del manifatturiero dovrebbero intercettare e valorizzare?<br />
Sostenibilità e digitale stanno seguendo un percorso simile. All&#8217;inizio generano figure professionali specialistiche, ma nel tempo diventeranno competenze trasversali. Oggi emergono nuovi profili, come i prompt designer, ma domani queste capacità entreranno naturalmente nel bagaglio di progettisti, designer, architetti e ingegneri. Il vero cambiamento, però, riguarda l&#8217;integrazione tra competenze tradizionali e nuovi strumenti. Le tecnologie non sostituiscono il sapere progettuale: lo amplificano. Chi saprà unire cultura del progetto, sostenibilità e digitale<br />
avrà un vantaggio competitivo importante. Il capitale umano rappresenta sempre più un fattore strategico competitivo. Quali politiche e quali investimenti dovrebbero mettere in campo le aziende per attrarre, far crescere e trattenere i talenti necessari ad affrontare le sfide dei prossimi anni? Le imprese stanno comprendendo che investire sulle persone conviene. Un ambiente di lavoro positivo aumenta il coinvolgimento, rafforza il senso di appartenenza e rende l&#8217;azienda più innovativa. Sempre più realtà stanno sperimentando modelli organizzativi che favoriscono partecipazione e crescita. Ci sono aziende, per esempio, che dedicano parte dell&#8217;orario di lavoro al volontariato o che coinvolgono direttamente i collaboratori nei processi di innovazione. Il<br />
dipendente non è più soltanto chi esegue un compito, ma diventa protagonista dello sviluppo dell&#8217;impresa e questa evoluzione produrrà effetti sempre più evidenti. Le aziende che mettono davvero le persone al centro registrano maggiore fidelizzazione, più capacità innovativa e migliori performance. Non è soltanto una scelta etica: è una strategia industriale. E proprio perché produce valore, sono convinto che questo modello continuerà a diffondersi in tutto il sistema manifatturiero.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La rotta del successo della nautica italiana: perché gli yacht e i superyacht più desiderati sono Made in Italy</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/la-rotta-del-successo-della-nautica-italiana-perche-gli-yacht-e-i-superyacht-piu-desiderati-sono-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 09:20:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono eccellenze italiane che non sfilano sulle passerelle ma attraversano gli oceani. È il caso della nautica da diporto, uno dei comparti industriali che meglio rappresentano il Made in Italy nel mondo. Ogni yacht costruito nei cantieri italiani racchiude il meglio della tradizione manifatturiera nazionale: design, innovazione, tecnologia e una straordinaria cultura artigianale che continua a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono eccellenze italiane che non sfilano sulle passerelle ma attraversano gli oceani. È il caso della <strong>nautica da diporto</strong>, uno dei comparti industriali che meglio rappresentano il <strong>Made in Italy nel mondo</strong>. Ogni yacht costruito nei cantieri italiani racchiude il meglio della tradizione manifatturiera nazionale: design, innovazione, tecnologia e una straordinaria cultura artigianale che continua a fare scuola a livello internazionale. L’Italia è oggi il punto di riferimento mondiale nella costruzione di yacht e superyacht. Un primato costruito nel tempo grazie a<strong> imprese che hanno saputo trasformare il sapere artigiano in eccellenza industriale</strong>, mantenendo però intatta quella cura del dettaglio che rende ogni imbarcazione un pezzo unico.</p>
<h2>I numeri di un’eccellenza che continua a crescere</h2>
<p>La nautica italiana continua a confermarsi uno dei comparti più dinamici del Made in Italy. Secondo il rapporto “La Nautica in Cifre – Monitor Trend di mercato 2025/2026”, realizzato dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica in collaborazione con Fondazione Edison, il settore mantiene una forte capacità competitiva sui mercati internazionali, sostenuta da una filiera altamente specializzata e da una crescente domanda di imbarcazioni di fascia alta, infatti il segmento dei superyacht continua a rafforzare il primato italiano. I dati del Superyacht Global Order Book 2026 di Boat International, richiamati da Confindustria Nautica, evidenziano che l’Italia rappresenta oggi il 52% degli ordini mondiali di yacht superiori ai 24 metri, con 568 imbarcazioni in costruzione.</p>
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<h2>Oltre 13 miliardi di valore aggiunto e 168mila posti di lavoro</h2>
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<p>Nonostante una lieve contrazione della domanda globale, i cantieri italiani hanno incrementato la propria quota di mercato, consolidando una leadership costruita sulla qualità progettuale, sull’innovazione tecnologica e sull’elevata personalizzazione delle imbarcazioni. La forza del comparto emerge anche dall’impatto economico della filiera. Lo studio “Geografie della Filiera Nautica Italiana 2026”, realizzato da Fondazione Symbola insieme a Confindustria Nautica, stima che il settore generi oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e sostenga quasi 168.000 posti di lavoro, confermandosi uno dei principali motori della manifattura italiana. Le attività sono concentrate soprattutto nei distretti di Toscana, Liguria, Marche, Lombardia e Campania, territori in cui convivono grandi cantieri, piccole imprese specializzate e una rete di artigiani altamente qualificati.</p>
<h2>Le mani degli artigiani fanno ancora la differenza</h2>
<p>Il successo della nautica italiana nasce molto prima dell’assemblaggio finale. Ogni yacht coinvolge centinaia di professionisti altamente specializzati: ebanisti, falegnami, tappezzieri, marmisti, saldatori, impiantisti, designer e architetti navali. Molte delle lavorazioni più pregiate continuano ancora oggi a essere eseguite manualmente. Ogni essenza lignea viene selezionata con cura, le pelli vengono cucite su misura, gli arredi vengono realizzati come mobili di alta ebanisteria e ogni dettaglio viene rifinito singolarmente. È questa cultura del lavoro ben fatto che rende il Made in<br />
Italy così difficile da imitare.</p>
<h2>Una filiera tutta italiana</h2>
<p>Dietro ai grandi cantieri esiste un patrimonio meno conosciuto ma fondamentale: migliaia di piccole e medie imprese distribuite sul territorio nazionale producono componenti, impianti elettronici, accessori, arredamenti, tessuti tecnici, vetri, vernici e sistemi di propulsione. È una rete di aziende altamente specializzate che rende la nautica italiana un perfetto esempio di filiera integrata. Ogni impresa contribuisce con competenze specifiche alla realizzazione di yacht destinati ai clienti più esigenti del mondo, dimostrando come il successo internazionale nasca dalla collaborazione tra<br />
grandi gruppi industriali e piccole eccellenze manifatturiere.</p>
<h2>Il futuro naviga tra sostenibilità e innovazione</h2>
<p>La nautica italiana guarda oggi alle nuove sfide ambientali con investimenti sempre più importanti nella ricerca. Motorizzazioni ibride, materiali riciclabili, sistemi intelligenti per il risparmio energetico e nuove tecnologie digitali stanno cambiando il modo di progettare le imbarcazioni. L’obiettivo non è soltanto mantenere la leadership mondiale, ma costruire una nautica sempre più sostenibile senza rinunciare all’eleganza, al comfort e all’artigianalità che hanno reso celebre il Made in Italy.</p>
<p>Cantieri navali d’eccellenza come Benetti, Azimut, Ferretti Group, Sanlorenzo, Baglietto, Rossinavi, Tankoa, Apreamare e molti altri rappresentano molto più di aziende di successo. Sono ambasciatori dell’ingegno italiano nel mondo, capaci di trasformare competenze antiche in prodotti che uniscono lusso, tecnologia e bellezza. In un mercato globale sempre più competitivo, la nautica continua a dimostrare che il vero valore del Made in Italy risiede nelle persone, nelle mani degli artigiani, nella qualità della progettazione e nella capacità di innovare senza perdere il legame con la propria storia. È questa la rotta che permette ai cantieri italiani di restare, anno dopo anno, il punto di riferimento mondiale per chi cerca non semplicemente uno yacht, ma un’autentica eccellenza italiana.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Filiera bufalina e sostenibilità: a Salerno la presentazione del report sulle opportunità di innovazione per la Piana del Sele</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/filiera-bufalina-e-sostenibilita-a-salerno-la-presentazione-del-report-sulle-opportunita-di-innovazione-per-la-piana-del-sele-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:51:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Venerdì 19 giugno, alle ore 11.00, presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Salerno, sarà presentato il report “Filiere sostenibili della Piana del Sele – Filiera Bufalina”, realizzato da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum Serino e BCC Magna Grecia, con la collaborazione di Coldiretti e Confagricoltura. Lo studio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 19 giugno, alle ore 11.00, presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Salerno, sarà presentato il report “Filiere sostenibili della Piana del Sele – Filiera Bufalina”, realizzato da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum Serino e BCC Magna Grecia, con la collaborazione di Coldiretti e Confagricoltura.<br />
Lo studio analizza le principali soluzioni e tecnologie innovative in grado di accompagnare la transizione sostenibile della filiera bufalina, uno dei comparti più rappresentativi dell’economia agroalimentare campana. Il lavoro individua oltre trenta strumenti e buone pratiche per migliorare l’efficienza produttiva, ridurre l’impatto ambientale e accrescere la competitività delle imprese.<br />
Ad aprire i lavori saranno Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, Camillo Catarozzo, presidente di BCC Campania Centro, Rosario Pingaro, presidente di BCC Capaccio Paestum e Serino, e Pasquale Lucibello, vicepresidente vicario di BCC Magna Grecia. Il report sarà illustrato da Marco Frey, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Symbola.<br />
Al confronto parteciperanno inoltre Angelica Agosta, presidente e cofondatrice di Aionergy e componente del Comitato Scientifico della Fondazione Symbola, Ettore Bellelli, presidente di Coldiretti Campania, Gaetano Locci, responsabile amministrativo del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP, e Luigi Frunzo, consulente scientifico di Rienergy E.S.Co. Le conclusioni saranno affidate a Fulvio Bonavitacola, assessore della Regione Campania alle Attività Produttive e allo Sviluppo Economico, e ad Andrea Prete, presidente della Camera di Commercio di Salerno.<br />
L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo del progetto “Filiere Sostenibili della Piana del Sele”, avviato per sostenere percorsi concreti di innovazione e sviluppo nei principali settori agroalimentari del territorio. Nell’occasione sarà inoltre illustrato il plafond da 30 milioni di euro messo a disposizione dalle tre BCC promotrici per accompagnare gli investimenti delle imprese verso modelli produttivi sempre più sostenibili.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Salerno Letteratura, il programma di giovedì 18</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/salerno-letteratura-il-programma-di-giovedi-18/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:32:02 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=113504</guid>

					<description><![CDATA[Si parte alle 9.30 a Spazio Matteotti con la Summer School di giornalismo a cura di Oscar Buonamano e Rosita Sosto Archimio. In contemporanea al Diocesano la Summer School di scrittura con Linda Barone e Arianna Lombardo e a Palazzo Fruscione Tempo Video con Roberto Pisapia. Scuola di Lettura – Valentina Di Cesare Alle 18 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si parte alle 9.30 a Spazio Matteotti con la Summer School di giornalismo a cura di Oscar Buonamano e Rosita Sosto Archimio. In contemporanea al Diocesano la Summer School di scrittura con Linda Barone e Arianna Lombardo e a Palazzo Fruscione Tempo Video con Roberto Pisapia.</p>
<h4>Scuola di Lettura – Valentina Di Cesare</h4>
<p>Alle 18 al Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana SCUOLA DI LETTURA – Incontro con Valentina Di Cesare, co-curatrice di Oceani allo specchio (Radici). Un coro di ventiquattro voci provenienti da diaspore multidirezionali: alcune partono dall’Italia, altre vi giungono da mondi lontani, portando lingue, memorie e ferite che chiedono di essere riconosciute. Tra chi lascia e chi arriva si intrecciano le forme dell’appartenenza e le fratture dell’identità. Autrici e autori di diversa provenienza aprono uno spazio di riflessi comuni, in cui le loro storie diventano centro, non margine: un invito a leggere la letteratura come abbraccio tra rive lontane, gesto che rivela bellezza e fragilità dello sradicamento e delle appartenenze plurali.</p>
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<div id="aswift_3_host">Maurizio Pintore e Paolo Romano – Sándor Márai a Torrione</div>
<p></ins></div>
<p>Alla stessa ora alla Mondadori di via Posidonia incontro con Maurizio Pintore e Paolo Romano. Terza delle quattro tappe dedicate alla storia di Salerno, questa è però l’ultima in ordine cronologico, e racconta una delle vicende più misconosciute della nostra città. Sándor Márai, uno dei più grandi scrittori europei, visse a Torrione in completo anonimato per oltre 10 anni. A contribuire ulteriormente a questo oblio c’è il fatto che, nonostante egli scrisse molte centinaia di pagine di diario mentre era qui, proprio quei diari sono rimasti gli unici mai tradotti in italiano. Pintore, autore di Il penultimo dono. La “terza via” di Sándor Márai (Robin editore), recupera la memoria di quei giorni e, insieme a Paolo Romano, ce la racconta.</p>
<h4>Maria Rosaria Carfagna e Felice La Rocca</h4>
<p>In contemporanea alla Pinacoteca di Palazzo Pinto incontro con Maria Rosaria Carfagna e Felice La Rocca curatori di La grotta preistorica di Pertosa, di Paolo Carucci, Gioita Caiazzo ed Anna Onesti.</p>
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<div id="aswift_6_host">In collaborazione con Provincia di Salerno e Soprintendenza Beni Archeologici e Culturali di Salerno. Conduce Erminia Pellecchia. La Fondazione MIdA – Musei Integrati dell’Ambiente, ente di gestione delle Grotte di Pertosa-Auletta, ha realizzato nel febbraio 2026 una ristampa anastatica della principale opera di Paolo Carucci, pioniere delle ricerche archeologiche nella nota cavità del Salernitano.</div>
<p></ins></div>
<p>Il volume, la cui prima edizione risale al 1907, rappresenta un imprescindibile punto di riferimento per conoscere gli esiti delle prime indagini avvenute nel sito, alla fine dell’Ottocento, che portarono all’acquisizione di una copiosa messe di manufatti e permisero la scoperta di una palafitta costruita lungo le acque del fiume che attraversa la grotta, ancora oggi l’unico esempio europeo di una struttura di tal genere in ambiente sotterraneo. di cui la regione, alle falde dei Monti Alburni, è ricca.</p>
<h4>Andrea Minuz</h4>
<p>Alle 18.15 a Palazzo Fruscione arriva Andrea Minuz, autore di Egemonia senza cultura. Storia sentimentale di un’ossessione italiana (Silvio Berlusconi Editore). Conduce Gennaro Carillo. Tra recriminazioni politiche e accuse incrociate, l’egemonia appare oggi meno come una realtà concreta e più come un fantasma che riflette nostalgie e tensioni irrisolte. Attraverso un percorso ironico tra media, festival e cultura popolare, l’autore mette in luce la trasformazione del panorama culturale contemporaneo, segnato dalla frammentazione delle narrazioni e dall’influenza degli algoritmi. Ne emerge l’idea che la cultura non sia più un centro stabile di orientamento, ma uno spazio disperso e anarchico, sottratto al controllo delle istituzioni e incapace di sostenere una vera egemonia condivisa</p>
<h4>Dialoghi/Premio Demetra</h4>
<p>Alle 18.30 all’Addolorata DIALOGHI/PREMIO DEMETRA LE RADICI SONO IL FUTURO. Confronto su Qualità e green economy per l’indipendenza e la competitività con Carlotta de Iuliis, Letizia Magaldi, Andrea Prete, Ermete Realacci e Antonello Sada. In collaborazione con Comieco Conduce Luigi Palumbo. Nel pieno delle grandi trasformazioni ambientali, sociali ed economiche che attraversano il nostro tempo, innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle competenze territoriali rappresentano una risposta concreta alle sfide del futuro.</p>
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<div id="aswift_7_host">A partire dall’esperienza del sistema industriale italiano — e dalle eccellenze del territorio salernitano — l’incontro propone una riflessione sul ruolo della green economy come leva di sviluppo, coesione sociale e autonomia strategica del Paese. Investire nella qualità, nell’economia circolare e nelle filiere sostenibili significa infatti rafforzare la competitività delle imprese, creare valore per le comunità e costruire un modello di crescita capace di coniugare ambiente, lavoro e innovazione.</div>
<p></ins></div>
<p>L’evento, promosso da Comieco nell’ambito del Premio Demetra e Salerno Letteratura, vedrà il confronto tra rappresentanti del mondo imprenditoriale, associativo e istituzionale: C.De Iuliis, VicePresidente Comieco, L.Magaldi, Presidente Kyoto Club, A.Prete, Presidente Unioncamere e CCIA di Salerno, E. Realacci, Presidente Symbola e della giuria del Premio Demetra, A.Sada, Presidente Confindustria Salerno.</p>
<h4>Cathrine Bomann</h4>
<p>Alle 19 al Museo virtuale della Scuola medica salernitana c’è Anne Cathrine Bomann, autrice di La stagione dell’acquario (Iperborea). Conduce Rosa Fiorillo. Vigga conosce bene la sensazione di essere esclusa: costante, banale, come il respiro. Lavori precari, una storia finita, nessuna ambizione. Poi arriva Rosa — un polpo — e tutto cambia. Mentre la sua unica amica Maiken aspetta un figlio e si allontana verso una vita “normale”, Vigga trova la sua ancora nell’acquario dove lavora: una connessione interspecie, aliena e autentica, fatta di ventose sul vetro e intelligenza decentralizzata. In La stagione dell’acquario, Anne Cathrine Bomann trasforma questo legame improbabile in uno specchio per chi si sente fuori posto — e ci ricorda che l’amicizia vera, anche quella con un mollusco, può cambiare il modo in cui guardiamo noi stessi e gli altri.</p>
<h4>Ornella Della Libera</h4>
<p>Alle 19 all’Arco catalano c’è Ornella Della Libera autrice di Chi ha ucciso Sanny West (Albero delle matite) e le squadre di Debaters dell’ I.C. T. Tasso di Salerno. Conducono Anna Maria Vitale e Enrica Sabatini. Questo secondo appuntamento col dibattito letterario vedrà scontrarsi nelle posizioni PRO e CONTRO le squadre di Debaters dell’Istituto Comprensivo T. Tasso di Salerno, impegnate a sostenere/avversare una mozione ideata dalla Società Nazionale Debate Italia – Sez. Campania e che riguarderà temi legati alla responsabilità collettiva e al bullismo. Protagonista dell’evento è il nuovo avvincente giallo di Ornella Della Libera, un thriller dalle atmosfere gotiche che ha come protagonista un’involontaria giovane investigatrice. Con uno sguardo speciale sul valore e la forza del gruppo, dell’amicizia, i primi amori e la disabilità. Giudici della gara: Paola Graziano (Presidente SNDI – Sez. Campania), Gondeberga De Rubertis (Vice Presidente SNDI – Sez. Campania) e Sabrina De Rosa.</p>
<h4>Nel cuore desto della città</h4>
<p>Stessa ora da Spazio edicola Noemi Napoli e Francesca Artemisio con Nel cuore desto della città, le parole tornano a farsi voce. Per Salerno Letteratura, SPAZIO.edicola presenta “Quando le parole resistono: un poetry reading in piazzetta Monsignor Bolognini” per leggere e ascoltare insieme i versi che restano, fanno memoria e tengono sveglio il presente. SPAZIO.edicola è un progetto culturale nato a Salerno, che unisce selezione editoriale, incontri e attività culturali. Tra carta, parole e comunità, reinterpreta l’edicola come presidio urbano dove le idee prendono forma, circolano e diventano occasione di relazione e scoperta.</p>
<h4>Bruno Arpaia</h4>
<p>Sempre alle 19 a largo Pomona Bruno Arpaia, autore di Il mondo senza inverno (Guanda). Conduce Oscar Buonamano. Il romanzo di Bruno Arpaia prosegue il percorso dei protagonisti di Qualcosa, là fuori in un futuro segnato dalla crisi climatica e da nuove forme di controllo sociale. Dopo una lunga migrazione attraverso un’Europa devastata, Marta, Sara e Miguel trovano rifugio in una Scandinavia apparentemente stabile, dove però una sofisticata intelligenza artificiale regola ogni aspetto della vita collettiva. La società è rigidamente divisa in caste, con un’élite potenziata da tecnologie invasive e una massa relegata ai margini. Quando le risorse iniziano a scarseggiare, le tensioni esplodono e i protagonisti si trovano coinvolti in una resistenza che mette in gioco sopravvivenza e libertà.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sostenibilità e innovazione nella filiera bufalina: venerdì a Salerno la presentazione del report</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/sostenibilita-e-innovazione-nella-filiera-bufalina-venerdi-a-salerno-la-presentazione-del-report/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 08:52:54 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="h5ZcH2Ma5J"><p><a href="https://sudtv.net/sostenibilita-e-innovazione-nella-filiera-bufalina-venerdi-a-salerno-la-presentazione-del-report-filiere-sostenibili-della-piana-del-sele/">Sostenibilità e innovazione nella filiera bufalina: venerdì a Salerno la presentazione del report “Filiere sostenibili della Piana del Sele”</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" title="&#8220;Sostenibilità e innovazione nella filiera bufalina: venerdì a Salerno la presentazione del report “Filiere sostenibili della Piana del Sele”&#8221; &#8212; SUD TV  |114|" src="https://sudtv.net/sostenibilita-e-innovazione-nella-filiera-bufalina-venerdi-a-salerno-la-presentazione-del-report-filiere-sostenibili-della-piana-del-sele/embed/#?secret=cIzpwVNdi4#?secret=h5ZcH2Ma5J" data-secret="h5ZcH2Ma5J" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Piana del Sele, 30 milioni per rendere green la filiera bufalina</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/piana-del-sele-30-milioni-per-rendere-green-la-filiera-bufalina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 08:42:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trenta milioni di euro per accompagnare la transizione green della filiera bufalina della Piana del Sele e oltre 30 soluzioni tecnologiche individuate per ridurre emissioni, costi energetici e sprechi. È il contenuto del progetto &#8220;Filiere sostenibili della Piana del Sele.Filiera Bufalina&#8221;, promosso da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum e Serino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Trenta milioni di euro per accompagnare la transizione green della filiera bufalina della Piana del Sele e oltre 30 soluzioni tecnologiche individuate per ridurre emissioni, costi energetici e sprechi. È il contenuto del progetto &#8220;Filiere sostenibili della Piana del Sele.Filiera Bufalina&#8221;, promosso da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum e Serino e BCC Magna Grecia, con il coinvolgimento di Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno. L&#8217;accordo per l&#8217;attivazione del plafond è stato firmato oggi a Salerno. Le risorse, messe a disposizione a tassi agevolati dalle tre banche di credito cooperativo, serviranno a sostenere gli investimenti delle imprese nell&#8217;adozione di tecnologie in grado di migliorare l&#8217;efficienza dei processi produttivi e valorizzare i sottoprodotti della filiera. &#8220;Il riconoscimento dell&#8217;Unesco alla cucina italiana certifica un vantaggio competitivo fatto di cultura, saperi, territori e comunità che va preservato come investimento sul futuro&#8221;, afferma il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci. &#8220;Puntare sulla sostenibilità significa aiutare questo tessuto imprenditoriale a diventare più autosufficiente e competitivo&#8221;. Il rapporto presentato oggi mappa soluzioni già disponibili sul mercato per favorire la decarbonizzazione del comparto: dalla microirrigazione ai sistemi di recupero e riutilizzo delle acque reflue, dalle tecnologie di sanificazione a base di ozono agli impianti agrivoltaici, fino alle pompe di calore ad alta efficienza, ai sistemi di refrigerazione a basso impatto ambientale e agli impianti di biogas e biometano per la valorizzazione di letame, liquami, siero e latticello. &#8220;Oggi è il momento di trasformare le analisi e le prospettive emerse in azioni concrete&#8221;, sottolinea Camillo Catarozzo, presidente di BCC Campania Centro. &#8220;Le innovazioni individuate e il plafond da 30 milioni vogliono offrire alle imprese strumenti reali per affrontare la transizione ecologica&#8221;. La filiera bufalina rappresenta uno dei principali asset agroalimentari del territorio. In Italia si contano circa 435mila capi bufalini, pari al 95% del patrimonio europeo; circa il 70% è allevato in Campania. La Piana del Sele concentra oltre il 25% degli allevamenti regionali e il 30,8% dei capi presenti nella regione. &#8220;La sfida è trasformare le opportunità individuate in investimenti concreti e diffusi&#8221;, evidenzia Rosario Pingaro, presidente di BCC Capaccio Paestum e Serino. &#8220;Occorre mettere a disposizione delle imprese conoscenze, strumenti finanziari e soluzioni innovative capaci di accrescere sostenibilità ed efficienza&#8221;. Per Pasquale Lucibello, vicepresidente vicario di BCC Magna Grecia, accompagnare l&#8217;evoluzione della filiera verso modelli più sostenibili significa &#8220;promuovere la competitività delle imprese e la tenuta sociale ed economica di un territorio che in questa eccellenza riconosce una componente essenziale del proprio futuro&#8221;. Secondo Andrea Prete, presidente di Unioncamere e della Camera di commercio di Salerno, &#8220;non esiste crescita di lungo periodo senza la capacità di coniugare sviluppo economico e salvaguardia dell&#8217;ambiente&#8221;. La chiave della competitività futura, aggiunge, risiede &#8220;nell&#8217;accelerazione della doppia transizione, ecologica e digitale&#8221;. Il progetto &#8220;Filiere sostenibili della Piana del Sele&#8221;, avviato nel 2024, dopo un primo studio dedicato alla IV Gamma concentra ora l&#8217;attenzione sul comparto bufalino con l&#8217;obiettivo di trasformare la sostenibilità in una leva di innovazione e competitività per una delle eccellenze del Made in Italy.</p>
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		<item>
		<title>Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera Bufalina. Report presentato a Salerno</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/filiere-sostenibili-della-piana-del-sele-filiera-bufalina-report-presentato-a-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:00:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[FILIERE SOSTENIBILI DELLA PIANA DEL SELE. FILIERA BUFALINA È UN LAVORO PROMOSSO DA FONDAZIONE SYMBOLA INSIEME A BCC CAMPANIA CENTRO, BCC CAPACCIO PAESTUM SERINO, BCC MAGNA GRECIA, E LA PARTNERSHIP DI COLDIRETTI E CONFAGRICOLTURA MAPPATE OLTRE 30 SOLUZIONI E TECNOLOGIE GREEN PER DECARBONIZZARE LA FILIERA DELLA BUFALE E ACCRESCERE LA QUALITÀ E LA COMPETIVITA’ DELLE [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>FILIERE SOSTENIBILI DELLA PIANA DEL SELE. FILIERA BUFALINA È UN LAVORO PROMOSSO DA FONDAZIONE SYMBOLA INSIEME A BCC CAMPANIA CENTRO, BCC CAPACCIO PAESTUM SERINO, BCC MAGNA GRECIA, E LA PARTNERSHIP DI COLDIRETTI E CONFAGRICOLTURA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>MAPPATE OLTRE 30 SOLUZIONI E TECNOLOGIE GREEN PER DECARBONIZZARE LA FILIERA DELLA BUFALE E ACCRESCERE LA QUALITÀ E LA COMPETIVITA’ DELLE IMPRESE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>FIRMATO L’ACCORDO PER L’ATTIVAZIONE DI UN PLAFOND DEL VALORE DI 30 MILIONI DALLE TRE BCC DELLA PIANA DEL SELE IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE SYMBOLA, COLDIRETTI CAMPANIA E CONFAGRICOLTURA SALERNO PER ACCOMPAGNARE LE IMPRESE NELL’ADOZIONE DI SOLUZIONI E TECNOLOGIE GREEN PER RIDURRE COSTI ENERGETICI, MIGLIORARE L’EFFICIENZA DEI PROCESSI PRODUTTIVI E PRODURRE VALORE CON I SOTTOPRODOTTI DELLA FILIERA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>IN ITALIA È PRESENTE CIRCA L’1% DEL PATRIMONIO BUFALINO MONDIALE E IL 95% DI QUELLO EUROPEO IN ITALIA SI CONTANO CIRCA 435.000 CAPI BUFALINI; DI QUESTI, il 70% SONO IN CAMPANIA. LA PIANA DEL SELE VANTA OLTRE IL 25% DEL TOTALE DEGLI ALLEVAMENTI E IL 30,8% DEI CAPI PRESENTI IN CAMPANIA.</strong></p>
<p>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “IL RICONOSCIMENTO DELL’UNESCO ALLA CUCINA ITALIANA CERTIFICA UN VANTAGGIO COMPETITIVO FATTO DI CULTURA, SAPERI, TERRITORI E COMUNITÀ, CHE VA PRESERVATO COME INVESTIMENTO SUL FUTURO. IN QUESTO QUADRO SI INSERISCE LA FILIERA BUFALINA, ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY NEL MONDO, CON PRODOTTI DISTINTIVI COME LA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP.<br />
OGGI QUESTA FILIERA, COME EVIDENZIATO NEL RAPPORTO, SI CONFRONTA CON LA SFIDA DELLA TRANSIZIONE VERDE, RESA ANCORA PIÙ URGENTE DALL’INSTABILITÀ DEI COSTI ENERGETICI E DELLE MATERIE PRIME, E DA UN NUOVO ORIENTAMENTO DEI MERCATI CHE ASSOCIANO SEMPRE PIÙ LA SOSTENIBILITÀ ALLA QUALITÀ DI BENI E SERVIZI. PUNTARE SULLA SOSTENIBILITÀ VUOL DIRE QUINDI AIUTARE QUESTO TESSUTO IMPRENDITORIALE A DIVENTARE PIÙ AUTOSUFFICIENTE, COMPETITIVO, A MISURA D&#8217;UOMO E PER QUESTO PIÙ CAPACE DI FUTURO”.</p>
<p>CATAROZZO (BCC CAMPAGNIA CENTRO): “LA PRESENTAZIONE DELLO SCORSO MAGGIO DEL RAPPORTO SULLA FILIERA BUFALINA DELLA PIANA DEL SELE PRESSO IL SENATO DELLA REPUBBLICA HA RAPPRESENTATO UN IMPORTANTE RICONOSCIMENTO PER UN COMPARTO CHE COSTITUISCE UNA DELLE PRINCIPALI ECCELLENZE ECONOMICHE E PRODUTTIVE DEL NOSTRO TERRITORIO. OGGI, PERÒ, È IL MOMENTO DI TRASFORMARE LE ANALISI E LE PROSPETTIVE EMERSE IN AZIONI CONCRETE.IL LAVORO REALIZZATO CON FONDAZIONE SYMBOLA E LE BCC PARTNER DIMOSTRA CHE SOSTENIBILITÀ E COMPETITIVITÀ POSSONO CRESCERE INSIEME. LE INNOVAZIONI INDIVIDUATE E IL PLAFOND DI 30 MILIONI DI EURO MESSO A DISPOSIZIONE DAL CREDITO COOPERATIVO VOGLIONO OFFRIRE ALLE IMPRESE STRUMENTI REALI PER AFFRONTARE LE SFIDE DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA E RAFFORZARE LA PROPRIA PRESENZA SUI MERCATI.COME BCC CAMPANIA CENTRO CREDIAMO CHE IL FUTURO DELLA FILIERA BUFALINA DIPENDA DALLA CAPACITÀ DI FARE RETE TRA IMPRESE, ISTITUZIONI E COMUNITÀ LOCALI. ACCOMPAGNARE QUESTO PERCORSO SIGNIFICA INVESTIRE NELLO SVILUPPO DEL TERRITORIO, CREARE OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI E VALORIZZARE UN PATRIMONIO CHE APPARTIENE ALL&#8217;INTERA CAMPANIA”.</p>
<p>PINGARO <em>(</em>BCC CAPACCIO PAESTUM E SERINO): “LO SFORZO DELLE BANCHE PROMOTRICI E DELLA FONDAZIONE SYMBOLA È QUELLO DI INDIVIDUARE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE CAPACI DI RENDERE GLI ALLEVAMENTI BUFALINI SEMPRE PIÙ COMPATIBILI DAL PUNTO DI VISTA AMBIENTALE E, ALLO STESSO TEMPO, PIÙ EFFICIENTI SOTTO IL PROFILO PRODUTTIVO. UN’INNOVAZIONE CHE NON NASCE SEMPRE NEI LABORATORI, MA CHE SPESSO È ANCHE “COMBINATORIA”: FRUTTO DEL TRASFERIMENTO ALLA FILIERA BUFALINA DI ESPERIENZE E SOLUZIONI MATURATE IN SETTORI COMPLETAMENTE DIVERSI. LA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO AL SENATO DELLA REPUBBLICA HA RAPPRESENTATO UN IMPORTANTE RICONOSCIMENTO DEL VALORE STRATEGICO DI QUESTO PERCORSO E HA CONFERMATO LA NECESSITÀ DI RAFFORZARE LA COLLABORAZIONE TRA ISTITUZIONI, SISTEMA DEL CREDITO E IMPRESE PER ACCOMPAGNARE CONCRETAMENTE LA TRANSIZIONE SOSTENIBILE DELLA FILIERA. LA FILIERA BUFALINA È PARTE INTEGRANTE DELL’IDENTITÀ E DELL’ECONOMIA DELLA PIANA DEL SELE E LA SFIDA, OGGI, È TRASFORMARE LE ANALISI E LE OPPORTUNITÀ INDIVIDUATE IN INVESTIMENTI CONCRETI E DIFFUSI, METTENDO A DISPOSIZIONE DELLE IMPRESE CONOSCENZE, STRUMENTI FINANZIARI E SOLUZIONI INNOVATIVE IN GRADO DI ACCRESCERE SOSTENIBILITÀ, EFFICIENZA E COMPETITIVITÀ. COME BCC CAPACCIO PAESTUM E SERINO VOGLIAMO ESSERE PARTE ATTIVA DI QUESTO CAMBIAMENTO, SOSTENENDO INVESTIMENTI E PROGETTI CAPACI DI GENERARE INNOVAZIONE, VALORE E NUOVE OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO PER IL TERRITORIO.È IMPORTANTE SOTTOLINEARE CHE &#8211; NELL’AMBITO DEL PLAFOND DI 30 MILIONI – UN PRIMO INTERVENTO DI 2 MILIONI DI EURO È STATO GIA’ DELIBERATO DALLE 3 BCC CON IL COINVOLGIMENTO DEL GRUPPO ICCREA ED È IN FASE DI PERFEZIONAMENTO. TRATTASI DI UN’OPERAZIONE INNOVATIVA DI FINANZIAMENTO CON PEGNO ROTATIVO SU MERCI (LATTE), A SOSTEGNO DELLO STOCCAGGIO DEL LATTE BUFALINO, FINALIZZATA A FAVORIRE LA SOSTENIBILITA’ ECONOMICA DEGLI ALLEVATORI RIUNITI IN OP (ORGANIZZATORI DI PRODUTTORI)”.</p>
<p>LUCIBELLO (BCC MAGNA GRECIA): “LA FILIERA BUFALINA DELLA PIANA DEL SELE RAPPRESENTA UNA STRAORDINARIA SINTESI DI TRADIZIONE PRODUTTIVA, IDENTITÀ TERRITORIALE E CAPACITÀ DI INNOVAZIONE. ACCOMPAGNARNE L’EVOLUZIONE VERSO MODELLI SEMPRE PIÙ SOSTENIBILI SIGNIFICA PROMUOVERE NON SOLO LA COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE, MA ANCHE LA TENUTA SOCIALE ED ECONOMICA DI UN’AREA CHE IN QUESTA FILIERA RICONOSCE UNA COMPONENTE ESSENZIALE DEL PROPRIO FUTURO. PER BCC MAGNA GRECIA, QUESTO VUOL DIRE ESSERE CONCRETAMENTE AL FIANCO DI ALLEVATORI, TRASFORMATORI E IMPRESE CHE OGNI GIORNO CUSTODISCONO E RINNOVANO QUESTA ECCELLENZA, SUPPORTANDOLI NEI PERCORSI DI INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ. INVESTIRE NELLA FILIERA BUFALINA SIGNIFICA RAFFORZARE UN PATRIMONIO IDENTITARIO ED ECONOMICO DECISIVO PER LA CRESCITA DELLA PIANA DEL SELE E DELLE COMUNITÀ CHE LA ABITANO”.</p>
<p>PRETE (UNIONCAMERE E CAMERA DI COMMERCIO DI SALERNO): ““GLI STUDI E LE ANALISI DEL SISTEMA CAMERALE CONFERMANO LA STRAORDINARIA FORZA DELL&#8217;AGROALIMENTARE NELL&#8217;ECONOMIA DELLA PROVINCIA DI SALERNO, UN ECOSISTEMA DOVE IL COMPARTO LATTIERO-CASEARIA RAPPRESENTA UNA DELLE PUNTE DI DIAMANTE, CAPACE DI MUOVERSI IN PERFETTA SINERGIA CON IL SETTORE CONSERVIERO E PIÙ IN GENERALE CON L’AGRICOLTURA D’ECCELLENZA DELLA PIANA DEL SELE. QUESTO TERRITORIO ESPRIME UN VALORE PRODUTTIVO FORMIDABILE, MA LE SFIDE GLOBALI CI IMPONGONO UN SALTO DI QUALITÀ CHE ABBIAMO GIÀ AMPIAMENTE ANTICIPATO E TRACCIATO NELLE SCORSE EDIZIONI DELL’EVENTO <em>AGRIFOOD FUTURE</em>. NON ESISTE UNA REALE CRESCITA DI LUNGO PERIODO SENZA LA CAPACITÀ DI CONIUGARE LO SVILUPPO ECONOMICO CON LA SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE. PER LE NOSTRE IMPRESE, LA CHIAVE DELLA COMPETITIVITÀ FUTURA RISIEDE NELL&#8217;ACCELERAZIONE DELLA DOPPIA TRANSIZIONE, ECOLOGICA E DIGITALE: L&#8217;INNOVAZIONE TECNOLOGICA E I PROCESSI GREEN NON DEVONO ESSERE PERCEPITI COME VINCOLI NORMATIVI, BENSÌ COME I PILASTRI STRATEGICI PER PROTEGGERE L&#8217;AUTENTICITÀ DELLE NOSTRE FILIERE E PROIETTARLE CON SUCCESSO SUI MERCATI INTERNAZIONALI”.</p>
<p><strong>Salerno, 19 giugno 2026. <em>Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera Bufalina</em></strong> <strong>è un lavoro promosso da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum Serino, BCC Magna Grecia, costruito con il coinvolgimento diretto di Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno e di numerose imprese della filiera. È stato presentato oggi</strong> <strong>da Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola; Camillo Catarozzo, presidente CdA Banca di Credito Cooperativo Campania Centro; Rosario Pingaro, presidente CdA Banca di Credito Cooperativo Capaccio Paestum e Serino; Pasquale Lucibello, vicepresidente vicario della BCC Magna Grecia. Ha presentato il report Marco Frey, presidente Comitato Scientifico Fondazione Symbola. Ne hanno discusso Lazzaro Iemma<br />
Responsabile nazionale FNC bufalina Confagricoltura; Angelica Agosta, presidente e co-fondatrice di Aionergy e membro Comitato scientifico Fondazione Symbola; Luigi Frunzo, Consulente scientifico Bioenergy Serre, Professore e Ingegnere Università Federico II; Gaetano Locci, responsabile amministrativo Consorzio di tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP. Hanno concluso i lavori Fulvio Bonavitacola; Assessore regione Campania alle attività produttive ed allo sviluppo economico; Andrea Prete, presidente della Camera di commercio di Salerno.</strong></p>
<p>Il rapporto analizza soluzioni e tecnologie innovative per accompagnare la decarbonizzazione della filiera bufalina della Piana del Sele, trasformando le criticità in opportunità di crescita e valorizzazione.</p>
<p>La conferenza stampa del 3 maggio scorso presso il Senato della Repubblica ha rappresentato un importante riconoscimento per un comparto che costituisce una delle principali eccellenze economiche e produttive del territorio della Piana del Sele. In occasione dell’evento di Salerno, è stato firmato l’accordo per l’attivazione di un plafond del valore di 30 milioni dalle tre BCC della Piana del Sele in collaborazione con Fondazione Symbola, Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno, per accompagnare le imprese nell’adozione di soluzioni e tecnologie green per ridurre costi energetici, migliorare l’efficienza dei processi produttivi e produrre valore con i sottoprodotti della filiera. Le associazioni di categoria firmatarie, Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno, si fanno promotrici lungo la filiera di questo strumento finanziario dedicato alla bufalina; Fondazione Symbola sostiene il valore strategico del plafond messo a disposizione dalle BCC del territorio a supporto di una maggiore competitività e sostenibilità della filiera.</p>
<p>Il progetto “Filiere Sostenibili della Piana del Sele”, avviato nel 2024, nasce con l’obiettivo di individuare soluzioni e tecnologie in grado di rendere le filiere agroalimentari campane più sostenibili e, quindi, più competitive. Il progetto ha visto la realizzazione di un primo studio dedicato alla IV Gamma, l’attenzione si concentra in questo report sulla filiera bufalina, analizzata per delineare percorsi innovativi di sviluppo sostenibile, con un focus specifico sulla realtà della Piana del Sele. In questo quadro, la sostenibilità si configura sempre più come un fattore determinante di qualità e valore, come evidenziato anche dallo studio di Fondazione Symbola e IPSOS “Sostenibilità è qualità”.</p>
<p>Il report presentato è stato sviluppato attraverso un’attività di <em>desk research</em> finalizzata a individuare soluzioni già disponibili sul mercato per favorire la decarbonizzazione della filiera e rafforzarne qualità e competitività. A questa analisi si è affiancato un ciclo di interviste a esperti, operatori e associazioni di categoria del territorio, utile a ricostruire lo stato dell’arte nella Piana del Sele e a valutare il livello di adozione &#8211; o di adottabilità &#8211; delle soluzioni individuate.</p>
<p>Il lavoro, infatti, non si limita a indicare interventi potenzialmente efficaci, ma contribuisce a creare le condizioni per la loro concreta diffusione: alla mappatura tecnica affianca un plafond dedicato di 30 milioni di euro, messo a disposizione dalle tre banche promotrici a tassi agevolati, con l’obiettivo di ridurre le barriere all’investimento e accelerare l’implementazione degli interventi lungo l’intera filiera.</p>
<p>La filiera bufalina rappresenta un’arteria fondamentale del comparto lattiero-caseario italiano che, a sua volta, si configura come uno dei settori di primaria importanza nel sistema agroalimentare nazionale. Le condizioni climatiche e di allevamento adeguate e favorevoli hanno trasformato il nostro Paese in un habitat ideale per le bufale, tanto che si è giunti all’identificazione di una vera e propria razza a sé: quella della “Bufala mediterranea italiana”, riconosciuta ufficialmente nel 2000 dal MiPAAF.<br />
Nel nostro Paese è presente circa l’1% del patrimonio bufalino mondiale e il 95% di quello europeo. In Italia si contano circa 435.000 capi bufalini; di questi, circa tre quarti sono allevati in Campania e la Piana del Sele vanta oltre il 25% del totale degli allevamenti e il 30,8% dei capi presenti in Campania. La produzione di latte è l’orientamento primario degli allevamenti italiani di bufala (oltre il 70%). Il principale prodotto derivante dal suo impiego è la mozzarella, nata in Campania secoli fa e divenuta nel tempo uno dei prodotti caseari più amati dai consumatori di tutto il mondo. Altri prodotti di bufala tipici (sia formaggi che latticini) sono la burrata, la ricotta, lo stracchino, la scamorza e il mascarpone. Ogni prodotto alimentare è il frutto di un percorso unico, con caratteristiche e tratti distintivi legati alla specifica filiera agroalimentare di appartenenza, ovvero all’insieme di tutte le fasi e i processi che portano il prodotto dalla terra alla tavola, dalla produzione delle materie prime fino al piatto del consumatore. In questa indagine, l’analisi si concentra sul comparto della produzione e trasformazione del latte di bufala, escludendo invece quello relativo alla produzione di carne. Cuore della ricerca, in linea con la struttura del lavoro già realizzato per la filiera della Quarta gamma, è l’analisi di sei macro-dimensioni che abbracciano l’intero ciclo produttivo: dalla sostituzione e riduzione dell’uso di sostanze chimiche alla gestione efficiente della risorsa idrica, dalla tutela del suolo e della biodiversità alla riduzione delle emissioni climalteranti, fino al recupero e valorizzazione dei sottoprodotti e all’adozione di packaging sostenibili, senza trascurare l’aspetto trasversale del benessere animale. Riguardo il tema delle emissioni, nel report vengono citati studi relativi all’analisi delle emissioni della filiera della Mozzarella di Bufala Campana DOP – il prodotto più iconico della filiera bufalina italiana – secondo cui, i foraggi coltivati per l’alimentazione delle bufale sarebbero in grado di compensare la CO<sub>2</sub> emessa lungo il processo produttivo della Mozzarella DOP. Questo risultato, se confermato, offrirebbe la base per valorizzare il prodotto bufalino sul mercato globale come simbolo di qualità e di responsabilità ambientale. Nel campo della gestione idrica, soluzioni come la microirrigazione, i sistemi di recupero e riutilizzo delle acque reflue e le tecnologie di sanificazione a base di ozono consentono di ridurre drasticamente i consumi e gli sprechi in tutte le fasi della filiera, con vantaggi ambientali, economici e produttivi. Allo stesso modo, l’adozione di impianti agrivoltaici, collettori solari ad aria, raffrescatori evaporativi, le pompe di calore ad alta efficienza, spazzole non elettriche e sistemi di refrigerazione a basso impatto ambientale contribuisce alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti, assicurando al contempo condizioni di lavoro migliori per animali e operatori. La valorizzazione dei sottoprodotti (letame, liquami, siero, latticello) attraverso micro-impianti di compostaggio, impianti di biogas e biometano, nonché la diffusione di imballaggi ecosostenibili per i prodotti finali, rappresentano l’ultima tessera di un mosaico virtuoso che dimostra come la sostenibilità possa diventare leva di efficienza, innovazione e valore. In conclusione, questo lavoro non si limita a mappare le tecnologie disponibili, ma fornisce una base operativa per passare dall’analisi all’adozione.</p>
<p>“Il riconoscimento dell’UNESCO alla cucina italiana – dichiara <strong>Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola </strong>&#8211; certifica un vantaggio competitivo fatto di cultura, saperi, territori e comunità, che va preservato come investimento sul futuro. In questo quadro si inserisce la filiera bufalina, eccellenza del Made in Italy nel mondo, con prodotti distintivi come la Mozzarella di Bufala Campana DOP.<br />
Oggi questa filiera, come evidenziato nel rapporto, si confronta con la sfida della transizione verde, resa ancora più urgente dall’instabilità dei costi energetici e delle materie prime, e da un nuovo orientamento dei mercati che associano sempre più la sostenibilità alla qualità di beni e servizi. Puntare sulla sostenibilità vuol dire quindi aiutare questo tessuto imprenditoriale a diventare più autosufficiente, competitivo, a misura d&#8217;uomo e per questo più capace di futuro.”</p>
<p>“La presentazione dello scorso maggio del rapporto sulla filiera bufalina della Piana del Sele – dichiara <strong>Camillo Catarozzo, presidente BCC Campania Centro</strong> &#8211; presso il Senato della Repubblica ha rappresentato un importante riconoscimento per un comparto che costituisce una delle principali eccellenze economiche e produttive del nostro territorio. Oggi, però, è il momento di trasformare le analisi e le prospettive emerse in azioni concrete. Il lavoro realizzato con Fondazione Symbola e le BCC partner dimostra che sostenibilità e competitività possono crescere insieme. Le innovazioni individuate e il plafond di 30 milioni di euro messo a disposizione dal Credito Cooperativo vogliono offrire alle imprese strumenti reali per affrontare le sfide della transizione ecologica e rafforzare la propria presenza sui mercati. Come BCC Campania Centro crediamo che il futuro della filiera bufalina dipenda dalla capacità di fare rete tra imprese, istituzioni e comunità locali. Accompagnare questo percorso significa investire nello sviluppo del territorio, creare opportunità per i giovani e valorizzare un patrimonio che appartiene all&#8217;intera Campania”.</p>
<p>“Lo sforzo delle banche promotrici e della Fondazione Symbola &#8211; dichiara<strong> Rosario Pingaro Presidente BCC Capaccio Paestum e Serino </strong>&#8211; è quello di individuare innovazioni tecnologiche capaci di rendere gli allevamenti bufalini sempre più compatibili dal punto di vista ambientale e, allo stesso tempo, più efficienti sotto il profilo produttivo. Un’innovazione che non nasce sempre nei laboratori, ma che spesso è anche “combinatoria”: frutto del trasferimento alla filiera bufalina di esperienze e soluzioni maturate in settori completamente diversi. La presentazione del rapporto al Senato della Repubblica ha rappresentato un importante riconoscimento del valore strategico di questo percorso e ha confermato la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, sistema del credito e imprese per accompagnare concretamente la transizione sostenibile della filiera. La filiera bufalina è parte integrante dell’identità e dell’economia della Piana del Sele e la sfida, oggi, è trasformare le analisi e le opportunità individuate in investimenti concreti e diffusi, mettendo a disposizione delle imprese conoscenze, strumenti finanziari e soluzioni innovative in grado di accrescere sostenibilità, efficienza e competitività. Come BCC Capaccio Paestum e Serino vogliamo essere parte attiva di questo cambiamento, sostenendo investimenti e progetti capaci di generare innovazione, valore e nuove opportunità di sviluppo per il territorio. È importante sottolineare che &#8211; nell’ambito del plafond di 30 milioni – un primo intervento di 2 milioni di euro è stato già deliberato dalle 3 BCC con il coinvolgimento del gruppo ICCREA ed è in fase di perfezionamento. trattasi di un’operazione innovativa di finanziamento con pegno rotativo su merci (latte), a sostegno dello stoccaggio del latte bufalino, finalizzata a favorire la sostenibilità economica degli allevatori riuniti in op (organizzatori di produttori)”.</p>
<p>“La filiera bufalina della Piana del Sele rappresenta una straordinaria sintesi di tradizione produttiva, identità territoriale e capacità di innovazione. Accompagnarne l’evoluzione verso modelli sempre più sostenibili &#8211; dichiara <strong>Pasquale Lucibello, vicepresidente vicario della BCC Magna Grecia</strong> &#8211; significa promuovere non solo la competitività delle imprese, ma anche la tenuta sociale ed economica di un’area che in questa filiera riconosce una componente essenziale del proprio futuro. Per BCC Magna Grecia, questo vuol dire essere concretamente al fianco di allevatori, trasformatori e imprese che ogni giorno custodiscono e rinnovano questa eccellenza, supportandoli nei percorsi di innovazione e sostenibilità. Investire nella filiera bufalina significa rafforzare un patrimonio identitario ed economico decisivo per la crescita della Piana del Sele e delle comunità che la abitano”.</p>
<p>“Gli studi e le analisi del sistema camerale confermano la straordinaria forza dell&#8217;agroalimentare nell&#8217;economia della provincia di Salerno &#8211; <strong>Andrea Prete, presidente Unioncamere e Camera di Commercio di Salerno</strong> &#8211; un ecosistema dove il comparto lattiero-casearia rappresenta una delle punte di diamante, capace di muoversi in perfetta sinergia con il settore conserviero e più in generale con l’agricoltura d’eccellenza della Piana del Sele. Questo territorio esprime un valore produttivo formidabile, ma le sfide globali ci impongono un salto di qualità che abbiamo già ampiamente anticipato e tracciato nelle scorse edizioni dell’evento <em>Agrifood Future</em>. Non esiste una reale crescita di lungo periodo senza la capacità di coniugare lo sviluppo economico con la salvaguardia dell’ambiente. Per le nostre imprese, la chiave della competitività futura risiede nell&#8217;accelerazione della doppia transizione, ecologica e digitale: l&#8217;innovazione tecnologica e i processi green non devono essere percepiti come vincoli normativi, bensì come i pilastri strategici per proteggere l&#8217;autenticità delle nostre filiere e proiettarle con successo sui mercati internazionali”.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Il rapporto si può scaricare su www.symbola.net  </em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tornano i Farming Days del CIB: il 23 giugno prima tappa a Caravaggio (BG)</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/tornano-i-farming-days-del-cib-il-23-giugno-prima-tappa-a-caravaggio-bg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 11:06:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno il CIB – Consorzio Italiano Biogas promuove i Farming Days, le giornate dedicate all&#8217;approfondimento, alla formazione e al confronto sui temi dell&#8217;agricoltura del biogas e del biometano. Un appuntamento che unisce prove in campo, momenti dimostrativi e occasioni di dialogo tra imprese agricole, tecnici, istituzioni e operatori del settore. La prima tappa si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno il <strong>CIB – Consorzio Italiano Biogas</strong> promuove i Farming Days, le giornate dedicate all&#8217;approfondimento, alla formazione e al confronto sui temi dell&#8217;agricoltura del biogas e del biometano. Un appuntamento che unisce prove in campo, momenti dimostrativi e occasioni di dialogo tra imprese agricole, tecnici, istituzioni e operatori del settore.</p>
<p>La prima tappa si terrà il <strong>23 giugno presso l&#8217;Azienda Agricola Bizzoni di Caravaggio</strong> (BG) e sarà l&#8217;occasione per <strong>inaugurare il nuovo impianto di biometano</strong> dell&#8217;azienda, un esempio concreto di integrazione tra produzione agricola, energia rinnovabile ed economia circolare.</p>
<p>Nel corso della giornata verranno affrontati alcuni dei principali temi che interessano il settore: dalle prospettive del biogas e del biometano nel quadro delle politiche energetiche post-2026 alla valorizzazione del digestato e alla produzione di fertilizzanti organici.</p>
<p>L&#8217;iniziativa rappresenta un&#8217;importante occasione per conoscere da vicino le esperienze delle aziende agricole che stanno contribuendo alla transizione energetica del Paese attraverso modelli produttivi circolari e sostenibili.</p>
<p>La partecipazione è gratuita previa iscrizione: <a href="https://ticketing.consorziobiogas.it/?s=public&amp;p=consorziobiogas_checkout&amp;lang=it"><strong><span style="text-decoration: underline;">ISCRIVITI SUBITO</span></strong></a></p>
<p>Per saperne di più visita il sito:<a href="https://www.consorziobiogas.it/farming-days/"> <strong><span style="text-decoration: underline;">https://www.consorziobiogas.it/farming-days/</span></strong></a></p>
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		<title>Le competenze umanistiche che guideranno le tecnologie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 13:10:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Innovazione. Le capacità creative sono integrate nei servizi alle imprese e nei settori ad alta intensità produttiva, secondo Symbola «Le cose che ci rendono umani col tempo diventeranno ancora più importanti». Lo ha detto Daniela Amodei, col fratello Dario a capo di Anthropic, colosso americano artefice di quell&#8217;AI che sta dando del filo da torcere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Innovazione. Le capacità creative sono integrate nei servizi alle imprese e nei settori ad alta intensità produttiva, secondo <span class="highlight-word">Symbola</span><br />
«Le cose che ci rendono umani col tempo diventeranno ancora più importanti». Lo ha detto Daniela Amodei, col fratello Dario a capo di Anthropic, colosso americano artefice di quell&#8217;AI che sta dando del filo da torcere al competitor diretto ChatGPT di casa Altman. Può apparire come una virata antitecnologica, eppure nell&#8217;era delle intelligenze artificiali studiare le discipline umanistiche diventa una leva strategica, oltre che un`opzione visionaria. A tal punto da orientare la ricerca dei nuovi profili da assumere persino nei colossi dell`AI, scrive Fortune. Così in quello che è stato definito proprio da Amodei il “secolo compresso”, cresce il peso dei cosiddetti embedded creatives, ossia professionisti creativi dalle competenze umanistiche inseriti nei processi produttivi e tecnologici delle organizzazioni contemporanee. A sottolinearlo è il rapporto italiano “Io sono cultura” realizzato dalla Fondazione <span class="highlight-word">Symbola</span>. Oggi le competenze creative sono integrate nei servizi alle imprese e nei settori ad alta intensità produttiva, quindi in contesti innovativi. Nel rapporto emerge una filiera che non rappresenta più un comparto laterale dell`economia italiana, ma un&#8217;infrastruttura competitiva. La creatività genera 112,6 miliardi di euro di valore aggiunto e attiva complessivamente quasi 303 miliardi di euro nell&#8217;economia nazionale, confermando il ruolo strategico nell`innovazione contemporanea. La sua geografia conferma il peso delle grandi aree metropolitane nelle quali manifattura, design e innovazione tecnologica si contaminano tra loro. Milano, Roma e Torino guidano la classifica. In particolare il capoluogo lombardo si conferma il principale hub italiano con il 15,8% del valore aggiunto provinciale legato al sistema produttivo culturale e creativo. A seguire appunto Roma (8,5%) e Torino (7,9%). Come si evince dal grafico, un modello attrattivo per i più giovani: ben 1 su 4 tra gli occupati del comparto sono under 35, una quota superiore alla media nazionale degli altri settori. «Il rapporto evidenzia come gli embedded creatives trovino spazio in ambiti non tradizionalmente culturali, dalla moda all&#8217;automotive e fino ai servizi avanzati. Così molte realtà sembrano passare da una logica puramente tecnologica a una nella quale gli umanisti diventano architetti dell`innovazione», afferma Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione <span class="highlight-word">Symbola</span>. La sfida è mantenere una regia umana anche all`interno di processi sempre più automatizzati. «Quello che un tempo abbiamo visto come potenziale elemento di arretratezza, oggi diventa leva di crescita. L&#8217;obiettivo è semplificare cose complesse: queste figure sono più attrezzate a fare sintesi, anche nella tecnologia. Molte aziende leader del made in Italy sono fatte da ingegneri con studi umanistici», dice Sturabotti. Lo evidenzia il report inglese Jobs of the Future: il 50% dei leader aziendali ritiene che i laureati in scienze umane saranno cruciali per sfruttare l`AI e ben 61% dei leader Fortune 500 valuta essenziale l`innesto degli embedded creatives nei team tecnici. «Ogni volta che un settore evolve parte da elementi immateriali. È accaduto nella manifattura e oggi si verifica nel digitale. Ciò che conta sono le esperienze d`uso. Penso a Matías Duarte, VP Design di Google, che nel 2014 ha presentato il Material Design, linguaggio visivo unificato che ha ridisegnato Android. Anche in Airbnb le figure fondative non arrivavano dall`ingegneria, ma dal design e dalla cultura progettuale: Brian Chesky e Joe Gebbia avevano studiato alla Rhode Island School of Design, portando nella start up un approccio fortemente human-centered. In questo modo ci si sposta dallo strumento al senso. Per l`Italia è una buona notizia perché le facoltà con indirizzi umanistici si piazzano ai primi posti nel mondo», precisa Sturabotti. D&#8217;altronde in Silicon Valley lo hanno capito da tempo. «Un umanista interroga l`organizzazione, porta i leader in percorsi scomodi, si rivela una forza dirompente», scrivono Louise Tickle e Claire Burke. Il valore delle scienze umane nel tech è stato messo nero su bianco anche sulle pagine dell`Harvard Business Review da Marco Argenti, Cio di Goldman Sachs. La sua lettera aperta alla figlia intenta alla scelta degli studi universitari conteneva una provocazione destinata a lasciare il segno: gli ingegneri del futuro dovrebbero studiare filosofia. Non per abbandonare il codice. Semmai per imparare a porre le giuste domande prima ancora di cercare le potenziali risposte.</p>
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