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	<title>Comunicati Stampa &#8211; Symbola</title>
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	<title>Comunicati Stampa &#8211; Symbola</title>
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		<title>Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera Bufalina. Report presentato a Salerno</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/filiere-sostenibili-della-piana-del-sele-filiera-bufalina-report-presentato-a-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:00:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[FILIERE SOSTENIBILI DELLA PIANA DEL SELE. FILIERA BUFALINA È UN LAVORO PROMOSSO DA FONDAZIONE SYMBOLA INSIEME A BCC CAMPANIA CENTRO, BCC CAPACCIO PAESTUM SERINO, BCC MAGNA GRECIA, E LA PARTNERSHIP DI COLDIRETTI E CONFAGRICOLTURA MAPPATE OLTRE 30 SOLUZIONI E TECNOLOGIE GREEN PER DECARBONIZZARE LA FILIERA DELLA BUFALE E ACCRESCERE LA QUALITÀ E LA COMPETIVITA’ DELLE [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>FILIERE SOSTENIBILI DELLA PIANA DEL SELE. FILIERA BUFALINA È UN LAVORO PROMOSSO DA FONDAZIONE SYMBOLA INSIEME A BCC CAMPANIA CENTRO, BCC CAPACCIO PAESTUM SERINO, BCC MAGNA GRECIA, E LA PARTNERSHIP DI COLDIRETTI E CONFAGRICOLTURA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>MAPPATE OLTRE 30 SOLUZIONI E TECNOLOGIE GREEN PER DECARBONIZZARE LA FILIERA DELLA BUFALE E ACCRESCERE LA QUALITÀ E LA COMPETIVITA’ DELLE IMPRESE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>FIRMATO L’ACCORDO PER L’ATTIVAZIONE DI UN PLAFOND DEL VALORE DI 30 MILIONI DALLE TRE BCC DELLA PIANA DEL SELE IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE SYMBOLA, COLDIRETTI CAMPANIA E CONFAGRICOLTURA SALERNO PER ACCOMPAGNARE LE IMPRESE NELL’ADOZIONE DI SOLUZIONI E TECNOLOGIE GREEN PER RIDURRE COSTI ENERGETICI, MIGLIORARE L’EFFICIENZA DEI PROCESSI PRODUTTIVI E PRODURRE VALORE CON I SOTTOPRODOTTI DELLA FILIERA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>IN ITALIA È PRESENTE CIRCA L’1% DEL PATRIMONIO BUFALINO MONDIALE E IL 95% DI QUELLO EUROPEO IN ITALIA SI CONTANO CIRCA 435.000 CAPI BUFALINI; DI QUESTI, il 70% SONO IN CAMPANIA. LA PIANA DEL SELE VANTA OLTRE IL 25% DEL TOTALE DEGLI ALLEVAMENTI E IL 30,8% DEI CAPI PRESENTI IN CAMPANIA.</strong></p>
<p>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “IL RICONOSCIMENTO DELL’UNESCO ALLA CUCINA ITALIANA CERTIFICA UN VANTAGGIO COMPETITIVO FATTO DI CULTURA, SAPERI, TERRITORI E COMUNITÀ, CHE VA PRESERVATO COME INVESTIMENTO SUL FUTURO. IN QUESTO QUADRO SI INSERISCE LA FILIERA BUFALINA, ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY NEL MONDO, CON PRODOTTI DISTINTIVI COME LA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP.<br />
OGGI QUESTA FILIERA, COME EVIDENZIATO NEL RAPPORTO, SI CONFRONTA CON LA SFIDA DELLA TRANSIZIONE VERDE, RESA ANCORA PIÙ URGENTE DALL’INSTABILITÀ DEI COSTI ENERGETICI E DELLE MATERIE PRIME, E DA UN NUOVO ORIENTAMENTO DEI MERCATI CHE ASSOCIANO SEMPRE PIÙ LA SOSTENIBILITÀ ALLA QUALITÀ DI BENI E SERVIZI. PUNTARE SULLA SOSTENIBILITÀ VUOL DIRE QUINDI AIUTARE QUESTO TESSUTO IMPRENDITORIALE A DIVENTARE PIÙ AUTOSUFFICIENTE, COMPETITIVO, A MISURA D&#8217;UOMO E PER QUESTO PIÙ CAPACE DI FUTURO”.</p>
<p>CATAROZZO (BCC CAMPAGNIA CENTRO): “LA PRESENTAZIONE DELLO SCORSO MAGGIO DEL RAPPORTO SULLA FILIERA BUFALINA DELLA PIANA DEL SELE PRESSO IL SENATO DELLA REPUBBLICA HA RAPPRESENTATO UN IMPORTANTE RICONOSCIMENTO PER UN COMPARTO CHE COSTITUISCE UNA DELLE PRINCIPALI ECCELLENZE ECONOMICHE E PRODUTTIVE DEL NOSTRO TERRITORIO. OGGI, PERÒ, È IL MOMENTO DI TRASFORMARE LE ANALISI E LE PROSPETTIVE EMERSE IN AZIONI CONCRETE.IL LAVORO REALIZZATO CON FONDAZIONE SYMBOLA E LE BCC PARTNER DIMOSTRA CHE SOSTENIBILITÀ E COMPETITIVITÀ POSSONO CRESCERE INSIEME. LE INNOVAZIONI INDIVIDUATE E IL PLAFOND DI 30 MILIONI DI EURO MESSO A DISPOSIZIONE DAL CREDITO COOPERATIVO VOGLIONO OFFRIRE ALLE IMPRESE STRUMENTI REALI PER AFFRONTARE LE SFIDE DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA E RAFFORZARE LA PROPRIA PRESENZA SUI MERCATI.COME BCC CAMPANIA CENTRO CREDIAMO CHE IL FUTURO DELLA FILIERA BUFALINA DIPENDA DALLA CAPACITÀ DI FARE RETE TRA IMPRESE, ISTITUZIONI E COMUNITÀ LOCALI. ACCOMPAGNARE QUESTO PERCORSO SIGNIFICA INVESTIRE NELLO SVILUPPO DEL TERRITORIO, CREARE OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI E VALORIZZARE UN PATRIMONIO CHE APPARTIENE ALL&#8217;INTERA CAMPANIA”.</p>
<p>PINGARO <em>(</em>BCC CAPACCIO PAESTUM E SERINO): “LO SFORZO DELLE BANCHE PROMOTRICI E DELLA FONDAZIONE SYMBOLA È QUELLO DI INDIVIDUARE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE CAPACI DI RENDERE GLI ALLEVAMENTI BUFALINI SEMPRE PIÙ COMPATIBILI DAL PUNTO DI VISTA AMBIENTALE E, ALLO STESSO TEMPO, PIÙ EFFICIENTI SOTTO IL PROFILO PRODUTTIVO. UN’INNOVAZIONE CHE NON NASCE SEMPRE NEI LABORATORI, MA CHE SPESSO È ANCHE “COMBINATORIA”: FRUTTO DEL TRASFERIMENTO ALLA FILIERA BUFALINA DI ESPERIENZE E SOLUZIONI MATURATE IN SETTORI COMPLETAMENTE DIVERSI. LA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO AL SENATO DELLA REPUBBLICA HA RAPPRESENTATO UN IMPORTANTE RICONOSCIMENTO DEL VALORE STRATEGICO DI QUESTO PERCORSO E HA CONFERMATO LA NECESSITÀ DI RAFFORZARE LA COLLABORAZIONE TRA ISTITUZIONI, SISTEMA DEL CREDITO E IMPRESE PER ACCOMPAGNARE CONCRETAMENTE LA TRANSIZIONE SOSTENIBILE DELLA FILIERA. LA FILIERA BUFALINA È PARTE INTEGRANTE DELL’IDENTITÀ E DELL’ECONOMIA DELLA PIANA DEL SELE E LA SFIDA, OGGI, È TRASFORMARE LE ANALISI E LE OPPORTUNITÀ INDIVIDUATE IN INVESTIMENTI CONCRETI E DIFFUSI, METTENDO A DISPOSIZIONE DELLE IMPRESE CONOSCENZE, STRUMENTI FINANZIARI E SOLUZIONI INNOVATIVE IN GRADO DI ACCRESCERE SOSTENIBILITÀ, EFFICIENZA E COMPETITIVITÀ. COME BCC CAPACCIO PAESTUM E SERINO VOGLIAMO ESSERE PARTE ATTIVA DI QUESTO CAMBIAMENTO, SOSTENENDO INVESTIMENTI E PROGETTI CAPACI DI GENERARE INNOVAZIONE, VALORE E NUOVE OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO PER IL TERRITORIO.È IMPORTANTE SOTTOLINEARE CHE &#8211; NELL’AMBITO DEL PLAFOND DI 30 MILIONI – UN PRIMO INTERVENTO DI 2 MILIONI DI EURO È STATO GIA’ DELIBERATO DALLE 3 BCC CON IL COINVOLGIMENTO DEL GRUPPO ICCREA ED È IN FASE DI PERFEZIONAMENTO. TRATTASI DI UN’OPERAZIONE INNOVATIVA DI FINANZIAMENTO CON PEGNO ROTATIVO SU MERCI (LATTE), A SOSTEGNO DELLO STOCCAGGIO DEL LATTE BUFALINO, FINALIZZATA A FAVORIRE LA SOSTENIBILITA’ ECONOMICA DEGLI ALLEVATORI RIUNITI IN OP (ORGANIZZATORI DI PRODUTTORI)”.</p>
<p>LUCIBELLO (BCC MAGNA GRECIA): “LA FILIERA BUFALINA DELLA PIANA DEL SELE RAPPRESENTA UNA STRAORDINARIA SINTESI DI TRADIZIONE PRODUTTIVA, IDENTITÀ TERRITORIALE E CAPACITÀ DI INNOVAZIONE. ACCOMPAGNARNE L’EVOLUZIONE VERSO MODELLI SEMPRE PIÙ SOSTENIBILI SIGNIFICA PROMUOVERE NON SOLO LA COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE, MA ANCHE LA TENUTA SOCIALE ED ECONOMICA DI UN’AREA CHE IN QUESTA FILIERA RICONOSCE UNA COMPONENTE ESSENZIALE DEL PROPRIO FUTURO. PER BCC MAGNA GRECIA, QUESTO VUOL DIRE ESSERE CONCRETAMENTE AL FIANCO DI ALLEVATORI, TRASFORMATORI E IMPRESE CHE OGNI GIORNO CUSTODISCONO E RINNOVANO QUESTA ECCELLENZA, SUPPORTANDOLI NEI PERCORSI DI INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ. INVESTIRE NELLA FILIERA BUFALINA SIGNIFICA RAFFORZARE UN PATRIMONIO IDENTITARIO ED ECONOMICO DECISIVO PER LA CRESCITA DELLA PIANA DEL SELE E DELLE COMUNITÀ CHE LA ABITANO”.</p>
<p>PRETE (UNIONCAMERE E CAMERA DI COMMERCIO DI SALERNO): ““GLI STUDI E LE ANALISI DEL SISTEMA CAMERALE CONFERMANO LA STRAORDINARIA FORZA DELL&#8217;AGROALIMENTARE NELL&#8217;ECONOMIA DELLA PROVINCIA DI SALERNO, UN ECOSISTEMA DOVE IL COMPARTO LATTIERO-CASEARIA RAPPRESENTA UNA DELLE PUNTE DI DIAMANTE, CAPACE DI MUOVERSI IN PERFETTA SINERGIA CON IL SETTORE CONSERVIERO E PIÙ IN GENERALE CON L’AGRICOLTURA D’ECCELLENZA DELLA PIANA DEL SELE. QUESTO TERRITORIO ESPRIME UN VALORE PRODUTTIVO FORMIDABILE, MA LE SFIDE GLOBALI CI IMPONGONO UN SALTO DI QUALITÀ CHE ABBIAMO GIÀ AMPIAMENTE ANTICIPATO E TRACCIATO NELLE SCORSE EDIZIONI DELL’EVENTO <em>AGRIFOOD FUTURE</em>. NON ESISTE UNA REALE CRESCITA DI LUNGO PERIODO SENZA LA CAPACITÀ DI CONIUGARE LO SVILUPPO ECONOMICO CON LA SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE. PER LE NOSTRE IMPRESE, LA CHIAVE DELLA COMPETITIVITÀ FUTURA RISIEDE NELL&#8217;ACCELERAZIONE DELLA DOPPIA TRANSIZIONE, ECOLOGICA E DIGITALE: L&#8217;INNOVAZIONE TECNOLOGICA E I PROCESSI GREEN NON DEVONO ESSERE PERCEPITI COME VINCOLI NORMATIVI, BENSÌ COME I PILASTRI STRATEGICI PER PROTEGGERE L&#8217;AUTENTICITÀ DELLE NOSTRE FILIERE E PROIETTARLE CON SUCCESSO SUI MERCATI INTERNAZIONALI”.</p>
<p><strong>Salerno, 19 giugno 2026. <em>Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera Bufalina</em></strong> <strong>è un lavoro promosso da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum Serino, BCC Magna Grecia, costruito con il coinvolgimento diretto di Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno e di numerose imprese della filiera. È stato presentato oggi</strong> <strong>da Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola; Camillo Catarozzo, presidente CdA Banca di Credito Cooperativo Campania Centro; Rosario Pingaro, presidente CdA Banca di Credito Cooperativo Capaccio Paestum e Serino; Pasquale Lucibello, vicepresidente vicario della BCC Magna Grecia. Ha presentato il report Marco Frey, presidente Comitato Scientifico Fondazione Symbola. Ne hanno discusso Lazzaro Iemma<br />
Responsabile nazionale FNC bufalina Confagricoltura; Angelica Agosta, presidente e co-fondatrice di Aionergy e membro Comitato scientifico Fondazione Symbola; Luigi Frunzo, Consulente scientifico Bioenergy Serre, Professore e Ingegnere Università Federico II; Gaetano Locci, responsabile amministrativo Consorzio di tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP. Hanno concluso i lavori Fulvio Bonavitacola; Assessore regione Campania alle attività produttive ed allo sviluppo economico; Andrea Prete, presidente della Camera di commercio di Salerno.</strong></p>
<p>Il rapporto analizza soluzioni e tecnologie innovative per accompagnare la decarbonizzazione della filiera bufalina della Piana del Sele, trasformando le criticità in opportunità di crescita e valorizzazione.</p>
<p>La conferenza stampa del 3 maggio scorso presso il Senato della Repubblica ha rappresentato un importante riconoscimento per un comparto che costituisce una delle principali eccellenze economiche e produttive del territorio della Piana del Sele. In occasione dell’evento di Salerno, è stato firmato l’accordo per l’attivazione di un plafond del valore di 30 milioni dalle tre BCC della Piana del Sele in collaborazione con Fondazione Symbola, Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno, per accompagnare le imprese nell’adozione di soluzioni e tecnologie green per ridurre costi energetici, migliorare l’efficienza dei processi produttivi e produrre valore con i sottoprodotti della filiera. Le associazioni di categoria firmatarie, Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno, si fanno promotrici lungo la filiera di questo strumento finanziario dedicato alla bufalina; Fondazione Symbola sostiene il valore strategico del plafond messo a disposizione dalle BCC del territorio a supporto di una maggiore competitività e sostenibilità della filiera.</p>
<p>Il progetto “Filiere Sostenibili della Piana del Sele”, avviato nel 2024, nasce con l’obiettivo di individuare soluzioni e tecnologie in grado di rendere le filiere agroalimentari campane più sostenibili e, quindi, più competitive. Il progetto ha visto la realizzazione di un primo studio dedicato alla IV Gamma, l’attenzione si concentra in questo report sulla filiera bufalina, analizzata per delineare percorsi innovativi di sviluppo sostenibile, con un focus specifico sulla realtà della Piana del Sele. In questo quadro, la sostenibilità si configura sempre più come un fattore determinante di qualità e valore, come evidenziato anche dallo studio di Fondazione Symbola e IPSOS “Sostenibilità è qualità”.</p>
<p>Il report presentato è stato sviluppato attraverso un’attività di <em>desk research</em> finalizzata a individuare soluzioni già disponibili sul mercato per favorire la decarbonizzazione della filiera e rafforzarne qualità e competitività. A questa analisi si è affiancato un ciclo di interviste a esperti, operatori e associazioni di categoria del territorio, utile a ricostruire lo stato dell’arte nella Piana del Sele e a valutare il livello di adozione &#8211; o di adottabilità &#8211; delle soluzioni individuate.</p>
<p>Il lavoro, infatti, non si limita a indicare interventi potenzialmente efficaci, ma contribuisce a creare le condizioni per la loro concreta diffusione: alla mappatura tecnica affianca un plafond dedicato di 30 milioni di euro, messo a disposizione dalle tre banche promotrici a tassi agevolati, con l’obiettivo di ridurre le barriere all’investimento e accelerare l’implementazione degli interventi lungo l’intera filiera.</p>
<p>La filiera bufalina rappresenta un’arteria fondamentale del comparto lattiero-caseario italiano che, a sua volta, si configura come uno dei settori di primaria importanza nel sistema agroalimentare nazionale. Le condizioni climatiche e di allevamento adeguate e favorevoli hanno trasformato il nostro Paese in un habitat ideale per le bufale, tanto che si è giunti all’identificazione di una vera e propria razza a sé: quella della “Bufala mediterranea italiana”, riconosciuta ufficialmente nel 2000 dal MiPAAF.<br />
Nel nostro Paese è presente circa l’1% del patrimonio bufalino mondiale e il 95% di quello europeo. In Italia si contano circa 435.000 capi bufalini; di questi, circa tre quarti sono allevati in Campania e la Piana del Sele vanta oltre il 25% del totale degli allevamenti e il 30,8% dei capi presenti in Campania. La produzione di latte è l’orientamento primario degli allevamenti italiani di bufala (oltre il 70%). Il principale prodotto derivante dal suo impiego è la mozzarella, nata in Campania secoli fa e divenuta nel tempo uno dei prodotti caseari più amati dai consumatori di tutto il mondo. Altri prodotti di bufala tipici (sia formaggi che latticini) sono la burrata, la ricotta, lo stracchino, la scamorza e il mascarpone. Ogni prodotto alimentare è il frutto di un percorso unico, con caratteristiche e tratti distintivi legati alla specifica filiera agroalimentare di appartenenza, ovvero all’insieme di tutte le fasi e i processi che portano il prodotto dalla terra alla tavola, dalla produzione delle materie prime fino al piatto del consumatore. In questa indagine, l’analisi si concentra sul comparto della produzione e trasformazione del latte di bufala, escludendo invece quello relativo alla produzione di carne. Cuore della ricerca, in linea con la struttura del lavoro già realizzato per la filiera della Quarta gamma, è l’analisi di sei macro-dimensioni che abbracciano l’intero ciclo produttivo: dalla sostituzione e riduzione dell’uso di sostanze chimiche alla gestione efficiente della risorsa idrica, dalla tutela del suolo e della biodiversità alla riduzione delle emissioni climalteranti, fino al recupero e valorizzazione dei sottoprodotti e all’adozione di packaging sostenibili, senza trascurare l’aspetto trasversale del benessere animale. Riguardo il tema delle emissioni, nel report vengono citati studi relativi all’analisi delle emissioni della filiera della Mozzarella di Bufala Campana DOP – il prodotto più iconico della filiera bufalina italiana – secondo cui, i foraggi coltivati per l’alimentazione delle bufale sarebbero in grado di compensare la CO<sub>2</sub> emessa lungo il processo produttivo della Mozzarella DOP. Questo risultato, se confermato, offrirebbe la base per valorizzare il prodotto bufalino sul mercato globale come simbolo di qualità e di responsabilità ambientale. Nel campo della gestione idrica, soluzioni come la microirrigazione, i sistemi di recupero e riutilizzo delle acque reflue e le tecnologie di sanificazione a base di ozono consentono di ridurre drasticamente i consumi e gli sprechi in tutte le fasi della filiera, con vantaggi ambientali, economici e produttivi. Allo stesso modo, l’adozione di impianti agrivoltaici, collettori solari ad aria, raffrescatori evaporativi, le pompe di calore ad alta efficienza, spazzole non elettriche e sistemi di refrigerazione a basso impatto ambientale contribuisce alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti, assicurando al contempo condizioni di lavoro migliori per animali e operatori. La valorizzazione dei sottoprodotti (letame, liquami, siero, latticello) attraverso micro-impianti di compostaggio, impianti di biogas e biometano, nonché la diffusione di imballaggi ecosostenibili per i prodotti finali, rappresentano l’ultima tessera di un mosaico virtuoso che dimostra come la sostenibilità possa diventare leva di efficienza, innovazione e valore. In conclusione, questo lavoro non si limita a mappare le tecnologie disponibili, ma fornisce una base operativa per passare dall’analisi all’adozione.</p>
<p>“Il riconoscimento dell’UNESCO alla cucina italiana – dichiara <strong>Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola </strong>&#8211; certifica un vantaggio competitivo fatto di cultura, saperi, territori e comunità, che va preservato come investimento sul futuro. In questo quadro si inserisce la filiera bufalina, eccellenza del Made in Italy nel mondo, con prodotti distintivi come la Mozzarella di Bufala Campana DOP.<br />
Oggi questa filiera, come evidenziato nel rapporto, si confronta con la sfida della transizione verde, resa ancora più urgente dall’instabilità dei costi energetici e delle materie prime, e da un nuovo orientamento dei mercati che associano sempre più la sostenibilità alla qualità di beni e servizi. Puntare sulla sostenibilità vuol dire quindi aiutare questo tessuto imprenditoriale a diventare più autosufficiente, competitivo, a misura d&#8217;uomo e per questo più capace di futuro.”</p>
<p>“La presentazione dello scorso maggio del rapporto sulla filiera bufalina della Piana del Sele – dichiara <strong>Camillo Catarozzo, presidente BCC Campania Centro</strong> &#8211; presso il Senato della Repubblica ha rappresentato un importante riconoscimento per un comparto che costituisce una delle principali eccellenze economiche e produttive del nostro territorio. Oggi, però, è il momento di trasformare le analisi e le prospettive emerse in azioni concrete. Il lavoro realizzato con Fondazione Symbola e le BCC partner dimostra che sostenibilità e competitività possono crescere insieme. Le innovazioni individuate e il plafond di 30 milioni di euro messo a disposizione dal Credito Cooperativo vogliono offrire alle imprese strumenti reali per affrontare le sfide della transizione ecologica e rafforzare la propria presenza sui mercati. Come BCC Campania Centro crediamo che il futuro della filiera bufalina dipenda dalla capacità di fare rete tra imprese, istituzioni e comunità locali. Accompagnare questo percorso significa investire nello sviluppo del territorio, creare opportunità per i giovani e valorizzare un patrimonio che appartiene all&#8217;intera Campania”.</p>
<p>“Lo sforzo delle banche promotrici e della Fondazione Symbola &#8211; dichiara<strong> Rosario Pingaro Presidente BCC Capaccio Paestum e Serino </strong>&#8211; è quello di individuare innovazioni tecnologiche capaci di rendere gli allevamenti bufalini sempre più compatibili dal punto di vista ambientale e, allo stesso tempo, più efficienti sotto il profilo produttivo. Un’innovazione che non nasce sempre nei laboratori, ma che spesso è anche “combinatoria”: frutto del trasferimento alla filiera bufalina di esperienze e soluzioni maturate in settori completamente diversi. La presentazione del rapporto al Senato della Repubblica ha rappresentato un importante riconoscimento del valore strategico di questo percorso e ha confermato la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, sistema del credito e imprese per accompagnare concretamente la transizione sostenibile della filiera. La filiera bufalina è parte integrante dell’identità e dell’economia della Piana del Sele e la sfida, oggi, è trasformare le analisi e le opportunità individuate in investimenti concreti e diffusi, mettendo a disposizione delle imprese conoscenze, strumenti finanziari e soluzioni innovative in grado di accrescere sostenibilità, efficienza e competitività. Come BCC Capaccio Paestum e Serino vogliamo essere parte attiva di questo cambiamento, sostenendo investimenti e progetti capaci di generare innovazione, valore e nuove opportunità di sviluppo per il territorio. È importante sottolineare che &#8211; nell’ambito del plafond di 30 milioni – un primo intervento di 2 milioni di euro è stato già deliberato dalle 3 BCC con il coinvolgimento del gruppo ICCREA ed è in fase di perfezionamento. trattasi di un’operazione innovativa di finanziamento con pegno rotativo su merci (latte), a sostegno dello stoccaggio del latte bufalino, finalizzata a favorire la sostenibilità economica degli allevatori riuniti in op (organizzatori di produttori)”.</p>
<p>“La filiera bufalina della Piana del Sele rappresenta una straordinaria sintesi di tradizione produttiva, identità territoriale e capacità di innovazione. Accompagnarne l’evoluzione verso modelli sempre più sostenibili &#8211; dichiara <strong>Pasquale Lucibello, vicepresidente vicario della BCC Magna Grecia</strong> &#8211; significa promuovere non solo la competitività delle imprese, ma anche la tenuta sociale ed economica di un’area che in questa filiera riconosce una componente essenziale del proprio futuro. Per BCC Magna Grecia, questo vuol dire essere concretamente al fianco di allevatori, trasformatori e imprese che ogni giorno custodiscono e rinnovano questa eccellenza, supportandoli nei percorsi di innovazione e sostenibilità. Investire nella filiera bufalina significa rafforzare un patrimonio identitario ed economico decisivo per la crescita della Piana del Sele e delle comunità che la abitano”.</p>
<p>“Gli studi e le analisi del sistema camerale confermano la straordinaria forza dell&#8217;agroalimentare nell&#8217;economia della provincia di Salerno &#8211; <strong>Andrea Prete, presidente Unioncamere e Camera di Commercio di Salerno</strong> &#8211; un ecosistema dove il comparto lattiero-casearia rappresenta una delle punte di diamante, capace di muoversi in perfetta sinergia con il settore conserviero e più in generale con l’agricoltura d’eccellenza della Piana del Sele. Questo territorio esprime un valore produttivo formidabile, ma le sfide globali ci impongono un salto di qualità che abbiamo già ampiamente anticipato e tracciato nelle scorse edizioni dell’evento <em>Agrifood Future</em>. Non esiste una reale crescita di lungo periodo senza la capacità di coniugare lo sviluppo economico con la salvaguardia dell’ambiente. Per le nostre imprese, la chiave della competitività futura risiede nell&#8217;accelerazione della doppia transizione, ecologica e digitale: l&#8217;innovazione tecnologica e i processi green non devono essere percepiti come vincoli normativi, bensì come i pilastri strategici per proteggere l&#8217;autenticità delle nostre filiere e proiettarle con successo sui mercati internazionali”.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Il rapporto si può scaricare su www.symbola.net  </em></strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Patriottismo dolce, Realacci: è una bussola per il Paese</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/patriottismo-dolce-realacci-e-una-bussola-per-il-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 09:05:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Nel tempo delle fratture è importante capire ciò che ci unisce. Patriottismo dolce – dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola &#8211; è il tema di queste giornate trascorse insieme durante il Seminario estivo di Fondazione Symbola a Mantova che ci ricorda che il futuro dell’Italia non si costruisce contro qualcuno, ma insieme, a partire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Nel tempo delle fratture è importante capire ciò che ci unisce. <em>Patriottismo dolce</em> – dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola &#8211; è il tema di queste giornate trascorse insieme durante il Seminario estivo di Fondazione Symbola a Mantova che ci ricorda che il futuro dell’Italia non si costruisce contro qualcuno, ma insieme, a partire da ciò che siamo e, soprattutto, da ciò che vogliamo essere. È questo il cuore del <em>patriottismo dolce</em> da cui il titolo del Seminario di questo anno. Un amore per il Paese che non ha bisogno di alzare muri, perché trova forza e sicurezza nella propria identità, nella coesione delle comunità e in un’economia a misura d’uomo. E di coesione abbiamo tanto bisogno nei tempi difficili che stiamo attraversando. Il patriottismo dolce è un progetto, non una retorica. È la scelta di guardare all’Italia con “occhi nuovi”, riconoscendo i suoi talenti e mettendoli in rete. Nel patriottismo dolce, la comunità non è un concetto astratto: è fatta di territori, di piccole imprese, di relazioni che trovano la loro espressione concreta nella soft economy. Il 72% degli italiani è orgoglioso della propria nazionalità come evidenzia lo studio di Fondazione Symbola e IPSOS Doxa e 9 italiani su 10 vedono nella qualità la chiave competitiva del Paese. I dati ci restituiscono un&#8217;evidenza chiara: il patriottismo dolce non è un esercizio di retorica, ma una precisa bussola per il Paese. Investire in qualità, sostenibilità e coesione non significa solo assecondare l&#8217;orgoglio nazionale, ma sintonizzarsi con una domanda profonda della società che si trasforma in vero valore economico. Le imprese capaci di farsi interpreti di questa identità sono il motore di un&#8217;Italia che torna a guardare al futuro con fiducia. Come diceva il presidente Carlo Azeglio Ciampi &#8220;questi borghi, questi paesi rappresentano un presidio di civiltà. Sono parte integrante, costitutiva della nostra identità, della nostra Patria. Possono essere un luogo adatto alle iniziative di giovani imprenditori. L&#8217;informatica e le tecnologie possono favorire questo processo. Può diventare anche questa grande avventura, un&#8217;opportunità da cogliere”.</p>
<p>Lo ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coesione è competizione di Fondazione Symbola, Intesa Sanpaolo, Unioncamere e Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne in collaborazione con AICCON e Ipsos Doxa</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/coesione-e-competizione-di-fondazione-symbola-intesa-sanpaolo-unioncamere-e-centro-studi-delle-camere-di-commercio-guglielmo-tagliacarne-in-collaborazione-con-aiccon-e-ipsos-doxa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 08:52:02 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=113173</guid>

					<description><![CDATA[COESIONE è COMPETIZIONE DI FONDAZIONE SYMBOLA, INTESA SANPAOLO, UNIONCAMERE E CENTRO STUDI DELLE CAMERE DI COMMERCIO GUGLIELMO TAGLIACARNE COESIONE COME BASE DEL FUTURO DELL’ECONOMIA NEL CORSO DELL’ULTIMO QUINQUENNIO LE IMPRESE COESIVE SONO AUMENTATE, PASSANDO DAL 37,4% DEL 2020 AL 43,5% DEL 2025 L’85% DEGLI ITALIANI CONSIDERA OGGI LA COLLABORAZIONE E LA COESIONE SOCIALE UN BISOGNO [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><u>COESIONE è COMPETIZIONE DI FONDAZIONE SYMBOLA, INTESA SANPAOLO, UNIONCAMERE E CENTRO STUDI DELLE CAMERE DI COMMERCIO GUGLIELMO TAGLIACARNE</u></strong></p>
<p><strong>COESIONE COME BASE DEL FUTURO DELL’ECONOMIA</strong></p>
<p><strong>NEL CORSO DELL’ULTIMO QUINQUENNIO LE IMPRESE COESIVE SONO AUMENTATE, PASSANDO DAL 37,4% DEL 2020 AL 43,5% DEL 2025</strong></p>
<p><strong>L’85% DEGLI ITALIANI CONSIDERA OGGI LA COLLABORAZIONE E LA COESIONE SOCIALE UN BISOGNO PRIMARIO COME DIMOSTRANO I DATI IPSOS DOXA</strong></p>
<p><strong>NEL 2026 IL 33% DELLE IMPRESE COESIVE PREVEDE AUMENTI DI FATTURATO RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE, CONTRO IL 20% DELLE ALTRE; SUL FRONTE OCCUPAZIONALE, IL 21% PREVEDE UN AUMENTO DEL PERSONALE, CONTRO IL 13% DELLE NON COESIVE</strong></p>
<p><strong>LE REGIONI LOMBARDIA, VENETO, EMILIA-ROMAGNA PRIME PER CONCENTRAZIONE DI IMPRESE COESIVE</strong></p>
<p><strong>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “LA COESIONE È UN FORMIDABILE FATTORE PRODUTTIVO IN PARTICOLARE IN ITALIA. L’INCROCIO TRA IMPRESE, COMUNITÀ, TERRITORI, INNOVAZIONE E BELLEZZA È FONDAMENTALE PER LA NOSTRA ECONOMIA E PER IL MADE IN ITALY. L’UNIONE EUROPEA HA INDIRIZZATO LE RISORSE DEL NEXT GENERATION EU E ANCHE DEL RECOVERY FUND PER RILANCIARE L’ECONOMIA SU COESIONE -INCLUSIONE, TRANSIZIONE VERDE E DIGITALE. CON L’OBIETTIVO DI AZZERARE LE EMISSIONI NETTE DI CO2 ENTRO IL 2050. L’ITALIA PUÒ ESSERE PROTAGONISTA DELLA SOSTENIBILITÀ SE SI SENTE PARTE DI UNA SFIDA COMUNE COME LE IMPRESE RACCONTATE IN QUESTO RAPPORTO. LA COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE E LA VITALITÀ DEI TERRITORI SI RAFFORZANO COSÌ RECIPROCAMENTE, CONFERMANDO CHE LA COESIONE NON È UN VINCOLO ALLO SVILUPPO, MA UNA DELLE SUE CONDIZIONI ESSENZIALI. UNA CONVINZIONE CHE TROVA ECO NELLA <em>MAGNIFICA HUMANITAS</em> DI LEONE XIV, CHE NEL SOLCO DELLA <em>RERUM NOVARUM</em> RICHIAMA LA NECESSITÀ DI GOVERNARE LE GRANDI TRASFORMAZIONI SENZA SEPARARE INNOVAZIONE, DIGNITÀ DEL LAVORO, LIBERTÀ DELLE COMUNITÀ E BENE COMUNE”.</strong></p>
<p><strong>GROS-PIETRO (INTESA SANPAOLO):</strong> <strong>&#8220;L’ESPERIENZA QUOTIDIANA DI INTESA SANPAOLO AL FIANCO DELLE IMPRESE CONFERMA LA COESIONE COME FATTORE DETERMINANTE PER LA COMPETITIVITÀ DEL TESSUTO IMPRENDITORIALE NEL SUO COMPLESSO. MAI COME IN QUESTO PERIODO LA COESIONE TRA DIVERSI SOGGETTI ECONOMICI E IN GENERALE NELLA SOCIETÀ PUÒ RINSALDARE QUELLA COMUNANZA DI VALORI E DI OBIETTIVI PROFICUA ALLA CRESCITA ECONOMICA. LA COLLABORAZIONE CON LA FONDAZIONE SYMBOLA ALLA REALIZZAZIONE DEL RAPPORTO COESIONE È COMPETIZIONE RICHIAMA UN ASPETTO QUANTO MAI URGENTE PER AFFRONTARE ADEGUATAMENTE LE TRANSIZIONI VERSO I NUOVI ASSETTI: TECNOLOGICI, AMBIENTALI, INTERNAZIONALI&#8221;.</strong></p>
<p><strong>TRIPOLI (UNIONCAMERE): “LA CAPACITÀ DI COSTRUIRE RELAZIONI E RAPPORTI STABILI NEI DIVERSI CONTESTI E TERRITORI È UN ASPETTO CHE CARATTERIZZA IL MODELLO DI SVILUPPO ITALIANO. BASTI PENSARE ALL’ESPERIENZA DEI DISTRETTI: ECOSISTEMI DI PICCOLE E MEDIE IMPRESE CHE, COLLABORANDO, SONO RIUSCITE A CREARE LAVORO E SVILUPPO. IL RAPPORTO SI SOFFERMA SULLE IMPRESE COESIVE, CHE, IN MODO PIÙ RICCO, REALIZZANO QUESTO MODELLO E HANNO PERFORMANCE MIGLIORI. AD ESEMPIO, SONO PIÙ RAPIDE AD ADOTTARE LE NUOVE TECNOLOGIE (IL 76% HA INVESTITO NELLA TRASFORMAZIONE DIGITALE NEL 2023-2025 CONTRO IL 49% DELLE NON COESIVE), A PARTIRE DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE (LA UTILIZZA IL 31% DELLE COESIVE RISPETTO AL 16% DELLE NON COESIVE). INOLTRE, QUESTE IMPRESE INVESTONO DI PIÙ SULLE PERSONE (L’87% HA PUNTATO SUL MIGLIORAMENTO DELLE COMPETENZE DEL PERSONALE CONTRO IL 60% DELLE ALTRE IMPRESE) E SULLA CONCILIAZIONE TRA VITA E LAVORO, SOSTENUTA DALL&#8217;8,5% DELLE IMPRESE COESIVE CONTRO IL 5,1% DELLE NON COESIVE”.</strong></p>
<p><strong>Mantova, 12 giugno 2026.</strong> <strong>“Coesione è competizione” di Fondazione Symbola, Intesa Sanpaolo, Unioncamere e Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne in collaborazione con AICCON e Ipsos Doxa, è stato presentato oggi al Seminario di Fondazione Symbola da Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola; Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo; Giuseppe Tripoli, segretario generale Unioncamere. Con i saluti di Angelo Argento, presidente Cultura Italiae e Carlo Bartoli, presidente Ordine dei Giornalisti.</strong></p>
<p><strong>Ne hanno discusso Giovanni Azzone, presidente Fondazione Cariplo, presidente ACRI; Aldo Bonomi, direttore AASTER; Anna Maria Roscio, Executive Director Sales&amp;Marketing Imprese Intesa Sanpaolo; Simone Gamberini, presidente Legacoop; Francesca Sofia, direttore generale Fondazione CDP; Paolo Venturi, direttore AICCON; Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà; Stefano Zamagni, presidente Emerito Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. </strong></p>
<p><strong><em>Al termine dell&#8217;evento verrà consegnato il riconoscimento “Coesione è Competizione” alle imprese presenti nel rapporto, esempi virtuosi di come la coesione generi competitività, innovazione e valore per il Paese.</em></strong></p>
<p><strong>Il rapporto analizza e racconta i fattori più significativi della competitività del nostro Paese, con particolare attenzione verso gli aspetti che non vengono colti dagli indicatori economici più diffusi, sottolineando l’importanza della collaborazione per le imprese.</strong> <strong>La coesione migliora il legame e il radicamento nelle comunità e nei territori, accresce il senso di appartenenza e soddisfazione di vita dei dipendenti, il coinvolgimento e il dialogo con i clienti. </strong></p>
<p>Nel corso dell’ultimo quinquennio le imprese coesive sono aumentate, passando dal 37,4% del 2020 al 43,5% del 2025, così come è cresciuto anche il numero medio di relazioni che le stesse hanno instaurato con i diversi attori delle filiere, dei mercati e dei territori (da 1,7 del 2020 a 2,9 del 2025). I lavoratori restano il principale interlocutore, ma il loro peso si ridimensiona rispetto al 2020, quando la fase pandemica aveva concentrato l’attenzione soprattutto sulla tenuta interna delle organizzazioni. Rispetto al quinquennio precedente cresce soprattutto la collaborazione con banche (+23 punti percentuali) ed enti non-profit (+13 punti percentuali), scuole e università, altre imprese e associazioni di categoria (+10 p.p.), clienti (+7 p.p.) e istituzioni (+6 p.p.). È il segno di una coesione più matura e non più legata soltanto alla gestione dell’emergenza, ma orientata a costruire reti stabili per innovare e competere. Tra il 2020 e il 2025 le imprese coesive crescono in maniera trasversale a tutte le classi dimensionali. L’incremento più marcato interessa le piccole imprese, che passano dal 41% al 50%. Anche le microimprese mostrano un rafforzamento della dimensione coesiva, con un aumento di quasi tre punti percentuali (dal 29% al 31%), mentre le medio-grandi imprese consolidano livelli già elevati di relazionalità, raggiungendo il 70%. Le imprese coesive mostrano una propensione agli investimenti green nettamente superiore rispetto alle imprese non coesive, sia nel triennio 2023-2025 sia nelle previsioni per il periodo 2026-2028. Nel primo caso, la quota di imprese coesive che investe in sostenibilità ambientale raggiunge il 68%, contro il 41% delle non coesive; nel secondo, le quote si attestano rispettivamente al 65% e al 38%. Anche sul fronte della trasformazione digitale emerge un significativo vantaggio competitivo delle imprese coesive. Nel triennio 2023-2025 oltre tre quarti delle imprese a maggiore relazionalità hanno adottato tecnologie digitali 4.0, contro il 49% delle non coesive. Un divario che si mantiene elevato anche nelle previsioni per il triennio successivo.</p>
<p>Le evidenze raccolte mostrano che le imprese più “coesive”, radicate in reti strutturate di collaborazione, orientate alla qualità del lavoro, aperte al dialogo con istituzioni e società civile, sono anche quelle che investono di più in innovazione, che affrontano meglio le transizioni ambientali e digitali, e che reagiscono con maggiore resilienza agli shock. I dati lo documentano in modo netto: <strong>nel 2026 il 33% delle imprese coesive prevede aumenti di fatturato rispetto all’anno precedente, contro il 20% delle altre; sul fronte occupazionale, il 21% prevede un aumento del personale, contro il 13% delle non coesive. </strong>Le imprese più competitive sono quelle che sanno costruire comunità di lavoro solide, capaci di valorizzare persone, competenze e partecipazione. La qualità delle relazioni interne non è un elemento accessorio dell’organizzazione aziendale, ma una leva strategica per affrontare le trasformazioni in corso. In un Paese segnato dall’invecchiamento demografico, dalla crescente difficoltà di reperire professionalità adeguate e dalla competizione globale per i talenti, investire sul benessere delle persone, sulla formazione continua, sull’inclusione e sulla conciliazione tra vita e lavoro significa rafforzare capacità produttiva, innovazione e attrattività.</p>
<p><strong>La coesione viene percepita sempre più come un bisogno primario. I dati raccolti da Ipsos Doxa per questo rapporto lo confermano con chiarezza: l’85% degli italiani considera oggi la collaborazione e la coesione sociale più importanti che mai, o comunque fondamentali indipendentemente dal contesto storico.</strong> Tra i principali benefici associati a comunità più coese emergono una migliore qualità della vita (45%), maggiore sicurezza nel luogo in cui si vive (40%) e la possibilità di affrontare insieme i problemi della comunità (35%). Seguono il bisogno di poter contare su un aiuto concreto in caso di necessità e il desiderio di far parte di una comunità meno sola e più solidale.</p>
<p>“La coesione è un formidabile fattore produttivo – dichiara <strong>Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola</strong> &#8211; in particolare in Italia. L’incrocio tra imprese, comunità, territori, innovazione e bellezza è fondamentale per la nostra economia e per il made in Italy. L’Unione Europea ha indirizzato le risorse del Next Generation EU e anche del Recovery Fund per rilanciare l’economia su coesione -inclusione, transizione verde e digitale. Con l’obiettivo di azzerare le emissioni nette di CO2 entro il 2050. L’Italia può essere protagonista della sostenibilità se si sente parte di una sfida comune come le imprese raccontate in questo rapporto. La competitività delle imprese e la vitalità dei territori si rafforzano così reciprocamente, confermando che la coesione non è un vincolo allo sviluppo, ma una delle sue condizioni essenziali. Una convinzione che trova eco nella <em>Magnifica Humanitas</em> di Leone XIV, che nel solco della <em>Rerum Novarum</em> richiama la necessità di governare le grandi trasformazioni senza separare innovazione, dignità del lavoro, libertà delle comunità e bene comune”.</p>
<p>&#8220;L’esperienza quotidiana di Intesa Sanpaolo al fianco delle imprese – dichiara <strong>Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo </strong>&#8211; conferma la coesione come fattore determinante per la competitività del tessuto imprenditoriale nel suo complesso. Mai come in questo periodo la coesione tra diversi soggetti economici e in generale nella società può rinsaldare quella comunanza di valori e di obiettivi proficua alla crescita economica. La collaborazione con la Fondazione Symbola alla realizzazione del Rapporto Coesione è competizione richiama un aspetto quanto mai urgente per affrontare adeguatamente le transizioni verso i nuovi assetti: tecnologici, ambientali, internazionali&#8221;.</p>
<p>“La capacità di costruire relazioni e rapporti stabili nei diversi contesti e territori è un aspetto che caratterizza il modello di sviluppo italiano”, sottolinea il <strong>segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli</strong>. “Basti pensare all’esperienza dei distretti: ecosistemi di piccole e medie imprese che, collaborando, sono riuscite a creare lavoro e sviluppo. Il Rapporto si sofferma sulle imprese coesive, che, in modo più ricco, realizzano questo modello e hanno performance migliori. Ad esempio, sono più rapide ad adottare le nuove tecnologie (il 76% ha investito nella trasformazione digitale nel 2023-2025 contro il 49% delle non coesive), a partire dall’intelligenza artificiale (la utilizza il 31% delle coesive rispetto al 16% delle non coesive). Inoltre, queste imprese investono di più sulle persone (l’87% ha puntato sul miglioramento delle competenze del personale contro il 60% delle altre imprese) e sulla conciliazione tra vita e lavoro, sostenuta dall&#8217;8,5% delle imprese coesive contro il 5,1% delle non coesive”.</p>
<p>Il rapporto contiene esempi di imprese come<strong> Ferrero</strong>, che grazie alla relazione con il terzo settore ha reso più solida la filiera del cacao, o <strong>Selle Royal</strong>, che insieme al non profit ha trasformato gli scarti in nuove risorse. Storie che raccontano come la cooperazione tra imprese e mondo della ricerca e della formazione riesca a ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, intercettando e formando nuovi talenti, come nei casi della Società Benefit <strong>SPM</strong> e dell’alleanza tra imprese e università della Motor Valley <strong>MUNER</strong>. Collaborazioni tra imprese e banca che danno vita a operazioni su misura per rafforzarsi o espandersi su mercati anche internazionali, lo raccontano le storie di <strong>Lombardo Bikes</strong> e <strong>Yachtline 1618</strong>. Nuovi mercati si trovano anche in territori difficili grazie alle relazioni, come ci racconta la collaborazione tra <strong>Eolo</strong> e i comuni montani. Esempi di reti d’impresa come <strong>Slow Bike Tourism</strong>, alleanza che ha reso più competitive non solo le aziende coinvolte, ma anche il territorio. Le storie di <strong>IFI</strong> e <strong>No-Made Boards</strong> mostrano invece come la co-progettazione con i clienti permette di aumentare competitività e innovazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em> </em></strong><strong><em>Il rapporto si trova su </em></strong><a href="http://www.symbola.net"><strong><em>www.symbola.net</em></strong></a><strong><em> e su www.unioncamere.gov.it</em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Artigianato, futuro del made in Italy – Artigianato aumentato</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/artigianato-futuro-del-made-in-italy-artigianato-aumentato-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 08:30:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ARTIGIANATO, FUTURO DEL MADE IN ITALY ARTIGIANATO AUMENTATO AL SEMINARIO ESTIVO DI FONDAZIONE SYMBOLA, SI CONCLUDE LA CAMPAGNA “ARTIGIANATO, FUTURO DEL MADE IN ITALY – ARTIGIANATO AUMENTATO” PROMOSSA DA CONFARTIGIANATO, CNA, CASARTIGIANI CON FONDAZIONE SYMBOLA E IL PATROCINIO DEL MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY, NELL’AMBITO DELLA GIORNATA DEL MADE IN ITALY PRESENTATO [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>ARTIGIANATO, FUTURO DEL MADE IN ITALY</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>ARTIGIANATO AUMENTATO</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>AL SEMINARIO ESTIVO DI FONDAZIONE SYMBOLA, SI CONCLUDE LA CAMPAGNA “ARTIGIANATO, FUTURO DEL MADE IN ITALY – ARTIGIANATO AUMENTATO” PROMOSSA DA CONFARTIGIANATO, CNA, CASARTIGIANI CON FONDAZIONE SYMBOLA E IL PATROCINIO DEL MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY, NELL’AMBITO DELLA GIORNATA DEL MADE IN ITALY</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>PRESENTATO IL REPORT 100 STORIE DI ARTIGIANATO AUMENTATO </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>PRESENTI LE 100 IMPRESE PROTAGONISTE DEL REPORT PROVENIENTI DA TUTTA ITALIA: IMPRESE DEL NORD, DEL CENTRO E DEL SUD E SARÀ CONSEGNATO UN ATTESTATO DI RICONOSCIMENTO DA PARTE DELLE ASSOCIAZIONI PROMOTRICI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>DIGITALE, SOSTENIBILITÀ E DESIGN AVVICINANO I GIOVANI ALL&#8217;ARTIGIANATO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>100 REALTÀ RACCONTANO DI UN SETTORE DINAMICO, CAPACE DI RINNOVARE PRATICHE E COMPETENZE ATTRAVERSO L’INTEGRAZIONE DI CREATIVITÀ, TECNOLOGIA E SOSTENIBILITA’</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong><strong>Mantova, 11 giugno 2026. In occasione del Seminario Estivo di Fondazione Symbola a Mantova, si conclude la Campagna <em>“Artigianato, futuro del made in Italy – Artigianato aumentato”</em>, promossa da Confartigianato, CNA, Casartigiani con Fondazione Symbola e il patrocinio del MiMit, nell’ambito della Giornata del Made in Italy,  nata per raccontare una nuova generazione di artigiani che sta reinterpretando il mestiere attraverso tre nuovi driver: design, sostenibilità e innovazione. Durante il panel sono interventuti Marco Granelli, presidente Confartigianato Imprese; Dario Costantini, presidente CNA; Franco Storer, presidente Casartigiani Veneto; Nicola Bertini, presidente Giovani Imprenditori CNA Mantova; Lorenzo Capelli, presidente Confartigianato Mantova; Stefano Micelli, professore di International Management Università Ca’ Foscari di Venezia, presidente Upskill 4.0; Enrico Vanzina, scrittore di cinema e letteratura. Ha concluso i lavori Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Lombardia.</strong></p>
<p><strong>Alle 100 imprese protagoniste della Campagna è stato conferito un attestato per aver interpretato il modello dell&#8217;artigianato aumentato, dando vita a un&#8217;impresa capace di far evolvere tradizioni, competenze e identità del proprio territorio attraverso una o più delle leve che la Campagna riconosce come motori di questa trasformazione &#8211; innovazione, design, sostenibilità &#8211; e di tradurle in un contributo concreto alla competitività del Made in Italy e alla costruzione di un&#8217;economia più coesa e capace di creare futuro. </strong></p>
<p><strong>“Artigianato, futuro del made in Italy &#8211; Artigianato aumentato” rende visibile l’importanza dell’artigianato italiano per la nostra economia, ma anche per la nostra qualità della vita. In Italia, oltre un milione di imprese sono artigiane, una cifra pari a circa un quarto di tutto il sistema imprenditoriale italiano. Design, sostenibilità e innovazione diventano in questo contesto non soltanto fattori di evoluzione produttiva, ma leve strategiche che permettono alle imprese artigiane di comunicare meglio il proprio valore, dialogare con nuovi pubblici e rafforzare la propria presenza sui mercati nazionali e internazionali.</strong></p>
<p>Allo stesso tempo, come dimostrano le 100 realtà raccontate nel rapporto, questi driver contribuiscono a rendere l’artigianato più attrattivo per le nuove generazioni, restituendo l’immagine di un settore dinamico, capace di rinnovare pratiche e competenze attraverso l’integrazione di creatività, tecnologia e impatto sociale. Un passaggio oggi cruciale, se si considera il problema demografico e la difficoltà del ricambio generazionale che stanno attraversando molti comparti dell’artigianato italiano, mettendo a rischio la continuità di saperi e competenze che costituiscono una delle fondamenta del Made in Italy. In questo scenario, questi fattori possono rappresentare un antidoto concreto, facilitando il passaggio di testimone e rendendo le nuove generazioni non soltanto custodi, ma anche innovatori di un patrimonio unico: quel sapere artigiano italiano ricercato e apprezzato in tutto il mondo perché capace di generare bellezza, benessere, convivialità e cura delle relazioni, che, insieme alla cucina italiana, rappresenta un patrimonio culturale dell’umanità.</p>
<p><strong>Le 100 imprese raccontate nel rapporto provengono da tutta Italia</strong></p>
<p>VALLE D&#8217;AOSTA: 1 Aosta</p>
<p>PIEMONTE: 3 Torino, 2 Novara, 1 Verbano-Cusio-Ossola</p>
<p>LIGURIA: 3 genova</p>
<p>LOMBARDIA: 1 Bergamo, 1 Brescia, 1 Cremona, 2 Lodi, 2 Monza-Brianza, 2 Mantova, 3 Milano, 1 Pavia, 2 Sondrio, 2 Varese</p>
<p>TRENTINO ALTO ADIGE: 2 Trento</p>
<p>VENETO: 5 Belluno, 2 Padova, 1 Treviso, 1 Venezia, 1 Verona, 5 Vicenza</p>
<p>FRIULI VENEZIA GIULIA: 1 Gorizia, 1 Pordenone</p>
<p>EMILIA ROMAGNA: 3 Bologna, 1 Forli, 1 Modena, 1 Parma,2 Ravenna, 1 Reggio-Emilia</p>
<p>TOSCANA: 2 Arezzo, 2 Prato, 1 Pistoia</p>
<p>MARCHE: 1 Ancona, 2 Macerata, 1 Pesaro Urbino</p>
<p>LAZIO: 4 Rieti, 1 Viterbo</p>
<p>UMBRIA: 1 Terni</p>
<p>ABRUZZO: 1 Chieti, 2 Teramo</p>
<p>CAMPANIA: 1 Caserta, 4 Napoli, 1 Salerno</p>
<p>MOLISE: 1 Campobasso</p>
<p>BASILICATA: 1 Matera, 2 Potenza</p>
<p>PUGLIA: 3 Bari, 1 Barletta, 1 Lecce, 1 Taranto</p>
<p>CALABRIA: 1 Cosenza, 2 Catanzaro, 1 Vibo Valentia</p>
<p>SICILIA: 1 Catania, 4 Palermo, 1 Ragusa</p>
<p>SARDEGNA: 1 Cagliari<br />
“Artigianato, futuro del made in Italy” è un progetto che dal 2023 racconta l’anima produttiva del Paese: un’Italia competitiva grazie alla capacità di coniugare innovazione e creatività. Il concetto di artigianato aumentato definisce un modello evolutivo che integra la tradizione manifatturiera italiana con tre fattori chiave – design, sostenibilità e innovazione – oggi capaci di rafforzarne competenze e valore. L’obiettivo è far conoscere un approccio già diffuso in molte realtà artigianali italiane, capace di consolidare l’identità delle imprese artigiane, aumentarne la competitività e generare ricadute economiche, culturali e occupazionali a livello locale.</p>
<p><strong>I mestieri raccontati nella loro evoluzione, mostrando come sostenibilità, design e innovazione contribuiscano a rinnovarne pratiche e competenze. Dall’acconciatore che integra strumenti digitali per la consulenza d’immagine al cliente, al calzolaio che utilizza scansioni 3D e pratiche di economia circolare per realizzare e rigenerare calzature, fino al restauratore che affianca tecnologie avanzate come scansioni e sensori al lavoro manuale, emerge con chiarezza il paradigma dell’artigianato aumentato. </strong>Un percorso che richiama la natura stessa dell’artigianato, da sempre capace di innovare e adattarsi ai tempi, e che ancora oggi rappresenta un elemento fondamentale per il valore e la qualità del sistema produttivo italiano. Solo dentro questa evoluzione il Made in Italy può continuare a distinguersi nel mondo, trasformando conoscenza, creatività e qualità in valore economico e sociale. La sfida del ricambio generazionale non riguarda solo la continuità dei mestieri, ma la capacità di preservare e rinnovare uno dei principali patrimoni competitivi del Paese. È qui che l’Italia può esprimere la sua forza: tenere insieme innovazione e bellezza, sostenibilità e competitività, tecnologia e umanità. In questa prospettiva, l’artigianato non è soltanto una componente essenziale della nostra economia, ma una delle chiavi più credibili per costruire un futuro sostenibile senza perdere identità, nel solco dell’articolo 9 della Costituzione, che lega il progresso della cultura e della ricerca scientifica alla tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione.</p>
<p>La campagna è l’occasione per celebrare cento protagonisti di questo artigianato aumentato e riconoscerne pubblicamente la capacità di evolvere, restando competitivi e mantenendo vive le competenze e i saperi tradizionali che rendono il made in Italy apprezzato nel mondo.</p>
<p>“Le piccole imprese e l’artigianato – dichiara <strong>Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola</strong> &#8211; non sono un punto di debolezza della nostra economia. La propensione delle imprese artigiane a collaborare accompagna la capacità di creare coesione e innovazione. L’artigianato è un’anima del made in Italy. Il concetto di artigianato aumentato definisce un modello evolutivo che integra la tradizione manifatturiera italiana con tre fattori chiave – design, sostenibilità e innovazione. Nel bicentenario della nascita di Collodi si conferma il modello Pinocchio. È Geppetto, un artigiano, che recupera un legno abbandonato e dà vita alla materia. Il Paese può affrontare le sfide che abbiamo avanti chiamando a raccolta i nostri talenti senza lasciare indietro nessuno. Come scritto nel Manifesto di Assisi, non c’è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto di giusto c’è in Italia. E, per dirla con Papa Francesco, ‘siamo chiamati ad essere creativi, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi ed originali per il bene comune’”.</p>
<p>“In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente Confartigianato </strong>&#8211; gli imprenditori artigiani custodiscono ed esprimono la competenza umana che unisce tradizione e innovazione e usano la tecnologia per dare vita a prodotti e servizi d’eccellenza, irripetibili, personalizzati. Gli artigiani sanno potenziare la loro creatività con nuovi ‘attrezzi del mestiere’: digitale, robotica, automazione, piattaforme on line. Non è un caso che due terzi delle aziende stia già investendo nella transizione digitale. Ma in tutti i settori &#8211; che si tratti del taglio di un abito di alta sartoria, della tolleranza millimetrica di un componente meccanico destinato a un bolide da corsa, o dello studio d&#8217;immagine dietro un&#8217;acconciatura da sfilata &#8211; è sempre il talento umano, il tocco dell’intelligenza artigiana a fare la differenza, a caratterizzare lo stile made in Italy e a renderlo unico e apprezzato in tutto il mondo”.</p>
<p>“L’artigianato – dichiara <strong>Dario Costantini, presidente CNA</strong> &#8211; è sempre stato un antidoto contro i rischi della disumanizzazione. Nel Novecento, il secolo dell’industria, il pericolo era la standardizzazione; nel mondo digitale di oggi il rischio è la perdita di immaginazione, di senso e di relazione con ciò che creiamo. Il nostro “Geppetto contemporaneo” utilizza certamente le tecnologie più avanzate – gli strumenti digitali, l’intelligenza artificiale, la progettazione evoluta. In fondo siamo qui a Mantova per raccontarlo. Però non sono queste tecnologie a “dare vita” a Pinocchio. Esattamente come in passato, ciò che rende davvero umane e vive le sue creazioni sono la sua immaginazione, il suo desiderio, la sua passione per il lavoro, il suo senso di responsabilità verso ciò che realizza e verso le persone a cui quel lavoro è destinato”.</p>
<p>“Il legame storico tra Geppetto e l’artigianato artistico italiano si evolve &#8211; <strong>Giacomo Basso, presidente Casartigiani &#8211;</strong> trasformando la figura del tradizionale intagliatore di legno in un professionista della rivoluzione digitale. Nasce l’Artigianato “Aumentato”, un modello produttivo capace di integrare tecnologie all’avanguardia come la stampa 3D e il taglio laser per supportare il lavoro manuale, senza mai sostituire l’essenza e l’anima del saper fare italiano. La campagna &#8220;Artigianato futuro del Made in Italy&#8221; di quest’anno e le storie concrete di imprenditori che raccontiamo oggi accendono i riflettori su un ecosistema di micro-piccole imprese e professioni che sempre più si sta dimostrando cruciale per la competitività e la tenuta economica del Paese di fronte alle crescenti sfide e le instabilità geopolitiche globali”.</p>
<p><strong><em>Il rapporto si trova su www.symbola.net</em></strong></p>
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		<title>Giornata dell’Ambiente, Realacci (Fondazione Symbola): Accelerare sulle rinnovabili aiuta la pace e dà forza all’economia</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/giornata-dellambiente-realacci-fondazione-symbola-accelerare-sulle-rinnovabili-aiuta-la-pace-e-da-forza-alleconomia-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 09:25:35 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=112622</guid>

					<description><![CDATA[Giornata dell’Ambiente, Realacci (Fondazione Symbola): Accelerare sulle rinnovabili aiuta la pace e dà forza all’economia “La green economy è la migliore risposta alle crisi che stiamo attraversando grazie a una transizione verde e digitale che è l’obiettivo dell’Europa. Occorre accelerare sulle rinnovabili, la transizione verde e sostituire i combustibili fossili per aiutare la pace. Oltre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giornata dell’Ambiente, Realacci (Fondazione Symbola): Accelerare sulle rinnovabili aiuta la pace e dà forza all’economia</p>
<p>“La green economy è la migliore risposta alle crisi che stiamo attraversando grazie a una transizione verde e digitale che è l’obiettivo dell’Europa. Occorre accelerare sulle rinnovabili, la transizione verde e sostituire i combustibili fossili per aiutare la pace. Oltre a contrastare la crisi climatica ci rende più liberi dalla dipendenza dal gas e petrolio di importazione. Dipendenza che stiamo pagando pesantemente a seguito delle guerre su diversi fronti. Esiste già oggi un’Italia che affronta la sfida alla crisi climatica e che vedremo protagonista anche al Seminario Estivo della Fondazione Symbola a Mantova dal 11 al 13 giugno dal titolo <em>Patriottismo dolce. Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture </em>che è un’occasione di incontro per quanti vogliono bene all’Italia. Secondo il rapporto GreenItaly di Fondazione Symbola e Unioncamere circa un terzo delle imprese (578 mila) negli ultimi cinque anni hanno investito sul green in Italia innovano di più, esportano di più, producono più posti di lavoro: 3,3 milioni di greenjobs. Sono quelle che innovano di più, esportano di più, producono più posti di lavoro. Difendere l’ambiente e affrontare con coraggio le crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro come affermiamo nel Manifesto di Assisi promosso da Fondazione Symbola e Sacro Convento”.</p>
<p>Lo ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, in occasione della Giornata dell’Ambiente.</p>
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		<item>
		<title>Realacci (Fondazione Symbola):Ci lascia Gianni Mattioli caro amico e protagonista dell&#8217;ambientalismo scientifico</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/ci-lascia-gianni-mattioli-caro-amico-e-protagonista-dellambientalismo-scientifico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 08:38:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Realacci (Fondazione Symbola):Ci lascia Gianni Mattioli caro amico e protagonista dell&#8217;ambientalismo scientifico &#8220;Con profondo dolore apprendo della scomparsa dell’amico Gianni Mattioli. Se ne va uno dei protagonisti più autorevoli dell&#8217;ambientalismo scientifico, della Legambiente e dei Verdi. Un uomo che ha saputo coniugare impegno civile e passione politica. Con Massimo Scalia, collega nell’Istituto di Fisica e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Realacci (Fondazione Symbola):Ci lascia Gianni Mattioli caro amico e protagonista dell&#8217;ambientalismo scientifico</p>
<p>&#8220;Con profondo dolore apprendo della scomparsa dell’amico Gianni Mattioli. Se ne va uno dei protagonisti più autorevoli dell&#8217;ambientalismo scientifico, della Legambiente e dei Verdi. Un uomo che ha saputo coniugare impegno civile e passione politica. Con Massimo Scalia, collega nell’Istituto di Fisica e amico fraterno, è stato uno dei principali artefici della storica battaglia antinucleare che ha cambiato il nostro Paese. Gianni Mattioli ha dedicato la sua vita alla difesa dell&#8217;ambiente e la sua scomparsa rappresenta una grande perdita per l&#8217;Italia. Esprimo il più sincero cordoglio ai suoi familiari e a tutte le persone che hanno condiviso con lui un lungo percorso di impegno civile e politico. Ciao Gianni”.</p>
<p>Lo ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Realacci (Fondazione Symbola): La Festa della Repubblica per dare forza ad un nuovo patriottismo</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/realacci-fondazione-symbola-la-festa-della-repubblica-per-dare-forza-ad-un-nuovo-patriottismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 08:04:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Realacci (Fondazione Symbola): La Festa della Repubblica per dare forza ad un nuovo patriottismo “Il 2 giugno, ricorrenza della Festa della Repubblica, è anche l&#8217;occasione per una riflessione sul concetto di patria. Nel tempo delle fratture è importante capire ciò che ci unisce. Patriottismo dolce è il tema del Seminario estivo di Fondazione Symbola, a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Realacci (Fondazione Symbola): La Festa della Repubblica per dare forza ad un nuovo patriottismo</p>
<p>“Il 2 giugno, ricorrenza della Festa della Repubblica, è anche l&#8217;occasione per una riflessione sul concetto di patria. Nel tempo delle fratture è importante capire ciò che ci unisce. <em>Patriottismo dolce</em> è il tema del Seminario estivo di Fondazione Symbola, a Mantova dall’11 al 13 giugno, un incontro tra quanti vogliono bene all&#8217;Italia e vogliono darsi da fare per un futuro migliore. Ed è proprio quell’aggettivo, “dolce” che esprime la valenza politica di una riflessione sul futuro dell’Italia. Diceva Giorgio La Pira che solo gli animali privi di spina dorsale hanno bisogno del guscio: i muri sono figli di identità deboli o degenerate. È questo lo spirito che anima il Seminario che tocca temi come l’ambiente, l’intelligenza artificiale, la coesione, l’energia, l’attenzione ai territori soprattutto quelli minori. Come diceva il presidente Carlo Azeglio Ciampi “questi borghi, questi paesi rappresentano un presidio di civiltà. Sono parte integrante, costitutiva della nostra identità, della nostra Patria. Possono essere un luogo adatto alle iniziative di giovani imprenditori. L&#8217;informatica e le tecnologie possono favorire questo processo. Può diventare anche questa grande avventura, un&#8217;opportunità da cogliere”.</p>
<p>Lo ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola.</p>
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		<item>
		<title>Patriottismo dolce. Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture. Al via il Seminario Estivo di Fondazione Symbola dall&#8217;11 al 13 giugno</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/patriottismo-dolce-identita-comunita-soft-economy-nel-tempo-delle-fratture-al-via-il-seminario-estivo-di-fondazione-symbola-dall11-al-13-giugno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 09:12:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA PATRIOTTISMO DOLCE IDENTITÀ, COMUNITÀ, SOFT ECONOMY NEL TEMPO DELLE FRATTURE   AL VIA ILSEMINARIO ESTIVO DI FONDAZIONE SYMBOLA DALL’11 AL 13 GIUGNO A MANTOVA     AFFRONTARE CONFLITTI E TENSIONI COMMERCIALI PARTENDO DAI PUNTI DI FORZA DEL PAESE   &#160; 100 CONTRIBUTI TRA CUI GENTILONI, URSO, PICHETTO FRATIN, MANFREDI, MARAN, PARISI, PADRE FORTUNATO, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><u>COMUNICATO STAMPA</u></strong></p>
<p><strong><em>PATRIOTTISMO DOLCE</em></strong></p>
<p><strong><em>IDENTITÀ, COMUNITÀ, SOFT ECONOMY NEL TEMPO DELLE FRATTURE</em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>AL VIA ILSEMINARIO ESTIVO DI FONDAZIONE SYMBOLA DALL’11 AL 13 GIUGNO A MANTOVA</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>AFFRONTARE CONFLITTI E TENSIONI COMMERCIALI PARTENDO DAI PUNTI DI FORZA DEL PAESE</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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<p><strong>100 CONTRIBUTI TRA CUI GENTILONI, URSO, PICHETTO FRATIN, MANFREDI, MARAN, PARISI, PADRE FORTUNATO, AZZONE, SAVIOLA, AURICCHIO, PRETE, MANFREDI, SCIUTO, GRANELLI, COSTANTINI, STORER, GAMBERINI, PINI, FONTANA, VANZINA, MAZZONCINI, STEFANI, STARACE, PAGNONCELLI, BARTOLI, GUIDESI, BIFFI, PASINI, ZAMAGNI, VITTADINI, NOCI, AURICCHIO, CIAFANI, BONOMI</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA):</strong><strong> “IL SEMINARIO ESTIVO DELLA FONDAZIONE SYMBOLA È UN’OCCASIONE DI INCONTRO PER QUANTI VOGLIONO BENE ALL’ITALIA. E PER QUESTO VOGLIONO GUARDARLA NEGLI OCCHI E TROVARE, IN TUTTI I CAMPI, LE ENERGIE PER AFFRONTARE, IN UN MOMENTO MOLTO DIFFICILE SEGNATO DAI CONFLITTI E DALLE TENSIONI POLITICHE E COMMERCIALI, LE SFIDE CHE ABBIAMO DAVANTI, A PARTIRE DALLA TRANSIZIONE VERDE E DIGITALE, DALL’INNOVAZIONE, DALLA COESIONE”</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Al via L’11 giugno il </strong><strong>Seminario Estivo di Symbola a Mantova – intitolato quest’anno </strong><strong>“Patriottismo dolce. Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture” </strong><strong>– </strong><strong>promosso dalla Fondazione Symbola, </strong><strong>Unioncamere, Comune di Mantova, Gruppo Tea, Gruppo Saviola, Fassa Bortolo, Arvedi, in collaborazione con Ordine dei Giornalisti, Fondazione Fratelli Tutti, Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro della CEI; con la partnership di ANBI, Arvedi AST, Confartigianato, Confagricoltura Mantova, Futura Impianti Srl, Legacoop. Il main media partner e co-organizzatore del Seminario è Athesis. Con il patrocinio del ministero del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; ministero della Cultura; Regione Lombardia; Provincia di Mantova; ANCI; Camera di Commercio Cremona &#8211; Mantova &#8211; Pavia. </strong></p>
<p><strong>Saranno 10 appuntamenti, 100 contributi,</strong><strong> 90 partner e patrocini, 20 ore di confronto e dibattito in presenza e in diretta streaming. </strong></p>
<p><strong>Questo anno abbiamo il piacere di poter collaborare con l’Ordine dei Giornalisti per le giornate dell’11 e del 12 giugno.</strong> Abbiamo previsto per i giornalisti in presenza la possibilità di ottenere dei crediti per la formazione professionale dell’Ordine dei Giornalisti iscrivendosi al seguente link entro il 9 giugno: <strong>https://www.formazionegiornalisti.it/giornalisti/corsi/dettaglio/838419ec-ea09-42d2-8214-d248b366fbdc</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il Seminario di Symbola, Fondazione per le Qualità Italiane, ci ricorda che il futuro dell’Italia non si costruisce contro qualcuno, ma insieme, a partire da ciò che siamo e, soprattutto, da ciò che vogliamo essere. È questo il cuore del <em>patriottismo dolce</em> da cui il titolo del Seminario di questo anno. Un amore per il Paese che non ha bisogno di alzare muri, perché trova forza e sicurezza nella propria identità, nella coesione delle comunità e in un’economia a misura d’uomo. E di coesione abbiamo tanto bisogno nei tempi difficili che stiamo attraversando. Quando l’identità è solida, diventa capace di dialogare, di includere, di generare futuro. Il patriottismo dolce è un progetto, non una retorica. È la scelta di guardare all’Italia con “occhi nuovi”, riconoscendo i suoi talenti e mettendoli in rete. Nel patriottismo dolce, la comunità non è un concetto astratto: è fatta di territori, di piccole imprese, di relazioni che trovano la loro espressione concreta nella soft economy.</strong></p>
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<p>Il primo giorno l’appuntamento <strong>“Il futuro di Geppetto: artigianato aumentato e made in Italy”</strong> in collaborazione con Confartigianato, CNA, Casartigiani e il patrocinio del ministero delle Imprese e del Made in Italy; verrà dato il riconoscimento a 100 imprese artigiane impegnate nell’innovazione e nel green. Intervengono all’appuntamento <strong>Ermete Realacci</strong>, presidente Fondazione Symbola; <strong>Marco Granelli</strong>, presidente Confartigianato; <strong>Dario Costantini</strong>, presidente CNA; <strong>Franco Storer</strong>, presidente Casartigiani Veneto; <strong>Nicola Bertini</strong>, presidente Giovani Imprenditori CNA Mantova; <strong>Lorenzo Capelli</strong>, presidente Confartigianato Mantova; <strong>Stefano Micelli</strong>, professore di International Management Università Ca’ Foscari di Venezia, presidente Upskill 4.0; <strong>Enrico Vanzina</strong>, scrittore di Cinema e Letteratura; <strong>Guido Guidesi</strong>, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Lombardia.</p>
<p>La sessione pomeridiana <strong>“Transizioni e fratture”</strong> si apre con il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, <strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong>. La sessione si compone di tre appuntamenti uno dal titolo <strong>“Una via europea per l’intelligenza artificiale”</strong> con un contributo di <strong>Giorgio Parisi,</strong> Premio Nobel per la Fisica 2021 con un contributo, tra gli altri, di <strong>Nicola Giliberti</strong>, General Counsel e membro CdA Domyn , <strong>Giuliano Noci</strong>, Comitato Nazionale sull’AI Presidenza del Consiglio; il panel <strong>“</strong><strong>Crisi climatica e indipendenza energetica” </strong>con <strong>Francesco Ferrante,</strong> vicepresidente Kyoto Club; <strong>Francesco La Camera</strong>, Direttore Generale IRENA; <strong>Stefano Arvati</strong>, Presidente Renovo; <strong>Stefano Ciafani,</strong> Presidente Legambiente; <strong>Francesco Del Pizzo</strong>, direttore Strategie di Sviluppo Rete e Dispacciamento Terna; <strong>Andrea Ferrazzi,</strong> Responsabile Relazioni Istituzionali Asvis; <strong>Piero Gattoni</strong>, Presidente CIB; <strong>Francesca Gostinelli,</strong> Direttore Italia Gruppo Enel; <strong>Letizia Magaldi</strong>, Vicepresidente Magaldi Green Energy; <strong>Renato </strong><strong>Mazzoncini</strong>, AD e Direttore Generale A2A.</p>
<p>La sessione si chiude con <strong>“Lombardia locomotiva verde d’Italia?”</strong> in collaborazione con Confindustria Mantova con <strong>Fabio Viani</strong>, presidente Confindustria Mantova; <strong>Daniele Moretti,</strong> vicedirettore Sky TG24; <strong>Alvise Biffi,</strong> presidente Assolombarda e <strong>Giuseppe Pasini</strong>, presidente Confindustria Lombarda e presidente Gruppo Feralpi.</p>
<p><strong>Il 12 giugno</strong> viene presentato il rapporto di Fondazione Symbola <strong>“Coesione è Competizione”,</strong> realizzato con Unioncamere, Intesa Sanpaolo, in collaborazione con AICCON, IPSOS Doxae Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne. Interverranno <strong>Angelo Argento</strong> presidente Cultura Italiae, <strong>Carlo Bartoli</strong>, presidente Ordine dei Giornalisti; <strong>Gian Maria Gros-Pietro</strong>, presidente Intesa Sanpaolo; <strong>Giuseppe Tripoli</strong>, segretario generale Unioncamere; <strong>Alberto Stefani</strong>, presidente Regione Veneto e <strong>Adolfo Urso</strong>, ministro delle Imprese e del Made in Italy; <strong>Aldo Bonomi</strong>, direttore AASTER; <strong>Stefano Zamagni</strong>, presidente Emerito Pontificia Accademia delle Scienze Sociali; <strong>Simone Gamberini</strong>, presidente Legacoop; <strong>Francesca Sofia</strong>, direttore generale Fondazione CDP; <strong>Anna Roscio</strong>, Executive Director Sales&amp;Marketing Imprese Intesa Sanpaolo; <strong>Paolo Venturi,</strong> direttore AICCON, <strong>Giorgio Vittadini</strong>, presidente Fondazione per la Sussidarietà. La coesione è un formidabile fattore produttivo in particolare in Italia. L’incrocio tra imprese, comunità, territori, innovazione e bellezza è fondamentale per la nostra economia e per il made in Italy. Il rapporto analizza e racconta i fattori più significativi della competitività del nostro Paese, con particolare attenzione verso gli aspetti che non vengono colti dagli indicatori economici più diffusi, sottolineando l’importanza della collaborazione per le imprese<strong>.</strong> Segue la sessione pomeridiana “<strong>Visioni e sfide”</strong> con tre appuntamenti: <strong>“Una certa idea di Italia”</strong> con <strong>Antonio Calabrò,</strong> presidente Fondazione Assolombarda e Forum Fondazione Symbola, <strong>Roberto Della Seta</strong>, giornalista e storico, <strong>Flavia Perina,</strong> Giornalista; <strong>“Economia circolare: trasformare il primato in futuro” in collaborazione </strong>con Fassa Bortolo e Gruppo Saviola, con le <strong>Marco Frey </strong>Professore di Economia Scuola Superiore Sant’Anna, Presidente Comitato Scientifico Fondazione Symbola; <strong>Alessandra Barocci </strong>Responsabile Sostenibilità e Ambiente Gruppo Arvedi; <strong>Lorenzo Bernardi </strong>Global HSE Director Fassa Bortolo; <strong>Valentina Bolis </strong>Head of Communication e Comitato ESG Gruppo Saviola; <strong>Simona Fontana </strong>Direttrice Generale CONAI; <strong>Nicola Gherardi </strong>Giunta nazionale Confagricoltura; <strong>Carlo Montalbetti </strong>Comieco; <strong>Riccardo Piunti, </strong>presidente CONOU, con le conclusioni di <strong>Pierfrancesco Maran</strong>, presidente Commissione Ambiente Parlamento Europeo; segue <strong>“Nuove filiere dell’acqua”</strong> in collaborazione con AQA, One Water Euromediterranean Water Forum con <strong>Erasmo D’Angelis </strong>Presidente Earth Water Agenda; <strong>Massimiliano Ghizzi </strong>Presidente AqA Gruppo Tea; <strong>Marco Bussone </strong>Presidente UNCEM; <strong>Donatella Giacosa </strong>Responsabile Laboratorio biologico Gruppo SMAT; <strong>Giuseppe Magro </strong>Presidente IAIA Italia; <strong>Giovanna Pesente </strong>AD AqA Gruppo Tea; <strong>Yuri Santagostino </strong>Presidente e AD Gruppo CAP; <strong>Francesco Vincenzi </strong>Presidente ANBI. <strong>Il 13 giugno</strong> il Seminario si chiude con il panel “Patriottismo dolce” condotto da <strong>Agnese Pini,</strong> Direttrice Quotidiano Nazionale. Interverranno <strong>Gian Domenico Auricchio</strong>, presidente Camera di Commercio Cremona – Mantova – Pavia e presidente Unioncamere Lombardia, <strong>Marco Busca</strong>, Vescovo di Mantova; <strong>Vincenzo Boccia,</strong> past president Confindustria; <strong>Nando Pagnoncelli</strong>, presidente e AD Ipsos Italia, <strong>Donatella Sciuto</strong>, Rettrice Politecnico di Milano; <strong>Marco Gay</strong>, presidente Unione Industriali Torino; <strong>Francesco Starace</strong>, partner EQT Groupo, <strong>Paolo Gentiloni</strong>, ex Commissario Europeo per l&#8217;Economia; <strong>Gaetano Manfredi,</strong> presidente ANCI, sindaco di Napoli; <strong>Andrea Prete</strong>, presidente Unioncamere, <strong>Padre Enzo Fortunato,</strong> direttore Piazza San Pietro.</p>
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<p><strong>Come afferma il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci: “Il Seminario Estivo della Fondazione Symbola è un’occasione di incontro per quanti vogliono bene all’Italia. E per questo vogliono guardarla negli occhi e trovare, in tutti i campi, le energie per affrontare, in un momento molto difficile segnato dai conflitti e dalle tensioni politiche e commerciali, le sfide che abbiamo davanti, a partire dalla transizione verde e digitale, dall’innovazione, dalla coesione. Senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno. Ci aiuteranno nel confronto come sempre analisi, dati e tanti amici e partner. Perché, come dice il Manifesto di Assisi, non c’è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto di giusto c’è in Italia”.</strong></p>
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<p>L&#8217;evento è gratuito, ma è necessario registrarsi.</p>
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<p>Qui la pagina dell&#8217;evento con il programma e gli aggiornamenti:</p>
<p><a href="https://symbola.net/seminario/seminario-estivo-della-fondazione-symbola/">https://symbola.net/seminario/seminario-estivo-della-fondazione-symbola/</a></p>
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		<title>I Talenti della Lombardia</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/i-talenti-della-lombardia-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 09:00:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I TALENTI DELLA LOMBARDIA INIZIATIVA PROMOSSA DA FONDAZIONE SYMBOLA IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE CARIPLO IN PARTNERSHIP CON POLIS LOMBARDIA LA LOMBARDIA È LA PRIMA REGIONE ITALIANA PER NUMERO DI IMPRESE CHE EFFETTUANO ECO-INVESTIMENTI (102.730) E PER CONTRATTI STIPULATI A GREEN JOBS (424.410) IL SISTEMA PRODUTTIVO CULTURALE E CREATIVO LOMBARDO VALE 33,1 MILIARDI DI EURO DI [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>I TALENTI DELLA LOMBARDIA INIZIATIVA PROMOSSA DA FONDAZIONE SYMBOLA IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE CARIPLO IN PARTNERSHIP CON POLIS LOMBARDIA</em></strong></p>
<p><strong>LA LOMBARDIA È LA PRIMA REGIONE ITALIANA PER NUMERO DI IMPRESE CHE EFFETTUANO ECO-INVESTIMENTI (102.730) E PER CONTRATTI STIPULATI A GREEN JOBS (424.410)</strong></p>
<p><strong>IL SISTEMA PRODUTTIVO CULTURALE E CREATIVO LOMBARDO VALE 33,1 MILIARDI DI EURO DI VALORE AGGIUNTO CON 378.286 OCCUPATI</strong></p>
<p><strong>LE IMPRESE COESIVE LOMBARDE SONO IL 25% DEL TOTALE NAZIONALE, A BERGAMO SONO IL 51,8%E A BRESCIA IL 48,3% SUL TOTALE DELLE IMPRESE DELLA PROVINCIA</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “LA LOMBARDIA È LA PRIMA REGIONE ITALIANA PER NUMERO DI IMPRESE CHE EFFETTUANO ECO-INVESTIMENTI (102.730 NEGLI ULTIMI 6 ANNI) E PER CONTRATTI STIPULATI A GREEN JOBS (424.410). I DATI PRESENTATI NELL’APPUNTAMENTO ‘I TALENTI DELLA LOMBARDIA’ CONFERMANO CHE ESISTE UN’ITALIA CHE FA L’ITALIA CHE PUÒ DARE UN IMPORTANTE CONTRIBUTO SE INCROCIA LA GREEN ECONOMY CON LA CULTURA, LA QUALITÀ, L’INNOVAZIONE, LA COESIONE E LA BELLEZZA. IL SISTEMA PRODUTTIVO CULTURALE E CREATIVO LOMBARDO VALE 33,1 MILIARDI DI EURO DI VALORE AGGIUNTO CON 378.286 OCCUPATI. SI COGLIE LA FORZA DI UN’ECONOMIA PIÙ A MISURA D’UOMO CHE PUNTA SULLA SOSTENIBILITÀ, SULLA CULTURA, SULLE COMUNITÀ E SUI TERRITORI. IN PARTICOLARE LA SOSTENIBILITÀ SI AFFERMA COME UN FATTORE COMPETITIVO ANCHE PER LA PROPENSIONE DEI CITTADINI A COLLEGARE LA SOSTENIBILITÀ DEI PRODOTTI E DELLE IMPRESE ALLA QUALITÀ, COME CONFERMA L’INDAGINE DI FONDAZIONE SYMBOLA E IPSOS CON LA CAMERA DI COMMERCIO DI BRESCIA”.</strong></p>
<p><strong>AZZONE (FONDAZIONE CARIPLO): “<em>I TALENTI DELLA LOMBARDIA</em> DI FONDAZIONE SYMBOLA RESTITUISCE L’IMMAGINE DI UNA REGIONE CAPACE DI CRESCERE QUANDO INNOVAZIONE, SOSTENIBILITÀ E COESIONE SOCIALE PROCEDONO INSIEME. I DATI CONFERMANO LA SOLIDITÀ DI UN MODELLO DI SVILUPPO FONDATO SULLA QUALITÀ DEL LAVORO, SUGLI INVESTIMENTI VERDI E SUL CONTRIBUTO DEI TERRITORI, DELLA CULTURA E DELLA CREATIVITÀ. FONDAZIONE CARIPLO ACCOMPAGNA QUESTO PERCORSO INVESTENDO RISORSE SIGNIFICATIVE A SOSTEGNO DELLE COMUNITÀ, UN IMPEGNO ECONOMICO ORIENTATO AD AFFRONTARE LE GRANDI SFIDE DEL MANDATO, DAL FUTURO DEI GIOVANI ALLA TRANSIZIONE ECOLOGICA, DALL’INCLUSIONE SOCIALE ALLO SVILUPPO DELLE COMPETENZE. UNA VISIONE CHE PUNTA SU QUALITÀ, RESPONSABILITÀ E BENE COMUNE. I DATI INDICANO UNA VIA DA SEGUIRE: INVESTIMENTI IN CULTURA, IN AMBITO AMBIENTALE E PER LA COESIONE HANNO UN DUPLICE VANTAGGIO, SOCIALE ED ECONOMICO”.</strong></p>
<p><strong>Milano, 7 maggio 2026. L’iniziativa “I Talenti della Lombardia”, promossa da Fondazione Symbola in collaborazione con Fondazione Cariplo e con la partnership di PoliS Lombardia, è stato presentato oggi presso la Fondazione Cariplo da Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola; Giovanni Azzone, presidente Fondazione Cariplo; Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Lombardia; Raffaello Vignali, direttore scientifico PoliS – Lombardia; Roberto Saccone, presidente Camera di Commercio di Brescia; Domenico Sturabotti, direttore Fondazione Symbola; Regina De Albertis, Consigliere delegato e direttore tecnico Borio Mangiarotti S.p.A. Ha moderato i lavori Manuela Rafaiani, giornalista e CDA Fondazione Symbola.</strong></p>
<p>La Lombardia è la prima regione in Italia per imprese, occupazione e valore aggiunto. Seconda regione in Unione Europea per valore aggiunto nell’industria. <strong>È la prima regione italiana per numero di imprese che effettuano eco-investimenti </strong>(102.730, pari al 18% del totale nazionale) e per contratti stipulati a green jobs (424.410).</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>imprese coesive</strong> sono il 25% del totale nazionale. A Bergamo le imprese coesive sono il 51,8% a Brescia il 48,3% delle imprese della provincia.</p>
<p><strong>Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo lombardo</strong> vale 33,1 miliardi di euro di valore aggiunto con 378.286 occupati. Milano, Bergamo e Brescia sono le prime tre provincie lombarde per valore aggiunto e occupazione della regione. I dati confermano, ancora una volta, l’elevata concentrazione delle attività legate al <strong>design in Lombardia</strong>, da cui deriva il 33,4% del valore aggiunto complessivo del comparto e il 28,7% all’occupazione complessiva. Milano conferma la propria leadership, con oltre 7.300 imprese attive. In termini di valore creato, le imprese milanesi generano da sole il 19% della ricchezza prodotta dal settore a livello nazionale.</p>
<p>“La Lombardia è la prima regione italiana – dichiara <strong>Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola</strong> &#8211; per numero di imprese che effettuano eco-investimenti (102.730 negli ultimi 6 anni) e per contratti stipulati a green jobs (424.410). Lo studio ‘I Talenti della Lombardia’ conferma che esiste un’Italia che fa l’Italia che può dare un importante contributo se incrocia la green economy con la cultura, la qualità, l’innovazione, la coesione e la bellezza. Il sistema produttivo culturale e creativo lombardo vale 33,1 miliardi di euro di valore aggiunto con 378.286 occupati. Si coglie la forza di un’economia più a misura d’uomo che punta sulla sostenibilità, sulla cultura, sulle comunità e sui territori. In particolare la sostenibilità si afferma come un fattore competitivo anche per la propensione dei cittadini a collegare la sostenibilità dei prodotti e delle imprese alla qualità, come conferma l’indagine di Fondazione Symbola e IPSOS con la Camera di Commercio di Brescia”.</p>
<p>“<em>I Talenti della Lombardia</em> di Fondazione Symbola – dichiara <strong>Giovanni Azzone, presidente Fondazione Cariplo</strong> &#8211; restituisce l’immagine di una regione capace di crescere quando innovazione, sostenibilità e coesione sociale procedono insieme. I dati confermano la solidità di un modello di sviluppo fondato sulla qualità del lavoro, sugli investimenti verdi e sul contributo dei territori, della cultura e della creatività. Fondazione Cariplo accompagna questo percorso investendo risorse significative a sostegno delle comunità, un impegno economico orientato ad affrontare le grandi sfide del mandato, dal futuro dei giovani alla transizione ecologica, dall’inclusione sociale allo sviluppo delle competenze. Una visione che punta su qualità, responsabilità e bene comune. I dati indicano una via da seguire: investimenti in cultura, in ambito ambientale e per la coesione hanno un duplice vantaggio, sociale ed economico”.</p>
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<p><strong><em>Il rapporto si può scaricare su www.symbola.net  </em></strong></p>
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		<title>Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera Bufalina è un lavoro promosso da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum Serino, BCC Magna Grecia</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/filiere-sostenibili-della-piana-del-sele-filiera-bufalina-e-un-lavoro-promosso-da-fondazione-symbola-insieme-a-bcc-campania-centro-bcc-capaccio-paestum-serino-bcc-magna-grecia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:00:16 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=111932</guid>

					<description><![CDATA[FILIERE SOSTENIBILI DELLA PIANA DEL SELE. FILIERA BUFALINA È UN LAVORO PROMOSSO DA FONDAZIONE SYMBOLA INSIEME A BCC CAMPANIA CENTRO, BCC CAPACCIO PAESTUM SERINO, BCC MAGNA GRECIA, E LA PARTNERSHIP DI COLDIRETTI E CONFAGRICOLTURA MAPPATE OLTRE 30 SOLUZIONI E TECNOLOGIE GREEN PER DECARBONIZZARE LA FILIERA DELLA BUFALE E ACCRESCERE LA QUALITÀ E LA COMPETIVITA’ DELLE [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>FILIERE SOSTENIBILI DELLA PIANA DEL SELE. FILIERA BUFALINA È UN LAVORO PROMOSSO DA FONDAZIONE SYMBOLA INSIEME A BCC CAMPANIA CENTRO, BCC CAPACCIO PAESTUM SERINO, BCC MAGNA GRECIA, E LA PARTNERSHIP DI COLDIRETTI E CONFAGRICOLTURA</strong></p>
<p>MAPPATE OLTRE 30 SOLUZIONI E TECNOLOGIE GREEN PER DECARBONIZZARE LA FILIERA DELLA BUFALE E ACCRESCERE LA QUALITÀ E LA COMPETIVITA’ DELLE IMPRESE</p>
<p>IN ITALIA È PRESENTE CIRCA L’1% DEL PATRIMONIO BUFALINO MONDIALE E IL 95% DI QUELLO EUROPEO IN ITALIA SI CONTANO CIRCA 435.000 CAPI BUFALINI; DI QUESTI, il 70% SONO IN CAMPANIA. LA PIANA DEL SELE VANTA OLTRE IL 25% DEL TOTALE DEGLI ALLEVAMENTI E IL 30,8% DEI CAPI PRESENTI IN CAMPANIA.</p>
<p>ATTIVATO UN PLAFOND DEL VALORE DI 30 MILIONI DALLE TRE BCC DELLA PIANA DEL SELE IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE SYMBOLA, PER ACCOMPAGNARE LE IMPRESE NELL’ADOZIONE DI SOLUZIONI E TECNOLOGIE GREEN PER RIDURRE COSTI ENERGETICI, MIGLIORARE L’EFFICIENZA DEI PROCESSI PRODUTTIVI E PRODURRE VALORE CON I SOTTOPRODOTTI DELLA FILIERA</p>
<p><strong> </strong><strong>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “IL RICONOSCIMENTO DELL’UNESCO ALLA CUCINA ITALIANA CERTIFICA UN VANTAGGIO COMPETITIVO FATTO DI CULTURA, SAPERI, TERRITORI E COMUNITÀ, CHE VA PRESERVATO COME INVESTIMENTO SUL FUTURO. IN QUESTO QUADRO SI INSERISCE LA FILIERA BUFALINA, ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY NEL MONDO, CON PRODOTTI DISTINTIVI COME LA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP.<br />
OGGI QUESTA FILIERA, COME EVIDENZIATO NEL RAPPORTO, SI CONFRONTA CON LA SFIDA DELLA TRANSIZIONE VERDE, RESA ANCORA PIÙ URGENTE DALL’INSTABILITÀ DEI COSTI ENERGETICI E DELLE MATERIE PRIME, E DA UN NUOVO ORIENTAMENTO DEI MERCATI CHE ASSOCIANO SEMPRE PIÙ LA SOSTENIBILITÀ ALLA QUALITÀ DI BENI E SERVIZI. PUNTARE SULLA SOSTENIBILITÀ VUOL DIRE QUINDI AIUTARE QUESTO TESSUTO IMPRENDITORIALE A DIVENTARE PIÙ AUTOSUFFICIENTE, COMPETITIVO, A MISURA D&#8217;UOMO E PER QUESTO PIÙ CAPACE DI FUTURO”.</strong></p>
<p><strong>”CATAROZZO (BCC CAMPAGNIA CENTRO): “IL COMPARTO BUFALINO È UN SETTORE STRATEGICO DELLA NOSTRA ECONOMIA, PROFONDAMENTE RADICATO NELLA STORIA PRODUTTIVA DEL TERRITORIO E ANCORA OGGI CENTRALE PER IL SUO SVILUPPO. È UN PATRIMONIO CHE DEVE RIMANERE TALE ANCHE NEL FUTURO, ATTRAVERSO UN PERCORSO DI ULTERIORE INNOVAZIONE E MIGLIORAMENTO, CAPACE DI CONIUGARE QUALITÀ, SOSTENIBILITÀ E COMPETITIVITÀ. IN QUESTA FILIERA I GIOVANI POSSONO TROVARE UN’ULTERIORE E SIGNIFICATIVA ÀNCORA TERRITORIALE, UNA POSSIBILITÀ CONCRETA PER COSTRUIRE QUI IL PROPRIO FUTURO PROFESSIONALE E IMPRENDITORIALE. PER SOSTENERE DAVVERO QUESTA PROSPETTIVA, TUTTAVIA, È INDISPENSABILE RAFFORZARE LE INFRASTRUTTURE LOGISTICHE E PROMUOVERE UNA PIÙ FORTE CAPACITÀ DI FARE SISTEMA TRA TUTTI GLI ATTORI COINVOLTI. È SU QUESTA ALLEANZA CHE SI GIOCA LA POSSIBILITÀ DI ACCOMPAGNARE UNA GRANDE ECCELLENZA DEL TERRITORIO VERSO NUOVE SFIDE E NUOVE OPPORTUNITÀ”.</strong></p>
<p><strong>PINGARO </strong><em>(</em><strong>BCC CAPACCIO PAESTUM E SERINO): “LO SFORZO DELLE BANCHE PROMOTRICI E DELLA FONDAZIONE SYMBOLA È QUELLO DI INDIVIDUARE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE CAPACI DI RENDERE GLI ALLEVAMENTI BUFALINI SEMPRE PIÙ COMPATIBILI DAL PUNTO DI VISTA AMBIENTALE E, ALLO STESSO TEMPO, PIÙ EFFICIENTI SOTTO IL PROFILO PRODUTTIVO. UN’INNOVAZIONE CHE NON NASCE SEMPRE NEI LABORATORI, MA CHE SPESSO È ANCHE ‘COMBINATORIA’: FRUTTO DEL TRASFERIMENTO ALLA FILIERA BUFALINA DI ESPERIENZE E SOLUZIONI MATURATE IN SETTORI COMPLETAMENTE DIVERSI”.</strong></p>
<p><strong>TUOZZO (BCC MAGNA GRECIA): “CON QUESTO RAPPORTO OFFRIRE ALLE IMPRESE DELLA FILIERA BUFALINA DELLA PIANA DEL SELE UNO STRUMENTO CONCRETO PER TRASFORMARE LA SOSTENIBILITÀ IN UN VANTAGGIO COMPETITIVO. LA TRANSIZIONE ECOLOGICA NON È UN COSTO DA SUBIRE, MA UN PERCORSO DI INNOVAZIONE CHE MIGLIORA EFFICIENZA, QUALITÀ E RESILIENZA, RAFFORZANDO IL LEGAME TRA PRODUZIONE, TERRITORIO E COMUNITÀ. COME CREDITO COOPERATIVO SIAMO ACCANTO AGLI ALLEVATORI E AI TRASFORMATORI CON COMPETENZE, ASCOLTO E UN PLAFOND DEDICATO PER SOSTENERE INVESTIMENTI IN ENERGIA RINNOVABILE, GESTIONE EFFICIENTE DELLE RISORSE E VALORIZZAZIONE DEI SOTTOPRODOTTI, PERCHÉ LA CRESCITA DI QUESTO COMPARTO PASSI DALLA CAPACITÀ DI FARE RETE E DI GUARDARE AL FUTURO”.</strong></p>
<p><strong>Roma, 4 Maggio 2026. <em>Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera Bufalina</em></strong> è un lavoro promosso da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum Serino, BCC Magna Grecia, costruito con il coinvolgimento diretto di Coldiretti e Confagricoltura e di numerose imprese della filiera. Il rapporto analizza soluzioni e tecnologie innovative per accompagnare la decarbonizzazione della filiera bufalina della Piana del Sele, trasformando le criticità in opportunità di crescita e valorizzazione.</p>
<p><strong>Il report è stato presentato, presso la Sala Caduti di Nassirya presso il Senato della Repubblica Italiana, su iniziativa del senatore Luca De Carlo, Presidente IX Commissione <em>Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare</em> del Senato della Repubblica. Ha aperto i lavori Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola. Ha presentato il report Marco Frey, Presidente Comitato Scientifico Fondazione Symbola. Ne hanno discusso Maria Carmela Serluca, Assessore all&#8217;Agricoltura Regione Campania; Giuseppe Tuozzo, Presidente CdA Banca di Credito Cooperativo Magna Grecia; Camillo Catarozzo; Presidente CdA Banca di Credito Cooperativo Campania Centro; Rosario Pingaro, Presidente CdA Banca di Credito Cooperativo Capaccio Paestum e Serino. Ha concluso la conferenza Luca De Carlo, Presidente della IX Commissione permanente (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare). Ha moderato i lavori Tessa Gelisio, Autrice e conduttrice televisiva.</strong></p>
<p>Il progetto “Filiere Sostenibili della Piana del Sele”, avviato nel 2024, nasce con l’obiettivo di individuare soluzioni e tecnologie in grado di rendere le filiere agroalimentari campane più sostenibili e, quindi, più competitive. Il progetto ha visto la realizzazione di un primo studio dedicato alla IV Gamma, l’attenzione si concentra in questo report sulla filiera bufalina, analizzata per delineare percorsi innovativi di sviluppo sostenibile, con un focus specifico sulla realtà della Piana del Sele. In questo quadro, la sostenibilità si configura sempre più come un fattore determinante di qualità e valore, come evidenziato anche dallo studio di Fondazione Symbola e IPSOS “Sostenibilità è qualità”.</p>
<p>Il report presentato è stato sviluppato attraverso un’attività di desk research finalizzata a individuare soluzioni già disponibili sul mercato per favorire la decarbonizzazione della filiera e rafforzarne qualità e competitività. A questa analisi si è affiancato un ciclo di interviste a esperti, operatori e associazioni di categoria del territorio, utile a ricostruire lo stato dell’arte nella Piana del Sele e a valutare il livello di adozione &#8211; o di adottabilità &#8211; delle soluzioni individuate.</p>
<p>Il lavoro, infatti, non si limita a indicare interventi potenzialmente efficaci, ma contribuisce a creare le condizioni per la loro concreta diffusione: alla mappatura tecnica affianca un plafond dedicato di 30 milioni di euro, messo a disposizione dalle tre banche promotrici a tassi agevolati, con l’obiettivo di ridurre le barriere all’investimento e accelerare l’implementazione degli interventi lungo l’intera filiera.</p>
<p>La filiera bufalina rappresenta un’arteria fondamentale del comparto lattiero-caseario italiano che, a sua volta, si configura come uno dei settori di primaria importanza nel sistema agroalimentare nazionale. Le condizioni climatiche e di allevamento adeguate e favorevoli hanno trasformato il nostro Paese in un habitat ideale per le bufale, tanto che si è giunti all’identificazione di una vera e propria razza a sé: quella della “Bufala mediterranea italiana”, riconosciuta ufficialmente nel 2000 dal MiPAAF.<br />
Nel nostro Paese è presente circa l’1% del patrimonio bufalino mondiale e il 95% di quello europeo. In Italia si contano circa 435.000 capi bufalini; di questi, circa tre quarti sono allevati in Campania e la Piana del Sele vanta oltre il 25% del totale degli allevamenti e il 30,8% dei capi presenti in Campania. La produzione di latte è l’orientamento primario degli allevamenti italiani di bufala (oltre il 70%). Il principale prodotto derivante dal suo impiego è la mozzarella, nata in Campania secoli fa e divenuta nel tempo uno dei prodotti caseari più amati dai consumatori di tutto il mondo. Altri prodotti di bufala tipici (sia formaggi che latticini) sono la burrata, la ricotta, lo stracchino, la scamorza e il mascarpone. Ogni prodotto alimentare è il frutto di un percorso unico, con caratteristiche e tratti distintivi legati alla specifica filiera agroalimentare di appartenenza, ovvero all’insieme di tutte le fasi e i processi che portano il prodotto dalla terra alla tavola, dalla produzione delle materie prime fino al piatto del consumatore. In questa indagine, l’analisi si concentra sul comparto della produzione e trasformazione del latte di bufala, escludendo invece quello relativo alla produzione di carne. Cuore della ricerca, in linea con la struttura del lavoro già realizzato per la filiera della Quarta gamma, è l’analisi di sei macro-dimensioni che abbracciano l’intero ciclo produttivo: dalla sostituzione e riduzione dell’uso di sostanze chimiche alla gestione efficiente della risorsa idrica, dalla tutela del suolo e della biodiversità alla riduzione delle emissioni climalteranti, fino al recupero e valorizzazione dei sottoprodotti e all’adozione di packaging sostenibili, senza trascurare l’aspetto trasversale del benessere animale. Riguardo il tema delle emissioni, nel report vengono citati studi relativi all’analisi delle emissioni della filiera della Mozzarella di Bufala Campana DOP – il prodotto più iconico della filiera bufalina italiana – secondo cui, i foraggi coltivati per l’alimentazione delle bufale sarebbero in grado di compensare la CO<sub>2</sub> emessa lungo il processo produttivo della Mozzarella DOP. Questo risultato, se confermato, offrirebbe la base per valorizzare il prodotto bufalino sul mercato globale come simbolo di qualità e di responsabilità ambientale. Nel campo della gestione idrica, soluzioni come la microirrigazione, i sistemi di recupero e riutilizzo delle acque reflue e le tecnologie di sanificazione a base di ozono consentono di ridurre drasticamente i consumi e gli sprechi in tutte le fasi della filiera, con vantaggi ambientali, economici e produttivi. Allo stesso modo, l’adozione di impianti agrivoltaici, collettori solari ad aria, raffrescatori evaporativi, le pompe di calore ad alta efficienza, spazzole non elettriche e sistemi di refrigerazione a basso impatto ambientale contribuisce alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti, assicurando al contempo condizioni di lavoro migliori per animali e operatori. La valorizzazione dei sottoprodotti (letame, liquami, siero, latticello) attraverso micro-impianti di compostaggio, impianti di biogas e biometano, nonché la diffusione di imballaggi ecosostenibili per i prodotti finali, rappresentano l’ultima tessera di un mosaico virtuoso che dimostra come la sostenibilità possa diventare leva di efficienza, innovazione e valore. In conclusione, questo lavoro non si limita a mappare le tecnologie disponibili, ma fornisce una base operativa per passare dall’analisi all’adozione.</p>
<p>“Il riconoscimento dell’UNESCO alla cucina italiana – dichiara <strong>Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola </strong>&#8211; certifica un vantaggio competitivo fatto di cultura, saperi, territori e comunità, che va preservato come investimento sul futuro. In questo quadro si inserisce la filiera bufalina, eccellenza del Made in Italy nel mondo, con prodotti distintivi come la Mozzarella di Bufala Campana DOP.<br />
Oggi questa filiera, come evidenziato nel rapporto, si confronta con la sfida della transizione verde, resa ancora più urgente dall’instabilità dei costi energetici e delle materie prime, e da un nuovo orientamento dei mercati che associano sempre più la sostenibilità alla qualità di beni e servizi. Puntare sulla sostenibilità vuol dire quindi aiutare questo tessuto imprenditoriale a diventare più autosufficiente, competitivo, a misura d&#8217;uomo e per questo più capace di futuro.”</p>
<p>“Il comparto bufalino è un settore strategico della nostra economia – dichiara <strong>Camillo Catarozzo, presidente BCC Campania Centro </strong><em>&#8211; </em>profondamente radicato nella storia produttiva del territorio e ancora oggi centrale per il suo sviluppo. È un patrimonio che deve rimanere tale anche nel futuro, attraverso un percorso di ulteriore innovazione e miglioramento, capace di coniugare qualità, sostenibilità e competitività. In questa filiera i giovani possono trovare un’ulteriore e significativa àncora territoriale, una possibilità concreta per costruire qui il proprio futuro professionale e imprenditoriale. Per sostenere davvero questa prospettiva, tuttavia, è indispensabile rafforzare le infrastrutture logistiche e promuovere una più forte capacità di fare sistema tra tutti gli attori coinvolti. È su questa alleanza che si gioca la possibilità di accompagnare una grande eccellenza del territorio verso nuove sfide e nuove opportunità.”</p>
<p>“Lo sforzo delle banche promotrici e della Fondazione Symbola – dichiara<strong> Rosario Pingaro Presidente BCC Capaccio Paestum e Serino </strong>&#8211; è quello di individuare innovazioni tecnologiche capaci di rendere gli allevamenti bufalini sempre più compatibili dal punto di vista ambientale e, allo stesso tempo, più efficienti sotto il profilo produttivo. Un’innovazione che non nasce sempre nei laboratori, ma che spesso è anche ‘combinatoria’: frutto del trasferimento alla filiera bufalina di esperienze e soluzioni maturate in settori completamente diversi”.</p>
<p>“Con questo rapporto – dichiara <strong>Giuseppe Tuozzo, Presidente della BCC Magna Grecia</strong> – vogliamo offrire alle imprese della filiera bufalina della Piana del Sele uno strumento concreto per trasformare la sostenibilità in un vantaggio competitivo. La transizione ecologica non è un costo da subire, ma un percorso di innovazione che migliora efficienza, qualità e resilienza, rafforzando il legame tra produzione, territorio e comunità. Come Credito Cooperativo siamo accanto agli allevatori e ai trasformatori con competenze, ascolto e un plafond dedicato per sostenere investimenti in energia rinnovabile, gestione efficiente delle risorse e valorizzazione dei sottoprodotti, perché la crescita di questo comparto passi dalla capacità di fare rete e di guardare al futuro”.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Il rapporto si può scaricare su www.symbola.net  </em></strong></p>
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