<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Comunicati Stampa &#8211; Symbola</title>
	<atom:link href="https://symbola.net/tipologia/comunicati-stampa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://symbola.net</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 Oct 2026 12:40:41 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.3.13</generator>

<image>
	<url>https://symbola.net/wp-content/uploads/2019/08/cropped-symbola_fav-32x32.png</url>
	<title>Comunicati Stampa &#8211; Symbola</title>
	<link>https://symbola.net</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Filiere sostenibili della Piana del Sele – Filiera Bufalina entra nella fase operativa: 30 milioni a tassi agevolati per gli investimenti green</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/filiere-sostenibili-della-piana-del-sele-filiera-bufalina-entra-nella-fase-operativa-30-milioni-a-tassi-agevolati-per-gli-investimenti-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 09:00:52 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=115934</guid>

					<description><![CDATA[FILIERA BUFALINA, ENTRA NELLA FASE OPERATIVA IL PROGETTO “FILIERE SOSTENIBILI DELLA PIANA DEL SELE”: 30 MILIONI A TASSI AGEVOLATI PER GLI INVESTIMENTI GREEN DOPO LA MAPPATURA DELLE TECNOLOGIE REALIZZATA DA FONDAZIONE SYMBOLA E L’ATTIVAZIONE DEL PLAFOND DELLE TRE BCC DELLA PIANA DEL SELE, COPAGRI SI AGGIUNGE ALLE ALTRE ASSOCIAZIONI AGRICOLE DEL TERRITORIO E PARTE LA [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>FILIERA BUFALINA, ENTRA NELLA FASE OPERATIVA IL PROGETTO “FILIERE SOSTENIBILI DELLA PIANA DEL SELE”: 30 MILIONI A TASSI AGEVOLATI PER GLI INVESTIMENTI GREEN</strong></p>
<p><strong>DOPO LA MAPPATURA DELLE TECNOLOGIE REALIZZATA DA FONDAZIONE SYMBOLA E L’ATTIVAZIONE DEL PLAFOND DELLE TRE BCC DELLA PIANA DEL SELE, COPAGRI SI AGGIUNGE ALLE ALTRE ASSOCIAZIONI AGRICOLE DEL TERRITORIO E PARTE LA PROMOZIONE PRESSO LE IMPRESE DEGLI INVESTIMENTI PER RIDURRE COSTI E BOLLETTA ENERGETICA, AUMENTARE L’EFFICIENZA E VALORIZZARE I SOTTOPRODOTTI</strong></p>
<p>CAMPANIA E PIANA DEL SELE DIVENTANO UN LABORATORIO NAZIONALE PER L’INNOVAZIONE DEL COMPARTO ZOOTECNICO: IN CAMPANIA SI CONCENTRA CIRCA IL 70% DEI CAPI BUFALINI ITALIANI. DA QUI POSSONO PARTIRE SOLUZIONI PER RIDURRE COSTI E CONSUMI, AUMENTARE L’EFFICIENZA E RAFFORZARE LA COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE.</p>
<p><strong>14 ottobre 2026.</strong> Entra nella fase operativa “Filiere sostenibili della Piana del Sele – Filiera Bufalina”, il progetto coordinato da Fondazione Symbola, che ha realizzato la ricerca sulle soluzioni e le tecnologie per rendere la filiera più efficiente, sostenibile e competitiva, insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum Serino e BCC Magna Grecia. Il lavoro ha individuato oltre 30 soluzioni capaci di intervenire sui consumi energetici e idrici, sull’efficienza dei processi e sulla valorizzazione dei sottoprodotti.</p>
<p>Con l’adesione di Copagri, che si aggiunge a Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno, parte ora la promozione presso le aziende degli investimenti sostenuti dal plafond da 30 milioni di euro attivato dalle tre BCC della Piana del Sele a condizioni agevolate. L’obiettivo è trasformare le soluzioni individuate dalla ricerca di Symbola in investimenti concreti, riducendo le barriere finanziarie alla loro adozione.</p>
<p>Il progetto assume particolare rilievo in una fase in cui i costi energetici incidono sui margini delle imprese agricole e agroalimentari. Investire in efficienza, riduzione dei consumi e valorizzazione dei sottoprodotti può contribuire a contenere i costi operativi e rafforzare la competitività. Il plafond agevolato mette quindi a disposizione delle imprese uno strumento per accelerare investimenti che possono produrre benefici sia economici sia ambientali.</p>
<p>Il percorso si è sviluppato in tre passaggi. Il primo è stato il lavoro di ricerca e mappatura coordinato da Fondazione Symbola, presentato al Senato della Repubblica; il secondo, l’attivazione da parte delle tre BCC della Piana del Sele del plafond condiviso da 30 milioni di euro; il terzo parte ora con il coinvolgimento delle associazioni agricole, che promuoveranno presso le imprese le opportunità tecnologiche e finanziarie attraverso incontri e iniziative sul territorio.</p>
<p>La Campania e la Piana del Sele possono diventare un laboratorio nazionale per l’innovazione del comparto zootecnico. In Italia si contano circa 435 mila capi bufalini e circa il 70% è allevato in Campania; nella Piana del Sele si concentra oltre il 25% degli allevamenti regionali. Una dimensione produttiva che consente di sperimentare soluzioni per ridurre costi e consumi, aumentare l’efficienza e rafforzare la competitività delle imprese, con esperienze potenzialmente replicabili anche in altri comparti zootecnici.</p>
<p>Avviato nel 2024 e coordinato da Fondazione Symbola, “Filiere sostenibili della Piana del Sele” nasce per individuare tecnologie e soluzioni capaci di rendere più sostenibili e competitive le filiere agroalimentari campane. Dopo il primo studio dedicato alla IV Gamma, Symbola ha realizzato il secondo approfondimento sulla filiera bufalina, concentrandosi sulla produzione e trasformazione del latte nella Piana del Sele.</p>
<p>La ricerca analizza oltre 30 soluzioni che intervengono sui principali fattori di costo e di impatto della filiera: consumi energetici e idrici, gestione degli allevamenti, refrigerazione, produzione di energia e valorizzazione dei sottoprodotti. Tra queste figurano microirrigazione e recupero delle acque, agrivoltaico, pompe di calore ad alta efficienza, sistemi di refrigerazione a minore consumo, compostaggio, biogas e biometano.</p>
<p>Il rapporto “Filiere sostenibili della Piana del Sele – Filiera Bufalina”, realizzato da Fondazione Symbola, è disponibile sul sito della Fondazione.</p>
<p><strong>Alla conferenza stampa, che si è aperta con i saluti di Patrizia Campagna dirigente scolastico Istituto Mattei – Fortunato, sono intervenuti Domenico Sturabotti, direttore Fondazione Symbola; Camillo Catarozzo, </strong><strong>presidente del CdA BCC Campania Centro</strong><strong>; Rosario Pingaro, presidente del CdA della BCC Capaccio Paestum e Serino; </strong><strong>Angela Pisacane, presidente Copagri Campania</strong><strong>; Giuseppe Tuozzo, presidente del CdA della Banca di Credito Cooperativo Magna Grecia. Hanno presentato il report Angelica Agosta, Comitato Scientifico Fondazione Symbola; Giulia Casamento, Scuola Superiore Sant’Anna.</strong></p>
<p><strong><em>“</em></strong>Questo progetto rappresenta un’opportunità concreta per le imprese della filiera bufalina &#8211; dichiara <strong>Domenico Sturabotti, direttore di Fondazione Symbola </strong>&#8211; perché mette insieme innovazione e accesso a strumenti finanziari pensati per favorire gli investimenti. In una fase in cui i costi energetici incidono in modo significativo sui margini aziendali, intervenire su efficienza, consumi e processi produttivi significa non solo ridurre l’impatto ambientale, ma anche migliorare la competitività delle imprese. Molte delle soluzioni individuate consentono infatti di ottenere risparmi operativi e rendere più efficiente l’uso di energia e risorse. A questo si aggiunge un secondo elemento sempre più rilevante: migliorare il profilo ambientale dell’impresa significa rispondere alle aspettative dei consumatori e ai requisiti che la grande distribuzione organizzata pone con crescente attenzione lungo le proprie filiere. Sostenibilità e competitività, quindi, non sono due obiettivi separati: in molti casi procedono nella stessa direzione”.</p>
<p>“Con questo progetto le BCC – dichiara <strong>Camillo Catarozzo, presidente BCC Campania Centro &#8211; </strong>dimostrano concretamente cosa significhi essere banche del territorio: non limitarci a finanziare gli investimenti, ma contribuire a creare le condizioni perché le imprese possano innovare, ridurre i costi e diventare più competitive. Il plafond da 30 milioni di euro nasce proprio da questa visione condivisa: mettere risorse e competenze al servizio di una filiera che rappresenta un patrimonio economico, produttivo e identitario della Piana del Sele e dell’intera Campania. La sostenibilità, quando produce efficienza e valore, non è un vincolo ma un’opportunità di crescita. Ora la sfida è accompagnare le aziende affinché le soluzioni individuate da Symbola diventino investimenti reali e diffusi sul territorio”.</p>
<p>“Per noi allevatori parlare di sostenibilità – dichiara <strong>Angela Pisacane, presidente di Copagri Campania &#8211; </strong>significa prima di tutto parlare di futuro e di redditività delle nostre aziende. Oggi un allevatore deve fare i conti ogni giorno con costi di produzione sempre più elevati, a partire dall’energia, dall’acqua e dall’alimentazione. Per questo non possiamo considerare l’innovazione come un costo aggiuntivo o come un obiettivo astratto: dobbiamo considerarla uno strumento concreto per ridurre gli sprechi, abbassare i costi e rendere le nostre aziende più efficienti e competitive”.</p>
<p>“La sostenibilità diventa realmente una leva di sviluppo &#8211; dichiara<strong> Rosario Pingaro, presidente del CdA della Banca di Credito Cooperativo Capaccio Paestum e Serino &#8211;</strong> quando riesce a tradursi in scelte concrete per le imprese. È questo il senso del percorso che abbiamo intrapreso insieme a Fondazione Symbola e agli altri protagonisti della filiera: partire dalle esigenze delle aziende e individuare soluzioni che possano migliorarne l’efficienza, ridurre i costi e creare nuovo valore. Per le BCC accompagnare questo processo significa essere accanto alle imprese anche nella fase in cui un’idea o un’opportunità di innovazione devono diventare un investimento. Il plafond da 30 milioni di euro rappresenta uno strumento concreto per rendere più accessibile questo passaggio e favorire l’adozione delle soluzioni individuate dal lavoro di ricerca. La filiera bufalina è profondamente legata all’identità produttiva della Piana del Sele e coinvolge un sistema articolato di imprese, competenze e professionalità. Per questo riteniamo importante contribuire, insieme alle associazioni agricole e agli altri soggetti coinvolti, a un percorso che guardi al futuro della filiera senza perdere della di vista la sua dimensione economica, sociale e territoriale. È nella capacità di lavorare insieme e di trasformare le conoscenze in opportunità per le imprese che vediamo il valore di questo progetto”.</p>
<p>“Con l’ingresso nella fase operativa, il progetto compie un passaggio decisivo: le soluzioni individuate dalla ricerca possono ora tradursi in investimenti concreti per le imprese filiera bufalina – dichiara<strong> Giuseppe Tuozzo, presidente della BCC Magna Grecia </strong>–. In questo percorso, l’adesione di Copagri, che si aggiunge alle associazioni agricole già coinvolte, rappresenta un contributo importante: amplia la rete di collaborazione e rafforza la capacità di raggiungere le aziende, far conoscere le opportunità disponibili e accompagnarle verso scelte di investimento consapevoli. Il plafond condiviso di 30 milioni di euro, attivato dalle tre BCC, testimonia la volontà di sostenere le imprese nell’adozione di tecnologie capaci di ridurre consumi e costi, migliorare l’efficienza dei processi produttivi e valorizzare i sottoprodotti. È questo il ruolo di una banca di credito cooperativo: essere accanto alle imprese nei percorsi di innovazione e contribuire a uno sviluppo responsabile, capace di generare valore economico, ambientale e sociale. La filiera bufalina rappresenta un patrimonio produttivo e identitario della Campania; sostenerne l’evoluzione significa rafforzare la competitività dell’intero territorio e costruire un modello replicabile anche in altri comparti”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>10 tesi per la sostenibilità</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/10-tesi-per-la-sostenibilita-7/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 09:00:28 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=115596</guid>

					<description><![CDATA[10 TESI PER LA SOSTENIBILITÀ UNIVERSITÀ IN CAMPO PER UN FUTURO INCLUSIVO E SOSTENIBILE 1699 PARTECIPANTI (61% DONNE E 39% UOMINI) DA 81 UNIVERSITÀ AL BANDO DI CONCORSO “10 TESI PER LA SOSTENIBILITÀ” DI FONDAZIONE SYMBOLA, LUISS E UNIONCAMERE CON IL SOSTEGNO DI DELOITTE CLIMATE &#38; SUSTAINABILITY E IL PATROCINIO DEL MINISTERO DELL’UNIVERSITÀ E DELLA [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><u>10 TESI PER LA SOSTENIBILITÀ</u></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>UNIVERSITÀ IN CAMPO PER UN FUTURO INCLUSIVO E SOSTENIBILE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>1699 PARTECIPANTI (61% DONNE E 39% UOMINI) DA 81 UNIVERSITÀ AL BANDO DI CONCORSO </strong><strong>“10 TESI PER LA SOSTENIBILITÀ”</strong><strong> DI FONDAZIONE SYMBOLA, LUISS E UNIONCAMERE CON IL SOSTEGNO DI DELOITTE</strong><strong> CLIMATE &amp; SUSTAINABILITY E IL PATROCINIO DEL MINISTERO DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA, CRUI E 26 ATENEI PARTNER</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “LA GRANDE PARTECIPAZIONE AL BANDO 10 TESI DIMOSTRA CHE SI POSSONO AFFRONTARE LE SFIDE CHE ABBIAMO DAVANTI ANCHE CONTANDO SULLE ENERGIE PULITE E RINNOVABILI DEI SAPERI E DELLE INTELLIGENZE GIOVANI PRESENTI NEL NOSTRO PAESE”.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>PRETE (UNIONCAMERE): “IL SUCCESSO DI QUESTO CONCORSO DIMOSTRA COME LA SOSTENIBILITÀ SIA DIVENTATA UN ELEMENTO FONDAMENTALE NELLA FORMAZIONE DELLE NUOVE GENERAZIONI, ATTRAVERSANDO IN MODO TRASVERSALE OGNI AMBITO DEL SAPERE”.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>DE BLASIO (LUISS): &#8220;PROMOTRICE DI UN’INIZIATIVA CHE VALORIZZA L’ATTENZIONE ALL’AMBIENTE E L’INCLUSIONE, LUISS È ORGOGLIOSA DI TESTIMONIARE ATTRAVERSO AZIONI CONCRETE IL PROPRIO IMPEGNO QUOTIDIANO A FAVORE DELLO SVILUPPO RESPONSABILE”.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>D’APRILE (DELOITTE CLIMATE &amp; SUSTAINABILITY): “LA SFIDA DELLA SOSTENIBILITÀ E IL CONTRASTO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO OGGI SONO UN’URGENZA EVIDENTE: ONDATE DI CALDO RECORD, EVENTI ESTREMI SEMPRE PIÙ FREQUENTI E INTERRUZIONI NELLE CATENE DEL VALORE MOSTRANO CHE IL RISCHIO CLIMATICO NON È PIÙ UN TEMA FUTURO, MA UN FATTORE CHE INCIDE GIÀ ORA SU COMPETITIVITÀ, CONTINUITÀ OPERATIVA E CAPACITÀ DI GENERARE VALORE”.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>IL COMITATO SCIENTIFICO È </strong><strong>PRESIEDUTO DAI DOCENTI EMILIANA DE BLASIO, STEFANO ZAMAGNI, MARCO FREY</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong><strong>PER LE IMPRESE INTERESSATE LE TESI SONO CONSULTABILI SUL SITO </strong><a href="http://WWW.SYMBOLA.NET"><strong>WWW.SYMBOLA.NET</strong></a><strong> PER FAVORIRE IL NETWORKING NEL MONDO DEL LAVORO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Dall’economia all’ingegneria, dalla letteratura alle scienze politiche, sono moltissimi i campi del sapere che mettono al centro il tema della sostenibilità come un vero e proprio fil rouge di questo secolo che lega ambiti di studio apparentemente inconciliabili e professionisti provenienti da diverse discipline. </strong></p>
<p><strong>Da questa interdisciplinarietà di saperi nasce la seconda edizione di “10 tesi per la sostenibilità”: 1.699 partecipanti provenienti da oltre 80 università di tutta Italia. </strong>È un’iniziativa promossa da Fondazione Symbola, Università Luiss Guido Carli e Unioncamere con il sostegno di Deloitte Climate &amp; Sustainability, il patrocinio del Ministero dell’Università e della Ricerca e della Conferenza dei Rettori (CRUI), la collaborazione del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, della Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (RUS), del Consorzio Interuniversitario nazionale per la Scienza e la Tecnologia dei Materiali (INSTM) e altre 26 Università.</p>
<p><strong>Gli Atenei partner, oltre alla Luiss, sono</strong>: Bocconi di Milano, Cattolica del Sacro Cuore, Ca&#8217; Foscari di Venezia, Federico II di Napoli, La Sapienza, LUMSA, Politecnica delle Marche, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Roma Tor Vergata, Sant&#8217;Anna di Pisa, le Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Basilicata, Brescia, Cagliari, Camerino, Ferrara, L’Aquila, Macerata, Milano-Bicocca, Padova, Parma, Perugia, Teramo, Università telematica San Raffaele Roma, Universitas Mercatorum.</p>
<p>Il <strong>Comitato Scientifico</strong> che ha selezionato i vincitori è presieduto da Emiliana De Blasio (Advisor per la Diversità, l’Inclusione e la Sostenibilità alla Luiss), Stefano Zamagni (Docente emerito dell’Università di Bologna) e Marco Frey (Docente del S. Anna di Pisa e presidente del Comitato Scientifico di Fondazione Symbola). Gli elaborati sono consultabili sul sito <a href="http://www.symbola.net">www.symbola.net</a>. I partecipanti sono stati per il <strong>61% donne</strong> e per il <strong>39% uomini</strong>.</p>
<p><strong>Gli Atenei con il maggior numero di candidature sono</strong>: Università Cattolica del Sacro Cuore (203 tesi), Università di Bologna (107 tesi), La Sapienza (90 tesi) e a seguire Padova, Torino, Roma Tor Vergata, Federico II di Napoli, Ca’ Foscari di Venezia, Politecnica delle Marche, Politecnico di Milano.</p>
<p><strong>A livello regionale</strong>: Lombardia (382 tesi) 22,50%, Lazio (270) 15,90%, Emilia-Romagna (208) 12,24%, Veneto (166) 9,78%, Campania (115) 6,77%.</p>
<p>Ai 10 vincitori un <strong>premio di 2.000 euro</strong>. Sono state poi assegnate <strong>90 Menzioni di merito</strong> alle tesi non vincitrici ritenute più meritevoli. È prevista inoltre la possibilità, tramite Unioncamere e Deloitte, di <strong>colloqui </strong>con imprese per favorire il rapporto con il mondo del lavoro.</p>
<p>“La grande partecipazione al bando 10 tesi – afferma <strong>Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola</strong> &#8211; dimostra che si possono affrontare le sfide che abbiamo davanti anche contando sulle energie pulite e rinnovabili dei saperi e delle intelligenze giovani presenti nel nostro Paese. Il bando ci può fornire informazioni e stimoli importanti. È un’iniziativa che oggi premia 10 tesi universitarie provenienti da aree disciplinari diverse che hanno forti e originali riferimenti alla sostenibilità. Un’occasione per chiamare a raccolta e dare forza ad un’Italia che fa l’Italia. Alla vigilia della COP31 di novembre si conferma quanto sostenuto nel Manifesto di Assisi ‘affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario, ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro’”.</p>
<p>&#8220;Promotrice di un’iniziativa che valorizza l’attenzione all’ambiente e l’inclusione, Luiss è orgogliosa di testimoniare attraverso azioni concrete il proprio impegno quotidiano a favore dello sviluppo responsabile  – afferma <strong>Emiliana De Blasio, Advisor per la Diversità, l’Inclusione e la Sostenibilità, Luiss </strong>– Restituire alla collettività queste idee così preziose significa dare forza al ruolo sociale dell&#8217;università, trasformando i valori sostenibili in leve strategiche per il progresso del Paese”.</p>
<p>“Il successo di questo concorso dimostra come la sostenibilità sia diventata un elemento fondamentale nella formazione delle nuove generazioni, attraversando in modo trasversale ogni ambito del sapere”, sottolinea il presidente di <strong>Unioncamere</strong>, <strong>Andrea Prete</strong>. “Come Unioncamere siamo molto contenti di sostenere un’iniziativa che valorizza il merito e le idee dei giovani, ma crea anche un ponte concreto tra il mondo della ricerca accademica e le nostre imprese, facilitando l&#8217;inserimento nel mercato del lavoro di competenze indispensabili per guidare il futuro dell&#8217;economia italiana”.</p>
<p>“La sfida della sostenibilità e il contrasto al cambiamento climatico oggi sono un’urgenza evidente: ondate di caldo record, eventi estremi sempre più frequenti e interruzioni nelle catene del valore mostrano che il rischio climatico non è più un tema futuro, ma un fattore che incide già ora su competitività, continuità operativa e capacità di generare valore. È in questo contesto che Deloitte Climate &amp; Sustainability, società benefit pensata per sviluppare soluzioni e servizi innovativi, accompagna le imprese italiane in questa transizione”, dichiara <strong>Paolo D’Aprile, CEO di Deloitte Climate &amp; Sustainability</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Realacci (Fondazione Symbola): L’Italia può dare un contributo importante alla sfida alla crisi climatica a partire dall’economia circolare</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/realacci-fondazione-symbola-litalia-puo-dare-un-contributo-importante-alla-sfida-alla-crisi-climatica-a-partire-dalleconomia-circolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 09:20:24 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=115520</guid>

					<description><![CDATA[“La Rete delle Città di Carta promossa da Comieco in collaborazione con Fondazione Symbola riunisce i Comuni che sanno che carta e cartone sono un patrimonio culturale, ambientale ed economico per i propri territori. L’Italia può dare un contributo importante alla sfida alla crisi in tanti settori in cui è già protagonista, a partire dall’economia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“La Rete delle Città di Carta promossa da Comieco in collaborazione con Fondazione Symbola riunisce i Comuni che sanno che carta e cartone sono un patrimonio culturale, ambientale ed economico per i propri territori. L’Italia può dare un contributo importante alla sfida alla crisi in tanti settori in cui è già protagonista, a partire dall’economia circolare. Come ricorda Symbola siamo il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti pari al 92,6% con una incidenza quasi il doppio rispetto alla media UE e ben superiore a tutti gli altri grandi paesi europei: risparmiamo così 16,4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno e circa 55 milioni di tonnellate di CO₂ equivalenti. L’efficienza e le rinnovabili sono il cuore della transizione verde e del futuro. La carenza di materie prime ci ha spinto ad utilizzare quella fonte di energia rinnovabile e non inquinante che è l’intelligenza umana. Abbiamo così costruito un sistema più efficiente: i rottami di Brescia, gli stracci di Prato, le cartiere della Lucchesia non sono figli di un obbligo burocratico ma la risposta alla carenza di materie prime. Partendo da un cuore antico la carta ha compiuto in questi decenni grandi passi in avanti. L’iniziativa di domani ad Assisi è stata avviata lo scorso anno da Comieco e Fondazione Symbola e sarà anche l’occasione per valorizzare storie e talenti di territori che danno forza alle nostre comunità e alla nostra economia”.</p>
<p>Lo ha dichiarato il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci in occasione della Giornata Nazionale del Riciclo della Carta che si terrà domani ad Assisi</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>100 Storie Italiane di Sport. Vela e Sport d&#8217;Acqua</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/100-storie-italiane-di-sport-vela-e-sport-dacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 14:00:51 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=115361</guid>

					<description><![CDATA[100 STORIE ITALIANE DI SPORT. VELA E SPORT D’ACQUA PROMOSSO E REALIZZATO DAL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, FONDAZIONE SYMBOLA E CONFARTIGIANATO, KNOWLEDGE PARTNER DELOITTE 100 ESEMPI DI QUALITÀ ITALIANA NELLA PRODUZIONE, NELL’ARTIGIANATO E NELLA TECNOLOGIA, DA TUTTE LE REGIONI DEL NOSTRO PAESE L’INDUSTRIA SPORTIVA È UN VOLANO DI SVILUPPO E BENESSERE [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>100 STORIE ITALIANE DI SPORT. VELA E SPORT D’ACQUA </em></strong><strong>PROMOSSO E REALIZZATO DAL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, FONDAZIONE SYMBOLA E CONFARTIGIANATO, KNOWLEDGE PARTNER DELOITTE</strong></p>
<p><strong>100 ESEMPI DI QUALITÀ ITALIANA NELLA PRODUZIONE, NELL’ARTIGIANATO E NELLA TECNOLOGIA, DA TUTTE LE REGIONI DEL NOSTRO PAESE</strong></p>
<p><strong>L’INDUSTRIA SPORTIVA È UN VOLANO DI SVILUPPO E BENESSERE E VALE QUASI 32 MILIARDI, PARI ALL’1,5% DEL PIL</strong></p>
<p><strong>L’EXPORT IN QUESTO SETTORE VALE QUASI 5 MILIARDI</strong></p>
<p><strong>LE NOSTRE IMPRESE DETENGONO IMPORTANTI QUOTE DELLE ESPORTAZIONI MONDIALI: 9,6% NEL SETTORE CACCIA E PESCA E 5% NEGLI SPORT ACQUATICI</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “LE 100 STORIE PRESENTI NEL REPORT RACCONTANO UNO SPORT SOSTENIBILE, INCLUSIVO, A MISURA D’UOMO. VINCENTE NON SOLO NELLE COMPETIZIONI SPORTIVE. RACCONTARE QUESTO COMPARTO DEL MADE IN ITALY, ANCHE IN VISTA DELL’AMERICA’S CUP CHE SI TERRÀ A NAPOLI, SIGNIFICA ANCHE DAR VOCE AD UNA VERA E PROPRIA FILIERA DI ECCELLENZA, RACCONTATA TROPPO POCO, FATTA DA PICCOLE E MEDIE IMPRESE. REALTÀ CHE COMPETONO NEL MONDO GRAZIE ALLA CAPACITÀ DI TENERE INSIEME INNOVAZIONE E TRADIZIONE, COESIONE SOCIALE, NUOVE TECNOLOGIE E BELLEZZA, CAPACITÀ DI PARLARE AL MONDO SENZA PERDERE LEGAMI CON TERRITORI E COMUNITÀ, SOSTENIBILITÀ, FLESSIBILITÀ PRODUTTIVA.</strong> <strong>QUESTO REPORT NASCE PER DARE VOCE ALLE REALTÀ PRODUTTIVE CHE OGNI GIORNO RENDONO POSSIBILE LO SPORT IN ITALIA E NEL MONDO. È UN VIAGGIO NEL PAESE CHE PRODUCE VALORE ATTRAVERSO LO SPORT, CHE TRASFORMA LA PASSIONE IN IMPRESA, IL TALENTO IN MANIFATTURA, IL MOVIMENTO IN CULTURA ECONOMICA DI RESPIRO INTERNAZIONALE”.</strong></p>
<p><strong>GRANELLI (CONFARTIGIANATO): “LO SPORT È ANCHE UNA STRAORDINARIA ‘PALESTRA’ DI INNOVAZIONE TECNOLOGICA. NE SONO PROTAGONISTI GLI ARTIGIANI E LE PICCOLE IMPRESE CHE AFFRONTANO OGNI GIORNO LA SFIDA PER MIGLIORARE PRODOTTI E SERVIZI, CON LA STESSA PASSIONE E DETERMINAZIONE CHE ANIMANO GLI ATLETI NELLE COMPETIZIONI. LA VELA E GLI SPORT D’ACQUA RACCONTANO BENE QUESTA CAPACITÀ: DIETRO UNA BARCA, UN’ATTREZZATURA, UN TESSUTO TECNICO O UN COMPONENTE AD ALTE PRESTAZIONI C’È IL LAVORO DI IMPRENDITORI CHE UNISCONO ESPERIENZA, CREATIVITÀ E TECNOLOGIA. TUTTO QUESTO È L’INTELLIGENZA ARTIGIANA AL SERVIZIO DELLO SPORT: UNA CAPACITÀ DI SPERIMENTARE, INNOVARE E PERSONALIZZARE CHE RENDE LE NOSTRE PRODUZIONI RICONOSCIBILI E APPREZZATE SUI MERCATI INTERNAZIONALI. IL VALORE DELLE NOSTRE IMPRESE STA PROPRIO NEL SAPER TENERE INSIEME TRADIZIONE E INNOVAZIONE, SAPERE MANUALE E RICERCA, QUALITÀ E SOSTENIBILITÀ. SONO COMPETENZE CHE NASCONO NEI TERRITORI ITALIANI E CHE, GRAZIE ALLA FLESSIBILITÀ E ALLA CAPACITÀ DI COLLABORARE CON PROGETTISTI, ATLETI E CENTRI DI RICERCA, DIVENTANO PRODOTTI E SERVIZI APPREZZATI A LIVELLO GLOBALE”.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>LANZILLO (DELOITTE):</strong> <strong>&#8220;LO SPORT ITALIANO DIMOSTRA UNA SOLIDA CAPACITÀ COMPETITIVA SUI MERCATI INTERNAZIONALI SOSTENUTA DA IMPRESE CAPACI DI INTERPRETARE CON EFFICACIA IL PROPRIO RUOLO. ALLA BASE DI QUESTO SUCCESSO VI SONO INVESTIMENTI STRATEGICI, INNOVAZIONE CONTINUA E COMPETENZE RADICATE NELLA TRADIZIONE ARTIGIANALE ITALIANA. QUESTO MODELLO, NATO E SVILUPPATO NELL&#8217;AMBITO SPORTIVO, HA DIMOSTRATO DI POTER ESSERE APPLICATO CON RISULTATI POSITIVI ANCHE IN ALTRI SETTORI PRODUTTIVI, GRAZIE A UNA RICERCA TECNOLOGICA IN CONTINUA EVOLUZIONE E ALLA CURA DEI DETTAGLI CHE CARATTERIZZA LA PRODUZIONE ITALIANA. LE TESTIMONIANZE E I DATI PRESENTATI IN QUESTO REPORT CONFERMANO IL RUOLO CENTRALE DELLO SPORT NELLO SVILUPPO DEL PAESE: UNO STRUMENTO CHE VA OLTRE LA COMPETIZIONE AGONISTICA E SI CONFIGURA COME ESPRESSIONE DEI VALORI E DELLA QUALITÀ CHE IDENTIFICANO L&#8217;ITALIA IN OGNI REGIONE. PER VALORIZZARE PIENAMENTE QUESTO POTENZIALE, OCCORRE SVILUPPARE UNA VISIONE STRATEGICA CONDIVISA TRA ISTITUZIONI E OPERATORI PRIVATI, CREANDO LE CONDIZIONI PER UNA CRESCITA DURATURA E CONSAPEVOLE DELLO SPORT ITALIANO&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Roma, 14 settembre 2026. <em>100 Storie Italiane Di Sport. Vela e Sport D’acqua </em></strong><em>è </em>promosso e realizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Fondazione Symbola e Confartigianato, knowledge partner Deloitte ed è stato presentato oggi in occasione della <strong><em>Giornata dello Sport Italiano</em></strong> <strong><em>nel Mondo </em></strong>che questo anno è dedicata alla vela e al nuoto, due discipline simbolo della nostra migliore tradizione sportiva e nelle quali trovano applicazione i prodotti più innovativi della nostra industria.</p>
<p>Sono cento esempi di qualità italiana nella produzione, nell’artigianato e nella tecnologia, da tutte le regioni del nostro Paese a testimonianza di un’Italia che compete e innova anche attraverso lo sport. Il report illustra come dietro gli sport c’è un universo di soluzioni e tecnologie che migliorano le performance sportive e lo rendono spettacolare, sicuro, sostenibile. In questo campo l’Italia vanta una vera e propria specializzazione, grazie a una ricca filiera produttiva che ha saputo coniugare cultura artigianale, innovazione e sostenibilità, valorizzando i saperi diffusi nei territori. Anche per questo in Italia lo sport, più che in altri Paesi, si è trasformato in arte manifatturiera. Le cento esperienze raccontate in questa pubblicazione sono uno spaccato della straordinaria varietà di competenze, specializzazioni produttive e capacità innovative che caratterizzano il sistema italiano. Dietro ogni prodotto, ogni innovazione, ogni traguardo sportivo, esiste una rete di imprese che interpreta lo sport non solo come un mercato, ma come un patrimonio culturale da custodire, promuovere e far evolvere. La collaborazione tra imprese, progettisti, atleti, centri di ricerca e associazioni sportive accelera il trasferimento di conoscenze tra pratica sportiva e innovazione tecnologica. Le esigenze delle competizioni diventano un banco di prova per sperimentare nuovi materiali, soluzioni progettuali e tecnologie green che trovano applicazione nella cantieristica, nella componentistica, nell’abbigliamento tecnico e nelle attrezzature per le diverse discipline. Un modello di innovazione aperta che unisce qualità manifatturiera, design, sostenibilità ambientale e capacità di personalizzazione, rafforzando la competitività internazionale del Made in Italy. Nel 2027 l’Italia ospiterà, per la prima volta, l’America’s Cup, uno degli eventi sportivi più iconici e tecnologicamente avanzati al mondo. L’appuntamento, che si terrà a Napoli, non è solo una competizione velica, ma una piattaforma globale di visibilità e di attivazione economica</p>
<p>L&#8217;Italia è ricca di capitali del mare. Da Genova a Napoli, da Trieste a Brindisi, da Cagliari a Palermo, passando per tanti distretti come sul Lago d’Iseo, dove si concentra un’importante produzione di corde e reti. Nel nostro Paese ogni costa ha saputo costruire una propria identità, ogni porto è in grado di raccontare una storia diversa. Il binomio sport e acqua è inoltre profondamente legato alle comunità locali, che promuovono l’aggregazione sociale e lo sviluppo di competizioni sul territorio.</p>
<p>“Le 100 storie presenti nel report – dichiara <strong>Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola </strong>&#8211; raccontano uno sport sostenibile, inclusivo, a misura d’uomo. Vincente non solo nelle competizioni sportive. Raccontare questo comparto del made in Italy, anche in vista dell’America’s Cup che si terrà a Napoli, significa anche dar voce ad una vera e propria filiera di eccellenza, raccontata troppo poco, fatta da piccole e medie imprese. Realtà che competono nel mondo grazie alla capacità di tenere insieme innovazione e tradizione, coesione sociale, nuove tecnologie e bellezza, capacità di parlare al mondo senza perdere legami con territori e comunità, sostenibilità, flessibilità produttiva. Questo report nasce per dare voce alle realtà produttive che ogni giorno rendono possibile lo sport in Italia e nel mondo. È un viaggio nel Paese che produce valore attraverso lo sport, che trasforma la passione in impresa, il talento in manifattura, il movimento in cultura economica di respiro internazionale”.</p>
<p>“Lo sport &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; è anche una straordinaria ‘palestra’ di innovazione tecnologica. Ne sono protagonisti gli artigiani e le piccole imprese che affrontano ogni giorno la sfida per migliorare prodotti e servizi, con la stessa passione e determinazione che animano gli atleti nelle competizioni. La vela e gli sport d’acqua raccontano bene questa capacità: dietro una barca, un’attrezzatura, un tessuto tecnico o un componente ad alte prestazioni c’è il lavoro di imprenditori che uniscono esperienza, creatività e tecnologia. Tutto questo è l’intelligenza artigiana al servizio dello sport: una capacità di sperimentare, innovare e personalizzare che rende le nostre produzioni riconoscibili e apprezzate sui mercati internazionali. Il valore delle nostre imprese sta proprio nel saper tenere insieme tradizione e innovazione, sapere manuale e ricerca, qualità e sostenibilità. Sono competenze che nascono nei territori italiani e che, grazie alla flessibilità e alla capacità di collaborare con progettisti, atleti e centri di ricerca, diventano prodotti e servizi apprezzati a livello globale”.</p>
<p>&#8220;Lo sport italiano dimostra una solida capacità competitiva sui mercati internazionali &#8211; dichiara <strong>Ernesto Lanzillo,</strong> <strong>presidente di Deloitte &amp; Touche S.p.A e Private Leader Deloitte Centro Mediterraneo</strong> &#8211; sostenuta da imprese capaci di interpretare con efficacia il proprio ruolo. Alla base di questo successo vi sono investimenti strategici, innovazione continua e competenze radicate nella tradizione artigianale italiana. Questo modello, nato e sviluppato nell&#8217;ambito sportivo, ha dimostrato di poter essere applicato con risultati positivi anche in altri settori produttivi, grazie a una ricerca tecnologica in continua evoluzione e alla cura dei dettagli che caratterizza la produzione italiana. Le testimonianze e i dati presentati in questo report confermano il ruolo centrale dello sport nello sviluppo del Paese: uno strumento che va oltre la competizione agonistica e si configura come espressione dei valori e della qualità che identificano l&#8217;Italia in ogni regione. Per valorizzare pienamente questo potenziale, occorre sviluppare una visione strategica condivisa tra istituzioni e operatori privati, creando le condizioni per una crescita duratura e consapevole dello sport italiano&#8221;.</p>
<p><strong> </strong><strong><em>Alcuni esempi di aziende delle 100 storie:</em></strong></p>
<p><strong><em>Base Luna Rossa </em></strong></p>
<p><em>In quasi trent’anni di vita e sette partecipazioni all’America’s Cup, Luna Rossa è diventata un simbolo italiano, un’icona in cui la nazione si identifica e che regala emozioni a milioni di persone. Ma dietro un team che compete ai massimi livelli non c’è solo il talento di atleti e costruttori, ma anche una intensa e costante attività di ricerca e sviluppo. Il quartier generale di Luna Rossa è un hub di eccellenza per attività di ricerca e sviluppo legate al mondo della vela professionistica. Anni di preparazione, test, raccolta e analisi dei dati anticipano la competizione e sono fondamentali per ottimizzare le prestazioni. Negli hangar si eseguono lavorazioni sulla struttura in carbonio, sull’idraulica, sulle vele e sull’elettronica della barca.</em></p>
<p><strong><em>Campagnolo</em></strong></p>
<p><em>Nella partnership tra due grandi realtà italiane, la tradizione secolare del ciclismo incontra quella millenaria della vela. Campagnolo è un brand conosciuto in tutto il mondo, un’eccellenza nella produzione di componentistica di alta gamma per le biciclette da corsa, una bandiera del Made in Italy che ha alle spalle oltre 90 anni di storia e 43 vittorie al Tour de France. Già nella 37a America’s Cup Campagnolo è stato fornitore di Luna Rossa, la punta di diamante della vela italiana agonistica. Sul monoscafo AC75 trova posto un sistema di trasmissione ciclistica ad alte prestazioni che serve ad alimentare i sistemi idraulici che muovono le vele e l’albero dell’imbarcazione. Quello che storicamente i velisti facevano con braccia e grinder, oggi viene sostituito con la forza propulsiva delle gambe. </em></p>
<p><strong><em>Centro Nautico Adriatico</em></strong></p>
<p><em>Centro Nautico Adriatico è tra i leader mondiali nella produzione di imbarcazioni per scuole di vela, circoli e business privati, con alle spalle oltre cinquant’anni di storia. Il Malupa 5.0, per esempio, è una barca che Centro Nautico Adriatico ha pensato e sviluppato proprio per l’apprendimento della vela. Un prodotto accessibile, ma che possiede tutte le caratteristiche necessarie a chiunque si occupi di formazione. Il Malupa 5.0 è realizzato quasi interamente con materiale riciclato (oltre che riciclabile) e soprattutto consente la navigazione anche a persone con disabilità motorie e con equipaggio misto.</em></p>
<p><strong><em>IIT Istituto Italiano di Tecnologia</em></strong></p>
<p><em>Dalla ricerca ai campi di regata, l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) porta l&#8217;innovazione nella nautica, con un brevetto che ha dato vita alla prima vela al mondo contenente grafene. Più leggera, resistente e durevole, la tecnologia brevettata da IIT per il settore velico migliora le prestazioni delle vele tradizionali, sostituendo parte degli strati plastici preformati con una miscela liquida di polimero e grafene che solidifica a temperatura ambiente, eliminando alla radice le micro-bolle d’aria interne, potenziale causa di cedimenti e rotture nel tempo. Il risultato è una vela ad alte prestazioni fino al 25% più leggera, più resistente alle sollecitazioni e capace di mantenere flessibilità e facilità di piegatura. </em></p>
<p><strong><em>Myrtha Pools</em></strong></p>
<p><em>Nelle piscine Myrtha Pools sono stati stabiliti oltre 190 record del mondo: un risultato che testimonia il contributo dell&#8217;azienda di Castiglione delle Stiviere (MN) all&#8217;evoluzione degli sport acquatici a livello internazionale. Alla base del successo di Myrtha Pools c’è l’esclusiva tecnologia modulare in acciaio inox che ha consentito di realizzare impianti temporanei ad alte prestazioni per Mondiali, Giochi Olimpici e grandi eventi sportivi all&#8217;interno di arene e stadi. Al termine delle competizioni, le vasche vengono smontate e reinstallate come impianti permanenti, contribuendo a lasciare un&#8217;eredità sportiva duratura alle nazioni ospitanti.</em></p>
<p><strong><em>No-Made Boards</em></strong></p>
<p><em>Trasformare un materiale antico come il legno in uno strumento per vivere il mare in modo nuovo. Da questa intuizione comincia la storia di No-Made Boards, che a Basciano (TE) unisce artigianato, design e progettazione innovativa: è tra le poche realtà in Europa a realizzare tavole da surf in legno. I prodotti No-Made Boards prendono forma in un laboratorio dove la tradizione incontra sistemi CAD e tecnologie digitali di progettazione. Infatti, per rendere le tavole in legno leggere e competitive come quelle realizzate in altri materiali, gli artigiani di No-Made Boards danno vita a complesse architetture interne, disegnate su misura a seconda delle caratteristiche fisiche e dell’esigenze d’uso di ogni surfista. </em></p>
<p><strong><em>Northern Light Composites</em></strong></p>
<p><em>Il percorso di Northern Light Composites prende forma a Monfalcone (GO), in uno dei territori italiani più legati alla cultura nautica e alla progettazione navale. Qui l’azienda ha sviluppato Composite: un materiale composito termoplastico brevettato che offre caratteristiche meccaniche paragonabili a quelle della tradizionale vetroresina, ma con il vantaggio sostanziale di poter essere completamente recuperato e riutilizzato al termine del suo ciclo di vita. Una svolta per la vela sportiva, perché consente di realizzare carene per imbarcazioni sostenibili e dalle prestazioni non inferiori a quelle della normale vetroresina. </em></p>
<p><strong><em>Pirelli</em></strong></p>
<p><em>L’acqua è un diverso tipo di strada che vede Pirelli protagonista dell’America’s Cup grazie alla partnership con Luna Rossa. Dopo essere stata co-title sponsor dal 2018 ed aver affrontato due America’s Cup, in vista della prossima edizione, in programma a Napoli nel 2027, Pirelli ha assunto il nuovo ruolo di Official Sponsor e Technical Partner di Luna Rossa, supportando il team nello sviluppo di soluzioni tecnologiche, grazie anche al know-how maturato nel motorsport. In particolare, Pirelli e Luna Rossa lavorano congiuntamente su diversi ambiti, a partire dalla virtualizzazione, metodologia che consente di ridurre i tempi di sviluppo, l’impiego di prototipi fisici e l’impatto ambientale, oltre che di prevedere il comportamento dei materiali progettati con Luna Rossa e sottoposti alle sollecitazioni tipiche della navigazione. </em></p>
<p><strong><em>Red Bull Sailing Academy</em></strong></p>
<p><em>La Red Bull Sailing Academy di Monfalcone (GO) è il centro di eccellenza dedicato allo sviluppo dei migliori velisti e tecnici del futuro. Affacciata sul Mare Adriatico, l’Academy costituisce una delle strutture più avanzate al mondo per la preparazione degli atleti destinati alle competizioni di massimo livello, rappresentando un punto di riferimento per l’intero movimento velico internazionale. È inoltre il centro di allenamento del Red Bull Italy SailGP Team, la squadra che rappresenta l’Italia nel SailGP. Cuore tecnologico dell’Academy è il Boat Performance Centre, dove sensori di ultima generazione, sistemi di acquisizione dati e software avanzati consentono di analizzare in tempo reale le prestazioni dell’imbarcazione e dell’equipaggio. </em></p>
<p><strong><em>Retificio La Rete</em></strong></p>
<p><em>Da un’isola nel cuore del lago d’Iseo partono reti che navigano in tutto il mondo. A Monte Isola (BS), dove la lavorazione delle reti è una tradizione secolare tramandata di generazione in generazione, Retificio La Rete ha trasformato un sapere artigianale antico in una realtà manifatturiera capace di servire i mercati internazionali della nautica, dello sport e della sicurezza. Un percorso che unisce identità territoriale, innovazione tecnologica e qualità Made in Italy. Grazie all’impiego di materiali ad alta tenacità, trattati contro i raggi UV e conformi alle normative europee, i prodotti garantiscono elevate prestazioni anche nelle condizioni ambientali più impegnative. </em></p>
<p><strong><em>Di seguito l’elenco delle 100 storie raccontate:</em></strong></p>
<p><strong><em>Advanced Yachts, Akro, Angeleye, Antal, Arena, Armare, Atlantis, Avm 1959, Barcolana, Base Luna Rossa, Basicnet, Big Mama Kayak, C.M.F., C4 Carbon, Campagnolo, Cantiere Del Pardo, Cantiere Navale Faccenda, Cariboni, Carvico, Cd Sails, Centro Iperbarico Ravenna, Centro Nautico Adriatico, Centro Protesi Inail, Cetma Composites, Challenger Sails, Circolo Del Remo e della Vela Italia, Circolo della Vela Brindisi, Circolo della Vela Sicilia, Circolo della Vela Termoli, Circolo Nautico Posillipo, Circolo Velico Lucano, Club Velico Trasimeno, Coelmo, Comar Yachts, Cressi, Cropelli, Cs Canoe, Dainese, Divesystem, Eligio Re Fraschini, Essilorluxottica, Exo Kayak, Falconeri, Ferrari, Ferretti Group, Filippi Boats, Flo’sail, Floatex, Flygroove, Fondazione Cvc – Centro Velico Caprera, Gottifredi Maffioli, Hand Sports, Ice Yachts, Istituto Italiano Di Tecnologia, Isi Pools, Italia Yachts, Jaked, Licospars, Mares, Master, Maxspar, Microgate, Microplus, Monteisola Corde, Montura, Motonautica F.lli Ranieri, Mylius Yachts, Myrtha Pools, Neo Yachts &amp; Composites, No-Made Boards, Northern Light Composites Olimpic Sails, Onesails, Persico Marine, Pirelli, Prada, Quick Group, Racing Spirit, Rafting Aventure Villeneuve, Red Bull Sailing Academy, Retificio La Rete, Rrd Roberto Ricci Designs, Sabfoil, Salice Occhiali, Sangiorgio Marine Sanlorenzo, Seacsub, Slam, Solaris Yachts, Squame, Technogear, Ubi Maior Italia, Veleria San Giorgio, Vibram, Victory Design, Waterfly, Wrs, Yacht Club Italiano, Zadro Sails, Zaoli Sails</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Il rapporto completo si trova su www.symbola.net</em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Io Sono Cultura 2026</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/io-sono-cultura-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=114058</guid>

					<description><![CDATA[&#160; IO SONO CULTURA 2026, IL RAPPORTO ANNUALE DI FONDAZIONE SYMBOLA, UNIONCAMERE, CENTRO STUDI TAGLIACARNE E DELOITTE   NEL 2025 CRESCONO VALORE AGGIUNTO E OCCUPAZIONE NEL SISTEMA PRODUTTIVO CULTURALE E CREATIVO, RISPETTIVAMENTE 115,8 MILIARDI DI EURO (+3,3% RISPETTO AL 2024) E 1,5 MILIONI DI ADDETTI (5,7% DELL’OCCUPAZIONE COMPLESSIVA DEL PAESE) CULTURA E CREATIVITÀ, DIRETTAMENTE O [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>IO SONO CULTURA 2026, IL RAPPORTO ANNUALE DI FONDAZIONE SYMBOLA, UNIONCAMERE, CENTRO STUDI TAGLIACARNE E DELOITTE</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>NEL 2025 CRESCONO VALORE AGGIUNTO E OCCUPAZIONE NEL SISTEMA PRODUTTIVO CULTURALE E CREATIVO, RISPETTIVAMENTE 115,8 MILIARDI DI EURO (+3,3% RISPETTO AL 2024) E 1,5 MILIONI DI ADDETTI (5,7% DELL’OCCUPAZIONE COMPLESSIVA DEL PAESE)</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>CULTURA E CREATIVITÀ, DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE, GENERANO COMPLESSIVAMENTE UN VALORE AGGIUNTO PER CIRCA 310 MILIARDI DI EURO EQUIVALENTI AL 15,4% DELLA RICCHEZZA COMPLESSIVA DEL PAESE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>IL COMPARTO DEI SOFTWARE E VIDEOGIOCHI È QUELLO CHE CONTRIBUISCE MAGGIORMENTE ALLA RICCHEZZA DELLA FILIERA CON 18,6 MILIARDI DI EURO DI VALORE AGGIUNTO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>LOMBARDIA E LAZIO, REGIONI CHE PRODUCONO PIÙ RICCHEZZA CON LA CULTURA, MOLISE, BASILICATA E CAMPANIA LE REGIONI CON LA CRESCITA PIÙ FORTE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>MILANO PRIMA PER VALORE AGGIUNTO E OCCUPAZIONE, SEGUONO ROMA, TORINO, AREZZO, FIRENZE NELLA TOP FIVE DELLE PROVINCE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>SUD ACCELERA: CAMPANIA PRIMA IN ITALIA PER CRESCITA DI IMPRESE CULTURALI (+12,3%), SPCC NEL MEZZOGIORNO OLTRE LA MEDIA NAZIONALE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>IN COPERTINA IL DECORO TEMA E VARIAZIONI N. 403 DI FORNASETTI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “LA FORZA DELLA NOSTRA ECONOMIA E DEL MADE IN ITALY DEVE MOLTO, IN TUTTI I CAMPI, ALLA CULTURA E ALLA BELLEZZA. PIÙ CHE IN ALTRI PAESI. CULTURA E CREATIVITÀ OLTRE AD ARRICCHIRE LA NOSTRA IDENTITÀ E ALIMENTARE LA DOMANDA DI ITALIA NEL MONDO, POSSONO AIUTARCI AD AFFRONTARE INSIEME, SENZA PAURA, LE DIFFICILI SFIDE CHE ABBIAMO DAVANTI. A PARTIRE DALLA CRISI CLIMATICA. L’ITALIA, FORTE DI OLTRE UN MILIONE E MEZZO DI ADDETTI CULTURALI E CREATIVI PUÒ OFFRIRE UN CONTRIBUTO IMPORTANTE AD UNA TRANSIZIONE VERDE E DIGITALE. SPOSTANDO LE PRODUZIONI VERSO LA QUALITÀ AUMENTA INFATTI IL VALORE E DIMINUISCE IL CONSUMO DI ENERGIA E MATERIE PRIME RIDUCENDO LE EMISSIONI DI CO2: UN’ECONOMIA PIÙ A MISURA D’UOMO E PER QUESTO PIÙ COMPETITIVA E PIÙ CAPACE DI FUTURO COME SOSTIENE IL MANIFESTO DI ASSISI. ANCHE DA QUESTO DERIVA LA FORZA DEL NOSTRO EXPORT. COME PIÙ VOLTE SOTTOLINEATO DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA ‘LA CULTURA NON RAPPRESENTA UN LUSSO SUPERFLUO, MA UN AUTENTICO ASSET COMPETITIVO’”.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>PRETE (UNIONCAMERE: “LA CREATIVITÀ NON È SOLTANTO UN PATRIMONIO IDENTITARIO DELL&#8217;ITALIA: È UNA LEVA STRATEGICA DI COMPETITIVITÀ PER IL NOSTRO SISTEMA PRODUTTIVO. IL RAPPORTO IO SONO CULTURA LO DIMOSTRA CON CHIAREZZA: IL VALORE DELLA CULTURA SI ESTENDE BEN OLTRE I CONFINI DELLE INDUSTRIE CULTURALI E CREATIVE, ALIMENTANDO INNOVAZIONE, QUALITÀ E CAPACITÀ DI COMPETERE IN MOLTI COMPARTI DELL&#8217;ECONOMIA. È COSÌ NEL TURISMO, DOVE LA COMPONENTE CULTURALE GENERA OLTRE IL 40% DELLE PRESENZE E PIÙ DELLA METÀ DELLA SPESA COMPLESSIVA, GRAZIE A UN&#8217;OFFERTA SEMPRE PIÙ ORIENTATA ALL&#8217;ESPERIENZA. ED È COSÌ NELLA MANIFATTURA E NELL&#8217;ARTIGIANATO DI QUALITÀ, DOVE DESIGN, CREATIVITÀ E SAPER FARE RAPPRESENTANO IL TRATTO DISTINTIVO CHE RENDE IL MADE IN ITALY RICONOSCIBILE E APPREZZATO NEL MONDO. INVESTIRE NELLA CULTURA SIGNIFICA QUINDI INVESTIRE NELLA CRESCITA, NELL&#8217;INNOVAZIONE E NELLA COMPETITIVITÀ DEL PAESE”.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>LANZILLO (DELOITTE &amp; TOUCHE S.P.A.): “IN UN CONTESTO DI VITA COLLETTIVA CARATTERIZZATO DA CONFLITTI INTERNAZIONALI, PROFONDE TRASFORMAZIONI LEGATE ALL’EVOLUZIONE TECNOLOGICA E ALLA DIFFUSIONE DELL&#8217;INTELLIGENZA ARTIFICIALE CON IMPATTO SULLE RELAZIONI UMANE, GLI STILI COMUNICATIVI E LA FORMAZIONE, LA CULTURA NON RAPPRESENTA SOLTANTO UN PATRIMONIO DA TUTELARE O UN SETTORE DA SOSTENERE: È UNA RISORSA STRATEGICA PER RAFFORZARE IL PENSIERO CRITICO, PROMUOVERE IL DIALOGO, VALORIZZARE LA DIVERSITÀ E COSTRUIRE SOCIETÀ PIÙ INCLUSIVE. PROPRIO MENTRE LE TECNOLOGIE AMPLIANO LE POSSIBILITÀ DI ACCESSO E PRODUZIONE DELLA CONOSCENZA, CRESCE IL RUOLO INSOSTITUIBILE DELLA CULTURA NEL FORNIRE GLI STRUMENTI PER INTERPRETARE LA COMPLESSITÀ E ORIENTARE IL CAMBIAMENTO. PER QUESTO, MISURARE GLI IMPATTI DELLA CULTURA, ECONOMICI E NON SOLO, SIGNIFICA RENDERE VISIBILE IL SUO CONTRIBUTO ALLO SVILUPPO ECONOMICO, SOCIALE E DEMOCRATICO DEL PAESE”.</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Roma, 16 luglio 2026. </strong>Cultura e bellezza in Italia sono tratti identitari radicati nella società e nell’economia. Da qui il titolo del rapporto <em>Io sono cultura</em>, e grazie alla loro forte relazione con la manifattura hanno dato vita ad una delle più forti identità produttive del mondo, il made in Italy<strong>. </strong>Oggi le industrie culturali e creative sono tra i settori più strategici per facilitare la ripresa economica e sociale italiana; non solo perché i dati dell’ultimo decennio dimostrano che parliamo di una fonte significativa di posti di lavoro e ricchezza ma anche perché sono un motore di innovazione per l’intera economia e agiscono come un attivatore della crescita di altri settori, dal turismo a tutti i settori economici che beneficiano del processo di culturalizzazione dell’economia grazie anche al contributo innovativo <em>Embedded Creatives</em>, ovvero i professionisti culturali e creativi che operano al di fuori dei settori che costituiscono il Core cultura. <em>Io sono cultura</em> annualmente quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale. I dati dimostrano che la cultura è uno dei motori della nostra economia; lo studio propone dati e storie ed è realizzato grazie al contributo di molte personalità di punta nei diversi settori.</p>
<p><strong>Il rapporto, arrivato alla sedicesima edizione, è realizzato congiuntamente da Fondazione Symbola, Unioncamere, dal suo Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e Deloitte con la collaborazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Fondazione Fitzcarraldo, Fornasetti e con il patrocinio del Ministero della Cultura. È stato presentato oggi, con i saluti di Giovanni Cannata, Rettore Universitas Mercatorum, da Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola; Andrea Prete, presidente di Unioncamere; Ernesto Lanzillo, presidente di Deloitte &amp; Touche S.p.a; Beniamino Quintieri, presidente Istituto per il Credito Sportivo e Culturale.</strong> <strong>Ne hanno discusso Alfredo Accatino, presidente Filmmaster; Thalita Malagò, direttrice generale e consigliera delegata IIDEA; Raffaele Ranucci, amministratore delegato Fondazione Musica per Roma; Giampiero Di Carlo, Founder e CEO Rockol. Ha moderato i lavori Manuela Rafaiani, giornalista e CDA Fondazione Symbola.</strong></p>
<p><strong>I dati riferiti al 2025 confermano la solidità del Sistema Produttivo Culturale e Creativo (SPCC) italiano come motore di sviluppo economico, occupazionale e sociale del Paese. La filiera &#8211; tra professionisti, imprese, terzo settore e pubblica amministrazione &#8211; ha generato 115,8 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 5,7% dell&#8217;economia nazionale, con una crescita del +3,3% rispetto all&#8217;anno precedente. Gli occupati sono quasi 1,54 milioni, pari al 5,7% del totale, con un incremento dell&#8217;+1,7% rispetto al 2024. Un valore che si estende oltre la ricchezza direttamente prodotta: ogni euro generato dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo ne attiva altri 1,7 nel resto dell’economia, arrivando a muovere circa 310 miliardi di euro complessivi, pari al 15,4% del PIL italiano.</strong></p>
<p>La crescita ha interessato entrambe le componenti del sistema. Da un lato il Core Cultura, che nel 2025 genera 66,8 miliardi di euro di valore aggiunto e cresce del +3,2% rispetto all’anno precedente; dall’altro gli <em>Embedded Creatives</em>, ossia i professionisti culturali e creativi impiegati nei settori non strettamente culturali, che producono quasi 49 miliardi di euro e registrano una crescita del +3,4%. Numeri che raccontano una forza economica rilevante, ma che rimandano anche a qualcosa di più profondo: la capacità della cultura di produrre innovazione, relazioni, inclusione, identità e fiducia, ingredienti essenziali della competitività italiana.</p>
<p>Tra i domini del Core Cultura, Software e videogiochi si confermano il principale generatore di valore e occupazione, seguiti da Editoria e stampa e da Architettura e design che, nel 2025, tornano entrambe a crescere. Performance positive interessano anche gli altri comparti, confermando come lo sviluppo del sistema culturale e creativo sia sostenuto tanto dalle attività più innovative quanto da quelle tradizionali.</p>
<p>L’analisi territoriale conferma la forte concentrazione delle attività culturali e creative nelle regioni del Centro-Nord e nelle principali aree metropolitane, ma mette in luce anche la crescente capacità di numerosi territori di valorizzare la cultura come elemento distintivo del proprio modello di sviluppo.</p>
<p><strong>Il Lazio si conferma la regione con il più elevato livello di specializzazione culturale e creativa, con un’incidenza del SPCC pari all’8,1% dell’economia regionale, seguito dalla Lombardia, che mantiene la leadership nazionale in termini di dimensione economica con oltre 33 miliardi di euro di valore aggiunto generati dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo. </strong></p>
<p>Tra le altre regioni emergono Piemonte, Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna, mentre nel Mezzogiorno continua a distinguersi la Campania, dove la cultura rappresenta una componente rilevante della crescita economica e dell’attrattività territoriale.</p>
<p>La bellezza delle città italiane, frutto della stratificazione del patrimonio storico, architettonico e paesaggistico, è sempre più riconosciuta come un asset economico e identitario, non solo attrattore turistico, ma fattore di localizzazione per imprese e talenti e infrastruttura immateriale capace di qualificare un territorio. La presenza di Roma continua a esercitare un ruolo determinante, concentrando istituzioni culturali connesse alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico, attività audiovisive, dell’editoria, della comunicazione e una parte rilevante delle funzioni amministrative e direzionali del Paese. Milano non è solo una sede produttiva, ma la capitale del design, capace di attrarre pubblici internazionali attraverso il Salone del Mobile, trasformato negli anni in un&#8217;infrastruttura culturale globale.</p>
<p>Il Piemonte si colloca immediatamente dopo i due leader nazionali con un’incidenza pari al 6,5%, mentre Veneto e Toscana occupano rispettivamente il quarto e il quinto posto nella graduatoria dello SPCC, con un&#8217;incidenza pari al 5,6%. Si tratta di territori nei quali il patrimonio culturale si combina con sistemi produttivi evoluti e con una diffusa presenza di imprese creative e culturali.</p>
<p>Particolarmente rilevante appare anche il contributo dell&#8217;Emilia-Romagna, che genera quasi 10 miliardi di euro di valore aggiunto attraverso il Sistema Produttivo Culturale e Creativo e presenta un&#8217;incidenza del 5,4%. Anche per le Marche vale lo stesso, grazie ad una incidenza del 5,3% che conferma la capacità dei sistemi produttivi locali di integrare attività culturali, manifattura di qualità e creatività.</p>
<p>Nella parte centrale della graduatoria si collocano Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Campania e Umbria, territori che, pur presentando dimensioni economiche più contenute, mostrano una significativa capacità di generare valore attraverso le attività culturali e creative. Nel caso del Friuli-Venezia Giulia, in particolare, il Sistema Produttivo Culturale e Creativo incide per il 5,2% sull&#8217;economia regionale. All’interno del panorama meridionale, caratterizzato da livelli di specializzazione generalmente inferiori alla media nazionale, la Campania rappresenta l&#8217;eccezione principale, con quasi 5,9 miliardi di euro di valore aggiunto generati dal SPCC e un&#8217;incidenza del 4,6%, superiore a quella di diverse regioni del Centro-Nord. Seguono Abruzzo (3,7%), Sicilia (3,6%), Basilicata (3,5%), Puglia (3,4%), Molise e Calabria (3,3%), mentre Sardegna e Valle d&#8217;Aosta chiudono la graduatoria con valori inferiori al 3,2%. <strong>Nel Mezzogiorno il settore continua a espandersi a ritmi superiori alla media nazionale nel caso dello SPCC (+3,7%),</strong> mentre la crescita del <em>Core</em> Cultura si attesta al +2,8%. Particolarmente brillanti risultano le performance di Campania, Puglia e Abruzzo, a conferma del progressivo rafforzamento delle attività culturali e creative in alcune delle principali economie dell&#8217;area. <strong>La Campania risulta prima in Italia per crescita di imprese culturali e creative nel quinquennio 2021-25 con una crescita del 12,3%</strong>, seguita da Molise (+11,8%) e Trentino-Alto Adige (+11,7%). Risultati particolarmente rilevanti si osservano anche in Abruzzo (+11,5%), Sicilia (+11,4%), Basilicata (+10,4%) e Calabria (+10,1%), tutte regioni che superano la soglia del 10% di incremento nel quinquennio. Per quanto riguarda il valore aggiunto, <strong>Milano </strong>guida la graduatoria nazionale con un&#8217;incidenza del Sistema Produttivo Culturale e Creativo pari al 10,1% dell&#8217;economia provinciale, seguita da <strong>Roma </strong>(9,0%) e<strong> Torino</strong> (8,4%). Completano le prime posizioni <strong>Arezzo</strong> (8,1%), <strong>Firenze</strong> (7,6%) e <strong>Vicenza</strong> (6,8%), a testimonianza di come accanto ai grandi centri metropolitani trovino spazio territori caratterizzati da una forte integrazione tra cultura, creatività e specializzazioni manifatturiere.</p>
<p>Anche sul fronte occupazionale la graduatoria evidenzia una significativa concentrazione nelle principali aree urbane. Milano si conferma al primo posto con un&#8217;incidenza pari al 10,0%, seguita da Firenze (8,5%), Roma (8,4%), Arezzo (8,2%) e Torino (8,0%).</p>
<p>“La forza della nostra economia e del made in Italy &#8211; dichiara <strong>Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola</strong> – deve molto, in tutti i campi, alla cultura e alla bellezza. Più che in altri Paesi. Cultura e creatività oltre ad arricchire la nostra identità e alimentare la domanda di Italia nel mondo, possono aiutarci ad affrontare insieme, senza paura, le difficili sfide che abbiamo davanti. A partire dalla crisi climatica. L’Italia, forte di oltre un milione e mezzo di addetti culturali e creativi può offrire un contributo importante ad una transizione verde e digitale. Spostando le produzioni verso la qualità aumenta infatti il valore e diminuisce il consumo di energia e materie prime riducendo le emissioni di CO2: un’economia più a misura d’uomo e per questo più competitiva e più capace di futuro come sostiene il Manifesto di Assisi. Anche da questo deriva la forza del nostro export. Come più volte sottolineato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ‘la cultura non rappresenta un lusso superfluo, ma un autentico asset competitivo’”.</p>
<p>“La creatività non è soltanto un patrimonio identitario dell&#8217;Italia: è una leva strategica di competitività per il nostro sistema produttivo. Il Rapporto Io sono Cultura lo dimostra con chiarezza: il valore della cultura si estende ben oltre i confini delle industrie culturali e creative, alimentando innovazione, qualità e capacità di competere in molti comparti dell&#8217;economia. È così nel turismo, dove la componente culturale genera oltre il 40% delle presenze e più della metà della spesa complessiva, grazie a un&#8217;offerta sempre più orientata all&#8217;esperienza. Ed è così nella manifattura e nell&#8217;artigianato di qualità, dove design, creatività e saper fare rappresentano il tratto distintivo che rende il Made in Italy riconoscibile e apprezzato nel mondo. Investire nella cultura significa quindi investire nella crescita, nell&#8217;innovazione e nella competitività del Paese” <strong>dichiara Andrea Prete, presidente di Unioncamere </strong></p>
<p>“In un contesto di vita collettiva caratterizzato da conflitti internazionali – dichiara <strong>Ernesto Lanzillo, presidente Deloitte &amp; Touche S.p.a. </strong>&#8211; profonde trasformazioni legate all’evoluzione tecnologica e alla diffusione dell&#8217;intelligenza artificiale con impatto sulle relazioni umane, gli stili comunicativi e la formazione, la cultura non rappresenta soltanto un patrimonio da tutelare o un settore da sostenere: è una risorsa strategica per rafforzare il pensiero critico, promuovere il dialogo, valorizzare la diversità e costruire società più inclusive. Proprio mentre le tecnologie ampliano le possibilità di accesso e produzione della conoscenza, cresce il ruolo insostituibile della cultura nel fornire gli strumenti per interpretare la complessità e orientare il cambiamento. Per questo, misurare gli impatti della cultura, economici e non solo, significa rendere visibile il suo contributo allo sviluppo economico, sociale e democratico del Paese”.</p>
<p><strong>Fornasetti rinnova per il sedicesimo anno la sua partnership con Fondazione Symbola dando, ancora una volta un volto alla copertina del suo rapporto annuale <em>Io sono Cultura</em>. Una scelta che va ben oltre la grafica e l’Art Direction e che trova la sua ragion d’essere in una vera e propria comunione d’intenti. Fornasetti è un’impresa artistica e un attore culturale, e vede radicati in Fondazione Symbola alcuni dei valori più sentiti dall’Atelier, la valorizzazione della creatività e della cultura, valori che, grazie a Io sono Cultura, si riappropriano del giusto merito che spetta loro nel contesto sociale. Questa immagine (n.403) mostra il celebre volto della musa di Fornasetti – la cantante lirica Lina Cavalieri – che lascia intravedere i suoi lineamenti all’interno del simbolo della pace. Parte di una serie speciale di tre piatti nata nel 2022, l’opera trasforma il concetto di pace in un valore quotidiano, intimo e da coltivare ogni giorno. Un potente messaggio di armonia globale, un invito silenzioso, a ritrovare l’equilibrio attraverso la forza dell&#8217;arte e della cultura.</strong></p>
<p><em>Io Sono Cultura</em> permette di analizzare l’evoluzione della filiera in termini di produzione di ricchezza e creazione di posti di lavoro. Negli ultimi anni, il settore culturale e creativo ha mostrato una ripresa significativa, con una crescita costante in termini di valore aggiunto e di occupazione. Tuttavia, l&#8217;andamento non è stato uniforme tra i vari settori: ve ne sono alcuni che hanno registrato incrementi più marcati di altri e settori che hanno subito delle contrazioni. L&#8217;analisi dei dati del 2025 evidenzia una trasformazione del panorama culturale e creativo italiano, con una crescente digitalizzazione e una ridefinizione delle dinamiche occupazionali.</p>
<p>Nel 2025 il comparto dei <strong><em>Software e videogiochi</em></strong> si conferma il principale generatore di valore aggiunto del Core Cultura, con 18,6 miliardi di euro prodotti e un&#8217;incidenza del 27,8%. Seguono <strong><em>l&#8217;Editoria e stampa e l&#8217;Architettura e design, </em></strong>che generano rispettivamente 11,5 e 11,2 miliardi di euro e rappresentano insieme oltre un terzo della ricchezza prodotta dal Core Cultura. Un contributo rilevante proviene inoltre dall&#8217;<strong><em>Audiovisivo e musica, dalla Comunicazione e dalle Performing arts e arti visive</em></strong>, tutti comparti con un peso superiore al 10% del valore aggiunto complessivo mentre il Patrimonio storico e artistico rappresenta il 5,8% della ricchezza generata dal settore.</p>
<p>Nel complesso emerge una struttura produttiva articolata, nella quale convivono comparti tradizionali della filiera culturale e attività maggiormente legate alla trasformazione digitale, con queste ultime che assumono un peso crescente nella generazione di valore. Le dinamiche osservate nel 2025 confermano e rafforzano questa tendenza. Le performance migliori nell&#8217;ultimo anno si registrano infatti nell&#8217;<em>Architettura e design </em>(+5,9%) e nei <em>Software e videogiochi</em> (+5,8%), comparti che beneficiano maggiormente dei processi di innovazione tecnologica, digitalizzazione e crescente domanda di servizi ad elevato contenuto creativo. Positivi risultano anche gli andamenti delle <em>Performing arts</em> e arti visive (+3,8%) e dell&#8217;<em>Editoria e stampa </em>(+2,0%) e dell’<em>Audiovisivo e musica </em>(+0,9%) mentre la <em>Comunicazione</em> (+0,2%) mostra una sostanziale stabilità. L&#8217;unico comparto in contrazione è quello del Patrimonio storico e artistico (-2,4%).</p>
<p>Sul fronte occupazionale, il comparto dei <em>Software e videogiochi</em> si conferma il principale datore di lavoro del Core Cultura, con oltre 206 mila occupati e una quota pari al 22,6% del totale. Seguono <em>l&#8217;Editoria e stampa</em>, che impiega quasi 192 mila addetti (21,0%), e <em>l&#8217;Architettura e design</em>, con circa 149 mila occupati (16,3%).</p>
<p>Un contributo rilevante proviene anche dalla <em>Comunicazione</em>, che concentra il 14,3% dell&#8217;occupazione complessiva del settore, e dalle <em>Performing arts e arti visive</em>, che assorbono il 12,1% degli addetti. Più contenuto, ma comunque significativo, il peso del <em>Patrimonio storico e artistico e dell&#8217;Audiovisivo e musica</em>, che rappresentano rispettivamente il 7,0% e il 6,8% dell&#8217;occupazione del Core Cultura.</p>
<p>C’è poi la componente <em>Embedded Creatives</em>, composta da tutti i professionisti culturali e creativi che operano al di fuori dei settori che costituiscono il Core Cultura &#8211; designer, esperti di comunicazione, storyteller, curatori, art director, artisti, architetti che è strettamente connessa ai processi di culturalizzazione che hanno progressivamente interessato un numero crescente di settori economici: inizialmente quelli del manifatturiero avanzato e, più recentemente, in misura sempre maggiore, quelli dei servizi. Nel 2025, il 22,3% del valore aggiunto generato da questa componente si concentra negli Altri servizi alle imprese e il 17,2% nelle Altre attività industriali, evidenziando il ruolo centrale delle competenze creative nei processi di innovazione, progettazione e sviluppo delle imprese. Un contributo rilevante proviene inoltre dagli Altri servizi alla persona (16,1%), dalle Attività professionali (9,9%), dal Commercio (7,3%) e dalle Costruzioni e immobiliare (6,9%). Più contenuto risulta invece il peso delle filiere manifatturiere tradizionali e del Turismo, che rappresentano quote relativamente limitate del valore aggiunto complessivo generato dagli <em>Embedded Creatives</em> nonostante l’elevata incidenza di professionisti al loro interno.</p>
<p>A fronte di questa crescita, permangono tuttavia criticità strutturali e ce lo ha ricordato anche lo sciopero nazionale del settore della cultura del 12 giugno 2026, quando lavoratori di musei, archivi, biblioteche e teatri hanno protestato contro precarietà e bassi salari, chiedendo maggiori investimenti e percorsi di stabilizzazione dell&#8217;occupazione. I dati del report confermano queste criticità. Il lavoro autonomo rappresenta infatti ancora il 35,4% degli occupati del settore e raggiunge il 48,2% nel Core Cultura, una quota più che doppia rispetto alla media dell&#8217;economia italiana (21,5%). È una quota che riflette la natura progettuale di molte attività creative, ma anche la difficoltà di garantire continuità occupazionale e adeguata remunerazione. Il 7,4% degli occupati del settore esprime un giudizio negativo sulla propria stabilità lavorativa, con picchi nelle <em>Performing arts</em> (10,3%) e nel Patrimonio storico e artistico (8,4%). Nel 2025, inoltre, il 4,7% di chi lavorava nelle attività creative e di intrattenimento risultava non più occupato rispetto all&#8217;anno precedente. Sono numeri che confermano come il pieno riconoscimento del lavoro creativo, nella sua discontinuità, nella sua specificità e nel suo valore, resti una questione aperta.</p>
<p>È importante la parte che riguarda <strong>l’uso dell&#8217;AI nella filiera culturale e creativa italiana</strong> che si sta consolidando in modo pervasivo, passando da una fase sperimentale a una vera e propria infrastruttura integrata nei processi produttivi e distributivi. Questo consolidamento è testimoniato non solo dalla diffusione del suo utilizzo quotidiano in quasi tutti i settori creativi ma anche dall&#8217;adeguamento del quadro normativo, con l&#8217;approvazione nel settembre 2025 della prima legge nazionale dedicata all&#8217;AI, che si inserisce nel più ampio percorso avviato dall’Unione Europea con l’AI Act, il regolamento comunitario approvato nel 2024 che sta entrando in vigore a step progressivi.</p>
<p>Nel settore della comunicazione e della pubblicità, ambito dove l&#8217;integrazione ha raggiunto un maggior grado di avanzamento, l&#8217;AI è diventata un partner creativo fondamentale per la costruzione di immagini, storytelling e campagne audiovisive, utilizzata per ridurre tempi e costi. Al punto che anche in Italia oggi si parla di <em>smart production</em> per indicare la capacità di generare spot pubblicitari in tempi ridottissimi (meno di 30 giorni) con spot generati interamente tramite AI ma governati da una regia umana esperta a garanzia di realismo, coerenza narrativa e standard qualitativi adeguati ai vari format.</p>
<p>Al consolidarsi delle tecnologie digitali si affianca anche una sensibilità ambientale sempre più diffusa e condivisa, trasversale a quasi tutti i settori culturali e creativi italiani. Una leva strategica che procede in un momento in cui la crisi climatica chiede risposte concrete a tutta la società. Tra i settori più attivi, il design racconta forse la trasformazione più radicale. Ripensa gli oggetti per ridurne l&#8217;impatto lungo l&#8217;intero ciclo di vita, recupera scarti industriali e tessili dando loro nuova forma, e si spinge fino a sperimentare biomateriali (funghi, residui agricoli, scarti organici), dove economia circolare e biotecnologie avanzate si incontrano e si fondono. Anche il patrimonio storico-artistico si interroga sulle proprie pratiche: musei, siti archeologici e complessi monumentali intervengono per ridurre gli impatti ambientali attraverso interventi di efficientamento energetico, innovazione impiantistica ed economia circolare, ma anche per promuovere una mobilità più sostenibile e attività educative rivolte al proprio pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><u> </u></strong></p>
<p><strong><u> </u></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera Bufalina. Report presentato a Salerno</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/filiere-sostenibili-della-piana-del-sele-filiera-bufalina-report-presentato-a-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:00:40 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=113470</guid>

					<description><![CDATA[FILIERE SOSTENIBILI DELLA PIANA DEL SELE. FILIERA BUFALINA È UN LAVORO PROMOSSO DA FONDAZIONE SYMBOLA INSIEME A BCC CAMPANIA CENTRO, BCC CAPACCIO PAESTUM SERINO, BCC MAGNA GRECIA, E LA PARTNERSHIP DI COLDIRETTI E CONFAGRICOLTURA MAPPATE OLTRE 30 SOLUZIONI E TECNOLOGIE GREEN PER DECARBONIZZARE LA FILIERA DELLA BUFALE E ACCRESCERE LA QUALITÀ E LA COMPETIVITA’ DELLE [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>FILIERE SOSTENIBILI DELLA PIANA DEL SELE. FILIERA BUFALINA È UN LAVORO PROMOSSO DA FONDAZIONE SYMBOLA INSIEME A BCC CAMPANIA CENTRO, BCC CAPACCIO PAESTUM SERINO, BCC MAGNA GRECIA, E LA PARTNERSHIP DI COLDIRETTI E CONFAGRICOLTURA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>MAPPATE OLTRE 30 SOLUZIONI E TECNOLOGIE GREEN PER DECARBONIZZARE LA FILIERA DELLA BUFALE E ACCRESCERE LA QUALITÀ E LA COMPETIVITA’ DELLE IMPRESE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>FIRMATO L’ACCORDO PER L’ATTIVAZIONE DI UN PLAFOND DEL VALORE DI 30 MILIONI DALLE TRE BCC DELLA PIANA DEL SELE IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE SYMBOLA, COLDIRETTI CAMPANIA E CONFAGRICOLTURA SALERNO PER ACCOMPAGNARE LE IMPRESE NELL’ADOZIONE DI SOLUZIONI E TECNOLOGIE GREEN PER RIDURRE COSTI ENERGETICI, MIGLIORARE L’EFFICIENZA DEI PROCESSI PRODUTTIVI E PRODURRE VALORE CON I SOTTOPRODOTTI DELLA FILIERA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>IN ITALIA È PRESENTE CIRCA L’1% DEL PATRIMONIO BUFALINO MONDIALE E IL 95% DI QUELLO EUROPEO IN ITALIA SI CONTANO CIRCA 435.000 CAPI BUFALINI; DI QUESTI, il 70% SONO IN CAMPANIA. LA PIANA DEL SELE VANTA OLTRE IL 25% DEL TOTALE DEGLI ALLEVAMENTI E IL 30,8% DEI CAPI PRESENTI IN CAMPANIA.</strong></p>
<p>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “IL RICONOSCIMENTO DELL’UNESCO ALLA CUCINA ITALIANA CERTIFICA UN VANTAGGIO COMPETITIVO FATTO DI CULTURA, SAPERI, TERRITORI E COMUNITÀ, CHE VA PRESERVATO COME INVESTIMENTO SUL FUTURO. IN QUESTO QUADRO SI INSERISCE LA FILIERA BUFALINA, ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY NEL MONDO, CON PRODOTTI DISTINTIVI COME LA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP.<br />
OGGI QUESTA FILIERA, COME EVIDENZIATO NEL RAPPORTO, SI CONFRONTA CON LA SFIDA DELLA TRANSIZIONE VERDE, RESA ANCORA PIÙ URGENTE DALL’INSTABILITÀ DEI COSTI ENERGETICI E DELLE MATERIE PRIME, E DA UN NUOVO ORIENTAMENTO DEI MERCATI CHE ASSOCIANO SEMPRE PIÙ LA SOSTENIBILITÀ ALLA QUALITÀ DI BENI E SERVIZI. PUNTARE SULLA SOSTENIBILITÀ VUOL DIRE QUINDI AIUTARE QUESTO TESSUTO IMPRENDITORIALE A DIVENTARE PIÙ AUTOSUFFICIENTE, COMPETITIVO, A MISURA D&#8217;UOMO E PER QUESTO PIÙ CAPACE DI FUTURO”.</p>
<p>CATAROZZO (BCC CAMPAGNIA CENTRO): “LA PRESENTAZIONE DELLO SCORSO MAGGIO DEL RAPPORTO SULLA FILIERA BUFALINA DELLA PIANA DEL SELE PRESSO IL SENATO DELLA REPUBBLICA HA RAPPRESENTATO UN IMPORTANTE RICONOSCIMENTO PER UN COMPARTO CHE COSTITUISCE UNA DELLE PRINCIPALI ECCELLENZE ECONOMICHE E PRODUTTIVE DEL NOSTRO TERRITORIO. OGGI, PERÒ, È IL MOMENTO DI TRASFORMARE LE ANALISI E LE PROSPETTIVE EMERSE IN AZIONI CONCRETE.IL LAVORO REALIZZATO CON FONDAZIONE SYMBOLA E LE BCC PARTNER DIMOSTRA CHE SOSTENIBILITÀ E COMPETITIVITÀ POSSONO CRESCERE INSIEME. LE INNOVAZIONI INDIVIDUATE E IL PLAFOND DI 30 MILIONI DI EURO MESSO A DISPOSIZIONE DAL CREDITO COOPERATIVO VOGLIONO OFFRIRE ALLE IMPRESE STRUMENTI REALI PER AFFRONTARE LE SFIDE DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA E RAFFORZARE LA PROPRIA PRESENZA SUI MERCATI.COME BCC CAMPANIA CENTRO CREDIAMO CHE IL FUTURO DELLA FILIERA BUFALINA DIPENDA DALLA CAPACITÀ DI FARE RETE TRA IMPRESE, ISTITUZIONI E COMUNITÀ LOCALI. ACCOMPAGNARE QUESTO PERCORSO SIGNIFICA INVESTIRE NELLO SVILUPPO DEL TERRITORIO, CREARE OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI E VALORIZZARE UN PATRIMONIO CHE APPARTIENE ALL&#8217;INTERA CAMPANIA”.</p>
<p>PINGARO <em>(</em>BCC CAPACCIO PAESTUM E SERINO): “LO SFORZO DELLE BANCHE PROMOTRICI E DELLA FONDAZIONE SYMBOLA È QUELLO DI INDIVIDUARE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE CAPACI DI RENDERE GLI ALLEVAMENTI BUFALINI SEMPRE PIÙ COMPATIBILI DAL PUNTO DI VISTA AMBIENTALE E, ALLO STESSO TEMPO, PIÙ EFFICIENTI SOTTO IL PROFILO PRODUTTIVO. UN’INNOVAZIONE CHE NON NASCE SEMPRE NEI LABORATORI, MA CHE SPESSO È ANCHE “COMBINATORIA”: FRUTTO DEL TRASFERIMENTO ALLA FILIERA BUFALINA DI ESPERIENZE E SOLUZIONI MATURATE IN SETTORI COMPLETAMENTE DIVERSI. LA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO AL SENATO DELLA REPUBBLICA HA RAPPRESENTATO UN IMPORTANTE RICONOSCIMENTO DEL VALORE STRATEGICO DI QUESTO PERCORSO E HA CONFERMATO LA NECESSITÀ DI RAFFORZARE LA COLLABORAZIONE TRA ISTITUZIONI, SISTEMA DEL CREDITO E IMPRESE PER ACCOMPAGNARE CONCRETAMENTE LA TRANSIZIONE SOSTENIBILE DELLA FILIERA. LA FILIERA BUFALINA È PARTE INTEGRANTE DELL’IDENTITÀ E DELL’ECONOMIA DELLA PIANA DEL SELE E LA SFIDA, OGGI, È TRASFORMARE LE ANALISI E LE OPPORTUNITÀ INDIVIDUATE IN INVESTIMENTI CONCRETI E DIFFUSI, METTENDO A DISPOSIZIONE DELLE IMPRESE CONOSCENZE, STRUMENTI FINANZIARI E SOLUZIONI INNOVATIVE IN GRADO DI ACCRESCERE SOSTENIBILITÀ, EFFICIENZA E COMPETITIVITÀ. COME BCC CAPACCIO PAESTUM E SERINO VOGLIAMO ESSERE PARTE ATTIVA DI QUESTO CAMBIAMENTO, SOSTENENDO INVESTIMENTI E PROGETTI CAPACI DI GENERARE INNOVAZIONE, VALORE E NUOVE OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO PER IL TERRITORIO.È IMPORTANTE SOTTOLINEARE CHE &#8211; NELL’AMBITO DEL PLAFOND DI 30 MILIONI – UN PRIMO INTERVENTO DI 2 MILIONI DI EURO È STATO GIA’ DELIBERATO DALLE 3 BCC CON IL COINVOLGIMENTO DEL GRUPPO ICCREA ED È IN FASE DI PERFEZIONAMENTO. TRATTASI DI UN’OPERAZIONE INNOVATIVA DI FINANZIAMENTO CON PEGNO ROTATIVO SU MERCI (LATTE), A SOSTEGNO DELLO STOCCAGGIO DEL LATTE BUFALINO, FINALIZZATA A FAVORIRE LA SOSTENIBILITA’ ECONOMICA DEGLI ALLEVATORI RIUNITI IN OP (ORGANIZZATORI DI PRODUTTORI)”.</p>
<p>LUCIBELLO (BCC MAGNA GRECIA): “LA FILIERA BUFALINA DELLA PIANA DEL SELE RAPPRESENTA UNA STRAORDINARIA SINTESI DI TRADIZIONE PRODUTTIVA, IDENTITÀ TERRITORIALE E CAPACITÀ DI INNOVAZIONE. ACCOMPAGNARNE L’EVOLUZIONE VERSO MODELLI SEMPRE PIÙ SOSTENIBILI SIGNIFICA PROMUOVERE NON SOLO LA COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE, MA ANCHE LA TENUTA SOCIALE ED ECONOMICA DI UN’AREA CHE IN QUESTA FILIERA RICONOSCE UNA COMPONENTE ESSENZIALE DEL PROPRIO FUTURO. PER BCC MAGNA GRECIA, QUESTO VUOL DIRE ESSERE CONCRETAMENTE AL FIANCO DI ALLEVATORI, TRASFORMATORI E IMPRESE CHE OGNI GIORNO CUSTODISCONO E RINNOVANO QUESTA ECCELLENZA, SUPPORTANDOLI NEI PERCORSI DI INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ. INVESTIRE NELLA FILIERA BUFALINA SIGNIFICA RAFFORZARE UN PATRIMONIO IDENTITARIO ED ECONOMICO DECISIVO PER LA CRESCITA DELLA PIANA DEL SELE E DELLE COMUNITÀ CHE LA ABITANO”.</p>
<p>PRETE (UNIONCAMERE E CAMERA DI COMMERCIO DI SALERNO): ““GLI STUDI E LE ANALISI DEL SISTEMA CAMERALE CONFERMANO LA STRAORDINARIA FORZA DELL&#8217;AGROALIMENTARE NELL&#8217;ECONOMIA DELLA PROVINCIA DI SALERNO, UN ECOSISTEMA DOVE IL COMPARTO LATTIERO-CASEARIA RAPPRESENTA UNA DELLE PUNTE DI DIAMANTE, CAPACE DI MUOVERSI IN PERFETTA SINERGIA CON IL SETTORE CONSERVIERO E PIÙ IN GENERALE CON L’AGRICOLTURA D’ECCELLENZA DELLA PIANA DEL SELE. QUESTO TERRITORIO ESPRIME UN VALORE PRODUTTIVO FORMIDABILE, MA LE SFIDE GLOBALI CI IMPONGONO UN SALTO DI QUALITÀ CHE ABBIAMO GIÀ AMPIAMENTE ANTICIPATO E TRACCIATO NELLE SCORSE EDIZIONI DELL’EVENTO <em>AGRIFOOD FUTURE</em>. NON ESISTE UNA REALE CRESCITA DI LUNGO PERIODO SENZA LA CAPACITÀ DI CONIUGARE LO SVILUPPO ECONOMICO CON LA SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE. PER LE NOSTRE IMPRESE, LA CHIAVE DELLA COMPETITIVITÀ FUTURA RISIEDE NELL&#8217;ACCELERAZIONE DELLA DOPPIA TRANSIZIONE, ECOLOGICA E DIGITALE: L&#8217;INNOVAZIONE TECNOLOGICA E I PROCESSI GREEN NON DEVONO ESSERE PERCEPITI COME VINCOLI NORMATIVI, BENSÌ COME I PILASTRI STRATEGICI PER PROTEGGERE L&#8217;AUTENTICITÀ DELLE NOSTRE FILIERE E PROIETTARLE CON SUCCESSO SUI MERCATI INTERNAZIONALI”.</p>
<p><strong>Salerno, 19 giugno 2026. <em>Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera Bufalina</em></strong> <strong>è un lavoro promosso da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum Serino, BCC Magna Grecia, costruito con il coinvolgimento diretto di Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno e di numerose imprese della filiera. È stato presentato oggi</strong> <strong>da Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola; Camillo Catarozzo, presidente CdA Banca di Credito Cooperativo Campania Centro; Rosario Pingaro, presidente CdA Banca di Credito Cooperativo Capaccio Paestum e Serino; Pasquale Lucibello, vicepresidente vicario della BCC Magna Grecia. Ha presentato il report Marco Frey, presidente Comitato Scientifico Fondazione Symbola. Ne hanno discusso Lazzaro Iemma<br />
Responsabile nazionale FNC bufalina Confagricoltura; Angelica Agosta, presidente e co-fondatrice di Aionergy e membro Comitato scientifico Fondazione Symbola; Luigi Frunzo, Consulente scientifico Bioenergy Serre, Professore e Ingegnere Università Federico II; Gaetano Locci, responsabile amministrativo Consorzio di tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP. Hanno concluso i lavori Fulvio Bonavitacola; Assessore regione Campania alle attività produttive ed allo sviluppo economico; Andrea Prete, presidente della Camera di commercio di Salerno.</strong></p>
<p>Il rapporto analizza soluzioni e tecnologie innovative per accompagnare la decarbonizzazione della filiera bufalina della Piana del Sele, trasformando le criticità in opportunità di crescita e valorizzazione.</p>
<p>La conferenza stampa del 3 maggio scorso presso il Senato della Repubblica ha rappresentato un importante riconoscimento per un comparto che costituisce una delle principali eccellenze economiche e produttive del territorio della Piana del Sele. In occasione dell’evento di Salerno, è stato firmato l’accordo per l’attivazione di un plafond del valore di 30 milioni dalle tre BCC della Piana del Sele in collaborazione con Fondazione Symbola, Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno, per accompagnare le imprese nell’adozione di soluzioni e tecnologie green per ridurre costi energetici, migliorare l’efficienza dei processi produttivi e produrre valore con i sottoprodotti della filiera. Le associazioni di categoria firmatarie, Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno, si fanno promotrici lungo la filiera di questo strumento finanziario dedicato alla bufalina; Fondazione Symbola sostiene il valore strategico del plafond messo a disposizione dalle BCC del territorio a supporto di una maggiore competitività e sostenibilità della filiera.</p>
<p>Il progetto “Filiere Sostenibili della Piana del Sele”, avviato nel 2024, nasce con l’obiettivo di individuare soluzioni e tecnologie in grado di rendere le filiere agroalimentari campane più sostenibili e, quindi, più competitive. Il progetto ha visto la realizzazione di un primo studio dedicato alla IV Gamma, l’attenzione si concentra in questo report sulla filiera bufalina, analizzata per delineare percorsi innovativi di sviluppo sostenibile, con un focus specifico sulla realtà della Piana del Sele. In questo quadro, la sostenibilità si configura sempre più come un fattore determinante di qualità e valore, come evidenziato anche dallo studio di Fondazione Symbola e IPSOS “Sostenibilità è qualità”.</p>
<p>Il report presentato è stato sviluppato attraverso un’attività di <em>desk research</em> finalizzata a individuare soluzioni già disponibili sul mercato per favorire la decarbonizzazione della filiera e rafforzarne qualità e competitività. A questa analisi si è affiancato un ciclo di interviste a esperti, operatori e associazioni di categoria del territorio, utile a ricostruire lo stato dell’arte nella Piana del Sele e a valutare il livello di adozione &#8211; o di adottabilità &#8211; delle soluzioni individuate.</p>
<p>Il lavoro, infatti, non si limita a indicare interventi potenzialmente efficaci, ma contribuisce a creare le condizioni per la loro concreta diffusione: alla mappatura tecnica affianca un plafond dedicato di 30 milioni di euro, messo a disposizione dalle tre banche promotrici a tassi agevolati, con l’obiettivo di ridurre le barriere all’investimento e accelerare l’implementazione degli interventi lungo l’intera filiera.</p>
<p>La filiera bufalina rappresenta un’arteria fondamentale del comparto lattiero-caseario italiano che, a sua volta, si configura come uno dei settori di primaria importanza nel sistema agroalimentare nazionale. Le condizioni climatiche e di allevamento adeguate e favorevoli hanno trasformato il nostro Paese in un habitat ideale per le bufale, tanto che si è giunti all’identificazione di una vera e propria razza a sé: quella della “Bufala mediterranea italiana”, riconosciuta ufficialmente nel 2000 dal MiPAAF.<br />
Nel nostro Paese è presente circa l’1% del patrimonio bufalino mondiale e il 95% di quello europeo. In Italia si contano circa 435.000 capi bufalini; di questi, circa tre quarti sono allevati in Campania e la Piana del Sele vanta oltre il 25% del totale degli allevamenti e il 30,8% dei capi presenti in Campania. La produzione di latte è l’orientamento primario degli allevamenti italiani di bufala (oltre il 70%). Il principale prodotto derivante dal suo impiego è la mozzarella, nata in Campania secoli fa e divenuta nel tempo uno dei prodotti caseari più amati dai consumatori di tutto il mondo. Altri prodotti di bufala tipici (sia formaggi che latticini) sono la burrata, la ricotta, lo stracchino, la scamorza e il mascarpone. Ogni prodotto alimentare è il frutto di un percorso unico, con caratteristiche e tratti distintivi legati alla specifica filiera agroalimentare di appartenenza, ovvero all’insieme di tutte le fasi e i processi che portano il prodotto dalla terra alla tavola, dalla produzione delle materie prime fino al piatto del consumatore. In questa indagine, l’analisi si concentra sul comparto della produzione e trasformazione del latte di bufala, escludendo invece quello relativo alla produzione di carne. Cuore della ricerca, in linea con la struttura del lavoro già realizzato per la filiera della Quarta gamma, è l’analisi di sei macro-dimensioni che abbracciano l’intero ciclo produttivo: dalla sostituzione e riduzione dell’uso di sostanze chimiche alla gestione efficiente della risorsa idrica, dalla tutela del suolo e della biodiversità alla riduzione delle emissioni climalteranti, fino al recupero e valorizzazione dei sottoprodotti e all’adozione di packaging sostenibili, senza trascurare l’aspetto trasversale del benessere animale. Riguardo il tema delle emissioni, nel report vengono citati studi relativi all’analisi delle emissioni della filiera della Mozzarella di Bufala Campana DOP – il prodotto più iconico della filiera bufalina italiana – secondo cui, i foraggi coltivati per l’alimentazione delle bufale sarebbero in grado di compensare la CO<sub>2</sub> emessa lungo il processo produttivo della Mozzarella DOP. Questo risultato, se confermato, offrirebbe la base per valorizzare il prodotto bufalino sul mercato globale come simbolo di qualità e di responsabilità ambientale. Nel campo della gestione idrica, soluzioni come la microirrigazione, i sistemi di recupero e riutilizzo delle acque reflue e le tecnologie di sanificazione a base di ozono consentono di ridurre drasticamente i consumi e gli sprechi in tutte le fasi della filiera, con vantaggi ambientali, economici e produttivi. Allo stesso modo, l’adozione di impianti agrivoltaici, collettori solari ad aria, raffrescatori evaporativi, le pompe di calore ad alta efficienza, spazzole non elettriche e sistemi di refrigerazione a basso impatto ambientale contribuisce alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti, assicurando al contempo condizioni di lavoro migliori per animali e operatori. La valorizzazione dei sottoprodotti (letame, liquami, siero, latticello) attraverso micro-impianti di compostaggio, impianti di biogas e biometano, nonché la diffusione di imballaggi ecosostenibili per i prodotti finali, rappresentano l’ultima tessera di un mosaico virtuoso che dimostra come la sostenibilità possa diventare leva di efficienza, innovazione e valore. In conclusione, questo lavoro non si limita a mappare le tecnologie disponibili, ma fornisce una base operativa per passare dall’analisi all’adozione.</p>
<p>“Il riconoscimento dell’UNESCO alla cucina italiana – dichiara <strong>Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola </strong>&#8211; certifica un vantaggio competitivo fatto di cultura, saperi, territori e comunità, che va preservato come investimento sul futuro. In questo quadro si inserisce la filiera bufalina, eccellenza del Made in Italy nel mondo, con prodotti distintivi come la Mozzarella di Bufala Campana DOP.<br />
Oggi questa filiera, come evidenziato nel rapporto, si confronta con la sfida della transizione verde, resa ancora più urgente dall’instabilità dei costi energetici e delle materie prime, e da un nuovo orientamento dei mercati che associano sempre più la sostenibilità alla qualità di beni e servizi. Puntare sulla sostenibilità vuol dire quindi aiutare questo tessuto imprenditoriale a diventare più autosufficiente, competitivo, a misura d&#8217;uomo e per questo più capace di futuro.”</p>
<p>“La presentazione dello scorso maggio del rapporto sulla filiera bufalina della Piana del Sele – dichiara <strong>Camillo Catarozzo, presidente BCC Campania Centro</strong> &#8211; presso il Senato della Repubblica ha rappresentato un importante riconoscimento per un comparto che costituisce una delle principali eccellenze economiche e produttive del nostro territorio. Oggi, però, è il momento di trasformare le analisi e le prospettive emerse in azioni concrete. Il lavoro realizzato con Fondazione Symbola e le BCC partner dimostra che sostenibilità e competitività possono crescere insieme. Le innovazioni individuate e il plafond di 30 milioni di euro messo a disposizione dal Credito Cooperativo vogliono offrire alle imprese strumenti reali per affrontare le sfide della transizione ecologica e rafforzare la propria presenza sui mercati. Come BCC Campania Centro crediamo che il futuro della filiera bufalina dipenda dalla capacità di fare rete tra imprese, istituzioni e comunità locali. Accompagnare questo percorso significa investire nello sviluppo del territorio, creare opportunità per i giovani e valorizzare un patrimonio che appartiene all&#8217;intera Campania”.</p>
<p>“Lo sforzo delle banche promotrici e della Fondazione Symbola &#8211; dichiara<strong> Rosario Pingaro Presidente BCC Capaccio Paestum e Serino </strong>&#8211; è quello di individuare innovazioni tecnologiche capaci di rendere gli allevamenti bufalini sempre più compatibili dal punto di vista ambientale e, allo stesso tempo, più efficienti sotto il profilo produttivo. Un’innovazione che non nasce sempre nei laboratori, ma che spesso è anche “combinatoria”: frutto del trasferimento alla filiera bufalina di esperienze e soluzioni maturate in settori completamente diversi. La presentazione del rapporto al Senato della Repubblica ha rappresentato un importante riconoscimento del valore strategico di questo percorso e ha confermato la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, sistema del credito e imprese per accompagnare concretamente la transizione sostenibile della filiera. La filiera bufalina è parte integrante dell’identità e dell’economia della Piana del Sele e la sfida, oggi, è trasformare le analisi e le opportunità individuate in investimenti concreti e diffusi, mettendo a disposizione delle imprese conoscenze, strumenti finanziari e soluzioni innovative in grado di accrescere sostenibilità, efficienza e competitività. Come BCC Capaccio Paestum e Serino vogliamo essere parte attiva di questo cambiamento, sostenendo investimenti e progetti capaci di generare innovazione, valore e nuove opportunità di sviluppo per il territorio. È importante sottolineare che &#8211; nell’ambito del plafond di 30 milioni – un primo intervento di 2 milioni di euro è stato già deliberato dalle 3 BCC con il coinvolgimento del gruppo ICCREA ed è in fase di perfezionamento. trattasi di un’operazione innovativa di finanziamento con pegno rotativo su merci (latte), a sostegno dello stoccaggio del latte bufalino, finalizzata a favorire la sostenibilità economica degli allevatori riuniti in op (organizzatori di produttori)”.</p>
<p>“La filiera bufalina della Piana del Sele rappresenta una straordinaria sintesi di tradizione produttiva, identità territoriale e capacità di innovazione. Accompagnarne l’evoluzione verso modelli sempre più sostenibili &#8211; dichiara <strong>Pasquale Lucibello, vicepresidente vicario della BCC Magna Grecia</strong> &#8211; significa promuovere non solo la competitività delle imprese, ma anche la tenuta sociale ed economica di un’area che in questa filiera riconosce una componente essenziale del proprio futuro. Per BCC Magna Grecia, questo vuol dire essere concretamente al fianco di allevatori, trasformatori e imprese che ogni giorno custodiscono e rinnovano questa eccellenza, supportandoli nei percorsi di innovazione e sostenibilità. Investire nella filiera bufalina significa rafforzare un patrimonio identitario ed economico decisivo per la crescita della Piana del Sele e delle comunità che la abitano”.</p>
<p>“Gli studi e le analisi del sistema camerale confermano la straordinaria forza dell&#8217;agroalimentare nell&#8217;economia della provincia di Salerno &#8211; <strong>Andrea Prete, presidente Unioncamere e Camera di Commercio di Salerno</strong> &#8211; un ecosistema dove il comparto lattiero-casearia rappresenta una delle punte di diamante, capace di muoversi in perfetta sinergia con il settore conserviero e più in generale con l’agricoltura d’eccellenza della Piana del Sele. Questo territorio esprime un valore produttivo formidabile, ma le sfide globali ci impongono un salto di qualità che abbiamo già ampiamente anticipato e tracciato nelle scorse edizioni dell’evento <em>Agrifood Future</em>. Non esiste una reale crescita di lungo periodo senza la capacità di coniugare lo sviluppo economico con la salvaguardia dell’ambiente. Per le nostre imprese, la chiave della competitività futura risiede nell&#8217;accelerazione della doppia transizione, ecologica e digitale: l&#8217;innovazione tecnologica e i processi green non devono essere percepiti come vincoli normativi, bensì come i pilastri strategici per proteggere l&#8217;autenticità delle nostre filiere e proiettarle con successo sui mercati internazionali”.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Il rapporto si può scaricare su www.symbola.net  </em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Patriottismo dolce, Realacci: è una bussola per il Paese</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/patriottismo-dolce-realacci-e-una-bussola-per-il-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 09:05:54 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=113197</guid>

					<description><![CDATA[“Nel tempo delle fratture è importante capire ciò che ci unisce. Patriottismo dolce – dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola &#8211; è il tema di queste giornate trascorse insieme durante il Seminario estivo di Fondazione Symbola a Mantova che ci ricorda che il futuro dell’Italia non si costruisce contro qualcuno, ma insieme, a partire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Nel tempo delle fratture è importante capire ciò che ci unisce. <em>Patriottismo dolce</em> – dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola &#8211; è il tema di queste giornate trascorse insieme durante il Seminario estivo di Fondazione Symbola a Mantova che ci ricorda che il futuro dell’Italia non si costruisce contro qualcuno, ma insieme, a partire da ciò che siamo e, soprattutto, da ciò che vogliamo essere. È questo il cuore del <em>patriottismo dolce</em> da cui il titolo del Seminario di questo anno. Un amore per il Paese che non ha bisogno di alzare muri, perché trova forza e sicurezza nella propria identità, nella coesione delle comunità e in un’economia a misura d’uomo. E di coesione abbiamo tanto bisogno nei tempi difficili che stiamo attraversando. Il patriottismo dolce è un progetto, non una retorica. È la scelta di guardare all’Italia con “occhi nuovi”, riconoscendo i suoi talenti e mettendoli in rete. Nel patriottismo dolce, la comunità non è un concetto astratto: è fatta di territori, di piccole imprese, di relazioni che trovano la loro espressione concreta nella soft economy. Il 72% degli italiani è orgoglioso della propria nazionalità come evidenzia lo studio di Fondazione Symbola e IPSOS Doxa e 9 italiani su 10 vedono nella qualità la chiave competitiva del Paese. I dati ci restituiscono un&#8217;evidenza chiara: il patriottismo dolce non è un esercizio di retorica, ma una precisa bussola per il Paese. Investire in qualità, sostenibilità e coesione non significa solo assecondare l&#8217;orgoglio nazionale, ma sintonizzarsi con una domanda profonda della società che si trasforma in vero valore economico. Le imprese capaci di farsi interpreti di questa identità sono il motore di un&#8217;Italia che torna a guardare al futuro con fiducia. Come diceva il presidente Carlo Azeglio Ciampi &#8220;questi borghi, questi paesi rappresentano un presidio di civiltà. Sono parte integrante, costitutiva della nostra identità, della nostra Patria. Possono essere un luogo adatto alle iniziative di giovani imprenditori. L&#8217;informatica e le tecnologie possono favorire questo processo. Può diventare anche questa grande avventura, un&#8217;opportunità da cogliere”.</p>
<p>Lo ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coesione è competizione di Fondazione Symbola, Intesa Sanpaolo, Unioncamere e Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne in collaborazione con AICCON e Ipsos Doxa</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/coesione-e-competizione-di-fondazione-symbola-intesa-sanpaolo-unioncamere-e-centro-studi-delle-camere-di-commercio-guglielmo-tagliacarne-in-collaborazione-con-aiccon-e-ipsos-doxa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 08:52:02 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=113173</guid>

					<description><![CDATA[COESIONE è COMPETIZIONE DI FONDAZIONE SYMBOLA, INTESA SANPAOLO, UNIONCAMERE E CENTRO STUDI DELLE CAMERE DI COMMERCIO GUGLIELMO TAGLIACARNE COESIONE COME BASE DEL FUTURO DELL’ECONOMIA NEL CORSO DELL’ULTIMO QUINQUENNIO LE IMPRESE COESIVE SONO AUMENTATE, PASSANDO DAL 37,4% DEL 2020 AL 43,5% DEL 2025 L’85% DEGLI ITALIANI CONSIDERA OGGI LA COLLABORAZIONE E LA COESIONE SOCIALE UN BISOGNO [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><u>COESIONE è COMPETIZIONE DI FONDAZIONE SYMBOLA, INTESA SANPAOLO, UNIONCAMERE E CENTRO STUDI DELLE CAMERE DI COMMERCIO GUGLIELMO TAGLIACARNE</u></strong></p>
<p><strong>COESIONE COME BASE DEL FUTURO DELL’ECONOMIA</strong></p>
<p><strong>NEL CORSO DELL’ULTIMO QUINQUENNIO LE IMPRESE COESIVE SONO AUMENTATE, PASSANDO DAL 37,4% DEL 2020 AL 43,5% DEL 2025</strong></p>
<p><strong>L’85% DEGLI ITALIANI CONSIDERA OGGI LA COLLABORAZIONE E LA COESIONE SOCIALE UN BISOGNO PRIMARIO COME DIMOSTRANO I DATI IPSOS DOXA</strong></p>
<p><strong>NEL 2026 IL 33% DELLE IMPRESE COESIVE PREVEDE AUMENTI DI FATTURATO RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE, CONTRO IL 20% DELLE ALTRE; SUL FRONTE OCCUPAZIONALE, IL 21% PREVEDE UN AUMENTO DEL PERSONALE, CONTRO IL 13% DELLE NON COESIVE</strong></p>
<p><strong>LE REGIONI LOMBARDIA, VENETO, EMILIA-ROMAGNA PRIME PER CONCENTRAZIONE DI IMPRESE COESIVE</strong></p>
<p><strong>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “LA COESIONE È UN FORMIDABILE FATTORE PRODUTTIVO IN PARTICOLARE IN ITALIA. L’INCROCIO TRA IMPRESE, COMUNITÀ, TERRITORI, INNOVAZIONE E BELLEZZA È FONDAMENTALE PER LA NOSTRA ECONOMIA E PER IL MADE IN ITALY. L’UNIONE EUROPEA HA INDIRIZZATO LE RISORSE DEL NEXT GENERATION EU E ANCHE DEL RECOVERY FUND PER RILANCIARE L’ECONOMIA SU COESIONE -INCLUSIONE, TRANSIZIONE VERDE E DIGITALE. CON L’OBIETTIVO DI AZZERARE LE EMISSIONI NETTE DI CO2 ENTRO IL 2050. L’ITALIA PUÒ ESSERE PROTAGONISTA DELLA SOSTENIBILITÀ SE SI SENTE PARTE DI UNA SFIDA COMUNE COME LE IMPRESE RACCONTATE IN QUESTO RAPPORTO. LA COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE E LA VITALITÀ DEI TERRITORI SI RAFFORZANO COSÌ RECIPROCAMENTE, CONFERMANDO CHE LA COESIONE NON È UN VINCOLO ALLO SVILUPPO, MA UNA DELLE SUE CONDIZIONI ESSENZIALI. UNA CONVINZIONE CHE TROVA ECO NELLA <em>MAGNIFICA HUMANITAS</em> DI LEONE XIV, CHE NEL SOLCO DELLA <em>RERUM NOVARUM</em> RICHIAMA LA NECESSITÀ DI GOVERNARE LE GRANDI TRASFORMAZIONI SENZA SEPARARE INNOVAZIONE, DIGNITÀ DEL LAVORO, LIBERTÀ DELLE COMUNITÀ E BENE COMUNE”.</strong></p>
<p><strong>GROS-PIETRO (INTESA SANPAOLO):</strong> <strong>&#8220;L’ESPERIENZA QUOTIDIANA DI INTESA SANPAOLO AL FIANCO DELLE IMPRESE CONFERMA LA COESIONE COME FATTORE DETERMINANTE PER LA COMPETITIVITÀ DEL TESSUTO IMPRENDITORIALE NEL SUO COMPLESSO. MAI COME IN QUESTO PERIODO LA COESIONE TRA DIVERSI SOGGETTI ECONOMICI E IN GENERALE NELLA SOCIETÀ PUÒ RINSALDARE QUELLA COMUNANZA DI VALORI E DI OBIETTIVI PROFICUA ALLA CRESCITA ECONOMICA. LA COLLABORAZIONE CON LA FONDAZIONE SYMBOLA ALLA REALIZZAZIONE DEL RAPPORTO COESIONE È COMPETIZIONE RICHIAMA UN ASPETTO QUANTO MAI URGENTE PER AFFRONTARE ADEGUATAMENTE LE TRANSIZIONI VERSO I NUOVI ASSETTI: TECNOLOGICI, AMBIENTALI, INTERNAZIONALI&#8221;.</strong></p>
<p><strong>TRIPOLI (UNIONCAMERE): “LA CAPACITÀ DI COSTRUIRE RELAZIONI E RAPPORTI STABILI NEI DIVERSI CONTESTI E TERRITORI È UN ASPETTO CHE CARATTERIZZA IL MODELLO DI SVILUPPO ITALIANO. BASTI PENSARE ALL’ESPERIENZA DEI DISTRETTI: ECOSISTEMI DI PICCOLE E MEDIE IMPRESE CHE, COLLABORANDO, SONO RIUSCITE A CREARE LAVORO E SVILUPPO. IL RAPPORTO SI SOFFERMA SULLE IMPRESE COESIVE, CHE, IN MODO PIÙ RICCO, REALIZZANO QUESTO MODELLO E HANNO PERFORMANCE MIGLIORI. AD ESEMPIO, SONO PIÙ RAPIDE AD ADOTTARE LE NUOVE TECNOLOGIE (IL 76% HA INVESTITO NELLA TRASFORMAZIONE DIGITALE NEL 2023-2025 CONTRO IL 49% DELLE NON COESIVE), A PARTIRE DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE (LA UTILIZZA IL 31% DELLE COESIVE RISPETTO AL 16% DELLE NON COESIVE). INOLTRE, QUESTE IMPRESE INVESTONO DI PIÙ SULLE PERSONE (L’87% HA PUNTATO SUL MIGLIORAMENTO DELLE COMPETENZE DEL PERSONALE CONTRO IL 60% DELLE ALTRE IMPRESE) E SULLA CONCILIAZIONE TRA VITA E LAVORO, SOSTENUTA DALL&#8217;8,5% DELLE IMPRESE COESIVE CONTRO IL 5,1% DELLE NON COESIVE”.</strong></p>
<p><strong>Mantova, 12 giugno 2026.</strong> <strong>“Coesione è competizione” di Fondazione Symbola, Intesa Sanpaolo, Unioncamere e Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne in collaborazione con AICCON e Ipsos Doxa, è stato presentato oggi al Seminario di Fondazione Symbola da Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola; Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo; Giuseppe Tripoli, segretario generale Unioncamere. Con i saluti di Angelo Argento, presidente Cultura Italiae e Carlo Bartoli, presidente Ordine dei Giornalisti.</strong></p>
<p><strong>Ne hanno discusso Giovanni Azzone, presidente Fondazione Cariplo, presidente ACRI; Aldo Bonomi, direttore AASTER; Anna Maria Roscio, Executive Director Sales&amp;Marketing Imprese Intesa Sanpaolo; Simone Gamberini, presidente Legacoop; Francesca Sofia, direttore generale Fondazione CDP; Paolo Venturi, direttore AICCON; Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà; Stefano Zamagni, presidente Emerito Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. </strong></p>
<p><strong><em>Al termine dell&#8217;evento verrà consegnato il riconoscimento “Coesione è Competizione” alle imprese presenti nel rapporto, esempi virtuosi di come la coesione generi competitività, innovazione e valore per il Paese.</em></strong></p>
<p><strong>Il rapporto analizza e racconta i fattori più significativi della competitività del nostro Paese, con particolare attenzione verso gli aspetti che non vengono colti dagli indicatori economici più diffusi, sottolineando l’importanza della collaborazione per le imprese.</strong> <strong>La coesione migliora il legame e il radicamento nelle comunità e nei territori, accresce il senso di appartenenza e soddisfazione di vita dei dipendenti, il coinvolgimento e il dialogo con i clienti. </strong></p>
<p>Nel corso dell’ultimo quinquennio le imprese coesive sono aumentate, passando dal 37,4% del 2020 al 43,5% del 2025, così come è cresciuto anche il numero medio di relazioni che le stesse hanno instaurato con i diversi attori delle filiere, dei mercati e dei territori (da 1,7 del 2020 a 2,9 del 2025). I lavoratori restano il principale interlocutore, ma il loro peso si ridimensiona rispetto al 2020, quando la fase pandemica aveva concentrato l’attenzione soprattutto sulla tenuta interna delle organizzazioni. Rispetto al quinquennio precedente cresce soprattutto la collaborazione con banche (+23 punti percentuali) ed enti non-profit (+13 punti percentuali), scuole e università, altre imprese e associazioni di categoria (+10 p.p.), clienti (+7 p.p.) e istituzioni (+6 p.p.). È il segno di una coesione più matura e non più legata soltanto alla gestione dell’emergenza, ma orientata a costruire reti stabili per innovare e competere. Tra il 2020 e il 2025 le imprese coesive crescono in maniera trasversale a tutte le classi dimensionali. L’incremento più marcato interessa le piccole imprese, che passano dal 41% al 50%. Anche le microimprese mostrano un rafforzamento della dimensione coesiva, con un aumento di quasi tre punti percentuali (dal 29% al 31%), mentre le medio-grandi imprese consolidano livelli già elevati di relazionalità, raggiungendo il 70%. Le imprese coesive mostrano una propensione agli investimenti green nettamente superiore rispetto alle imprese non coesive, sia nel triennio 2023-2025 sia nelle previsioni per il periodo 2026-2028. Nel primo caso, la quota di imprese coesive che investe in sostenibilità ambientale raggiunge il 68%, contro il 41% delle non coesive; nel secondo, le quote si attestano rispettivamente al 65% e al 38%. Anche sul fronte della trasformazione digitale emerge un significativo vantaggio competitivo delle imprese coesive. Nel triennio 2023-2025 oltre tre quarti delle imprese a maggiore relazionalità hanno adottato tecnologie digitali 4.0, contro il 49% delle non coesive. Un divario che si mantiene elevato anche nelle previsioni per il triennio successivo.</p>
<p>Le evidenze raccolte mostrano che le imprese più “coesive”, radicate in reti strutturate di collaborazione, orientate alla qualità del lavoro, aperte al dialogo con istituzioni e società civile, sono anche quelle che investono di più in innovazione, che affrontano meglio le transizioni ambientali e digitali, e che reagiscono con maggiore resilienza agli shock. I dati lo documentano in modo netto: <strong>nel 2026 il 33% delle imprese coesive prevede aumenti di fatturato rispetto all’anno precedente, contro il 20% delle altre; sul fronte occupazionale, il 21% prevede un aumento del personale, contro il 13% delle non coesive. </strong>Le imprese più competitive sono quelle che sanno costruire comunità di lavoro solide, capaci di valorizzare persone, competenze e partecipazione. La qualità delle relazioni interne non è un elemento accessorio dell’organizzazione aziendale, ma una leva strategica per affrontare le trasformazioni in corso. In un Paese segnato dall’invecchiamento demografico, dalla crescente difficoltà di reperire professionalità adeguate e dalla competizione globale per i talenti, investire sul benessere delle persone, sulla formazione continua, sull’inclusione e sulla conciliazione tra vita e lavoro significa rafforzare capacità produttiva, innovazione e attrattività.</p>
<p><strong>La coesione viene percepita sempre più come un bisogno primario. I dati raccolti da Ipsos Doxa per questo rapporto lo confermano con chiarezza: l’85% degli italiani considera oggi la collaborazione e la coesione sociale più importanti che mai, o comunque fondamentali indipendentemente dal contesto storico.</strong> Tra i principali benefici associati a comunità più coese emergono una migliore qualità della vita (45%), maggiore sicurezza nel luogo in cui si vive (40%) e la possibilità di affrontare insieme i problemi della comunità (35%). Seguono il bisogno di poter contare su un aiuto concreto in caso di necessità e il desiderio di far parte di una comunità meno sola e più solidale.</p>
<p>“La coesione è un formidabile fattore produttivo – dichiara <strong>Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola</strong> &#8211; in particolare in Italia. L’incrocio tra imprese, comunità, territori, innovazione e bellezza è fondamentale per la nostra economia e per il made in Italy. L’Unione Europea ha indirizzato le risorse del Next Generation EU e anche del Recovery Fund per rilanciare l’economia su coesione -inclusione, transizione verde e digitale. Con l’obiettivo di azzerare le emissioni nette di CO2 entro il 2050. L’Italia può essere protagonista della sostenibilità se si sente parte di una sfida comune come le imprese raccontate in questo rapporto. La competitività delle imprese e la vitalità dei territori si rafforzano così reciprocamente, confermando che la coesione non è un vincolo allo sviluppo, ma una delle sue condizioni essenziali. Una convinzione che trova eco nella <em>Magnifica Humanitas</em> di Leone XIV, che nel solco della <em>Rerum Novarum</em> richiama la necessità di governare le grandi trasformazioni senza separare innovazione, dignità del lavoro, libertà delle comunità e bene comune”.</p>
<p>&#8220;L’esperienza quotidiana di Intesa Sanpaolo al fianco delle imprese – dichiara <strong>Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo </strong>&#8211; conferma la coesione come fattore determinante per la competitività del tessuto imprenditoriale nel suo complesso. Mai come in questo periodo la coesione tra diversi soggetti economici e in generale nella società può rinsaldare quella comunanza di valori e di obiettivi proficua alla crescita economica. La collaborazione con la Fondazione Symbola alla realizzazione del Rapporto Coesione è competizione richiama un aspetto quanto mai urgente per affrontare adeguatamente le transizioni verso i nuovi assetti: tecnologici, ambientali, internazionali&#8221;.</p>
<p>“La capacità di costruire relazioni e rapporti stabili nei diversi contesti e territori è un aspetto che caratterizza il modello di sviluppo italiano”, sottolinea il <strong>segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli</strong>. “Basti pensare all’esperienza dei distretti: ecosistemi di piccole e medie imprese che, collaborando, sono riuscite a creare lavoro e sviluppo. Il Rapporto si sofferma sulle imprese coesive, che, in modo più ricco, realizzano questo modello e hanno performance migliori. Ad esempio, sono più rapide ad adottare le nuove tecnologie (il 76% ha investito nella trasformazione digitale nel 2023-2025 contro il 49% delle non coesive), a partire dall’intelligenza artificiale (la utilizza il 31% delle coesive rispetto al 16% delle non coesive). Inoltre, queste imprese investono di più sulle persone (l’87% ha puntato sul miglioramento delle competenze del personale contro il 60% delle altre imprese) e sulla conciliazione tra vita e lavoro, sostenuta dall&#8217;8,5% delle imprese coesive contro il 5,1% delle non coesive”.</p>
<p>Il rapporto contiene esempi di imprese come<strong> Ferrero</strong>, che grazie alla relazione con il terzo settore ha reso più solida la filiera del cacao, o <strong>Selle Royal</strong>, che insieme al non profit ha trasformato gli scarti in nuove risorse. Storie che raccontano come la cooperazione tra imprese e mondo della ricerca e della formazione riesca a ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, intercettando e formando nuovi talenti, come nei casi della Società Benefit <strong>SPM</strong> e dell’alleanza tra imprese e università della Motor Valley <strong>MUNER</strong>. Collaborazioni tra imprese e banca che danno vita a operazioni su misura per rafforzarsi o espandersi su mercati anche internazionali, lo raccontano le storie di <strong>Lombardo Bikes</strong> e <strong>Yachtline 1618</strong>. Nuovi mercati si trovano anche in territori difficili grazie alle relazioni, come ci racconta la collaborazione tra <strong>Eolo</strong> e i comuni montani. Esempi di reti d’impresa come <strong>Slow Bike Tourism</strong>, alleanza che ha reso più competitive non solo le aziende coinvolte, ma anche il territorio. Le storie di <strong>IFI</strong> e <strong>No-Made Boards</strong> mostrano invece come la co-progettazione con i clienti permette di aumentare competitività e innovazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em> </em></strong><strong><em>Il rapporto si trova su </em></strong><a href="http://www.symbola.net"><strong><em>www.symbola.net</em></strong></a><strong><em> e su www.unioncamere.gov.it</em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Artigianato, futuro del made in Italy – Artigianato aumentato</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/artigianato-futuro-del-made-in-italy-artigianato-aumentato-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 08:30:49 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=112762</guid>

					<description><![CDATA[ARTIGIANATO, FUTURO DEL MADE IN ITALY ARTIGIANATO AUMENTATO AL SEMINARIO ESTIVO DI FONDAZIONE SYMBOLA, SI CONCLUDE LA CAMPAGNA “ARTIGIANATO, FUTURO DEL MADE IN ITALY – ARTIGIANATO AUMENTATO” PROMOSSA DA CONFARTIGIANATO, CNA, CASARTIGIANI CON FONDAZIONE SYMBOLA E IL PATROCINIO DEL MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY, NELL’AMBITO DELLA GIORNATA DEL MADE IN ITALY PRESENTATO [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>ARTIGIANATO, FUTURO DEL MADE IN ITALY</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>ARTIGIANATO AUMENTATO</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>AL SEMINARIO ESTIVO DI FONDAZIONE SYMBOLA, SI CONCLUDE LA CAMPAGNA “ARTIGIANATO, FUTURO DEL MADE IN ITALY – ARTIGIANATO AUMENTATO” PROMOSSA DA CONFARTIGIANATO, CNA, CASARTIGIANI CON FONDAZIONE SYMBOLA E IL PATROCINIO DEL MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY, NELL’AMBITO DELLA GIORNATA DEL MADE IN ITALY</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>PRESENTATO IL REPORT 100 STORIE DI ARTIGIANATO AUMENTATO </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>PRESENTI LE 100 IMPRESE PROTAGONISTE DEL REPORT PROVENIENTI DA TUTTA ITALIA: IMPRESE DEL NORD, DEL CENTRO E DEL SUD E SARÀ CONSEGNATO UN ATTESTATO DI RICONOSCIMENTO DA PARTE DELLE ASSOCIAZIONI PROMOTRICI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>DIGITALE, SOSTENIBILITÀ E DESIGN AVVICINANO I GIOVANI ALL&#8217;ARTIGIANATO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>100 REALTÀ RACCONTANO DI UN SETTORE DINAMICO, CAPACE DI RINNOVARE PRATICHE E COMPETENZE ATTRAVERSO L’INTEGRAZIONE DI CREATIVITÀ, TECNOLOGIA E SOSTENIBILITA’</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong><strong>Mantova, 11 giugno 2026. In occasione del Seminario Estivo di Fondazione Symbola a Mantova, si conclude la Campagna <em>“Artigianato, futuro del made in Italy – Artigianato aumentato”</em>, promossa da Confartigianato, CNA, Casartigiani con Fondazione Symbola e il patrocinio del MiMit, nell’ambito della Giornata del Made in Italy,  nata per raccontare una nuova generazione di artigiani che sta reinterpretando il mestiere attraverso tre nuovi driver: design, sostenibilità e innovazione. Durante il panel sono interventuti Marco Granelli, presidente Confartigianato Imprese; Dario Costantini, presidente CNA; Franco Storer, presidente Casartigiani Veneto; Nicola Bertini, presidente Giovani Imprenditori CNA Mantova; Lorenzo Capelli, presidente Confartigianato Mantova; Stefano Micelli, professore di International Management Università Ca’ Foscari di Venezia, presidente Upskill 4.0; Enrico Vanzina, scrittore di cinema e letteratura. Ha concluso i lavori Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Lombardia.</strong></p>
<p><strong>Alle 100 imprese protagoniste della Campagna è stato conferito un attestato per aver interpretato il modello dell&#8217;artigianato aumentato, dando vita a un&#8217;impresa capace di far evolvere tradizioni, competenze e identità del proprio territorio attraverso una o più delle leve che la Campagna riconosce come motori di questa trasformazione &#8211; innovazione, design, sostenibilità &#8211; e di tradurle in un contributo concreto alla competitività del Made in Italy e alla costruzione di un&#8217;economia più coesa e capace di creare futuro. </strong></p>
<p><strong>“Artigianato, futuro del made in Italy &#8211; Artigianato aumentato” rende visibile l’importanza dell’artigianato italiano per la nostra economia, ma anche per la nostra qualità della vita. In Italia, oltre un milione di imprese sono artigiane, una cifra pari a circa un quarto di tutto il sistema imprenditoriale italiano. Design, sostenibilità e innovazione diventano in questo contesto non soltanto fattori di evoluzione produttiva, ma leve strategiche che permettono alle imprese artigiane di comunicare meglio il proprio valore, dialogare con nuovi pubblici e rafforzare la propria presenza sui mercati nazionali e internazionali.</strong></p>
<p>Allo stesso tempo, come dimostrano le 100 realtà raccontate nel rapporto, questi driver contribuiscono a rendere l’artigianato più attrattivo per le nuove generazioni, restituendo l’immagine di un settore dinamico, capace di rinnovare pratiche e competenze attraverso l’integrazione di creatività, tecnologia e impatto sociale. Un passaggio oggi cruciale, se si considera il problema demografico e la difficoltà del ricambio generazionale che stanno attraversando molti comparti dell’artigianato italiano, mettendo a rischio la continuità di saperi e competenze che costituiscono una delle fondamenta del Made in Italy. In questo scenario, questi fattori possono rappresentare un antidoto concreto, facilitando il passaggio di testimone e rendendo le nuove generazioni non soltanto custodi, ma anche innovatori di un patrimonio unico: quel sapere artigiano italiano ricercato e apprezzato in tutto il mondo perché capace di generare bellezza, benessere, convivialità e cura delle relazioni, che, insieme alla cucina italiana, rappresenta un patrimonio culturale dell’umanità.</p>
<p><strong>Le 100 imprese raccontate nel rapporto provengono da tutta Italia</strong></p>
<p>VALLE D&#8217;AOSTA: 1 Aosta</p>
<p>PIEMONTE: 3 Torino, 2 Novara, 1 Verbano-Cusio-Ossola</p>
<p>LIGURIA: 3 genova</p>
<p>LOMBARDIA: 1 Bergamo, 1 Brescia, 1 Cremona, 2 Lodi, 2 Monza-Brianza, 2 Mantova, 3 Milano, 1 Pavia, 2 Sondrio, 2 Varese</p>
<p>TRENTINO ALTO ADIGE: 2 Trento</p>
<p>VENETO: 5 Belluno, 2 Padova, 1 Treviso, 1 Venezia, 1 Verona, 5 Vicenza</p>
<p>FRIULI VENEZIA GIULIA: 1 Gorizia, 1 Pordenone</p>
<p>EMILIA ROMAGNA: 3 Bologna, 1 Forli, 1 Modena, 1 Parma,2 Ravenna, 1 Reggio-Emilia</p>
<p>TOSCANA: 2 Arezzo, 2 Prato, 1 Pistoia</p>
<p>MARCHE: 1 Ancona, 2 Macerata, 1 Pesaro Urbino</p>
<p>LAZIO: 4 Rieti, 1 Viterbo</p>
<p>UMBRIA: 1 Terni</p>
<p>ABRUZZO: 1 Chieti, 2 Teramo</p>
<p>CAMPANIA: 1 Caserta, 4 Napoli, 1 Salerno</p>
<p>MOLISE: 1 Campobasso</p>
<p>BASILICATA: 1 Matera, 2 Potenza</p>
<p>PUGLIA: 3 Bari, 1 Barletta, 1 Lecce, 1 Taranto</p>
<p>CALABRIA: 1 Cosenza, 2 Catanzaro, 1 Vibo Valentia</p>
<p>SICILIA: 1 Catania, 4 Palermo, 1 Ragusa</p>
<p>SARDEGNA: 1 Cagliari<br />
“Artigianato, futuro del made in Italy” è un progetto che dal 2023 racconta l’anima produttiva del Paese: un’Italia competitiva grazie alla capacità di coniugare innovazione e creatività. Il concetto di artigianato aumentato definisce un modello evolutivo che integra la tradizione manifatturiera italiana con tre fattori chiave – design, sostenibilità e innovazione – oggi capaci di rafforzarne competenze e valore. L’obiettivo è far conoscere un approccio già diffuso in molte realtà artigianali italiane, capace di consolidare l’identità delle imprese artigiane, aumentarne la competitività e generare ricadute economiche, culturali e occupazionali a livello locale.</p>
<p><strong>I mestieri raccontati nella loro evoluzione, mostrando come sostenibilità, design e innovazione contribuiscano a rinnovarne pratiche e competenze. Dall’acconciatore che integra strumenti digitali per la consulenza d’immagine al cliente, al calzolaio che utilizza scansioni 3D e pratiche di economia circolare per realizzare e rigenerare calzature, fino al restauratore che affianca tecnologie avanzate come scansioni e sensori al lavoro manuale, emerge con chiarezza il paradigma dell’artigianato aumentato. </strong>Un percorso che richiama la natura stessa dell’artigianato, da sempre capace di innovare e adattarsi ai tempi, e che ancora oggi rappresenta un elemento fondamentale per il valore e la qualità del sistema produttivo italiano. Solo dentro questa evoluzione il Made in Italy può continuare a distinguersi nel mondo, trasformando conoscenza, creatività e qualità in valore economico e sociale. La sfida del ricambio generazionale non riguarda solo la continuità dei mestieri, ma la capacità di preservare e rinnovare uno dei principali patrimoni competitivi del Paese. È qui che l’Italia può esprimere la sua forza: tenere insieme innovazione e bellezza, sostenibilità e competitività, tecnologia e umanità. In questa prospettiva, l’artigianato non è soltanto una componente essenziale della nostra economia, ma una delle chiavi più credibili per costruire un futuro sostenibile senza perdere identità, nel solco dell’articolo 9 della Costituzione, che lega il progresso della cultura e della ricerca scientifica alla tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione.</p>
<p>La campagna è l’occasione per celebrare cento protagonisti di questo artigianato aumentato e riconoscerne pubblicamente la capacità di evolvere, restando competitivi e mantenendo vive le competenze e i saperi tradizionali che rendono il made in Italy apprezzato nel mondo.</p>
<p>“Le piccole imprese e l’artigianato – dichiara <strong>Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola</strong> &#8211; non sono un punto di debolezza della nostra economia. La propensione delle imprese artigiane a collaborare accompagna la capacità di creare coesione e innovazione. L’artigianato è un’anima del made in Italy. Il concetto di artigianato aumentato definisce un modello evolutivo che integra la tradizione manifatturiera italiana con tre fattori chiave – design, sostenibilità e innovazione. Nel bicentenario della nascita di Collodi si conferma il modello Pinocchio. È Geppetto, un artigiano, che recupera un legno abbandonato e dà vita alla materia. Il Paese può affrontare le sfide che abbiamo avanti chiamando a raccolta i nostri talenti senza lasciare indietro nessuno. Come scritto nel Manifesto di Assisi, non c’è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto di giusto c’è in Italia. E, per dirla con Papa Francesco, ‘siamo chiamati ad essere creativi, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi ed originali per il bene comune’”.</p>
<p>“In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente Confartigianato </strong>&#8211; gli imprenditori artigiani custodiscono ed esprimono la competenza umana che unisce tradizione e innovazione e usano la tecnologia per dare vita a prodotti e servizi d’eccellenza, irripetibili, personalizzati. Gli artigiani sanno potenziare la loro creatività con nuovi ‘attrezzi del mestiere’: digitale, robotica, automazione, piattaforme on line. Non è un caso che due terzi delle aziende stia già investendo nella transizione digitale. Ma in tutti i settori &#8211; che si tratti del taglio di un abito di alta sartoria, della tolleranza millimetrica di un componente meccanico destinato a un bolide da corsa, o dello studio d&#8217;immagine dietro un&#8217;acconciatura da sfilata &#8211; è sempre il talento umano, il tocco dell’intelligenza artigiana a fare la differenza, a caratterizzare lo stile made in Italy e a renderlo unico e apprezzato in tutto il mondo”.</p>
<p>“L’artigianato – dichiara <strong>Dario Costantini, presidente CNA</strong> &#8211; è sempre stato un antidoto contro i rischi della disumanizzazione. Nel Novecento, il secolo dell’industria, il pericolo era la standardizzazione; nel mondo digitale di oggi il rischio è la perdita di immaginazione, di senso e di relazione con ciò che creiamo. Il nostro “Geppetto contemporaneo” utilizza certamente le tecnologie più avanzate – gli strumenti digitali, l’intelligenza artificiale, la progettazione evoluta. In fondo siamo qui a Mantova per raccontarlo. Però non sono queste tecnologie a “dare vita” a Pinocchio. Esattamente come in passato, ciò che rende davvero umane e vive le sue creazioni sono la sua immaginazione, il suo desiderio, la sua passione per il lavoro, il suo senso di responsabilità verso ciò che realizza e verso le persone a cui quel lavoro è destinato”.</p>
<p>“Il legame storico tra Geppetto e l’artigianato artistico italiano si evolve &#8211; <strong>Giacomo Basso, presidente Casartigiani &#8211;</strong> trasformando la figura del tradizionale intagliatore di legno in un professionista della rivoluzione digitale. Nasce l’Artigianato “Aumentato”, un modello produttivo capace di integrare tecnologie all’avanguardia come la stampa 3D e il taglio laser per supportare il lavoro manuale, senza mai sostituire l’essenza e l’anima del saper fare italiano. La campagna &#8220;Artigianato futuro del Made in Italy&#8221; di quest’anno e le storie concrete di imprenditori che raccontiamo oggi accendono i riflettori su un ecosistema di micro-piccole imprese e professioni che sempre più si sta dimostrando cruciale per la competitività e la tenuta economica del Paese di fronte alle crescenti sfide e le instabilità geopolitiche globali”.</p>
<p><strong><em>Il rapporto si trova su www.symbola.net</em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giornata dell’Ambiente, Realacci (Fondazione Symbola): Accelerare sulle rinnovabili aiuta la pace e dà forza all’economia</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/giornata-dellambiente-realacci-fondazione-symbola-accelerare-sulle-rinnovabili-aiuta-la-pace-e-da-forza-alleconomia-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 09:25:35 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=112622</guid>

					<description><![CDATA[Giornata dell’Ambiente, Realacci (Fondazione Symbola): Accelerare sulle rinnovabili aiuta la pace e dà forza all’economia “La green economy è la migliore risposta alle crisi che stiamo attraversando grazie a una transizione verde e digitale che è l’obiettivo dell’Europa. Occorre accelerare sulle rinnovabili, la transizione verde e sostituire i combustibili fossili per aiutare la pace. Oltre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giornata dell’Ambiente, Realacci (Fondazione Symbola): Accelerare sulle rinnovabili aiuta la pace e dà forza all’economia</p>
<p>“La green economy è la migliore risposta alle crisi che stiamo attraversando grazie a una transizione verde e digitale che è l’obiettivo dell’Europa. Occorre accelerare sulle rinnovabili, la transizione verde e sostituire i combustibili fossili per aiutare la pace. Oltre a contrastare la crisi climatica ci rende più liberi dalla dipendenza dal gas e petrolio di importazione. Dipendenza che stiamo pagando pesantemente a seguito delle guerre su diversi fronti. Esiste già oggi un’Italia che affronta la sfida alla crisi climatica e che vedremo protagonista anche al Seminario Estivo della Fondazione Symbola a Mantova dal 11 al 13 giugno dal titolo <em>Patriottismo dolce. Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture </em>che è un’occasione di incontro per quanti vogliono bene all’Italia. Secondo il rapporto GreenItaly di Fondazione Symbola e Unioncamere circa un terzo delle imprese (578 mila) negli ultimi cinque anni hanno investito sul green in Italia innovano di più, esportano di più, producono più posti di lavoro: 3,3 milioni di greenjobs. Sono quelle che innovano di più, esportano di più, producono più posti di lavoro. Difendere l’ambiente e affrontare con coraggio le crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro come affermiamo nel Manifesto di Assisi promosso da Fondazione Symbola e Sacro Convento”.</p>
<p>Lo ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, in occasione della Giornata dell’Ambiente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
