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	<title>Comunicati Stampa &#8211; Symbola</title>
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	<title>Comunicati Stampa &#8211; Symbola</title>
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	<item>
		<title>Patriottismo dolce. Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture. Al via il Seminario Estivo di Fondazione Symbola dall&#8217;11 al 13 giugno</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/patriottismo-dolce-identita-comunita-soft-economy-nel-tempo-delle-fratture-al-via-il-seminario-estivo-di-fondazione-symbola-dall11-al-13-giugno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 09:12:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[PATRIOTTISMO DOLCE IDENTITÀ, COMUNITÀ, SOFT ECONOMY NEL TEMPO DELLE FRATTURE  AL VIA ILSEMINARIO ESTIVO DI FONDAZIONE SYMBOLA DALL’11 AL 13 GIUGNO A MANTOVA AFFRONTARE CONFLITTI E TENSIONI COMMERCIALI PARTENDO DAI PUNTI DI FORZA DEL PAESE  100 CONTRIBUTI TRA CUI GENTILONI, URSO, PICHETTO FRATIN, MANFREDI, MARAN, PARISI, PADRE FORTUNATO, AZZONE, SAVIOLA, AURICCHIO, PRETE, MANFREDI, SCIUTO, GRANELLI, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>PATRIOTTISMO DOLCE</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>IDENTITÀ, COMUNITÀ, SOFT ECONOMY NEL TEMPO DELLE FRATTURE</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong><strong>AL VIA ILSEMINARIO ESTIVO DI FONDAZIONE SYMBOLA DALL’11 AL 13 GIUGNO A MANTOVA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>AFFRONTARE CONFLITTI E TENSIONI COMMERCIALI PARTENDO DAI PUNTI DI FORZA DEL PAESE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong><strong>100 CONTRIBUTI TRA CUI GENTILONI, URSO, PICHETTO FRATIN, MANFREDI, MARAN, PARISI, PADRE FORTUNATO, AZZONE, SAVIOLA, AURICCHIO, PRETE, MANFREDI, SCIUTO, GRANELLI, COSTANTINI, STORER, GAMBERINI, PINI, FONTANA, VANZINA, MAZZONCINI, STEFANI, STARACE, PAGNONCELLI, BARTOLI, GUIDESI, BIFFI, PASINI, ZAMAGNI, VITTADINI, NOCI, AURICCHIO, CIAFANI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA):</strong><strong> “IL SEMINARIO ESTIVO DELLA FONDAZIONE SYMBOLA È UN’OCCASIONE DI INCONTRO PER QUANTI VOGLIONO BENE ALL’ITALIA. E PER QUESTO VOGLIONO GUARDARLA NEGLI OCCHI E TROVARE, IN TUTTI I CAMPI, LE ENERGIE PER AFFRONTARE, IN UN MOMENTO MOLTO DIFFICILE SEGNATO DAI CONFLITTI E DALLE TENSIONI POLITICHE E COMMERCIALI, LE SFIDE CHE ABBIAMO DAVANTI, A PARTIRE DALLA TRANSIZIONE VERDE E DIGITALE, DALL’INNOVAZIONE, DALLA COESIONE”.</strong></p>
<p><strong>Al via L’11 giugno il </strong><strong>Seminario Estivo di Symbola a Mantova – intitolato quest’anno </strong><strong>“Patriottismo dolce. Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture” </strong><strong>– </strong><strong>promosso dalla Fondazione Symbola, </strong><strong>Unioncamere, Comune di Mantova, Gruppo Tea, Gruppo Saviola, Fassa Bortolo, Arvedi, in collaborazione con Fondazione Fratelli Tutti, Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro della CEI; con la partnership di ANBI, Arvedi AST, Confartigianato, Confagricoltura Mantova, Legacoop. Con il patrocinio del ministero del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; ministero della Cultura; Regione Lombardia; Provincia di Mantova; ANCI; Camera di Commercio Cremona &#8211; Mantova &#8211; Pavia.</strong></p>
<p><strong>Saranno 10 appuntamenti, 100 contributi,</strong><strong> 90 partner e patrocini, 20 ore di confronto e dibattito in presenza e in diretta streaming. </strong></p>
<p><strong>Il Seminario di Symbola, Fondazione per le Qualità Italiane, ci ricorda che il futuro dell’Italia non si costruisce contro qualcuno, ma insieme, a partire da ciò che siamo e, soprattutto, da ciò che vogliamo essere. È questo il cuore del <em>patriottismo dolce</em> da cui il titolo del Seminario di questo anno. Un amore per il Paese che non ha bisogno di alzare muri, perché trova forza e sicurezza nella propria identità, nella coesione delle comunità e in un’economia a misura d’uomo. E di coesione abbiamo tanto bisogno nei tempi difficili che stiamo attraversando. Quando l’identità è solida, diventa capace di dialogare, di includere, di generare futuro. Il patriottismo dolce è un progetto, non una retorica. È la scelta di guardare all’Italia con “occhi nuovi”, riconoscendo i suoi talenti e mettendoli in rete. Nel patriottismo dolce, la comunità non è un concetto astratto: è fatta di territori, di piccole imprese, di relazioni che trovano la loro espressione concreta nella soft economy.</strong></p>
<p>Il primo giorno l’appuntamento <strong>“Il futuro di Geppetto: artigianato aumentato e made in Italy”</strong> in collaborazione con Confartigianato, CNA, Casartigiani e il patrocinio del ministero delle Imprese e del Made in Italy; verrà dato il riconoscimento a 100 imprese artigiane impegnate nell’innovazione e nel green. La sessione pomeridiana <strong>“Transizioni e fratture”</strong> si apre con il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, <strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong>. La sessione si compone di tre appuntamenti uno dal titolo <strong>“Una via europea per l’intelligenza artificiale”</strong> con un contributo di <strong>Giorgio Parisi,</strong> Premio Nobel per la Fisica 2021 con un contributo, tra gli altri, di <strong>Nicola Giliberti</strong>, General Counsel e membro CdA Domyn , <strong>Giuliano Noci</strong>, Comitato Nazionale sull’AI Presidenza del Consiglio; il panel <strong>“</strong><strong>Crisi climatica e indipendenza energetica” </strong>con <strong>Francesco Ferrante,</strong> vicepresidente Kyoto Club; <strong>Francesco La Camera</strong>, Direttore Generale IRENA; <strong>Stefano Arvati</strong>, Presidente Renovo; <strong>Stefano Ciafani,</strong> Presidente Legambiente; <strong>Francesco Del Pizzo</strong>, direttore Strategie di Sviluppo Rete e Dispacciamento Terna; <strong>Andrea Ferrazzi,</strong> Responsabile Relazioni Istituzionali Asvis; <strong>Piero Gattoni</strong>, Presidente CIB; <strong>Francesca Gostinelli,</strong> Direttore Italia Gruppo Enel; <strong>Letizia Magaldi</strong>, Vicepresidente Magaldi Green Energy; <strong>Renato </strong><strong>Mazzoncini</strong>, AD e Direttore Generale A2A. La sessione si chiude con <strong>“Lombardia locomotiva verde d’Italia?”</strong> in collaborazione con Confindustria Mantova con Fabio Viani, presidente Confindustria Mantova; <strong>Daniele Moretti,</strong> vicedirettore Sky TG24; <strong>Alvise Biffi,</strong> presidente Assolombarda e <strong>Giuseppe Pasini</strong>, presidente Confindustria Lombarda e presidente Gruppo Feralpi. <strong>Il 12 giugno</strong> viene presentato il rapporto di Fondazione Symbola <strong>“Coesione è Competizione”,</strong> realizzato con Unioncamere, Intesa Sanpaolo, in collaborazione con AICCON, IPSOS e Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne. Interverranno <strong>Alberto Stefani</strong>, presidente Regione Veneto e <strong>Adolfo Urso</strong>, ministro delle Imprese e del Made in Italy, <strong>Stefano Zamagni</strong>, presidente Emerito Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. La coesione è un formidabile fattore produttivo in particolare in Italia. L’incrocio tra imprese, comunità, territori, innovazione e bellezza è fondamentale per la nostra economia e per il made in Italy. Il rapporto analizza e racconta i fattori più significativi della competitività del nostro Paese, con particolare attenzione verso gli aspetti che non vengono colti dagli indicatori economici più diffusi, sottolineando l’importanza della collaborazione per le imprese<strong>.</strong></p>
<p>Segue la sessione pomeridiana “<strong>Visioni e sfide”</strong> con tre appuntamenti: <strong>“Una certa idea di Italia”</strong> con <strong>Antonio Calabrò,</strong> presidente Fondazione Assolombarda e Forum Fondazione Symbola, <strong>Roberto Della Seta</strong>, giornalista e storico, <strong>Flavia Perina,</strong> Giornalista; <strong>“Economia circolare: trasformare il primato in futuro” in collaborazione </strong>con Fassa Bortolo e Gruppo Saviola, con le conclusioni di <strong>Pierfrancesco Maran</strong>, presidente Commissione Ambiente Parlamento Europeo; <strong>“Nuove filiere dell’acqua”</strong> in collaborazione con AQA, One Water Euromediterranean Water Forum. <strong>Il 13 giugno</strong> il Seminario si chiude con il panel “Patriottismo dolce” condotto da <strong>Agnese Pini,</strong> Direttrice Quotidiano Nazionale. Interverranno <strong>Gian Domenico Auricchio</strong>, presidente Camera di Commercio Cremona – Mantova – Pavia e presidente Unioncamere Lombardia, <strong>Marco Busca</strong>, Vescovo di Mantova; <strong>Vincenzo Boccia,</strong> past president Confindustria; <strong>Nando Pagnoncelli</strong>, presidente e AD Ipsos Italia, <strong>Donatella Sciuto</strong>, Rettrice Politecnico di Milano; <strong>Marco Gay</strong>, presidente Unione Industriali Torino; <strong>Francesco Starace</strong>, partner EQT Groupo, <strong>Paolo Gentiloni</strong>, ex Commissario Europeo per l&#8217;Economia; <strong>Gaetano Manfredi,</strong> presidente ANCI, sindaco di Napoli; <strong>Andrea Prete</strong>, presidente Unioncamere, <strong>Padre Enzo Fortunato,</strong> direttore Piazza San Pietro.</p>
<p><strong>Come afferma il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci: “Il Seminario Estivo della Fondazione Symbola è un’occasione di incontro per quanti vogliono bene all’Italia. E per questo vogliono guardarla negli occhi e trovare, in tutti i campi, le energie per affrontare, in un momento molto difficile segnato dai conflitti e dalle tensioni politiche e commerciali, le sfide che abbiamo davanti, a partire dalla transizione verde e digitale, dall’innovazione, dalla coesione. Senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno. Ci aiuteranno nel confronto come sempre analisi, dati e tanti amici e partner. Perché, come dice il Manifesto di Assisi, non c’è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto di giusto c’è in Italia”.</strong></p>
<p>L&#8217;evento è gratuito, ma è necessario registrarsi.</p>
<p>Qui la pagina dell&#8217;evento con il programma e gli aggiornamenti:</p>
<p><a href="https://symbola.net/seminario/seminario-estivo-della-fondazione-symbola/">https://symbola.net/seminario/seminario-estivo-della-fondazione-symbola/</a></p>
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		<title>I Talenti della Lombardia</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/i-talenti-della-lombardia-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 09:00:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I TALENTI DELLA LOMBARDIA INIZIATIVA PROMOSSA DA FONDAZIONE SYMBOLA IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE CARIPLO IN PARTNERSHIP CON POLIS LOMBARDIA LA LOMBARDIA È LA PRIMA REGIONE ITALIANA PER NUMERO DI IMPRESE CHE EFFETTUANO ECO-INVESTIMENTI (102.730) E PER CONTRATTI STIPULATI A GREEN JOBS (424.410) IL SISTEMA PRODUTTIVO CULTURALE E CREATIVO LOMBARDO VALE 33,1 MILIARDI DI EURO DI [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>I TALENTI DELLA LOMBARDIA INIZIATIVA PROMOSSA DA FONDAZIONE SYMBOLA IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE CARIPLO IN PARTNERSHIP CON POLIS LOMBARDIA</em></strong></p>
<p><strong>LA LOMBARDIA È LA PRIMA REGIONE ITALIANA PER NUMERO DI IMPRESE CHE EFFETTUANO ECO-INVESTIMENTI (102.730) E PER CONTRATTI STIPULATI A GREEN JOBS (424.410)</strong></p>
<p><strong>IL SISTEMA PRODUTTIVO CULTURALE E CREATIVO LOMBARDO VALE 33,1 MILIARDI DI EURO DI VALORE AGGIUNTO CON 378.286 OCCUPATI</strong></p>
<p><strong>LE IMPRESE COESIVE LOMBARDE SONO IL 25% DEL TOTALE NAZIONALE, A BERGAMO SONO IL 51,8%E A BRESCIA IL 48,3% SUL TOTALE DELLE IMPRESE DELLA PROVINCIA</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “LA LOMBARDIA È LA PRIMA REGIONE ITALIANA PER NUMERO DI IMPRESE CHE EFFETTUANO ECO-INVESTIMENTI (102.730 NEGLI ULTIMI 6 ANNI) E PER CONTRATTI STIPULATI A GREEN JOBS (424.410). I DATI PRESENTATI NELL’APPUNTAMENTO ‘I TALENTI DELLA LOMBARDIA’ CONFERMANO CHE ESISTE UN’ITALIA CHE FA L’ITALIA CHE PUÒ DARE UN IMPORTANTE CONTRIBUTO SE INCROCIA LA GREEN ECONOMY CON LA CULTURA, LA QUALITÀ, L’INNOVAZIONE, LA COESIONE E LA BELLEZZA. IL SISTEMA PRODUTTIVO CULTURALE E CREATIVO LOMBARDO VALE 33,1 MILIARDI DI EURO DI VALORE AGGIUNTO CON 378.286 OCCUPATI. SI COGLIE LA FORZA DI UN’ECONOMIA PIÙ A MISURA D’UOMO CHE PUNTA SULLA SOSTENIBILITÀ, SULLA CULTURA, SULLE COMUNITÀ E SUI TERRITORI. IN PARTICOLARE LA SOSTENIBILITÀ SI AFFERMA COME UN FATTORE COMPETITIVO ANCHE PER LA PROPENSIONE DEI CITTADINI A COLLEGARE LA SOSTENIBILITÀ DEI PRODOTTI E DELLE IMPRESE ALLA QUALITÀ, COME CONFERMA L’INDAGINE DI FONDAZIONE SYMBOLA E IPSOS CON LA CAMERA DI COMMERCIO DI BRESCIA”.</strong></p>
<p><strong>AZZONE (FONDAZIONE CARIPLO): “<em>I TALENTI DELLA LOMBARDIA</em> DI FONDAZIONE SYMBOLA RESTITUISCE L’IMMAGINE DI UNA REGIONE CAPACE DI CRESCERE QUANDO INNOVAZIONE, SOSTENIBILITÀ E COESIONE SOCIALE PROCEDONO INSIEME. I DATI CONFERMANO LA SOLIDITÀ DI UN MODELLO DI SVILUPPO FONDATO SULLA QUALITÀ DEL LAVORO, SUGLI INVESTIMENTI VERDI E SUL CONTRIBUTO DEI TERRITORI, DELLA CULTURA E DELLA CREATIVITÀ. FONDAZIONE CARIPLO ACCOMPAGNA QUESTO PERCORSO INVESTENDO RISORSE SIGNIFICATIVE A SOSTEGNO DELLE COMUNITÀ, UN IMPEGNO ECONOMICO ORIENTATO AD AFFRONTARE LE GRANDI SFIDE DEL MANDATO, DAL FUTURO DEI GIOVANI ALLA TRANSIZIONE ECOLOGICA, DALL’INCLUSIONE SOCIALE ALLO SVILUPPO DELLE COMPETENZE. UNA VISIONE CHE PUNTA SU QUALITÀ, RESPONSABILITÀ E BENE COMUNE. I DATI INDICANO UNA VIA DA SEGUIRE: INVESTIMENTI IN CULTURA, IN AMBITO AMBIENTALE E PER LA COESIONE HANNO UN DUPLICE VANTAGGIO, SOCIALE ED ECONOMICO”.</strong></p>
<p><strong>Milano, 7 maggio 2026. L’iniziativa “I Talenti della Lombardia”, promossa da Fondazione Symbola in collaborazione con Fondazione Cariplo e con la partnership di PoliS Lombardia, è stato presentato oggi presso la Fondazione Cariplo da Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola; Giovanni Azzone, presidente Fondazione Cariplo; Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Lombardia; Raffaello Vignali, direttore scientifico PoliS – Lombardia; Roberto Saccone, presidente Camera di Commercio di Brescia; Domenico Sturabotti, direttore Fondazione Symbola; Regina De Albertis, Consigliere delegato e direttore tecnico Borio Mangiarotti S.p.A. Ha moderato i lavori Manuela Rafaiani, giornalista e CDA Fondazione Symbola.</strong></p>
<p>La Lombardia è la prima regione in Italia per imprese, occupazione e valore aggiunto. Seconda regione in Unione Europea per valore aggiunto nell’industria. <strong>È la prima regione italiana per numero di imprese che effettuano eco-investimenti </strong>(102.730, pari al 18% del totale nazionale) e per contratti stipulati a green jobs (424.410).</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>imprese coesive</strong> sono il 25% del totale nazionale. A Bergamo le imprese coesive sono il 51,8% a Brescia il 48,3% delle imprese della provincia.</p>
<p><strong>Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo lombardo</strong> vale 33,1 miliardi di euro di valore aggiunto con 378.286 occupati. Milano, Bergamo e Brescia sono le prime tre provincie lombarde per valore aggiunto e occupazione della regione. I dati confermano, ancora una volta, l’elevata concentrazione delle attività legate al <strong>design in Lombardia</strong>, da cui deriva il 33,4% del valore aggiunto complessivo del comparto e il 28,7% all’occupazione complessiva. Milano conferma la propria leadership, con oltre 7.300 imprese attive. In termini di valore creato, le imprese milanesi generano da sole il 19% della ricchezza prodotta dal settore a livello nazionale.</p>
<p>“La Lombardia è la prima regione italiana – dichiara <strong>Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola</strong> &#8211; per numero di imprese che effettuano eco-investimenti (102.730 negli ultimi 6 anni) e per contratti stipulati a green jobs (424.410). Lo studio ‘I Talenti della Lombardia’ conferma che esiste un’Italia che fa l’Italia che può dare un importante contributo se incrocia la green economy con la cultura, la qualità, l’innovazione, la coesione e la bellezza. Il sistema produttivo culturale e creativo lombardo vale 33,1 miliardi di euro di valore aggiunto con 378.286 occupati. Si coglie la forza di un’economia più a misura d’uomo che punta sulla sostenibilità, sulla cultura, sulle comunità e sui territori. In particolare la sostenibilità si afferma come un fattore competitivo anche per la propensione dei cittadini a collegare la sostenibilità dei prodotti e delle imprese alla qualità, come conferma l’indagine di Fondazione Symbola e IPSOS con la Camera di Commercio di Brescia”.</p>
<p>“<em>I Talenti della Lombardia</em> di Fondazione Symbola – dichiara <strong>Giovanni Azzone, presidente Fondazione Cariplo</strong> &#8211; restituisce l’immagine di una regione capace di crescere quando innovazione, sostenibilità e coesione sociale procedono insieme. I dati confermano la solidità di un modello di sviluppo fondato sulla qualità del lavoro, sugli investimenti verdi e sul contributo dei territori, della cultura e della creatività. Fondazione Cariplo accompagna questo percorso investendo risorse significative a sostegno delle comunità, un impegno economico orientato ad affrontare le grandi sfide del mandato, dal futuro dei giovani alla transizione ecologica, dall’inclusione sociale allo sviluppo delle competenze. Una visione che punta su qualità, responsabilità e bene comune. I dati indicano una via da seguire: investimenti in cultura, in ambito ambientale e per la coesione hanno un duplice vantaggio, sociale ed economico”.</p>
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<p><strong><em>Il rapporto si può scaricare su www.symbola.net  </em></strong></p>
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			</item>
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		<title>Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera Bufalina è un lavoro promosso da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum Serino, BCC Magna Grecia</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/filiere-sostenibili-della-piana-del-sele-filiera-bufalina-e-un-lavoro-promosso-da-fondazione-symbola-insieme-a-bcc-campania-centro-bcc-capaccio-paestum-serino-bcc-magna-grecia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:00:16 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=111932</guid>

					<description><![CDATA[FILIERE SOSTENIBILI DELLA PIANA DEL SELE. FILIERA BUFALINA È UN LAVORO PROMOSSO DA FONDAZIONE SYMBOLA INSIEME A BCC CAMPANIA CENTRO, BCC CAPACCIO PAESTUM SERINO, BCC MAGNA GRECIA, E LA PARTNERSHIP DI COLDIRETTI E CONFAGRICOLTURA MAPPATE OLTRE 30 SOLUZIONI E TECNOLOGIE GREEN PER DECARBONIZZARE LA FILIERA DELLA BUFALE E ACCRESCERE LA QUALITÀ E LA COMPETIVITA’ DELLE [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>FILIERE SOSTENIBILI DELLA PIANA DEL SELE. FILIERA BUFALINA È UN LAVORO PROMOSSO DA FONDAZIONE SYMBOLA INSIEME A BCC CAMPANIA CENTRO, BCC CAPACCIO PAESTUM SERINO, BCC MAGNA GRECIA, E LA PARTNERSHIP DI COLDIRETTI E CONFAGRICOLTURA</strong></p>
<p>MAPPATE OLTRE 30 SOLUZIONI E TECNOLOGIE GREEN PER DECARBONIZZARE LA FILIERA DELLA BUFALE E ACCRESCERE LA QUALITÀ E LA COMPETIVITA’ DELLE IMPRESE</p>
<p>IN ITALIA È PRESENTE CIRCA L’1% DEL PATRIMONIO BUFALINO MONDIALE E IL 95% DI QUELLO EUROPEO IN ITALIA SI CONTANO CIRCA 435.000 CAPI BUFALINI; DI QUESTI, il 70% SONO IN CAMPANIA. LA PIANA DEL SELE VANTA OLTRE IL 25% DEL TOTALE DEGLI ALLEVAMENTI E IL 30,8% DEI CAPI PRESENTI IN CAMPANIA.</p>
<p>ATTIVATO UN PLAFOND DEL VALORE DI 30 MILIONI DALLE TRE BCC DELLA PIANA DEL SELE IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE SYMBOLA, PER ACCOMPAGNARE LE IMPRESE NELL’ADOZIONE DI SOLUZIONI E TECNOLOGIE GREEN PER RIDURRE COSTI ENERGETICI, MIGLIORARE L’EFFICIENZA DEI PROCESSI PRODUTTIVI E PRODURRE VALORE CON I SOTTOPRODOTTI DELLA FILIERA</p>
<p><strong> </strong><strong>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “IL RICONOSCIMENTO DELL’UNESCO ALLA CUCINA ITALIANA CERTIFICA UN VANTAGGIO COMPETITIVO FATTO DI CULTURA, SAPERI, TERRITORI E COMUNITÀ, CHE VA PRESERVATO COME INVESTIMENTO SUL FUTURO. IN QUESTO QUADRO SI INSERISCE LA FILIERA BUFALINA, ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY NEL MONDO, CON PRODOTTI DISTINTIVI COME LA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP.<br />
OGGI QUESTA FILIERA, COME EVIDENZIATO NEL RAPPORTO, SI CONFRONTA CON LA SFIDA DELLA TRANSIZIONE VERDE, RESA ANCORA PIÙ URGENTE DALL’INSTABILITÀ DEI COSTI ENERGETICI E DELLE MATERIE PRIME, E DA UN NUOVO ORIENTAMENTO DEI MERCATI CHE ASSOCIANO SEMPRE PIÙ LA SOSTENIBILITÀ ALLA QUALITÀ DI BENI E SERVIZI. PUNTARE SULLA SOSTENIBILITÀ VUOL DIRE QUINDI AIUTARE QUESTO TESSUTO IMPRENDITORIALE A DIVENTARE PIÙ AUTOSUFFICIENTE, COMPETITIVO, A MISURA D&#8217;UOMO E PER QUESTO PIÙ CAPACE DI FUTURO”.</strong></p>
<p><strong>”CATAROZZO (BCC CAMPAGNIA CENTRO): “IL COMPARTO BUFALINO È UN SETTORE STRATEGICO DELLA NOSTRA ECONOMIA, PROFONDAMENTE RADICATO NELLA STORIA PRODUTTIVA DEL TERRITORIO E ANCORA OGGI CENTRALE PER IL SUO SVILUPPO. È UN PATRIMONIO CHE DEVE RIMANERE TALE ANCHE NEL FUTURO, ATTRAVERSO UN PERCORSO DI ULTERIORE INNOVAZIONE E MIGLIORAMENTO, CAPACE DI CONIUGARE QUALITÀ, SOSTENIBILITÀ E COMPETITIVITÀ. IN QUESTA FILIERA I GIOVANI POSSONO TROVARE UN’ULTERIORE E SIGNIFICATIVA ÀNCORA TERRITORIALE, UNA POSSIBILITÀ CONCRETA PER COSTRUIRE QUI IL PROPRIO FUTURO PROFESSIONALE E IMPRENDITORIALE. PER SOSTENERE DAVVERO QUESTA PROSPETTIVA, TUTTAVIA, È INDISPENSABILE RAFFORZARE LE INFRASTRUTTURE LOGISTICHE E PROMUOVERE UNA PIÙ FORTE CAPACITÀ DI FARE SISTEMA TRA TUTTI GLI ATTORI COINVOLTI. È SU QUESTA ALLEANZA CHE SI GIOCA LA POSSIBILITÀ DI ACCOMPAGNARE UNA GRANDE ECCELLENZA DEL TERRITORIO VERSO NUOVE SFIDE E NUOVE OPPORTUNITÀ”.</strong></p>
<p><strong>PINGARO </strong><em>(</em><strong>BCC CAPACCIO PAESTUM E SERINO): “LO SFORZO DELLE BANCHE PROMOTRICI E DELLA FONDAZIONE SYMBOLA È QUELLO DI INDIVIDUARE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE CAPACI DI RENDERE GLI ALLEVAMENTI BUFALINI SEMPRE PIÙ COMPATIBILI DAL PUNTO DI VISTA AMBIENTALE E, ALLO STESSO TEMPO, PIÙ EFFICIENTI SOTTO IL PROFILO PRODUTTIVO. UN’INNOVAZIONE CHE NON NASCE SEMPRE NEI LABORATORI, MA CHE SPESSO È ANCHE ‘COMBINATORIA’: FRUTTO DEL TRASFERIMENTO ALLA FILIERA BUFALINA DI ESPERIENZE E SOLUZIONI MATURATE IN SETTORI COMPLETAMENTE DIVERSI”.</strong></p>
<p><strong>TUOZZO (BCC MAGNA GRECIA): “CON QUESTO RAPPORTO OFFRIRE ALLE IMPRESE DELLA FILIERA BUFALINA DELLA PIANA DEL SELE UNO STRUMENTO CONCRETO PER TRASFORMARE LA SOSTENIBILITÀ IN UN VANTAGGIO COMPETITIVO. LA TRANSIZIONE ECOLOGICA NON È UN COSTO DA SUBIRE, MA UN PERCORSO DI INNOVAZIONE CHE MIGLIORA EFFICIENZA, QUALITÀ E RESILIENZA, RAFFORZANDO IL LEGAME TRA PRODUZIONE, TERRITORIO E COMUNITÀ. COME CREDITO COOPERATIVO SIAMO ACCANTO AGLI ALLEVATORI E AI TRASFORMATORI CON COMPETENZE, ASCOLTO E UN PLAFOND DEDICATO PER SOSTENERE INVESTIMENTI IN ENERGIA RINNOVABILE, GESTIONE EFFICIENTE DELLE RISORSE E VALORIZZAZIONE DEI SOTTOPRODOTTI, PERCHÉ LA CRESCITA DI QUESTO COMPARTO PASSI DALLA CAPACITÀ DI FARE RETE E DI GUARDARE AL FUTURO”.</strong></p>
<p><strong>Roma, 4 Maggio 2026. <em>Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera Bufalina</em></strong> è un lavoro promosso da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum Serino, BCC Magna Grecia, costruito con il coinvolgimento diretto di Coldiretti e Confagricoltura e di numerose imprese della filiera. Il rapporto analizza soluzioni e tecnologie innovative per accompagnare la decarbonizzazione della filiera bufalina della Piana del Sele, trasformando le criticità in opportunità di crescita e valorizzazione.</p>
<p><strong>Il report è stato presentato, presso la Sala Caduti di Nassirya presso il Senato della Repubblica Italiana, su iniziativa del senatore Luca De Carlo, Presidente IX Commissione <em>Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare</em> del Senato della Repubblica. Ha aperto i lavori Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola. Ha presentato il report Marco Frey, Presidente Comitato Scientifico Fondazione Symbola. Ne hanno discusso Maria Carmela Serluca, Assessore all&#8217;Agricoltura Regione Campania; Giuseppe Tuozzo, Presidente CdA Banca di Credito Cooperativo Magna Grecia; Camillo Catarozzo; Presidente CdA Banca di Credito Cooperativo Campania Centro; Rosario Pingaro, Presidente CdA Banca di Credito Cooperativo Capaccio Paestum e Serino. Ha concluso la conferenza Luca De Carlo, Presidente della IX Commissione permanente (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare). Ha moderato i lavori Tessa Gelisio, Autrice e conduttrice televisiva.</strong></p>
<p>Il progetto “Filiere Sostenibili della Piana del Sele”, avviato nel 2024, nasce con l’obiettivo di individuare soluzioni e tecnologie in grado di rendere le filiere agroalimentari campane più sostenibili e, quindi, più competitive. Il progetto ha visto la realizzazione di un primo studio dedicato alla IV Gamma, l’attenzione si concentra in questo report sulla filiera bufalina, analizzata per delineare percorsi innovativi di sviluppo sostenibile, con un focus specifico sulla realtà della Piana del Sele. In questo quadro, la sostenibilità si configura sempre più come un fattore determinante di qualità e valore, come evidenziato anche dallo studio di Fondazione Symbola e IPSOS “Sostenibilità è qualità”.</p>
<p>Il report presentato è stato sviluppato attraverso un’attività di desk research finalizzata a individuare soluzioni già disponibili sul mercato per favorire la decarbonizzazione della filiera e rafforzarne qualità e competitività. A questa analisi si è affiancato un ciclo di interviste a esperti, operatori e associazioni di categoria del territorio, utile a ricostruire lo stato dell’arte nella Piana del Sele e a valutare il livello di adozione &#8211; o di adottabilità &#8211; delle soluzioni individuate.</p>
<p>Il lavoro, infatti, non si limita a indicare interventi potenzialmente efficaci, ma contribuisce a creare le condizioni per la loro concreta diffusione: alla mappatura tecnica affianca un plafond dedicato di 30 milioni di euro, messo a disposizione dalle tre banche promotrici a tassi agevolati, con l’obiettivo di ridurre le barriere all’investimento e accelerare l’implementazione degli interventi lungo l’intera filiera.</p>
<p>La filiera bufalina rappresenta un’arteria fondamentale del comparto lattiero-caseario italiano che, a sua volta, si configura come uno dei settori di primaria importanza nel sistema agroalimentare nazionale. Le condizioni climatiche e di allevamento adeguate e favorevoli hanno trasformato il nostro Paese in un habitat ideale per le bufale, tanto che si è giunti all’identificazione di una vera e propria razza a sé: quella della “Bufala mediterranea italiana”, riconosciuta ufficialmente nel 2000 dal MiPAAF.<br />
Nel nostro Paese è presente circa l’1% del patrimonio bufalino mondiale e il 95% di quello europeo. In Italia si contano circa 435.000 capi bufalini; di questi, circa tre quarti sono allevati in Campania e la Piana del Sele vanta oltre il 25% del totale degli allevamenti e il 30,8% dei capi presenti in Campania. La produzione di latte è l’orientamento primario degli allevamenti italiani di bufala (oltre il 70%). Il principale prodotto derivante dal suo impiego è la mozzarella, nata in Campania secoli fa e divenuta nel tempo uno dei prodotti caseari più amati dai consumatori di tutto il mondo. Altri prodotti di bufala tipici (sia formaggi che latticini) sono la burrata, la ricotta, lo stracchino, la scamorza e il mascarpone. Ogni prodotto alimentare è il frutto di un percorso unico, con caratteristiche e tratti distintivi legati alla specifica filiera agroalimentare di appartenenza, ovvero all’insieme di tutte le fasi e i processi che portano il prodotto dalla terra alla tavola, dalla produzione delle materie prime fino al piatto del consumatore. In questa indagine, l’analisi si concentra sul comparto della produzione e trasformazione del latte di bufala, escludendo invece quello relativo alla produzione di carne. Cuore della ricerca, in linea con la struttura del lavoro già realizzato per la filiera della Quarta gamma, è l’analisi di sei macro-dimensioni che abbracciano l’intero ciclo produttivo: dalla sostituzione e riduzione dell’uso di sostanze chimiche alla gestione efficiente della risorsa idrica, dalla tutela del suolo e della biodiversità alla riduzione delle emissioni climalteranti, fino al recupero e valorizzazione dei sottoprodotti e all’adozione di packaging sostenibili, senza trascurare l’aspetto trasversale del benessere animale. Riguardo il tema delle emissioni, nel report vengono citati studi relativi all’analisi delle emissioni della filiera della Mozzarella di Bufala Campana DOP – il prodotto più iconico della filiera bufalina italiana – secondo cui, i foraggi coltivati per l’alimentazione delle bufale sarebbero in grado di compensare la CO<sub>2</sub> emessa lungo il processo produttivo della Mozzarella DOP. Questo risultato, se confermato, offrirebbe la base per valorizzare il prodotto bufalino sul mercato globale come simbolo di qualità e di responsabilità ambientale. Nel campo della gestione idrica, soluzioni come la microirrigazione, i sistemi di recupero e riutilizzo delle acque reflue e le tecnologie di sanificazione a base di ozono consentono di ridurre drasticamente i consumi e gli sprechi in tutte le fasi della filiera, con vantaggi ambientali, economici e produttivi. Allo stesso modo, l’adozione di impianti agrivoltaici, collettori solari ad aria, raffrescatori evaporativi, le pompe di calore ad alta efficienza, spazzole non elettriche e sistemi di refrigerazione a basso impatto ambientale contribuisce alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti, assicurando al contempo condizioni di lavoro migliori per animali e operatori. La valorizzazione dei sottoprodotti (letame, liquami, siero, latticello) attraverso micro-impianti di compostaggio, impianti di biogas e biometano, nonché la diffusione di imballaggi ecosostenibili per i prodotti finali, rappresentano l’ultima tessera di un mosaico virtuoso che dimostra come la sostenibilità possa diventare leva di efficienza, innovazione e valore. In conclusione, questo lavoro non si limita a mappare le tecnologie disponibili, ma fornisce una base operativa per passare dall’analisi all’adozione.</p>
<p>“Il riconoscimento dell’UNESCO alla cucina italiana – dichiara <strong>Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola </strong>&#8211; certifica un vantaggio competitivo fatto di cultura, saperi, territori e comunità, che va preservato come investimento sul futuro. In questo quadro si inserisce la filiera bufalina, eccellenza del Made in Italy nel mondo, con prodotti distintivi come la Mozzarella di Bufala Campana DOP.<br />
Oggi questa filiera, come evidenziato nel rapporto, si confronta con la sfida della transizione verde, resa ancora più urgente dall’instabilità dei costi energetici e delle materie prime, e da un nuovo orientamento dei mercati che associano sempre più la sostenibilità alla qualità di beni e servizi. Puntare sulla sostenibilità vuol dire quindi aiutare questo tessuto imprenditoriale a diventare più autosufficiente, competitivo, a misura d&#8217;uomo e per questo più capace di futuro.”</p>
<p>“Il comparto bufalino è un settore strategico della nostra economia – dichiara <strong>Camillo Catarozzo, presidente BCC Campania Centro </strong><em>&#8211; </em>profondamente radicato nella storia produttiva del territorio e ancora oggi centrale per il suo sviluppo. È un patrimonio che deve rimanere tale anche nel futuro, attraverso un percorso di ulteriore innovazione e miglioramento, capace di coniugare qualità, sostenibilità e competitività. In questa filiera i giovani possono trovare un’ulteriore e significativa àncora territoriale, una possibilità concreta per costruire qui il proprio futuro professionale e imprenditoriale. Per sostenere davvero questa prospettiva, tuttavia, è indispensabile rafforzare le infrastrutture logistiche e promuovere una più forte capacità di fare sistema tra tutti gli attori coinvolti. È su questa alleanza che si gioca la possibilità di accompagnare una grande eccellenza del territorio verso nuove sfide e nuove opportunità.”</p>
<p>“Lo sforzo delle banche promotrici e della Fondazione Symbola – dichiara<strong> Rosario Pingaro Presidente BCC Capaccio Paestum e Serino </strong>&#8211; è quello di individuare innovazioni tecnologiche capaci di rendere gli allevamenti bufalini sempre più compatibili dal punto di vista ambientale e, allo stesso tempo, più efficienti sotto il profilo produttivo. Un’innovazione che non nasce sempre nei laboratori, ma che spesso è anche ‘combinatoria’: frutto del trasferimento alla filiera bufalina di esperienze e soluzioni maturate in settori completamente diversi”.</p>
<p>“Con questo rapporto – dichiara <strong>Giuseppe Tuozzo, Presidente della BCC Magna Grecia</strong> – vogliamo offrire alle imprese della filiera bufalina della Piana del Sele uno strumento concreto per trasformare la sostenibilità in un vantaggio competitivo. La transizione ecologica non è un costo da subire, ma un percorso di innovazione che migliora efficienza, qualità e resilienza, rafforzando il legame tra produzione, territorio e comunità. Come Credito Cooperativo siamo accanto agli allevatori e ai trasformatori con competenze, ascolto e un plafond dedicato per sostenere investimenti in energia rinnovabile, gestione efficiente delle risorse e valorizzazione dei sottoprodotti, perché la crescita di questo comparto passi dalla capacità di fare rete e di guardare al futuro”.</p>
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<p><strong><em>Il rapporto si può scaricare su www.symbola.net  </em></strong></p>
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		<title>Presentati a Rho Fiera Milano i risultati delle misure della Struttura Commissariale Sisma 2016 che hanno triplicato l’utilizzo del legno, attivando filiere produttive locali e nuove opportunità di sviluppo</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/presentati-a-rho-fiera-milano-i-risultati-delle-misure-della-struttura-commissariale-sisma-2016-che-hanno-triplicato-lutilizzo-del-legno-attivando-filiere-produttive-locali-e-nuove-opportuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 12:14:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Presentati a Rho Fiera Milano i risultati delle misure della Struttura Commissariale Sisma 2016 che hanno triplicato l’utilizzo del legno, attivando filiere produttive locali e nuove opportunità di sviluppo “Il legno per una Italia più sostenibile e più sicura. L’esperienza dell’Appennino centrale per incentivare l’utilizzo del legno nella ricostruzione e favorire la gestione di un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Presentati a Rho Fiera Milano i risultati delle misure della Struttura Commissariale Sisma 2016 che hanno triplicato l’utilizzo del legno, attivando filiere produttive locali e nuove opportunità di sviluppo </strong></p>
<p>“Il legno per una Italia più sostenibile e più sicura. L’esperienza dell’Appennino centrale per incentivare l’utilizzo del legno nella ricostruzione e favorire la gestione di un territorio in abbandono” è il tema al centro dell’incontro promosso dalla Struttura Commissariale Sisma 2016 e da FederlegnoArredo con Assolegno, ospitato al Salone del Mobile di Milano, vetrina internazionale dell’eccellenza del design.</p>
<p>Un’occasione per fare il punto sui risultati delle iniziative avviate per la ricostruzione post-sisma e sulle prospettive di sviluppo della filiera del legno-arredo nell’Appennino centrale, con particolare riferimento all’utilizzo del legno nelle strutture portanti degli edifici.</p>
<p>All’appuntamento hanno partecipato il Commissario Straordinario per il sisma 2016, Guido <strong>Castelli</strong>; il Senatore e consigliere del Masaf, Giorgio <strong>Salvitti</strong>; il Presidente di Assolegno di FederlegnoArredo, Claudio <strong>Giust</strong>; Il Presidente FederlegnoArredo, Claudio <strong>Feltrin</strong>; il Segretario Generale Fondazione Symbola, Fabio <strong>Renzi</strong>; il Presidente Cluster Italia foresta legno, Alessandra <strong>Stefani</strong>, il Presidente del Bim Tronto, Luigi <strong>Contisciani</strong> e l’imprenditore del legno Stefano <strong>Panichi</strong>.</p>
<p>La partecipazione al Salone del Mobile è stata l’occasione per evidenziare l’impatto delle misure adottate dalla Struttura Commissariale, a partire dall’Ordinanza che prevede una maggiorazione del 10% del contributo per la realizzazione di strutture portanti in legno nei casi di demolizione e ricostruzione di edifici privati con danni gravi (L4).</p>
<p>Un intervento che ha prodotto risultati significativi: in pochi mesi, infatti, la quota di progetti con strutture portanti in legno è passata da una media dell’8% nella fase pre-ordinanza a oltre il 25%. Un dato particolarmente rilevante in un’area tradizionalmente poco orientata all’uso del legno in edilizia, ma che evidenzia al contempo le grandi potenzialità del settore, anche alla luce della dimensione del processo di ricostruzione in corso nel cratere del sisma 2016, oggi il più grande cantiere edile d’Europa.</p>
<p>L’iniziativa punta a valorizzare un materiale sostenibile e antisismico come il legno, che nell’area del cratere – oltre 8.000 chilometri quadrati – rappresenta la risorsa locale prevalente (oltre il 70% della superficie), oggi in gran parte inutilizzata. Una condizione che, anche a causa degli eventi climatici estremi, contribuisce ad aumentare la fragilità del territorio e i rischi idrogeologici.</p>
<p>La crescita della domanda di legno da opera per la ricostruzione sta inoltre favorendo l’avvio di filiere locali, con il coinvolgimento di imprese impegnate nella produzione di materiali per l’edilizia e l’arredo a partire da legno del territorio. Una dinamica sostenuta dalla Struttura Commissariale, con l’obiettivo di contrastare l’abbandono dei boschi e rafforzare il presidio ambientale e la sicurezza del territorio.</p>
<p>In questo contesto si inserisce anche l’esperienza imprenditoriale di Stefano Panichi (Laga Legno), che ha annunciato l’inaugurazione ad Ascoli Piceno di un nuovo impianto con una capacità di 15.000 tonnellate l’anno, a testimonianza delle opportunità di sviluppo economico legate alla filiera del legno.</p>
<p>Nel corso dei lavori sono stati illustrati i risultati raggiunti e le prospettive future legate alla gestione del patrimonio forestale, una delle principali sfide non solo per il cratere del sisma 2016 ma per l’intero Paese, dove il livello di utilizzo dell’incremento annuo delle foreste si attesta a poco più del 20%, circa un terzo della media europea. Un dato che evidenzia il potenziale inespresso della filiera, strategica sia per l’industria dell’arredo e delle costruzioni sia per la tutela del paesaggio e la sicurezza del territorio.</p>
<p>“<em>Con 28 miliardi di investimenti il cratere sisma 2016 è oggi il più grande cantiere edile d’Europa. Aver previsto una maggiorazione per chi sceglierà di ricostruire con strutture in legno è un segnale importante per il settore che sta dando risultati straordinari che ci incoraggiano a continuare questa sfida dove il legno rappresenta un asset strategico del territorio</em>» commenta <strong>Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016</strong>. “L’obiettivo è dare seguito e consolidare questa dinamica virtuosa che attraverso lo sviluppo di una filiera legno 100% italiana, oltre ad assicurare una maggiore stabilità del settore, valorizza al meglio questa preziosa risorsa per la creazione di nuova occupazione, uno sviluppo sostenibile e, al contempo, migliorare il controllo del territorio, rendendolo così meno fragile. Crescita e lavoro, inoltre, sono quelle precondizioni essenziali per incentivare le persone a restare nella loro terra. Si tratta di una strategia complessa e articolata, che stiamo adottando grazie al costante sostegno del Ministro Lollobrigida e alla fattiva collaborazione di tutti gli attori intervenuti oggi, valorizzando l’enorme patrimonio forestale dell’Italia centrale attualmente in stato di abbandono. Il bonus legno sisma è un incentivo che partendo da una necessità emergenziale come il sisma sta mettendo le basi per un’economia stabile e duratura dell’Appennino centrale con la nascita di nuove filiere”.</p>
<p>Il <strong>Senatore</strong> <strong>Giorgio Salvitti </strong>ha dichiarato: <strong>Inizio modulo</strong></p>
<p>“I risultati presentati oggi confermano come il legno possa avere un ruolo centrale nella ricostruzione post-sisma, non solo in chiave di sostenibilità ma anche di sicurezza e qualità del costruito. Promuovere l’utilizzo del legno nella ricostruzione significa accelerare la transizione verso un’edilizia più resiliente” sottolinea<strong> Claudio Giust, Presidente di Assolegno di FederlegnoArredo.</strong> “Il legno è un materiale chiave per la decarbonizzazione, ma anche un motore di sviluppo economico e sociale. Il nostro auspicio è che si riesca finalmente a cambiare direzione per il nostro Paese che continua a importare legname dall’estero, pur disponendo di una vera ricchezza naturale rappresentata dalle foreste che coprono il 40% del territorio nazionale. L’esperienza dell’Appennino Centrale dimostra che se si lavora in sinergia e vengono attivate politiche efficaci è possibile attivare filiere locali, contrastare l’abbandono del territorio e creare nuove opportunità per le imprese. Come Assolegno stiamo varando una serie di iniziative volte a promuovere la filiera corta, ridurre la dipendenza dai mercati esteri e valorizzare le risorse italiane,  operando nell&#8217;ambito della Strategia Forestale Nazionale in sinergia con il MASAF, al quale va il nostro ringraziamento per la costituzione del recente gruppo di lavoro per la “valorizzazione dei prodotti legnosi nazionali e per lo sviluppo del sistema foresta–legno–edilizia”, di prossima convocazione, che come FederlegnoArredo siamo chiamati a coordinare”.</p>
<p>“L’imminente apertura di una nuova segheria ad Ascoli Piceno – dichiara <strong>Fabio Renzi Segretario generale Fondazione Symbola </strong>&#8211; con una potenzialità di lavorazione di 15.000 t./anno di legno è un passo fondamentale nella realizzazione e nello sviluppo di uno dei progetti strategici più importanti e lungimiranti del programma NextAppennino: quello relativo alla gestione forestale sostenibile nell’area del cratere sisma 2016 che è interessata dal 70% dal bosco. Un progetto fortemente voluto da Symbola che ha svolto un ruolo anticipatorio e determinante anche nel promuovere la valorizzazione del patrimonio forestale dei comuni e l’associazionismo fondiario tra residenti e proprietari”.</p>
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		<title>Realacci (Fondazione Symbola): Il disastro Chernobyl confermò la necessità di cambiare rotta. La sfida delle rinnovabili è aperta, l’Italia fu in prima fila nella solidarietà. Imprese e famiglie pagano oggi bollette più alte perché meno rinnovabili</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/realacci-fondazione-symbola-il-disastro-chernobyl-confermo-la-necessita-di-cambiare-rotta-la-sfida-delle-rinnovabili-e-aperta-litalia-fu-in-prima-fila-nella-solidarieta-imprese-e-famigl/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 08:31:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Realacci (Fondazione Symbola): Il disastro Chernobyl confermò la necessità di cambiare rotta. La sfida delle rinnovabili è aperta, l’Italia fu in prima fila nella solidarietà. Imprese e famiglie pagano oggi bollette più alte perché meno rinnovabili “In questi giorni segnati dalle terribili conseguenze delle guerre in corso, il semplice evocare Chernobyl aumenta paure e angosce. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Realacci (Fondazione Symbola): Il disastro Chernobyl confermò la necessità di cambiare rotta. La sfida delle rinnovabili è aperta, l’Italia fu in prima fila nella solidarietà. Imprese e famiglie pagano oggi bollette più alte perché meno rinnovabili</p>
<p>“In questi giorni segnati dalle terribili conseguenze delle guerre in corso, il semplice evocare Chernobyl aumenta paure e angosce. La catastrofe del 26 aprile 1986 ci ricorda quanto accadde 36 anni fa e il pericolo ancora presente. L&#8217;Italia nei giorni successivi alla catastrofe fu in prima fila con una mobilitazione civile e fu la superpotenza della solidarietà. I dati più attendibili su quanto accaduto sono quelli che ci vengono dalla Bielorussia: il 70% della contaminazione interessò infatti quella regione, allora dell&#8217;Unione Sovietica e i dati ucraini sono resi più opachi dal fatto che era la regione che ospitava la centrale. Dal 1986 al 2018 sono stati ospitati in tutto il mondo 930.000 bambini bielorussi. Di questi 457.000, quasi la metà, in Italia. È stato un movimento popolare ed istituzionale importante che ha coinvolto decine di migliaia di famiglie, parrocchie, associazioni, istituzioni locali. La sola Legambiente, unica associazione ambientalista attiva su questo fronte perché di stampo più umanistico, ne ha accolti 25.000. Molta acqua è passata sotto i ponti e l&#8217;opzione nucleare nel mondo e in particolare in Occidente non è stata fermata tanto dai referendum quanto dai problemi tecnologici e dai costi. L’affermazione dello sceicco Yamani, ministro saudita del petrolio, secondo cui “l’età della pietra non è finita per mancanza di pietre, l’età del petrolio non finirà per l’esaurirsi dei pozzi, ma per la tecnologia” è oggi più vicina alla realtà e sempre più necessaria per contrastare la crisi climatica. Anche se la pensa diversamente Trump che nel suo intervento alle Nazioni Unite si è presentato come un improbabile paladino del paesaggio. Ma soprattutto ha negato i mutamenti climatici in corso. E ha sostenuto che la Cina li utilizza per vendere all’estero pale eoliche e pannelli fotovoltaici che non usa in patria perché troppo costosi. Peccato che nel 2025 la Cina abbia installato sul proprio territorio 440 GW (440.000 MW) di potenza elettrica rinnovabile contro circa 1 GW di nucleare, abbassando i costi e aumentando la propria indipendenza. Imprese e famiglie pagano oggi bollette più alte rispetto a Spagna e Germania perché hanno perso terreno sulle rinnovabili. Sono ideologiche e strumentali le proposte di rilanciare su grande scala il nucleare oggi: fatte per non cambiare rotta e puntare sulle rinnovabili che, proprio dopo la tragedia Ucraina e la guerra in corso in Medioriente, evidenziano il doppio dividendo di rappresentare anche una straordinaria occasione per dare anche stabilità e indipendenza alla nostra economia”.</p>
<p>Lo ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, in occasione della ricorrenza del disastro di Chernobyl.</p>
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		<title>Artigianato, futuro del Made in Italy. Artigianato aumentato</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/artigianato-futuro-del-made-in-italy-artigianato-aumentato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 12:30:30 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=111477</guid>

					<description><![CDATA[ARTIGIANATO, FUTURO DEL MADE IN ITALY     ARTIGIANATO AUMENTATO        IN OCCASIONE DELLA GIORNATA NAZIONALE DEL MADE IN ITALY È STATA PRESENTATA DAL MINISTRO ADOLFO URSO PRESSO IL MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY LA CAMPAGNA SUL RUOLO DELL’ARTIGIANATO NEL MADE IN ITALY PROMOSSA DA CONFARTIGIANATO, CNA, CASARTIGIANI CON FONDAZIONE SYMBOLA IN ITALIA, 1,25 MILIONI [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>ARTIGIANATO, FUTURO DEL MADE IN ITALY     </em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>ARTIGIANATO AUMENTATO        </em></strong></p>
<p><strong>IN OCCASIONE DELLA GIORNATA NAZIONALE DEL MADE IN ITALY È STATA PRESENTATA DAL MINISTRO ADOLFO URSO PRESSO IL MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY LA CAMPAGNA SUL RUOLO DELL’ARTIGIANATO NEL MADE IN ITALY PROMOSSA DA CONFARTIGIANATO, CNA, CASARTIGIANI CON FONDAZIONE SYMBOLA</strong></p>
<p><strong>IN ITALIA, 1,25 MILIONI DI IMPRESE SONO ARTIGIANE, UNA CIFRA PARI A POCO MENO DI UN QUARTO DI TUTTO IL SISTEMA PRODUTTIVO ITALIANO</strong></p>
<p><strong>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “LE PICCOLE IMPRESE E L’ARTIGIANATO NON SONO UN PUNTO DI DEBOLEZZA DELLA NOSTRA ECONOMIA. LA PROPENSIONE DELLE IMPRESE ARTIGIANE A COLLABORARE ACCOMPAGNA LA CAPACITÀ DI CREARE COESIONE E INNOVAZIONE. L’ARTIGIANATO È UN’ANIMA DEL MADE IN ITALY. IL CONCETTO DI ARTIGIANATO AUMENTATO DEFINISCE UN MODELLO EVOLUTIVO CHE INTEGRA LA TRADIZIONE MANIFATTURIERA ITALIANA CON TRE FATTORI CHIAVE – DESIGN, SOSTENIBILITÀ E INNOVAZIONE. NEL BICENTENARIO DELLA NASCITA DI COLLODI SI CONFERMA IL MODELLO PINOCCHIO. È GEPPETTO, UN ARTIGIANO, CHE RECUPERA UN LEGNO ABBANDONATO E DÀ VITA ALLA MATERIA. IL PAESE PUÒ AFFRONTARE LE SFIDE CHE ABBIAMO AVANTI CHIAMANDO A RACCOLTA I NOSTRI TALENTI SENZA LASCIARE INDIETRO NESSUNO. COME SCRITTO NEL MANIFESTO DI ASSISI, NON C’È NULLA DI SBAGLIATO IN ITALIA CHE NON POSSA ESSERE CORRETTO CON QUANTO DI GIUSTO C’È IN ITALIA. E, PER DIRLA CON PAPA FRANCESCO, ‘SIAMO CHIAMATI AD ESSERE CREATIVI, COME GLI ARTIGIANI, FORGIANDO PERCORSI NUOVI ED ORIGINALI PER IL BENE COMUNE’”.</strong></p>
<p><strong>GRANELLI (CONFARTIGIANATO): &#8220;GLI IMPRENDITORI ARTIGIANI SI CONFERMANO I PROTAGONISTI DELLA CULTURA PRODUTTIVA MADE IN ITALY. RADICATI NELLE PROPRIE COMUNITÀ MA CAPACI DI CONQUISTARE I MERCATI MONDIALI, SANNO CONIUGARE SAPERI ANTICHI E BIODIVERSITÀ DEL TERRITORIO CON UNA SPICCATA ATTITUDINE ALL&#8217;INNOVAZIONE, NECESSARIA PER COGLIERE LE NUOVE ESIGENZE DEI CONSUMATORI E AFFRONTARE LE TRANSIZIONI GREEN E DIGITALE. OGGI, GRAZIE ALLA LEGGE ANNUALE PMI, FORTEMENTE SOSTENUTA DA CONFARTIGIANATO, GLI IMPRENDITORI DISPONGONO DI NUOVI STRUMENTI PER TUTELARE L’AUTENTICA IDENTITÀ ARTIGIANA DI PRODOTTI E SERVIZI E PER EVOLVERE VERSO DIMENSIONI E FORME SOCIETARIE ADATTE A VINCERE LE SFIDE DEL MERCATO GLOBALE”.</strong></p>
<p><strong>COSTANTINI (CNA): “SIAMO ASSOLUTAMENTE CONVINTI CHE IL FUTURO DEL MADE IN ITALY RISIEDA NELLA CAPACITÀ DEI NOSTRI ARTIGIANI DI ‘ABITARE LA TECNICA’ SENZA FARSI SOSTITUIRE DA ESSA. L&#8217;ARTIGIANO DEL FUTURO NON È QUELLO CHE LAVORA NONOSTANTE LA TECNOLOGIA, MA QUELLO CHE LAVORA MEGLIO GRAZIE AD ESSA, PROTEGGENDO QUEL &#8220;SAPER FARE&#8221; CHE LE MACCHINE DA SOLE NON POTRANNO MAI REPLICARE, BASATO SULL&#8217;INTUIZIONE DEL BELLO E DEL BEN FATTO. MENTRE L&#8217;INDUSTRIA GLOBALE TENDE A STANDARDIZZARE TUTTO (ORA ANCHE GRAZIE ALL&#8217;AI), L&#8217;ARTIGIANO CHE OPERA NEI SETTORI DEL MADE IN ITALY USA L&#8217;INTELLIGENZA ARTIFICIALE, LA ROBOTICA E IN GENERE LE NUOVE TECNOLOGIE, PER FARE L&#8217;ESATTO OPPOSTO: PER RISPONDERE IN MODO PERSONALIZZATO ALLE RICHIESTE DEI SUOI CLIENTI, PER CREARE DEI PEZZI ASSOLUTAMENTE UNICI, PER MANTENERE ALTISSIMO LO STANDARD DELLA QUALITÀ DEI PRODOTTI E DELL’ATTENZIONE ALLA DIMENSIONE AMBIENTALE E SOCIALE”.</strong></p>
<p><strong>BASSO (CASARTIGIANI): “LA CAMPAGNA &#8211; ARTIGIANATO FUTURO DEL MADE IN ITALY &#8211; QUEST’ANNO PUNTA I RIFLETTORI SU QUELLA PARTE DI ARTIGIANATO, SEMPRE PIÙ AMPIA CHE GRAZIE A DESIGN, SOSTENIBILITÀ E INNOVAZIONE DIGITALE HA SAPUTO ESPANDERE ED AGGIORNARE I PROPRI PRODOTTI, I PROCESSI PRODUTTIVI, LE MODALITÀ DI COMUNICAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE. IMPRENDITORI CHE OGNI GIORNO ACCRESCONO LA PROPRIA COMPETITIVITÀ, UTILIZZANO TECNOLOGIE E NUOVI STRUMENTI PER MIGLIORARE QUALITÀ, EFFICIENZA, DURABILITÀ E RELAZIONE CON IL MERCATO, E CHE ANCHE PER QUESTO SOSTENGONO IL MADE IN ITALY SUI MERCATI GLOBALI E IDENTIFICANO IL NOSTRO PAESE ALL’ESTERO. UN ASSET STRATEGICO IMPRESCINDIBILE DA SALVAGUARDARE E SOSTENERE CON INTERVENTI STRUTTURALI CALIBRATI E UNA VISIONE EUROPEA COMUNE, SOPRATTUTTO IN MOMENTI DI CRISI COME QUELLO ATTUALE”. </strong></p>
<p><strong>URSO (MINISTRO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY</strong><strong>):</strong><strong> “L’ARTIGIANATO ITALIANO È DA SEMPRE SINONIMO DI QUALITÀ RICONOSCIUTA IN TUTTO IL MONDO. TUTTI CONOSCONO E APPREZZANO IL BELLO, BUONO E BEN FATTO DELLE NOSTRE PRODUZIONI ARTIGIANALI, CAPACI DI INTEGRARE SAPIENZA MANUALE, DESIGN, SOSTENIBILITÀ E TECNOLOGIE DIGITALI. VALORIZZARE COMPETENZE E IDENTITÀ SIGNIFICA RAFFORZARE COMPETITIVITÀ E CREARE LAVORO”, HA AGGIUNTO. “IN QUESTA DIREZIONE VANNO LA LEGGE ANNUALE SULLE PMI E LA PROSSIMA RIFORMA DELLA LEGGE SULL’ARTIGIANATO: CRESCITA, INNOVAZIONE, AGGREGAZIONE TRA IMPRESE E RICAMBIO GENERAZIONALE COME LEVE DI SVILUPPO”.</strong></p>
<p><strong>Roma, 23 Aprile 2026. <em>Artigianato aumentato</em> è il titolo della Campagna nazionale “Artigianato, futuro del made in Italy” 2026, presentata in occasione della Giornata del Made in Italy, promossa da Confartigianato, CNA e Casartigiani, insieme alla Fondazione Symbola e con il patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.</strong> Un progetto che dal 2023 racconta l’anima produttiva del Paese: un’Italia competitiva grazie alla capacità di coniugare innovazione e creatività.</p>
<p><strong>Hanno partecipato all’evento Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola; Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy; Marco Granelli, presidente Confartigianato; Dario Costantini, presidente CNA; Mauro Sangalli, vicepresidente Casartigiani.</strong></p>
<p>Il concetto di <strong>artigianato aumentato</strong> definisce un modello evolutivo che integra la tradizione manifatturiera italiana con tre fattori chiave – <strong>design, sostenibilità e innovazione</strong> – oggi capaci di rafforzarne competenze e valore. L’obiettivo è far conoscere un approccio già diffuso in molte realtà artigianali italiane, capace di consolidare l’identità delle imprese artigiane, aumentarne la competitività e generare ricadute economiche, culturali e occupazionali a livello locale. La campagna è stata lanciata oggi nell’ambito delle attività della Giornata Nazionale del Made in Italy. <strong>Dieci mestieri saranno raccontati nella loro evoluzione, mostrando come sostenibilità, design e innovazione contribuiscano a rinnovarne pratiche e competenze. Dall’acconciatore che integra strumenti digitali per la consulenza d’immagine al cliente, al calzolaio che utilizza scansioni 3D e pratiche di economia circolare per realizzare e rigenerare calzature, fino al restauratore che affianca tecnologie avanzate come scansioni e sensori al lavoro manuale, emerge con chiarezza il paradigma dell’artigianato aumentato. </strong>Un percorso che richiama la natura stessa dell’artigianato, da sempre capace di innovare e adattarsi ai tempi, e che ancora oggi rappresenta un elemento fondamentale per il valore e la qualità del sistema produttivo italiano.</p>
<p>La campagna si concluderà l’<strong>11 giugno 2026</strong> a Mantova nell’ambito del XXIV Seminario Estivo della Fondazione Symbola. Sarà l’occasione per celebrare cento protagonisti di questo artigianato aumentato e riconoscerne pubblicamente la capacità di evolvere, restando competitivi e mantenendo vive le competenze e i saperi tradizionali che rendono il made in Italy apprezzato nel mondo.</p>
<p><strong><em>Artigianato, futuro del made in Italy</em></strong> è una campagna che da anni rende visibile l’importanza dell’artigianato italiano per la nostra economia, ma anche per la nostra qualità della vita. In Italia, oltre un milione di imprese sono artigiane, una cifra pari a circa un quarto di tutto il sistema imprenditoriale italiano. L’artigianato rappresenta il cuore pulsante della manifattura italiana e, di conseguenza, del Made in Italy. Sebbene le imprese artigiane costituiscano il 21,3% del totale delle attività produttive, la loro incidenza è particolarmente significativa nel settore manifatturiero &#8211; dove raggiunge il 58,5% del totale delle imprese &#8211; e in particolare in alcuni comparti chiave come il legno, l’alimentare, l’abbigliamento, la meccanica. <strong>L’Italia, grazie anche alla forza del comparto artigiano, si conferma come il secondo Paese manifatturiero in Europa.</strong> L’artigianato è presente non solo nei settori tradizionali del Made in Italy, ma anche in quelli ad alta intensità di capitale e strategici per l’export. Infatti l’89,1% delle imprese esportatrici sono micro e piccole (MPI): esportano per il 68% in Europa e per oltre il 30% nel resto del mondo. Queste imprese hanno un peso rilevante sul valore delle esportazioni della filiera legno e del tessile. L’Italia si conferma leader nell’Unione europea per vendite all’estero realizzate dalle micro e piccole imprese manifatturiere, con il 27,8% del totale UE, seguita da Germania (14%) e Spagna (9,6%). Si registra, inoltre, una incidenza sul PIL delle esportazioni delle MPI italiane pari al 3,3%, il doppio della media UE (1,6%).</p>
<p>“Le piccole imprese e l’artigianato – dichiara <strong>Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola</strong> &#8211; non sono un punto di debolezza della nostra economia. La propensione delle imprese artigiane a collaborare accompagna la capacità di creare coesione e innovazione. L’artigianato è un’anima del made in Italy. Il concetto di artigianato aumentato definisce un modello evolutivo che integra la tradizione manifatturiera italiana con tre fattori chiave – design, sostenibilità e innovazione. Nel bicentenario della nascita di Collodi si conferma il modello Pinocchio. È Geppetto, un artigiano, che recupera un legno abbandonato e dà vita alla materia. Il Paese può affrontare le sfide che abbiamo avanti chiamando a raccolta i nostri talenti senza lasciare indietro nessuno. Come scritto nel Manifesto di Assisi, non c’è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto di giusto c’è in Italia. E, per dirla con Papa Francesco, ‘siamo chiamati ad essere creativi, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi ed originali per il bene comune’”.</p>
<p>&#8220;Gli imprenditori artigiani &#8211; spiega <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; si confermano i protagonisti della cultura produttiva made in Italy. Radicati nelle proprie comunità ma capaci di conquistare i mercati mondiali, sanno coniugare saperi antichi e biodiversità del territorio con una spiccata attitudine all&#8217;innovazione, necessaria per cogliere le nuove esigenze dei consumatori e affrontare le transizioni green e digitale. Oggi, grazie alla legge annuale PMI, fortemente sostenuta da Confartigianato, gli imprenditori dispongono di nuovi strumenti per tutelare l’autentica identità artigiana di prodotti e servizi e per evolvere verso dimensioni e forme societarie adatte a vincere le sfide del mercato globale”.</p>
<p>“Siamo assolutamente convinti che il futuro del made in Italy – dichiara <strong>Dario Costantini, presidente di CNA</strong> &#8211; risieda nella capacità dei nostri artigiani di ‘abitare la tecnica’ senza farsi sostituire da essa. L&#8217;artigiano del futuro non è quello che lavora nonostante la tecnologia, ma quello che lavora meglio grazie ad essa, proteggendo quel &#8220;saper fare&#8221; che le macchine da sole non potranno mai replicare, basato sull&#8217;intuizione del bello e del ben fatto. Mentre l&#8217;industria globale tende a standardizzare tutto (ora anche grazie all&#8217;AI), l&#8217;artigiano che opera nei settori del made in Italy usa l&#8217;intelligenza artificiale, la robotica e in genere le nuove tecnologie, per fare l&#8217;esatto opposto: per rispondere in modo personalizzato alle richieste dei suoi clienti, per creare dei pezzi assolutamente unici, per mantenere altissimo lo standard della qualità dei prodotti e dell’attenzione alla dimensione ambientale e sociale”.</p>
<p>“La campagna <em>Artigianato futuro del made in Italy</em> -quest’anno punta i riflettori su quella parte di artigianato, sempre più ampia che grazie a design, sostenibilità e innovazione digitale ha saputo espandere ed aggiornare i propri prodotti, i processi produttivi, le modalità di comunicazione e commercializzazione. Imprenditori che ogni giorno accrescono la propria competitività, utilizzano tecnologie e nuovi strumenti per migliorare qualità, efficienza, durabilità e relazione con il mercato, e che anche per questo sostengono il Made in Italy sui mercati globali e identificano il nostro Paese all’estero” &#8211; evidenzia<strong> il presidente di CASARTIGIANI Giacomo Basso. </strong>“Un asset strategico imprescindibile da salvaguardare e sostenere con interventi strutturali calibrati e una visione europea comune, soprattutto in momenti di crisi come quello attuale”.</p>
<p>“L’artigianato italiano è da sempre sinonimo di qualità riconosciuta in tutto il mondo. Tutti conoscono e apprezzano il bello, buono e ben fatto delle nostre produzioni artigianali, capaci di integrare sapienza manuale, design, sostenibilità e tecnologie digitali”, ha dichiarato <strong>il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso.</strong> “Valorizzare competenze e identità significa rafforzare competitività e creare lavoro”, ha aggiunto. “In questa direzione vanno la legge annuale sulle PMI e la prossima riforma della legge sull’artigianato: crescita, innovazione, aggregazione tra imprese e ricambio generazionale come leve di sviluppo”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Design Economy 2026 di Fondazione Symbola, Deloitte, POLI.design, ADI Associazione per il Disegno Industriale</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/design-economy-2026-di-fondazione-symbola-deloitte-poli-design-adi-associazione-per-il-disegno-industriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:00:59 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=110900</guid>

					<description><![CDATA[Fondazione Symbola, Deloitte Private, POLI.design, ADI Associazione per il Disegno Industriale in collaborazione con CUID, Interni Magazine, AIAP e AIPI, AlmaLaurea Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne, ADI Design Museum, Circolo del Design, con il patrocinio del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del ministero delle Imprese e del Made in Italy, hanno presentato oggi i risultati del rapporto “Design Economy 2026”, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza del valore del design per la competitività del sistema produttivo nazionale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>FONDAZIONE SYMBOLA, DELOITTE PRIVATE, POLI.DESIGN, </strong><strong>ADI ASSOCIAZIONE PER IL DISEGNO INDUSTRIALE: <em>DESIGN ECONOMY 2026</em></strong></p>
<p><strong> </strong><strong>IN ITALIA IL DESIGN DÀ LAVORO A 76 MILA PERSONE E GENERA UN VALORE AGGIUNTO PARI A 4 MLD</strong></p>
<p><strong>MILANO SI CONFERMA CAPITALE DEL DESIGN CON IL 19% DEL VALORE AGGIUNTO E IL 14,3% DEGLI ADDETTI</strong></p>
<p><strong>IL SALONE DEL MOBILE È LA PIÙ GRANDE MANIFESTAZIONE AL MONDO DI DESIGN</strong></p>
<p><strong>FORMAZIONE ITALIANA NEL SETTORE DEL DESIGN: IL NUMERO DI CORSI CRESCE DEL +5% </strong></p>
<p><strong>IL 94% DEI PROGETTISTI E DELLE ORGANIZZAZIONI HANNO CONSOLIDATO LE PROPRIE COMPETENZE NELL’UTILIZZO DELL’AI GENERATIVA NEGLI ULTIMI DUE ANNI</strong></p>
<p><strong>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “LA LEADERSHIP ITALIANA NEL DESIGN CONFERMA IL SUO RUOLO IMPORTANTE COME INFRASTRUTTURA IMMATERIALE DEL MADE IN ITALY, COME DIMOSTRA IL SALONE DEL MOBILE DI MILANO, ED È PROTAGONISTA NELLA SFIDA DELLA SOSTENIBILITÀ. NEL PIENO DI UNA TRANSIZIONE VERDE E DIGITALE IL DESIGN È CHIAMATO NUOVAMENTE A DARE FORMA, SENSO E BELLEZZA AL FUTURO. IL DESIGN È STRATEGICO ANCHE PER SVILUPPARE UNA NUOVA GENERAZIONE DI PRODOTTI CHE NEL SEGNO DELLA BELLEZZA RISPONDANO AI DETTAMI DELL’ECONOMIA CIRCOLARE: EFFICIENZA, MINORE IMPIEGO DI MATERIA ED ENERGIA, RICICLABILITÀ, RIUTILIZZABILITÀ. UN DESIGN DI STAMPO UMANISTICO AIUTA ANCHE AD ADDOMESTICARE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE.</strong> <strong>PERCHÉ COME È SCRITTO SUL MANIFESTO DI ASSISI ‘AFFRONTARE CON CORAGGIO LA CRISI CLIMATICA NON È SOLO NECESSARIO MA RAPPRESENTA UNA GRANDE OCCASIONE PER RENDERE LA NOSTRA ECONOMIA E LA NOSTRA SOCIETÀ PIÙ A MISURA D’UOMO E PER QUESTO PIÙ CAPACI DI FUTURO”.  </strong></p>
<p><strong>LANZILLO (DELOITTE PRIVATE): “LA TRASFORMAZIONE DIGITALE, E NELLO SPECIFICO L’INTRODUZIONE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, RAPPRESENTA PER TUTTO IL SETTORE DEL DESIGN UNA PRIORITÀ PER LO SVILUPPO E LA CRESCITA SOSTENIBILE. PER MASSIMIZZARE L’IMPATTO PERÒ È FONDAMENTALE RIPROGETTARE PROCESSI E MODELLI OPERATIVI SULLA BASE DELL’IA, ASSICURANDO CHE IL CONTRIBUTO UMANO SIA VALORIZZATO E NON AUTOMATIZZATO. LE GIUSTE COMPETENZE E L’UTILIZZO APPROPRIATO DI QUESTE SOLUZIONI DA PARTE DEGLI OPERATORI DEL DESIGN PUÒ TRADURSI IN UN’ACCELERAZIONE CHE PERMETTA DI POTENZIARE L’EFFICIENZA, RIDURRE I COSTI AZIENDALI E OTTIMIZZARE LE RISORSE. INTEGRARE L’IA NEL CUORE DELLE ORGANIZZAZIONI È UNA SFIDA PER TUTTO IL SETTORE, CHE NON PUÒ PRESCINDERE DALLA CAPACITÀ DI METTERE IN RELAZIONE STRUMENTI TECNOLOGICI ED ESIGENZE MANAGERIALI TIPICHE DEL MADE IN ITALY, AL FINE DI CREARE CONNESSIONI OPERATIVE E STRATEGICHE CON CUI GUIDARE IL CAMBIAMENTO”.</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>CAUTELA (POLI.DESIGN): “ANCHE QUEST’EDIZIONE DEL RAPPORTO CONFERMA LA CAPACITÀ ATTRATTIVA DELLA LOMBARDIA, E DI MILANO IN PARTICOLARE, PER GLI STUDENTI DI DESIGN ITALIANI E INTERNAZIONALI. ALLO STESSO TEMPO, PERÒ, SI REGISTRA UNA CRESCITA SIGNIFICATIVA DEGLI ISCRITTI AL CENTRO E AL SUD, SPESSO IN CONNESSIONE CON LE SPECIALIZZAZIONI PRODUTTIVE LOCALI E TERRITORIALI. È IMPORTANTE NOTARE COME QUESTI DATI INCORAGGIANTI SULLA FORMAZIONE PROCEDANO IN PARALLELO CON QUELLI OCCUPAZIONALI: IL DESIGN RESTA UN SETTORE IN SALUTE E SI OSSERVA UNA SOSTANZIALE COERENZA TRA LA NATURA DEGLI STUDI E LA TIPOLOGIA DI LAVORO SVOLTO. IL RAPPORTO SOTTOLINEA, INOLTRE, LA POSIZIONE ORMAI CONSOLIDATA DELL’AI, VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI LAVORO UTILIZZATA QUOTIDIANAMENTE DA PROGETTISTI E ORGANIZZAZIONI. L’AI GENERATIVA È PERCEPITA COME UN ACCELERATORE DI PROCESSI, PIÙ CHE COME UN AGENTE CREATIVO, RUOLO IN CUI L’ESSERE UMANO RESTA CENTRALE”.</strong></p>
<p><strong>GALIMBERTI (ADI): “I DATI DEL RAPPORTO DESIGN ECONOMY 2026 CONFERMANO LA SOLIDITÀ E LA CENTRALITÀ DI UN SETTORE CHE NON SOLO GENERA VALORE ECONOMICO E OCCUPAZIONE QUALIFICATA, MA CONTRIBUISCE IN MODO DETERMINANTE ALLA COSTRUZIONE DELL’IDENTITÀ DEL MADE IN ITALY NEL MONDO. INFRASTRUTTURA CULTURALE PRIMA ANCORA CHE ECONOMICA: UNO STRUMENTO CRITICO CAPACE DI ORIENTARE L’INNOVAZIONE E DARE FORMA AI PROCESSI PRODUTTIVI. I DATI RESTITUISCONO L’IMMAGINE DI UN SISTEMA MATURO, IN CUI MILANO AGISCE DA NODO PROPULSIVO MA ALL’INTERNO DI UNA RETE SEMPRE PIÙ DIFFUSA. IN QUESTO CONTESTO, LA SFIDA È GOVERNARE LE TRASFORMAZIONI, TECNOLOGICHE E SOCIALI, RIAFFERMANDO IL RUOLO DEL PROGETTO COME PRATICA CONSAPEVOLE, RESPONSABILE E PROFONDAMENTE UMANISTICA”.</strong></p>
<p><strong>Milano, 16 Aprile 2026. Fondazione Symbola, Deloitte Private, POLI.design, ADI Associazione per il Disegno Industriale in collaborazione con CUID, Interni Magazine, AIAP e AIPI, AlmaLaurea Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne, ADI Design Museum, Circolo del Design, con il patrocinio del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del ministero delle Imprese e del Made in Italy, hanno presentato oggi i risultati del rapporto “Design Economy 2026”, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza del valore del design per la competitività del sistema produttivo nazionale. Hanno introdotto il rapporto presso l’ADI Design Museum di Milano, Luciano Galimberti, presidente ADI; Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola; Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader Italia. Hanno presentato il lavoro Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Symbola e Cabirio Cautela, Consigliere d’amministrazione POLI.design (Politecnico di Milano). Ne hanno discusso Francesco Zurlo, professore ordinario Politecnico di Milano;</strong> <strong>Valentino Caporizzi, managing director Design Group Italia;</strong><strong> Giacomo Grassi, Director of user experience INPS; Giselle Paola Chajin, Service &amp; Business Design Director, Tangity – NTT DATA. Ha moderato i lavori Laura Traldi, Digital Managing Editor Internimagazine.it.</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>L’economia del design: Italia prima in Europa per fatturato</strong></p>
<p><strong> </strong>A livello europeo, il comparto conta circa 295 mila imprese, con un fatturato complessivo di 31 miliardi di euro (+3,2% rispetto al 2023 e +23,8% nel triennio); anche l’occupazione mostra un andamento positivo, con oltre 356 mila addetti (+4,8% su base annua e +16,1% nel triennio).</p>
<p>Analizzando le performance dei singoli Paesi per personale impiegato nel settore, <strong>l’Italia conferma la propria posizione di leadership. Nel 2024 si consolida infatti il primato del nostro Paese per numero di addetti UE, 54 mila, pari al 21,5% del totale europeo prima di Francia (14,9%) e Germania (14,0%). Completano il quadro Paesi Bassi e Polonia, rispettivamente al quarto e quinto posto, con quote pari al 9,1% e all’8,5%.</strong> Analogamente a quanto osservato per gli addetti, anche il valore economico generato dal design risulta fortemente concentrato nei Paesi caratterizzati da economie industriali più avanzate. Oltre la metà (51%) del fatturato dell’industria europea del design si concentra infatti in tre soli Paesi: <strong>Italia (20,0% della ricchezza comunitaria prodotta), Germania (17,6%) e Francia (13,4%). Allargando anche a Paesi Bassi (11,8%) e Svezia (6,8%), cumulativamente si sfiora il 70% del totale.</strong></p>
<p><strong>La fotografia del settore in Italia</strong></p>
<p><strong> </strong>Il settore del design conta<strong> 54 mila operatori </strong>tra cui imprese, liberi professionisti e autonomi che hanno generato un <strong>valore aggiunto pari a 4 miliardi con 76 mila addetti.</strong> Per delineare un quadro del valore economico del design a livello territoriale si può far riferimento alle stime realizzate su dati ISTAT e relative al 2024. I dati confermano, ancora una volta, l’elevata concentrazione delle attività legate al design in Lombardia, da cui deriva il 33,4% del valore aggiunto complessivo del comparto e il 28,7% all’occupazione complessiva. Segue la ricchezza prodotta dall’Emilia Romagna (con una quota di valore aggiunto pari al 13,3 % del totale nazionale), dal Veneto (10,9%) e dal Piemonte (10,3%).</p>
<p>Per quanto riguarda la dinamica di crescita nel corso dell’ultimo anno, le regioni che hanno registrato gli incrementi più significativi del valore aggiunto sono Molise (+2,9%), Marche (+2,2%) e Lombardia (+2,1%).<strong> Milano conferma la propria leadership, con oltre 7.300 imprese attive. Seguono Roma, Torino, Firenze, Bologna e Brescia: insieme, queste sei province concentrano oltre un terzo delle imprese di design italiane.</strong></p>
<p>In termini di valore creato, le imprese milanesi generano da sole il 19% della ricchezza prodotta dal settore a livello nazionale. Sul podio seguono Torino (6,8%) e Roma (5,3%), mentre Bologna si colloca quarta con una quota del 3,6%. In termini dinamici, a registrare le crescite più significative sono le province sarde di Nuoro (+4,5%) e Oristano (+4,2%) e le province di Ragusa (+3,7%), Catanzaro (+3,4%) e Campobasso (+3,1%). Si tratta di territori in cui il design registra valori assoluti modesti ma dove le attività produttive legate alla cultura e creatività stanno registrando una forte ripresa. Per quanto riguarda l’occupazione, invece, le province che registrano gli aumenti più significativi sono Ferrara (+6,4%), Belluno (+6,3%), Messina (+5,7%), Forlì-Cesena (+5,5%) e Teramo (+5,3%) trainati dalla produzione di macchinari e di abbigliamento e accessori moda.</p>
<p>In termini di specializzazione, coerentemente con quanto emerso a livello regionale, si segnala il valore aggiunto prodotto nella provincia di Fermo, dove lo 0,64% della ricchezza complessivamente prodotta nel territorio deriva proprio dal design; seguono Como (0,47%), Novara (0,43%), Reggio Emilia (0,42%) e Modena (0,37%). Le considerazioni formulate per la ricchezza prodotta si possono estendere anche al versante occupazionale. Al primato di Milano (14,3% degli addetti nazionali del design) seguono Torino (con una quota del 6,9%), Roma (5,2%) e Bologna (3,7%).</p>
<p>In termini di specializzazione (progettisti sul totale dell’occupazione provinciale) si segnalano, ancora una volta e per le stesse motivazioni, le province di Fermo (0,85%) e Como (0,73%), seguite da quelle di Novara (0,64%), Modena (0,58%) e Reggio Emilia (0,54%).</p>
<p>Un dato importante che emerge dal report è che il 56,2% delle organizzazioni di design sta valutando l’adozione di strategie mirate a sostenere la propria crescita. Nello specifico, prevalgono, soprattutto tra le microimprese, le scelte legate al rafforzamento della cooperazione, attraverso la possibilità di avere un partner economico (20,8%), di associarsi con altri professionisti (19,2%) o di creare/aderire a reti d’impresa (13,8%).</p>
<p>“La leadership italiana nel design – dichiara <strong>Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola</strong> &#8211; conferma il suo ruolo importante come infrastruttura immateriale del made in Italy, come dimostra il Salone del Mobile di Milano, ed è protagonista nella sfida della sostenibilità. Nel pieno di una transizione verde e digitale il design è chiamato nuovamente a dare forma, senso e bellezza al futuro. Il design è strategico anche per sviluppare una nuova generazione di prodotti che nel segno della bellezza rispondano ai dettami dell’economia circolare: efficienza, minore impiego di materia ed energia, riciclabilità, riutilizzabilità. Un design di stampo umanistico aiuta anche ad addomesticare l’intelligenza artificiale. Perché come è scritto sul Manifesto di Assisi ‘affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro”.</p>
<p>“La trasformazione digitale, e nello specifico l’introduzione dell’intelligenza artificiale – dichiara <strong>Ernesto Lanzillo, partner e leader di Deloitte Private in Italia</strong> &#8211; rappresenta per tutto il settore del design una priorità per lo sviluppo e la crescita sostenibile. Per massimizzare l’impatto però è fondamentale riprogettare processi e modelli operativi sulla base dell’IA, assicurando che il contributo umano sia valorizzato e non automatizzato. Le giuste competenze e l’utilizzo appropriato di queste soluzioni da parte degli operatori del design può tradursi in un’accelerazione che permetta di potenziare l’efficienza, ridurre i costi aziendali e ottimizzare le risorse. Integrare l’IA nel cuore delle organizzazioni è una sfida per tutto il settore, che non può prescindere dalla capacità di mettere in relazione strumenti tecnologici ed esigenze manageriali tipiche del Made in Italy, al fine di creare connessioni operative e strategiche con cui guidare il cambiamento”.</p>
<p>“Anche quest’edizione del rapporto conferma la capacità attrattiva della Lombardia, e di Milano in particolare, per gli studenti di design italiani e internazionali. Allo stesso tempo, però, si registra una crescita significativa degli iscritti al Centro e al Sud, spesso in connessione con le specializzazioni produttive locali e territoriali. È importante notare come questi dati incoraggianti sulla formazione procedano in parallelo con quelli occupazionali: il design resta un settore in salute e si osserva una sostanziale coerenza tra la natura degli studi e la tipologia di lavoro svolto”, spiega <strong>Cabirio Cautela, Consigliere d’amministrazione POLI.design (Politecnico di Milano), </strong>“il rapporto sottolinea, inoltre, la posizione ormai consolidata dell’AI, vera e propria infrastruttura di lavoro utilizzata quotidianamente da progettisti e organizzazioni. L’AI generativa è percepita come un acceleratore di processi, più che come un agente creativo, ruolo in cui l’essere umano resta centrale”.</p>
<p><strong> </strong>“I dati del rapporto Design Economy 2026 – dichiara <strong>Luciano Galimberti, presidente ADI</strong> &#8211; confermano la solidità e la centralità di un settore che non solo genera valore economico e occupazione qualificata, ma contribuisce in modo determinante alla costruzione dell’identità del Made in Italy nel mondo. Infrastruttura culturale prima ancora che economica: uno strumento critico capace di orientare l’innovazione e dare forma ai processi produttivi. I dati restituiscono l’immagine di un sistema maturo, in cui Milano agisce da nodo propulsivo ma all’interno di una rete sempre più diffusa. In questo contesto, la sfida è governare le trasformazioni, tecnologiche e sociali, riaffermando il ruolo del progetto come pratica consapevole, responsabile e profondamente umanistica”.</p>
<p><strong>La formazione italiana nell’ambito del design: cresce il numero di corsi e quello degli istituti</strong></p>
<p><strong> </strong>Complessivamente, nell’<strong>anno accademico 2024/2025 in Italia si contano 100 istituti attivi e 369 corsi di studio (+5%). </strong>La Lombardia, e Milano in particolare, si confermano come il principale hub del design italiano concentrando il 28,7% degli iscritti universitari e il 36,5% di quelli AFAM, oltre ad attrarre il 61,9% degli studenti internazionali. Accanto a questa concentrazione, si registra una crescita significativa nel Centro e nel Sud del Paese, con incrementi degli iscritti rispettivamente del 18,5% e del 19,2%, a vantaggio di un progressivo riequilibrio e di una diffusione più ampia delle competenze, spesso in connessione con le specializzazioni produttive locali. Gli esiti occupazionali confermano il design come leva ad alto rendimento con elevati livelli di occupazione (92,4% è il tasso di occupati dei laureati magistrali in design a 5 anni dal conseguimento del titolo, superiore alla media nazionale pari al 89,7%), e coerenza tra studi e lavoro.</p>
<p><strong><em>Generative Artificial Intelligence</em></strong><strong> nel design</strong></p>
<p>La scelta di fare un focus sull’intelligenza artificiale generativa (in inglese “Generative Artificial Intelligence”, in breve “GenAI”) si basa su diverse ragioni tra loro connesse, tra cui la diffusione allargata della tecnologia a diverse generazioni che “fanno design”, la proliferazione di diverse piattaforme corredate da LLM (Large Language Model) tra loro simili ma differenti nelle logiche di addestramento e di produzione di output, l’accelerazione attesa nella maturità e consapevolezza nell’uso di talune piattaforme e, non ultimo, l’obiettivo di un più ricco approfondimento tematico rispetto all’edizione del 2024. In linea generale il livello di preparazione rispetto alla GenAI si concentra prevalentemente su valori medi: il 52,4% degli operatori del design partecipanti alla survey dichiara un livello “medio”, configurando una diffusione ampia ma non ancora pienamente consolidata delle competenze. Il livello “alto” è indicato dal 35,4% delle organizzazioni contro il 13,8% dei progettisti, evidenziando un vantaggio relativo delle strutture organizzate in termini di maturità tecnologica. Per un quinto dei rispondenti il livello di preparazione rimane ancora “basso” mentre solo il 6,2% dichiara una preparazione minima. Le competenze maggiormente indicate dal campione, nella sua totalità, riguardano il “prompt design &amp; strategy” (65%), la conoscenza di “aspetti etici legati al copyright” (52,4%), il “visual &amp; content editing” (42,7%) e le competenze in chiave di “progettazione sostenibile” (quasi il 40%), seguita con un minimo divario dalla “prototipazione rapida condotta con strumenti ibridi” (39%). Il 94% dei progettisti e delle organizzazioni hanno consolidato le proprie competenze nell’utilizzo dell’AI generativa negli ultimi due anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Il rapporto si può scaricare su </em></strong><a href="http://www.symbola.net"><strong><em>www.symbola.net</em></strong></a><strong><em>  </em></strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Realacci (Fondazione Symbola): Dalla cultura artigiana il futuro di Pinocchio</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/realacci-fondazione-symbola-dalla-cultura-artigiana-il-futuro-di-pinocchio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 10:20:40 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=110318</guid>

					<description><![CDATA[Realacci (Fondazione Symbola): Dalla cultura artigiana il futuro di Pinocchio “Oggi, Festa di San Giuseppe, si celebra, nel pomeriggio, la Giornata del Valore Artigiano a L’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026, al convegno di Confartigianato dal titolo Artigianato anima del Made In Italy.  E con l’occasione si celebra anche il bicentenario dalla nascita di Collodi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Realacci (Fondazione Symbola): Dalla cultura artigiana il futuro di Pinocchio</p>
<p>“Oggi, Festa di San Giuseppe, si celebra, nel pomeriggio, la <em>Giornata del Valore Artigiano</em> a L’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026, al convegno di Confartigianato dal titolo <em>Artigianato anima del Made In Italy.</em>  E con l’occasione si celebra anche il bicentenario dalla nascita di Collodi che, nell’era dell’intelligenza artificiale, non è un residuo del passato, ma una leva per il futuro per contrastare una finanza senza controllo e tecnologie disumanizzanti: una sfida che dobbiamo affrontare per costruire un futuro più a misura d’uomo ma anche un’occasione per riflettere su alcuni caratteri della nostra econo­mia. La sua opera più importante, <em>Le avventure di Pinocchio</em>, il libro più tradotto nel mondo dopo la<em> Bibbia</em> e il <em>Piccolo Principe</em>, non è soltanto un classico. Sono state individuate 669 traduzioni in 192 lingue e dialetti. È una delle più grandi infrastrutture immateriali italiane, una metafora condivisa a livello planetario del rapporto tra artigianalità, materia e forma. La storia di Geppetto è, in fondo, il racconto più chiaro di ciò che l’Italia sa fare meglio: dare forma alla materia, trasformare la materia in esperienza e bellezza. Nelle principali filiere del made in Italy dell’alimentare, meccanica, moda e arredamento operano 393 mila imprese e 2 milio­ni 873 mila addetti; di questi 212 mila sono imprese artigiane (54,0%) e 652 mila addetti dell’artigianato manifatturiero (pari all’83,6%). Il legno della Val di Fiemme, nel racconto, è materia viva: resiste, parla, sorprende. Perché come diceva Gustav Mahler “la tradizione non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco”.</p>
<p>Lo ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>100 Italian Green Architectural Conservation Stories di Fondazione Symbola e Fassa Bortolo in partnership con Assorestauro e Camera di Commercio di Brescia</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/100-italian-green-architectural-conservation-stories-di-fondazione-symbola-e-fassa-bortolo-in-partnership-con-assorestauro-e-camera-di-commercio-di-brescia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 14:30:29 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://symbola.net/?post_type=approfondimento&#038;p=109929</guid>

					<description><![CDATA[100 ITALIAN GREEN ARCHITECTURAL CONSERVATION STORIES INNOVAZIONE, SOSTENIBILITÀ, BELLEZZA DI FONDAZIONE SYMBOLA E FASSA BORTOLO IN PARTNERSHIP CON ASSORESTAURO E CAMERA DI COMMERCIO DI BRESCIA   IMPRESE, CENTRI DI RICERCA E REALTÀ DEL TERZO SETTORE RACCONTANO UN’ITALIA CHE SA PRENDERSI CURA DELL’ESISTENTE CON INTERVENTI CONSERVATIVI CAPACI E DI MIGLIORARE LE PERFORMANCE ENERGETICHE, CLIMATICHE E MATERICHE [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>100 ITALIAN GREEN ARCHITECTURAL CONSERVATION STORIES</em></strong></p>
<p><strong><em>INNOVAZIONE, SOSTENIBILITÀ, BELLEZZA </em></strong></p>
<p><strong><em>DI FONDAZIONE SYMBOLA E FASSA BORTOLO</em></strong> <strong><em>IN PARTNERSHIP CON ASSORESTAURO E CAMERA DI COMMERCIO DI BRESCIA</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong>IMPRESE, CENTRI DI RICERCA E REALTÀ DEL TERZO SETTORE RACCONTANO UN’ITALIA CHE SA PRENDERSI CURA DELL’ESISTENTE CON INTERVENTI CONSERVATIVI CAPACI E DI MIGLIORARE LE PERFORMANCE ENERGETICHE, CLIMATICHE E MATERICHE DEGLI EDIFICI</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>LA FILIERA STA AVANZANDO NELLO SVILUPPO E DIFFUSIONE DI IMPIANTI IBRIDI E NELL’INSERIMENTO DI ENERGIE RINNOVABILI, A PARTIRE DALLA DIFFUSIONE DEI SISTEMI A POMPA DI CALORE</strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong>ALCUNE IMPRESE ITALIANE SONO RIUSCITE A METTERE A PUNTO DEI DISPOSITIVI PIÙ SOSTENIBILI CAPACI DI FRENARE L’ACQUA ATTRAVERSO DELLE BARRIERE CHIMICHE, RICORRENDO PER ESEMPIO A SISTEMI ELETTROFISICI ED ELETTROCINETICI</strong></p>
<p><strong>REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “LA FORZA DELLA NOSTRA ECONOMIA E DEL MADE IN ITALY DEVE MOLTO ALLA CULTURA E ALLA BELLEZZA. PIÙ CHE IN ALTRI PAESI. CULTURA E CREATIVITÀ OLTRE AD ARRICCHIRE LA NOSTRA IDENTITÀ E ALIMENTARE LA DOMANDA DI ITALIA NEL MONDO, POSSONO AIUTARCI AD AFFRONTARE INSIEME LE DIFFICILI SFIDE CHE ABBIAMO DAVANTI.</strong> <strong>IL REPORT DI FONDAZIONE SYMBOLA E FASSA BORTOLO CI RACCONTA CHE INNOVARE NEL RESTAURO GREEN SIGNIFICA MISURARSI CON UNA DOPPIA SFIDA, CULTURALE E AMBIENTALE. VUOL DIRE CUSTODIRE L’IDENTITÀ DEL PATRIMONIO CULTURALE E, INSIEME, RENDERLO PIÙ EFFICIENTE E RESILIENTE. IL NOSTRO PAESE RAPPRESENTA UN LABORATORIO IMPORTANTE DELLE TECNOLOGIE E COMPETENZE PER IL RESTAURO. L’ITALIA HA LE ENERGIE PER SUPERARE LA CRISI CHE STIAMO ATTRAVERSANDO E LO DIMOSTRANO LE REALTÀ VIRTUOSE E INNOVATIVE, RACCONTATE NEL RAPPORTO, CHE SONO LA MIGLIORE RISPOSTA PER COSTRUIRE INSIEME – COME AFFERMA IL MANIFESTO DI ASSISI – UN’ECONOMIA E UNA SOCIETÀ PIÙ A MISURA D’UOMO E PER QUESTO PIÙ CAPACE DI FUTURO”.</strong></p>
<p><strong>TRIVILLIN (FASSA BORTOLO): “IL TEMA DELLA RIQUALIFICAZIONE DEL COSTRUITO È DESTINATO A DIVENTARE SEMPRE PIÙ CENTRALE NELL’EDILIZIA CONTEMPORANEA, SIA PER IL RECUPERO DI UN PATRIMONIO STORICO UNICO, SIA PER L’OTTIMIZZAZIONE ENERGETICA E LA RIDUZIONE DEL CONSUMO DI SUOLO. PER NOI DI FASSA BORTOLO QUESTA CONSAPEVOLEZZA SI TRADUCE, ORMAI DA DECENNI, IN UN IMPEGNO CONCRETO NEL PROMUOVERE BUONE PRATICHE CHE POSSANO ESSERE DI STIMOLO PER L’INTERO SETTORE, GRAZIE ANCHE A COLLABORAZIONI PREZIOSE COME QUELLA CON FONDAZIONE SYMBOLA. PARALLELAMENTE ALL’ATTIVITÀ DI SENSIBILIZZAZIONE, INVESTIAMO COSTANTEMENTE IN RICERCA ED INNOVAZIONE PER SVILUPPARE SOLUZIONI CHE CONTRIBUISCANO IN MODO ATTIVO A QUESTA TRASFORMAZIONE: PRODOTTI A MINORE IMPRONTA DI CARBONIO, MATERIALI PIÙ COMPATIBILI E MENO INQUINANTI COME LA CALCE, SISTEMI PER LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA. IL NOSTRO OBIETTIVO È CONTINUARE AD ALZARE SEMPRE PIÙ L’ASTICELLA DELLA QUALITÀ”.</strong></p>
<p><strong>GRILETTO (ASSORESTAURO): &#8220;IL RAPPORTO EVIDENZIA COME IL PATRIMONIO STORICO COSTRUITO POSSA CONTRIBUIRE CONCRETAMENTE ALLA TRANSIZIONE ECOLOGICA E AL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI DELL’AGENDA 2030. LE ESPERIENZE RACCOLTE DIMOSTRANO CHE IL RESTAURO PUÒ INTEGRARE TUTELA, INNOVAZIONE ED EFFICIENZA ENERGETICA, RIDUCENDO L’IMPATTO AMBIENTALE DEGLI EDIFICI STORICI.  PER QUESTO È FONDAMENTALE SVILUPPARE MODELLI DI INTERVENTO E POLITICHE AMBIENTALI ED ENERGETICHE DEDICATE AL PATRIMONIO ESISTENTE, SPECIFICATAMENTE QUELLO TUTELATO. COME ASSORESTAURO SIAMO IMPEGNATI A PROMUOVERE CONFRONTO, INDIRIZZO E CONSULTAZIONE TRA FILIERA DEL RESTAURO, ISTITUZIONI ED ENTI DI RICERCA&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Venezia, 17 Marzo 2026.</strong> <strong><em>100 ITALIAN GREEN ARCHITECTURAL CONSERVATION STORIES. INNOVAZIONE, SOSTENIBILITÀ, BELLEZZA di Fondazione Symbola e Fassa Bortolo, in partnership con Assorestauro e Camera di Commercio di Brescia, e il patrocinio del Ministero della Cultura, </em>è stato presentato oggi da Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola; Alessandro Trivillin, Presidente e CEO Gruppo Fassa Bortolo; Alberto Stefani, Presidente Regione Veneto; Andrea Griletto, Direttore Assorestauro; Massimo Ziletti, Segretario Generale Camera Di Commercio Di Brescia; Stefano Micelli, professore Venice School Of Management Università Ca’ Foscari Di Venezia. Ha coordinato l’evento Paola Pierotti, architetto e giornalista PPAN.</strong></p>
<p>Le 100 storie italiane raccolte nel report restituiscono una fotografia d’insieme di una filiera ad alta specializzazione che, nella transizione verde, agisce come motore di innovazione. Nel restauro, infatti, la qualità non è solo conservazione ma capacità di rendere il patrimonio costruito più efficiente senza comprometterne identità e valore. In questa partita l’Italia può contare su un capitale di competenze raro, costruito nel tempo e riconosciuto a livello internazionale<strong>.</strong> Le storie mostrano con chiarezza che il futuro dell’edilizia e, soprattutto, del patrimonio storico del Paese non passa soltanto dalla qualità degli interventi e dalla messa in sicurezza delle strutture, ma anche – in modo sempre più decisivo – dalla loro sostenibilità ambientale. Imprese, centri di ricerca e realtà del terzo settore raccontano un’Italia che sa prendersi cura dell’esistente con interventi conservativi capaci, allo stesso tempo, di migliorare le performance energetiche, climatiche e materiche degli edifici, riducendo impatti e sprechi.</p>
<p>È per dare visibilità a questa filiera di competenze, innovazione e responsabilità – e per rafforzare l’idea che la qualità italiana si misura anche nella capacità di rigenerare senza consumare nuovo suolo, unendo tutela e transizione – che<strong> Fondazione Symbola e Fassa Bortolo dedicano al restauro sostenibile il sesto numero della collana orientata a mappare e raccontare le eccellenze italiane della filiera delle costruzioni made in Italy.</strong></p>
<p>È il terreno su cui operano eccellenze come l’Istituto Centrale per il Restauro e l’Opificio delle Pietre Dure, dove ricerca, sperimentazione e pratica alimentano un sapere rigoroso, capace di trasferirsi dalle opere d’arte agli edifici, dai materiali alle tecniche di intervento. L’intersezione tra sostenibilità e edilizia è per molti aspetti anche un ritorno al futuro. Molte delle soluzioni più efficaci citate nel rapporto nascono dalla rilettura di un’intelligenza costruttiva antica, tipica dell’architettura mediterranea.</p>
<p>Lo sviluppo di bio e nanotecnologie per la biopulitura, orientate a interventi più sostenibili per le opere, per la salute degli operatori e per l’ambiente. In particolare, l’impiego di biotecnologie microbiche consente la rimozione selettiva di depositi organici e inorganici su superfici artistiche e pitture murali, riducendo l’uso di sostanze chimiche, attraverso microrganismi e loro derivati (batteri, funghi, alghe ed enzimi, anche di origine marina). L’applicazione delle nanotecnologie al patrimonio storico ha trovato numerose soluzioni innovative per la sua rigenerazione sostenibile: dallo sviluppo di malte (oltre che di calcestruzzi) realizzate con geo polimeri &#8211; una sorta di legante che va a sostituire il cemento, molto più inquinante &#8211; alla messa a punto di prodotti finalizzati a difendere le superfici architettoniche dal deterioramento causato dall’acqua, dalle fluttuazioni termiche, dai gas atmosferici e dall’inquinamento. Molti di questi prodotti nanotech, inoltre, riescono ad assorbire le sostanze inquinanti presenti nell’aria e sono meno tossici (e dunque meno pericolosi) per gli operatori che li utilizzano.</p>
<p>L’attenzione agli impatti ambientali cresce nella filiera anche per risolvere uno dei più grandi e diffusi problemi delle costruzioni in muratura: l’umidità di risalita che, non solo minaccia gli affreschi degli edifici storici causando l’affioramento dei sali e lo scrostamento del colore, ma influisce anche sulle prestazioni di isolamento e sul consumo energetico dei vecchi edifici. Alcune imprese italiane sono infatti riuscite a mettere a punto dei dispositivi, più sostenibili rispetto alle più tradizionali iniezioni di resine, capaci di frenare l’acqua attraverso delle barriere chimiche, ricorrendo per esempio a sistemi elettrofisici ed elettrocinetici. O sviluppando innovative tecnologie non invasive che regolano i campi magnetici ed elettromagnetici delle murature grazie a dispositivi elettronici in grado di impedire la risalita dal terreno dell’umidità e facilitare il ritorno dell’acqua al suolo per gravità.  Attraverso soluzioni impiantistiche innovative, la filiera sta avanzando anche nello sviluppo e diffusione di impianti ibridi e nell’inserimento di energie rinnovabili, a partire dalla diffusione dei sistemi a pompa di calore (che prelevano il calore da fonti naturali come acqua di falda, aria o terreno). L’impiantistica high-tech è, inoltre, una componente importante della riqualificazione illuminotecnica green del patrimonio storico che, grazie all’uso di LED a basso consumo, sistemi smart di gestione della luce e impianti di monitoraggio della luminosità, contribuisce in modo significativo ad abbattere i consumi energetici. Di fondamentale importanza è il contributo che arriva dalle tecnologie diagnostiche per monitorare lo stato di conservazione e la performance energetica degli edifici. Attraverso sensori applicati sui materiali da costruzione, oggi è infatti possibile monitorare in tempo reale i parametri predittivi del degrado degli edifici storici, pianificando interventi tempestivi, non invasivi e poco dispendiosi.</p>
<p>“La forza della nostra economia e del made in Italy deve molto &#8211; dichiara <strong>Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola </strong>&#8211; alla cultura e alla bellezza. Più che in altri Paesi. Cultura e creatività oltre ad arricchire la nostra identità e alimentare la domanda di Italia nel mondo, possono aiutarci ad affrontare insieme le difficili sfide che abbiamo davanti. Il report di Fondazione Symbola e Fassa Bortolo ci racconta che innovare nel restauro green significa misurarsi con una doppia sfida, culturale e ambientale. Vuol dire custodire l’identità dei luoghi e, insieme, renderli più efficienti e resilienti. Il nostro Paese rappresenta un laboratorio importante delle tecnologie e competenze per il restauro. L’Italia ha le energie per superare la crisi che stiamo attraversando e lo dimostrano le realtà virtuose e innovative, raccontate nel rapporto, che sono la migliore risposta per costruire insieme – come afferma il Manifesto di Assisi – un’economia e una società più a misura d’uomo e per questo più capace di futuro”.</p>
<p>“Il tema della riqualificazione del costruito è destinato a diventare sempre più centrale &#8211; <strong>Alessandro Trivillin, Presidente e CEO, Gruppo Fassa Bortolo</strong> &#8211; nell’edilizia contemporanea, sia per il recupero di un patrimonio storico unico, sia per l’ottimizzazione energetica e la riduzione del consumo di suolo. Per noi di Fassa Bortolo questa consapevolezza si traduce, ormai da decenni, in un impegno concreto nel promuovere buone pratiche che possano essere di stimolo per l’intero settore, grazie anche a collaborazioni preziose come quella con Fondazione Symbola. Parallelamente all’attività di sensibilizzazione, investiamo costantemente in ricerca ed innovazione per sviluppare soluzioni che contribuiscano in modo attivo a questa trasformazione: prodotti a minore impronta di carbonio, materiali più compatibili e meno inquinanti come la calce, sistemi per la riqualificazione energetica. Il nostro obiettivo è continuare ad alzare sempre più l’asticella della qualità”.</p>
<p>&#8220;Il rapporto evidenzia come il patrimonio storico costruito possa contribuire concretamente alla transizione ecologica e al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. Le esperienze raccolte dimostrano che il restauro può integrare tutela, innovazione ed efficienza energetica, riducendo l’impatto ambientale degli edifici storici.  Per questo è fondamentale sviluppare modelli di intervento e politiche ambientali ed energetiche dedicate al patrimonio esistente, specificatamente quello tutelato. Come Assorestauro siamo impegnati a promuovere confronto, indirizzo e consultazione tra filiera del restauro, istituzioni ed enti di ricerca&#8221; &#8211; dichiara <strong>Andrea Griletto, Direttore di Assorestauro.</strong></p>
<p><strong><u>ALCUNI ESEMPI TRA LE 100 ITALIAN GREEN ARCHITECTURAL CONSERVATION STORIES:</u></strong></p>
<p><strong>Artemide</strong>, icona del design Made in Italy nel mondo, ha trasformato l’illuminazione in un’arte che coniuga estetica, innovazione e rispetto per l’ambiente. L’azienda con sede a Pregnana Milanese (MI), in oltre mezzo secolo di storia, ha dato vita ad alcuni dei sistemi di illuminazione più imitati di sempre, che hanno fatto scuola e sono stati premiati con i più importanti riconoscimenti internazionali. Le lampade Artemide sono anche prodotti green, impiegati in molti interventi di restauro conservativo in tutto il mondo. È il caso del proiettore Vector 55, realizzato con componenti riciclabili e smontabili, un prodotto scelto, tra gli altri, per il restauro degli spazi interni di Palazzo Butera, a Palermo. Qui Artemide ha lavorato per ridurre dimensioni ed impiego di materiali migliorando le prestazioni del prodotto. La scelta attenta dei materiali e lo studio delle geometrie consentono di controllare la temperatura di esercizio bilanciando le dimensioni ridotte, allungando la vita delle sorgenti LED tanto da assicurare, nel 90% dei casi, un flusso luminoso equiparabile a quello iniziale anche dopo 75.000 ore di utilizzo, con una riduzione delle performance inferiore al 20%.</p>
<p><strong>Brenta</strong> è una startup nata a Lonigo (VI) nel 2016 specializzata in nanotecnologie e materiali per il restauro. Una realtà creata con l&#8217;intento di sviluppare tecnologie sicure, innovative e sostenibili per restaurare e proteggere il patrimonio artistico. In collaborazione con l&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia ha brevettato la tecnologia Nasier per lo sviluppo di prodotti per la pulitura enzimatica avanzata, che permette la rimozione selettiva di patine biologiche, organiche e acriliche dalle superfici. Nasier offre una linea di detergenti greener ideati per il restauro, sicuri per l&#8217;operatore e per l&#8217;ambiente, e rivoluzionari per l&#8217;azione combinata di enzimi e matrici micro-nanotecnologiche che assicura risultati di qualità con una singola applicazione, riducendo tempi e costi del cantiere conservativo.  Le diverse formulazioni Nasier sono state utilizzate in delicati interventi di biopulitura su superfici architettoniche e per la deacidificazione di libri e opere d’arte su carta. Tra i cantieri di eccellenza figurano la pulitura del mosaico romano e del Ninfeo di Villa Giulia a Roma, la fontana monumentale della Reggia di Caserta, il Ninfeo di Villa Barbaro a Maser (TV) e il Duomo di Milano.</p>
<p>Aperto nel 2019, il <strong>Center of Cultural Heritage Technology &#8211; CCHT</strong> è uno dei 12 centri di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia sul territorio nazionale. Il Centro nasce per promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie per la tutela e la conservazione, anche preventiva, del patrimonio culturale, e fa della multidisciplinarietà il punto di forza. Dottorandi, tecnici e ricercatori del CCHT valorizzano i risultati delle ricerche che si svolgono all’IIT negli ambiti della scienza dei materiali, della robotica e dell’intelligenza artificiale mettendoli a servizio della conservazione del patrimonio storico, anche in collaborazione con atenei e altri centri di ricerca.  Il progetto GoGreen, ad esempio, sviluppato in sinergia con prestigiosi centri di ricerca europei, promuove pratiche di conservazione sviluppando sia nuovi materiali per conservare e restaurare in un’ottica sostenibile per l’ambiente e l’operatore, sia strumenti educativi che un app digitale per supportare i conservatori/restauratori nell’adozione di soluzioni ecocompatibili.</p>
<p><strong>CMR, acronimo per Center Materials Research,</strong> è un’eccellenza nella diagnostica applicata all’edilizia e, soprattutto, al restauro dei beni culturali. Da oltre 15 anni, infatti, il laboratorio con sede a Vicenza è un riferimento nei settori dell’analisi chimico-fisica dei materiali (intonaci, lapidei, pellicole pittoriche), e nelle indagini termografiche e microclimatiche. Test avanzati che sono resi possibili grazie all’utilizzo di microscopia ottica ed elettronica, sistemi all’infrarosso, sonde miniaturizzate e altre tecnologie all’avanguardia.  Negli anni, il know-how di CMR è stato richiesto per i lavori di restauro di numerosissimi edifici di grande valore storico in Italia: l’Insula Meridionalis di Pompei, Palazzo del Quirinale, l’Arena e il teatro romano a Verona e molti importanti palazzi veneziani<strong><em>.</em></strong></p>
<p>C’è un laboratorio italiano tra i partner del progetto che in Palestina vuole costruire tessuti urbani sostenibili in contesti caratterizzati da un vasto patrimonio storico architettonico. Si tratta del <strong>DAda Lab – Drawing Architecture Document Action, </strong>al servizio di questa causa con il suo elevato know-how tecnologico in materia di modellazione tridimensionale. Il laboratorio dell’Università di Pavia, nato per occuparsi di formazione, ricerca e trasferimento delle conoscenze applicate al mondo degli edifici di alto valore storico, si avvale di moderne tecnologie &#8211; laser scanner e stampe 3D, banche dati digitali e sistemi di realtà aumentata &#8211; oltre a partner come le Università di Valencia e Granada (Spagna) e quella polacca di Gdaúsk. Tra i lavori che hanno visto protagonista il DAda Lab, il progetto Betlemme SMART City prendeva avvio nel 2021 per programmare uno sviluppo urbano sostenibile nell’area di Betlemme, integrato al ricco patrimonio storico di quel territorio.</p>
<p>Essere fra i maggiori protagonisti, per numero, qualità e importanza degli incarichi, nella ricostruzione del Centro Italia dopo i devastanti terremoti del 2009 e del 2016, è un risultato che travalica i confini della tecnica per caricarsi di significati e simbologia. È questa una delle grandi sfide che hanno visto protagonista la<strong> Di Vincenzo Dino &amp; C. </strong>negli ultimi anni. La storia dell’azienda inizia nel 1948 con l’aggiudicazione del primo appalto. Oggi, dopo oltre 70 anni, l’impresa Di Vincenzo Dino &amp; C., con sede a San Giovanni Teatino (CH), ha 300 dipendenti in Italia, un fatturato previsto per l’anno 2025 di oltre 180 milioni ed è leader nazionale nella ricostruzione, nel restauro e nel miglioramento antisismico degli edifici storici, oltre che nelle costruzioni civili e industriali e nelle infrastrutture. Tra gli interventi recenti di conservazione si segnalano il Monastero di San Marco ad Offida (AP), Palazzo Benadduci a Tolentino (MC) e Palazzo Saladini ad Ascoli Piceno, tutti colpiti dal violento sisma del 2016. L’intervento più importante in corso è il Complesso Don Minozzi di Amatrice, denominato Casa Futuro.</p>
<p>I tetti di tegole, con le diverse tonalità di rosso e di ocra che caratterizzano i coppi, rendono immediatamente riconoscibili i borghi italiani. Una componente paesaggistica che i normali pannelli fotovoltaici non possono che deturpare. Proprio per questo <strong>Dyaqua </strong>ha messo a punto dei moduli rivestiti con una speciale superficie che si lascia attraversare dai raggi solari, permettendo così di ricaricare le celle fotovoltaiche contenute all’interno della tegola. Un sistema, quello dell’azienda di Camisano Vicentino (VI), che prende il nome di Invisible Solar e che rappresenta un punto di svolta per la transizione energetica del restauro conservativo. Tra le applicazioni più interessanti degli ultimi anni c’è sicuramente quella del 2022 a Spalato, in Croazia. Sul tetto di un teatro della città vecchia, infatti, sono stati installati coppi fotovoltaici in cotto rosso, una scelta obbligata dai vincoli che caratterizzano l’edificio. Ma i moduli di Dyaqua trovano posto anche a Pompei, dove la riqualificazione della Casa dei Vettii ha previsto l’implementazione di un sistema di autoproduzione di energia green.</p>
<p>Dal 1992 ad oggi, il centro <strong>Eurac Research</strong> è passato dall’avere in organico 12 ricercatori a una rete di circa 700 collaboratori e oltre 50 dottorandi provenienti da più di 40 Paesi del mondo. Una realtà internazionale, con 11 istituti riuniti nella sede di Bolzano, partner in 60 Paesi in cinque continenti e collaborazioni con enti di primo piano, tra cui, l’ESA e numerose altre istituzioni. La transizione energetica a 360 gradi è oggetto di studio soprattutto da parte dell’Istituto per le Energie Rinnovabili, un lavoro che tocca anche il risanamento energetico di edifici storici, grazie ad un team di ricerca dedicato che conta 15 collaboratori, impegnati a coniugare transizione green e vincoli riguardanti l’edificato storico.  Nell’Hygrothermal testing lab, Eurac testa e sviluppa materiali e soluzioni per l’isolamento e l’efficientamento energetico degli edifici antichi insieme a imprese del settore, grazie a strumenti all’avanguardia come bilance analitiche, camere climatiche, stufe di essicazione ed estrattori a pressione. Pannelli in fibra di canapa e intonaci termoisolanti, ad esempio, vengono analizzati studiando le prestazioni e le proprietà dei materiali impiegati.</p>
<p>Dai Fori Imperiali alla Torre Eiffel fino al Louvre e all’Ermitage, le tecnologie di <strong>IBIX </strong>sono state utilizzate per la pulitura e conservazione di opere architettoniche e siti archeologici in tutto il mondo. Fondata nel 2000 a Lugo (RA), IBIX è leader in Italia e in oltre 40 Paesi nel mondo nella produzione e commercializzazione di macchine e soluzioni per la pulitura e il trattamento delle superfici per i più svariati settori di attività: dall’edilizia al restauro, dalla nautica fino al recupero post-incendio e al decoro urbano. Da oltre venti anni l’azienda sviluppa tecnologie innovative e sostenibili con un impatto minimo sull’ambiente, grazie all’utilizzo di materiali ecologici e all’applicazione delle nanotecnologie con prodotti naturali a base acquosa. Quelli IBIX sono gli unici sistemi di micro-aero-abrasione a bassa pressione progettati per la conservazione di beni storici e culturali di pregio, e garantiscono un trattamento efficace senza danneggiare le superfici originali. IBIX ha infatti brevettato una linea di &#8220;eco&#8221; sabbiatrici con inerti ecologici composti da materiali naturali e progettati per una pulizia non abrasiva.</p>
<p>Da oltre un secolo <strong>La Calce del Brenta</strong> trasforma con maestria un materiale antichissimo e sostenibile come la calce in un prodotto pregiato, una tavolozza armoniosa di pitture da terre colorate e pigmenti naturali, sintesi di tradizione, estetica contemporanea e sostenibilità. Con sede a Santa Croce di Cittadella (PD), l’impresa tramanda di generazione in generazione il sapere artigianale della produzione di finiture biocompatibili per rivestimenti, attraverso un’accurata selezione di materiali naturali, in grado di assicurare durabilità e salubrità degli ambienti. Come la pittura a calce naturale Vivasan, costituita da minerali naturali attivi, che coniuga luminosità e design a una testata azione contro muffa e umidità.</p>
<p>L’impronta di <strong>Mario Cucinella Architects</strong> nell’olimpo dell’architettura mondiale è caratterizzata dalla capacità di coniugare bellezza, ambiente e uso di tecnologie innovative. In questo modo prende vita un lavoro di ricerca che ha nella sostenibilità ambientale uno dei suoi orizzonti principali. Oltre alla storica sede di Bologna, nel 2021 lo studio ha inaugurato una seconda sede a Milano ed è oggi riconosciuto in tutto il mondo come una delle eccellenze assolute del design made in Italy. Un know-how che negli anni ha più volte incontrato anche il mondo del restauro conservativo. Ha fatto scuola, in questo senso, l’intervento di recupero architettonico dello storico palazzo ottocentesco Bocconi-Rizzoli-Carraro, trasformato dal progetto di Mario Cucinella Architects nel Museo d’Arte Fondazione Luigi Rovati, nel cuore di Milano. Gli spazi espositivi interni sono rivestiti da 30.000 conci di pietra forte fiorentina, pezzi unici, disegnati uno ad uno per creare un avvolgente effetto di continuità. Uno spazio ipogeo e chiaroscurale, che richiama l’ambiente delle tombe etrusche</p>
<p><strong>Di seguito l’elenco delle 100 storie raccontate:</strong></p>
<p>CERTIFICAZIONI: CasaClima &#8211; Agenzia per l&#8217;Energia Alto Adige | Consorzio Legno Legno | GBC Italia | GreeningLab &#8211; Planex | DIAGNOSTICA E MONITORAGGIO: CMR LAB | LADC &#8211; Politecnico Milano | LegnoDOC | IMPIANTISTICA: Aermec | Artemide | DZ Engineering | Enel | Exenia | Gewiss | Hera Luce | iGuzzini | Olimpia splendid | RBM | TEON | Thermodif IC | Thermoeasy | Umbra Control ISOLAMENTO E FINITURE: Biopietra | F&amp;F Restauri | Falegnameria Bozzarelli | PM Serramenti | Ton Gruppe | MATERIALI: 4ward 360 | Agosti Nanotherm | Azichem | BIOmat Canapa | Brebey | Brenta | Calchera San Giorgio | CIR &#8211; Chimica Italiana Restauri | CTS | CVR | Diasen | Dyaqua | FIBRE NET | Gavazzi Tessuti Tecnici | Industrie Cotto Possagno | KIMIA | La Calce del Brenta | Lab4Green | Mapei | Natural Calk &#8211; Arte e Mestieri | Oltremateria &#8211; Ecomat | Opificio Bio Aedilitia | Politect | Renner Italia | Ricehouse | Röfix Italia | Senini | Siltea | Snaptech | Spring Color | Tassullo | Tecnova Group | PROGETTAZIONE: Archliving | B5 | Binario Lab | Di Vincenzo Dino &amp; C. | Edilsystem | Ermentini Architetti | Fratelli Navarra &#8211; Italiana Costruzioni | Giovanni Vaccarini Architetti | Guicciardini &amp; Magni Architetti | Lithos | Magistri | Mario Cucinella Architects | Negozio Blu Architetti Associati | Piraccini+Potente Architettura | Setten Genesio | SPC Engineering | Studio Berlucchi | Studio Leonardo | PROMOZIONE: Assorestauro | Camera di Commercio Brescia | FAI &#8211; Fondo Ambiente Italiano | SIC Italia &#8211; Sustainability in Conservation | RICERCA: Center of Cultural Heritage Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia &#8211; IIT | CETMA &#8211; Centro di Ricerca e Innovazione Tecnologica | CIRI &#8211; Edilizia e Costruzioni Università di Bologna | DAda Lab | Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale &#8211; Università di Pisa | Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali &#8211; Università di Catania | DTC Lazio &#8211; Distretto Tecnologico Beni e Attività Culturali | ENEA | Eurac Research | Fondazione Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale” | ISPC CNR Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale | Istituto Centrale per il Restauro | RSE &#8211; Ricerca sul Sistema Energetico | TekneHub &#8211; Università degli Studi di Ferrara | TECNOLOGIE: ACCA Software | Atena | El.En. Electronic Engineering | IBIX | Leonardo Solutions &#8211; Domodry | Vimar</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Il rapporto completo si trova su www.symbola.net</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nautica, Filiera Strategica del Made in Italy: oltre 13 miliardi di valore aggiunto e 168 mila occupati</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/nautica-filiera-strategica-del-made-in-italy-oltre-13-miliardi-di-valore-aggiunto-e-168-mila-occupati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 13:00:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[NAUTICA, FILIERA STRATEGICA DEL MADE IN ITALY: OLTRE 13 MILIARDI DI VALORE AGGIUNTO E 168 MILA OCCUPATI Presentati a Milano “La Nautica in Cifre Monitor – Trend 2025/2026” e “Geografie della Filiera Nautica Italiana 2026” L’industria nautica italiana si conferma tra le filiere manifatturiere più rilevanti del Made in Italy per impatto economico, occupazione e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NAUTICA, FILIERA STRATEGICA DEL MADE IN ITALY: OLTRE 13 MILIARDI DI VALORE AGGIUNTO E 168 MILA OCCUPATI</strong></p>
<p><strong>Presentati a Milano “La Nautica in Cifre Monitor – Trend 2025/2026” e “Geografie della Filiera Nautica Italiana 2026”</strong></p>
<p>L’industria nautica italiana si conferma tra le filiere manifatturiere più rilevanti del Made in Italy per impatto economico, occupazione e capacità di attivazione lungo la catena del valore. Nel 2024 il <strong>settore ha generato oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto</strong> e quasi <strong>168 mila occupati</strong>, con una crescita dell’occupazione del 5,6%.</p>
<p>È quanto emerge dai nuovi rapporti “<strong>La Nautica in Cifre Monitor – Trend di mercato 2025/2026</strong>”, realizzato dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica e Fondazione Edison, e “<strong>Geografie della Filiera Nautica Italiana 2026</strong>”, a cura di Fondazione Symbola, presentati oggi a Milano presso Palazzo Edison.</p>
<p>I due studi restituiscono un quadro di consolidamento strutturale della cantieristica italiana e di rafforzamento competitivo dell’intera filiera, in un contesto internazionale in continua evoluzione.</p>
<p><strong>Monitor 2025/2026: trend di mercato e posizionamento competitivo</strong></p>
<p>“<strong>La Nautica in Cifre Monitor – Trend di mercato 2025/2026</strong>” rappresenta l’unica fonte statistica di riferimento del settore e fornisce un aggiornamento puntuale sull’andamento dei mercati, sulle dinamiche produttive e sul posizionamento internazionale della nautica italiana.</p>
<p>Dopo il saluto di apertura di <strong>Beatrice Biagetti</strong>, Segretario Generale di Fondazione Edison, il Presidente di Confindustria Nautica, <strong>Piero Formenti</strong>, ha sottolineato:</p>
<p>“L’appuntamento di oggi segna l’avvio del percorso annuale di iniziative con cui Confindustria Nautica intende offrire al settore analisi e indirizzo strategico. In un contesto globale caratterizzato da cambiamenti economici e geopolitici rilevanti, la nautica da diporto italiana continua a dimostrare solidità, capacità di adattamento e visione strategica. Le dinamiche restano differenziate tra i segmenti: la grande nautica cresce, la fascia media tiene, mentre la piccola nautica risente maggiormente della consumer confidence attualmente attenuata da complesse condizioni congiunturali. I dati del nostro Ufficio Studi rappresentano uno strumento fondamentale per imprese e istituzioni per interpretare queste evoluzioni e orientare le strategie del comparto.”</p>
<p><strong>Stefano Pagani Isnardi</strong>, Direttore dell’Ufficio Studi di Confindustria Nautica, ha illustrato i principali indicatori economici e le prospettive evolutive del comparto, confermando il consolidamento della leadership italiana nella cantieristica di alta gamma e la resilienza complessiva della filiera.</p>
<p>Il <strong>settore superyacht</strong> &#8211; dopo aver chiuso positivamente l’anno solare 2025, con il 50% delle aziende che ha registrato un aumento di fatturato rispetto all’anno precedente e per il 25% una stabilità – registra una stabilizzazione  dei tassi di crescita nel corrente portafoglio ordini. Metà dei cantieri mantengono infatti il proprio order book  allineati ai livelli di 12 mesi fa e un quarto di essi segnalano  anche dati in crescita. Il trend viene confermato da Boat International nel  <strong>Superyacht Global Order Book 2026</strong> che, a fronte di una riduzione degli ordini mondiali di circa il 4% (da 1.138 a 1.093), vede la quota italiana in crescita di 2 punti, raggiungendo il 52%, con un numero di unità pari a 568 ordini.</p>
<p>La situazione della <strong>produzione cantieristica fino ai 24 metri</strong> appare più articolata. Se le stime di chiusura del 2025 riportavano un dato generalizzato di contrazione, dall’indagine attuale emergono trend per l’anno nautico 2025/26 più positivi, con un aumento delle imprese che prevedono una crescita del volume di affari, che passa dal 23% al 46%, riducendo a meno di un quarto del campione l’ipotesi di flessione del fatturato.</p>
<p>Questo recupero di produttività per le unità fino ai 24 metri è confermato dai dati del comparto delle <strong>reti di vendita</strong> di unità da diporto. A fronte di un 2025 che si chiude con previsioni negative per il 62% del campione e in stabilità per il restante 38%, gli operatori confermano aspettative migliori per l’anno nautico in corso: la quota di campione che prevede stime negative scende infatti di 25 punti, al 37%, mentre cresce al 50% la quota di chi prevede stabilità e un  13% di imprese prevede altresì una crescita dei dati di fatturato.</p>
<p>Come registrato nel 2024, per le aziende del comparto degli <strong>accessori</strong> e degli <strong>equipaggiamenti, </strong>l’ampia varietà della tipologia di prodotto e di destinazione di vendita (superyacht, piccola nautica, aftersales) determina una significativa differenziazione dei risultati. Le stime sull’anno nautico 2025/26 risultano sostanzialmente simili nella varietà distributiva delle risposte al dato 2025 , ma con un significativo aumento delle risposte positive, che salgono dal 30% al 39%.</p>
<p>In relazione al comparto dei <strong>motori marini</strong>, il sentiment sull’anno nautico in corso registra un miglioramento delle stime : la percentuale del campione che stima una crescita del fatturato cresce infatti  dal 25% al 38%, e  la quota di aziende che ipotizza una stabilità del volume di affari si conferma  al 50%.</p>
<p>Le imprese di <strong>locazione e noleggio</strong> registrano risultati soddisfacenti per il 2025, con il 57% del campione che segnala una crescita del fatturato, a fronte del 29% che registra una riduzione rispetto all’anno precedente, comunque contenuta entro il -10%. Il sentiment sull’anno nautico in corso appare molto positivo, con il 64% dei rispondenti che prevede una crescita del volume di affari, il 29% un mantenimento dei livelli precedenti e soltanto il 7% una possibile flessione. Un quadro che conferma il ruolo strategico del processo di semplificazione normativa in atto, amplificando gli effetti positivi che noleggio e charter riversano sul turismo, non solo costiero.</p>
<p>In relazione alle aziende del <strong>turismo nautico, porti e servizi</strong>, le aspettative per l’anno nautico in corso appaiono decisamente positive, con il 75% delle aziende che stima una crescita del fatturato (in crescita del 25% rispetto alle aspettative di chiusura per il 2025). Resta sostanzialmente immutata la parte di imprese che si attende una riduzione del fatturato: 12% per l’anno nautico 2025/2026, a fronte del 13% per il preconsuntivo 2025. Tali dati confermano peraltro i trend di crescita riportati dall’indagine statistica condotta dall’associato <strong>Assomarinas </strong>a settembre 2025.</p>
<p><strong>L’impatto dei fattori esogeni sull’andamento del settore e le prospettive dell’export</strong></p>
<p>Nell’ambito della rilevazione, le aziende hanno segnalato i<strong> fattori esogeni </strong>dal maggiore impatto sull’andamento del settore. Tra i diversi fattori analizzati, le <strong>tensioni politiche</strong> vengono indicate come  l’elemento più dirompente. Gli elevati <strong>tassi di interesse</strong> risultano molto rilevanti unitamente al costo del lavoro indicato  di forte rilievo. Nonostante la  progressiva riduzione della criticità  delle ultime stagioni, gli <strong>stock in giacenza</strong> risultano  ancora un problema di impatto significativo per numerosi operatori.</p>
<p>In questo contesto, l’exploit delle <strong>esportazioni</strong> globali della produzione cantieristica nautica italiana risulta certamente l’elemento più significativo della crescita degli ultimi anni.</p>
<p>“La nautica da diporto italiana – dichiara <strong>Marco Fortis</strong>, Vicepresidente di Fondazione Edison, partner scientifico della Nautica in Cifre &#8211; si posiziona sul podio più alto tra gli esportatori a livello mondiale e si configura sempre più come una delle punte di diamante del nostro commercio estero: nell’ultimo anno scorrevole (novembre 2024-ottobre 2025) l’export ha raggiunto e superato i 4 miliardi di euro, registrando uno dei migliori risultati di sempre e confermandosi uno dei settori con i maggiori tassi di crescita dell’ultimo decennio (il quinto in assoluto, considerando i settori Ateco a 4 cifre e aventi un export nel 2024 superiore ai 2 miliardi di euro)”.</p>
<p><strong>Geografie della filiera: impatto economico e moltiplicatore</strong></p>
<p>“Il sistema nautico rappresenta uno dei segmenti più dinamici dell’economia &#8211; ha dichiarato <strong>Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Symbola</strong> &#8211; ed è tra le filiere manifatturiere più rilevanti del Made in Italy per impatto economico e capacità di attivazione lungo la catena del valore. Una leadership costruita grazie a una rete produttiva di prim’ordine, diffusa sul territorio e integrata a monte e a valle della filiera.</p>
<p>Nel 2024, come emerge dal report <strong><em>Geografie della filiera nautica italiana 2026</em></strong> di Fondazione Symbola e Confindustria Nautica, il settore genera oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168 mila occupati, con una crescita dell’occupazione del 5,6%. La cantieristica è fortemente concentrata in regioni chiave (Toscana, Lombardia, Marche, Liguria, Campania, Piemonte, Sicilia e Lazio) che rappresentano poli di specializzazione e competenze.</p>
<p>La nautica si conferma un potente moltiplicatore economico: per ogni euro prodotto dai cantieri si attivano complessivamente 5,2 euro di valore aggiunto e, per ogni addetto impiegato nel core, si generano 7,1 posti di lavoro lungo l’intera catena. Al tempo stesso lo studio mostra una crescente concentrazione del valore nella cantieristica rispetto al resto della filiera. Una dinamica che riflette il rafforzamento strutturale della cantieristica, sostenuto da un processo di concentrazione selettiva che premia gli operatori più solidi e da un progressivo aumento del peso delle attività core, con la crescente internalizzazione di funzioni strategiche e fasi a più alto valore aggiunto. Una crescita strettamente legata alla capacità di fare sistema e investimenti continui in qualità, innovazione e sostenibilità, leve decisive per consolidare la leadership internazionale del settore”.</p>
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