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	<title>Economia circolare &#8211; Symbola</title>
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	<title>Economia circolare &#8211; Symbola</title>
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		<title>Magis</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/magis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2023 10:00:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Azienda orientata alla produzione circolare nello stile, nella scelta dei materiali e nelle soluzioni logistiche attuate]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Partire con <strong>un’azienda a conduzione familiare</strong> da un piccolo paese veneto e diventare <strong>protagonisti del design a livello mondiale</strong> grazie alla continua ricerca del perfetto connubio tra <strong>estetica</strong> e <strong>funzionalità.</strong><br />
È la storia di Magis, azienda fondata a <strong>Motta di Livenza</strong> nel 1976, che ha saputo imporsi sulla scena internazionale con la produzione di oggetti di culto come Bottle, portabottiglie disegnato da Jasper Morrison nel ‘94. Da sempre Magis collabora con alcuni dei più noti designer del mondo.</p>
<p>Recentemente l’azienda veneta ha dato vita a una serie di progetti improntati all’<strong>economia circolare</strong>. Il famoso designer tedesco Konstantin Grcic, ad esempio, ha realizzato per Magis <em>Bell Chair</em>, una sedia monoscocca dai tratti minimalisti in <strong>polipropilene riciclato</strong> proveniente dagli <strong>scarti di produzione</strong> della stessa azienda e dai siti produttivi delle case automobilistiche della zona. La <strong>sostenibilità</strong> del prodotto è stata pensata anche per gli aspetti logistici, tanto che con la stessa <strong>plastica delle sedie</strong> è stato progettato appositamente un <strong>pallet in plastica</strong> che può contenere fino a 24 <em>Bell Chair</em> impilate una sull’altra per <strong>ridurre</strong> <strong>gli imballaggi</strong> durante le fasi di trasporto e <strong>fungere da espositore</strong> per i rivenditori. Altro <strong>prodotto dalle caratteristiche circolari</strong> è il divano modulare <em>Costume</em>, idea del designer Stefan Diez, con struttura in <strong>polietilene riciclato e riciclabile</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Re Mat</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/re-mat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2022 09:00:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Start-up rivoluzionare che ha innovato la filiera del poliuretano espanso: riciclo e sostenibilità ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fondata nel 2018 a <strong>Nichelino (To)</strong>, Re Mat è una start-up che ha tra i propri soci il <strong>Club degli Investitori di Torino</strong>, il <strong>Gruppo CLN</strong> e <strong>Iren,</strong> e nasce per rivoluzionare la filiera del <strong>poliuretano espanso</strong>, ovvero quel materiale che si trova all’interno di materassi, divani e sedili delle automobili. Il merito di Re Mat è quello di essere stata la prima e unica azienda italiana ad aver messo a punto un processo che consente di <strong>recuperare</strong> il <strong>poliuretano</strong> <strong>espanso</strong> dai materassi dismessi e dagli scarti di lavorazione per farne una <strong>materia prima seconda</strong> dalle stesse caratteristiche tecniche del poliuretano espanso vergine. Considerato che in Italia, ogni anno, vengono dismessi circa 5 milioni di materassi, evitare che questi finiscano in discarica o negli inceneritori vuol dire contribuire in maniera significativa alla <strong>riduzione di CO<sub>2</sub></strong>.</p>
<p>Attraverso la divisione di R&amp;S, Re Mat studia <strong>nuovi materiali</strong> avvalendosi anche di collaborazioni con atenei come il <strong>Politecnico di Torino</strong>. Il poliuretano riciclato ha ottime proprietà fonoisolanti e termoisolanti, e grazie alle <strong>elevate performance energetiche</strong> risulta particolarmente adatto per realizzare solai, tetti e pareti. Estremamente versatile e facile da lavorare e modellare, questo poliuretano espanso <strong>riciclato</strong> e <strong>riciclabile</strong> chiamato <strong>Eco Foam</strong>, oltre che nell’edilizia, trova applicazione anche nell’arredamento. La linea di materassi <strong>eco-friendly Eco Dream</strong>, ad esempio, è stata utilizzata per un servizio di noleggio materassi per le strutture ricettive, in un’ottica di prodotto come servizio.</p>
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		<title>Manteco</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/manteco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2022 10:00:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Produzione di tessuti e filati da anni adotta un modello di economia circolare che garantisce alta qualità ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fondata nel 1941 a <strong>Prato</strong>, nel cuore del distretto tessile più grande d’Europa, dove la <strong>lavorazione della lana</strong> vanta una tradizione millenaria, Manteco persegue un <strong>modello di economia circolare</strong> da più di 80 anni.<br />
L’attività dell’azienda tessile inizia infatti <strong>riciclando</strong> <strong>vecchi capi</strong> di abbigliamento dismessi e coperte militari lasciate in eredità dalla guerra. Rimasta nel corso dei decenni una realtà a conduzione familiare, Manteco ha saputo costantemente <strong>innovarsi</strong> fino a diventare un punto di riferimento per la <strong>produzione di tessuti e filati</strong>, caratterizzati da <strong>altissima qualità</strong> e <strong>ridotto impatto ambientale</strong>.</p>
<p>L’ingrediente segreto alla base del successo dell’azienda è <strong>MWool®</strong>, la <strong>nuova generazione di lana riciclata</strong>, ricavata sia da <strong>scarti di lavorazione</strong> che da <strong>capi pre e post-consumo</strong>. La particolarità di questa lana risiede in <strong>un’accurata</strong> <strong>selezione di materie prime</strong>, centinaia di test chimici e fisici e una gamma di oltre 1000 colori ottenuti grazie al processo esclusivo <strong>Recype®</strong> con il quale si creano nuove sfumature <strong>senza l’utilizzo di sostanze chimiche</strong>, ma solamente attraverso la combinazione di fibre riciclate di diverse tonalità. Tra gli ultimi tessuti sviluppati da Manteco c’è Woolten®, ottenuto da lana MWool® e TENCEL<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />. Rispetto a un tessuto equivalente in lana vergine, per la sua produzione Woolten® offre un <strong>risparmio dell&#8217;80% di acqua, del 59% di energia e del 79% di CO₂</strong>. Con il Project 43 Manteco <strong>recupera</strong> gli <strong>scarti di lavorazione</strong> delle aziende che producono capi utilizzando i suoi tessuti, al fine di <strong>riciclarli</strong> per ottenere nuovi filati.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Toolssharing</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/toolssharing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Sep 2022 08:00:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sharing online di strumenti da lavoro sviluppato per favorire la sostenibilità ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A eccezione degli oggetti di uso quotidiano e domestico, sono moltissimi i prodotti che vengono acquistati per essere utilizzati soltanto per poche ore. Questo accade soprattutto con gli <strong>strumenti da lavoro</strong>, riposti nei garage e negli scaffali e <strong>inutilizzati per anni</strong>. Ma <strong>un’economia</strong> e <strong>un’industria</strong> basate su questo tipo di consumo e produzione risultano chiaramente<strong> insostenibili</strong>. Perché per costruire un trapano o una sparachiodi ci sono volute materie prime, ore di lavoro, energia per alimentare i macchinari e poi litri di benzina e metri cubi CO<sub>2</sub> per il trasporto. E allora, così come esistono già <strong>piattaforme di sharing</strong> per macchine, motorini e case, nel 2017 è nato Toolssharing, <strong>portale online</strong> in cui gli utenti registrati possono inserire i propri <strong>strumenti da lavoro</strong> per <strong>affittarli</strong> a chi ne avesse bisogno per qualche giorno.</p>
<p>Si tratta quindi di un <strong>vero e proprio magazzino online</strong>, con migliaia di attrezzi che vanno dai tagliaerba ai camion da lavoro, dalle saldatrici agli escavatori, utilizzabile sia per scopi professionali che per piccoli lavori domestici. Ogni strumento inserito sulla piattaforma ha un <strong>costo per giornata</strong> ed è accompagnato da una scheda che riporta le specifiche tecniche dell’attrezzo e i dispositivi di protezione da utilizzare prima di mettersi a lavoro. L’utilizzatore può quindi <strong>scegliere tra migliaia di strumenti</strong> quello <strong>più economico,</strong> <strong>più vicino</strong> e <strong>più adatto alle proprie esigenze</strong>, accordandosi sul prezzo da corrispondere e sulla durata dell’affitto. Al termine della condivisione, il proprietario può rilasciare un feedback sull’utilizzatore e viceversa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arvedi</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/arvedi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2022 08:00:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Realtà siderurgica fra le più importanti in Europa è protagonista attiva nella ricerca di soluzioni innovative nel campo dell’economia circolare e della produzione di energia rinnovabile]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1963 a <strong>Cremona</strong> il giovane imprenditore Giovanni Arvedi ha dato vita alle sue prime due aziende specializzate in tubi saldati in acciaio al carbonio, da cui è nato il Gruppo Arvedi. Divenuta oggi una tra le <strong>realtà siderurgiche più importanti d’Europa</strong>, con ricavi per circa 4 mln € e oltre 3600 dipendenti, Arvedi vuole rendersi protagonista della sfida lanciata dalle istituzioni per una<strong> riduzione dell’impatto</strong> di un settore che pesa particolarmente <strong>sull’ambiente</strong>.</p>
<p><strong>L’acciaio</strong> è uno dei <strong>materiali più riciclati al mondo</strong> e anche uno di quelli che meglio riesce a mantenere le proprie caratteristiche dopo il trattamento. Arvedi ha l’obiettivo di raggiungere una <strong>produzione basata su oltre il 75% di materie prime riciclate</strong> entro il 2023, implementando l’impiego di <strong>rottami di ferro</strong> nella produzione. Oltre il 95% degli scarti e rifiuti dell’azienda sono già recuperati: le <strong>scorie nere</strong> del processo di fusione, <strong>utilizzate come sottoprodotto</strong> al 98%, sono destinate al settore costruzione, mentre le <strong>scorie bianche</strong>, recuperate al 40%, sono impiegate per la <strong>stabilizzazione dei terreni.</strong> L’azienda, rispetto agli impianti convenzionali del settore, utilizza il 50% in meno di acqua. Inoltre, nella sezione Arvedi Tubi Acciaio il materiale viene continuamente trasformato in nuovi prodotti e <strong>gli scarti reimmessi nel ciclo di produzione di nuovo acciaio</strong>, a promozione di un processo del tutto circolare.<br />
Arvedi ha da poco perfezionato un finanziamento di 110 mln di € dalla Banca Europea degli Investimenti per attività di <strong>ricerca e sviluppo</strong> nel campo dell’<strong>economia circolare</strong> e della <strong>produzione di energia rinnovabile</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Negozio Leggero</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/negozio-leggero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2022 08:00:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Negozio “alla spina” all’insegna dell’economia circolare, la sostenibilità e la salvaguardia ambientale ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’attenzione dei consumatori verso il <strong>packaging dei prodotti</strong> è notevolmente aumentata negli ultimi anni, spingendo molte aziende ad adottare soluzioni volte a <strong>ridurre il volume degli imballaggi</strong> o a <strong>adoperare materiali riciclabili</strong> per confezionare i prodotti. C’è chi però ha dimostrato che il packaging può essere addirittura eliminato del tutto. È il caso di Negozio Leggero, realtà nata nel 2009 a <strong>Torino</strong> dall’impegno di 5 soci che avevano già avuto modo di approfondire le tematiche legate all’<strong>economia circolare</strong> e alla <strong>sostenibilità</strong> lavorando per <strong>Ecologos,</strong> ente di ricerca scientifica specializzato nell’elaborazione di proposte per la<strong> salvaguardia ambientale</strong>.</p>
<p>All’interno di Negozio Leggero tutti i <strong>prodotti alimentari e cosmetici</strong> sono venduti <strong>sfusi,</strong> <strong>senza confezione</strong>, o con il <strong>vuoto a rendere</strong>, e chi compra è libero di portarsi i propri contenitori per riempirli con ciò che ha acquistato.<br />
Si tratta quindi di un “<strong>negozio alla spina</strong>”, con più di 1500 prodotti che vanno dalle spezie ai <strong>cereali,</strong> passando per i <strong>vini,</strong> la <strong>pasticceria</strong> e i <strong>detersivi,</strong> selezionati da Ecologos che ne certifica la <strong>sostenibilità</strong> e ne controlla la filiera. È stata introdotta inoltre una linea di <strong>prodotti tessili per la casa</strong> realizzati in Italia a partire dagli<strong> sfridi di lavorazione</strong> <strong>di manifatture piemontesi</strong>.<br />
Nato come Franchising proprio per diffondere il più possibile il <strong>messaggio etico</strong> che lo anima, Negozio Leggero ha avuto da subito un ottimo riscontro, a conferma della crescente sensibilità dei cittadini/consumatori sui temi ambientali, e oggi si contano oltre 16 shop in <strong>Italia, Francia</strong> e <strong>Svizzera.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Simonelli Group</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/simonelli-group-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2022 10:00:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La “Ferrari delle macchine da caffè”, azienda attenta alla ricerca e all’innovazione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il caffè è una delle bevande più apprezzate in assoluto: viene consumata in circa tre miliardi di tazze al giorno nel mondo. E proprio in Italia, a <strong>Belforte del Chienti (MC)</strong>, c’è una realtà che permette all’amatissimo macinato di esprimere i suoi migliori aromi, grazie alle proprie macchine da caffè: Simonelli Group. <strong>Impresa</strong> <strong>radicata nel territorio</strong> in cui opera attraverso un legame forte e appassionato, Simonelli Group diffonde la <strong>cultura del caffè</strong> a livello mondiale: una <strong>multinazionale tascabile</strong> il cui export raggiunge oltre il 90% della produzione.</p>
<p>Gli iconici prodotti della “<strong>Ferrari delle macchine da caffè</strong>” sono progettati per durare più a lungo ed essere disassemblabili a fine vita, in<strong> un’ottica di ecodesign:</strong> i componenti come <strong>alluminio, ottone</strong> o <strong>rame</strong> possono essere completamente <strong>recuperati</strong> e <strong>riciclati.</strong> L’attenzione di Simonelli Group ad un <strong>basso impatto ambientale</strong> per i suoi prodotti – valorizzata da approfonditi calcoli LCA – si percepisce anche nelle innovazioni applicate alle macchine da caffè. Le <strong>tecnologie</strong> <strong>NEO</strong> e <strong>TERS</strong> (Thermal Energy Recovery System) di cui è dotata la <strong>Eagle One</strong> permettono ad esempio di raggiungere un <strong>sensibile risparmio energetico</strong> che si traduce in <strong>minori emissioni di CO<sub>2</sub></strong> ed un risparmio in bolletta. O anche le tecnologie <strong>EasyCream</strong> e <strong>Gravitec</strong> – la prima presente nella Aurelia Wave e nella Appia Life, la seconda invece nei macinini Mythos – che grazie a maggiori <strong>performance antispreco</strong> riescono a contribuire ulteriormente a <strong>ridurre l’impatto ambientale</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dress You Can</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/dress-you-can/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 10:00:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[PMI innovativa che punta su fashion rentering per scelte di acquisto sempre più sostenibili]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Comprare un vestito, divertirsi a un evento, e riporlo nell’armadio: quanti sono gli abiti che utilizziamo una solo volta per poi dimenticarli, gettarli via? Negli anni però si è rafforzato il fenomeno del <strong>fashion renting</strong> di abiti e accessori, il servizio che permette di prendere in prestito ciò che può servire esclusivamente per un’occasione. Tra i maggiori protagonisti italiani c’è Dress You Can, <strong>PMI innovativa milanese</strong> che sta vivendo una crescita esponenziale grazie alle <strong>scelte di acquisto sempre più sostenibili</strong>, che, come il noleggio, <strong>evitano sprechi</strong>, <strong>inquinamento</strong> e non solo permettono un risparmio, ma offrono la possibilità di monetizzare gli acquisti passati. DressYouCan, unica per il suo armadio tripartito, permette a privati desiderosi di aprirsi al mondo della <strong>sharing economy</strong> e visionari designer emergenti, di mettere a frutto il proprio armadio attraverso contratti di conto noleggio.</p>
<p>Il servizio a 360° gradi fa sì che il cliente debba solo scegliere, indossare, divertirsi e restituire. Dress You Can offre un <strong>servizio di messa a misura</strong>, gestisce la logistica (spedizioni A/R), nonché il lavaggio a fine noleggio. L’ampia gamma di prodotti permetterà al cliente di togliersi qualche sfizio senza pesare sul portafoglio e sull’ambiente, con un <strong>noleggio</strong> che può avvenire comodamente da casa tramite la piattaforma o nello showroom milanese. Scegliere un prodotto a noleggio è una scelta di consumo che oltre a <strong>prevenire il conferimento in discarica</strong> di tonnellate di vestiti nuovi, può nel lungo termine spingere verso un <strong>rallentamento della sovraproduzione di abiti.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Florim</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/florim-spa-sb/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 11:00:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trasformare piastrella in ceramica in un oggetto di design con un forte impegno alla sostenibilità ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Trasformare un elemento base dell’edilizia, come la piastrella in ceramica, in un oggetto di design grazie all’estrema cura per il dettaglio. Questa, da 60 anni, è la mission di Florim, <strong>azienda di Fiorano Modenese (MO)</strong>, nel <strong>distretto della ceramica di Sassuolo</strong>, fondata nel 1962 e attiva nella produzione di superfici in gres porcellanato per pavimenti, rivestimenti e arredo.<br />
In virtù dell’<strong>impegno sociale e ambientale</strong> profuso, Florim è una delle 120 aziende italiane – 4.000 in tutto il mondo – ad aver ottenuto la <strong>certificazione B Corp da B Lab</strong>, e la <strong>prima nel settore della ceramica</strong>. I suoi imballaggi sono tutti in <strong>carta riciclata</strong>, e per la plastica si utilizza un<strong> sistema “closed loop”</strong> in cui gli scarti vengono differenziati e rimandati al fornitore per produrre nuovo materiale. Inoltre, il 91% dei rifiuti prodotti da Florim viene differenziato e inviato in stabilimenti per il <strong>riciclo e il recupero</strong>.</p>
<p>Nel suo ciclo produttivo l’azienda <strong>reimpiega il 100% delle acque reflue</strong> e il <strong>100% degli scarti crudi della produzione di piastrelle e lastre</strong>. A supportare la vena circolare di Florim, oltre il 90% delle materie prime utilizzate sono naturali, e la gamma Outdoor 2 cm è prodotta con più del 50% di materiale riciclato.<br />
Grazie a due impianti di cogenerazione e a 42.000 mq di <strong>pannelli fotovoltaici</strong>, gli stabilimenti produttivi italiani di Florim possono raggiungere la <strong>piena autosufficienza energetica.</strong><br />
<strong>All’attenzione verso l’ambiente</strong>, Florim unisce quella per il <strong>design</strong> e per lo <strong>stile,</strong> con numerosi premi nazionali e internazionali ricevuti negli ultimi anni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lac2Lab</title>
		<link>https://symbola.net/approfondimento/lac2lab/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Feb 2022 11:00:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Start-up nata dall’idea di esperti in ingegneria, biotecnologie ed economia, con l’obiettivo di trasformare uno scarto in un input sostenibile ed etico per la filiera delle Life Science]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Da rifiuto</strong> per il settore agroalimentare <strong>a risorsa</strong> nel campo della farmaceutica, della cosmesi, della diagnostica e della ricerca: Lac2Lab, <strong>start-up con sede a Bologna</strong>, converte il latte scaduto o in via di scadenza, destinato allo smaltimento, in prodotti per la coltivazione di <strong>cellule in vitro</strong>, trasformando ciò che risulta un costo per l’importante comparto agroalimentare romagnolo in un <strong>input sostenibile ed etico</strong> per la <strong>filiera</strong> <strong>delle</strong> <strong>Life Science</strong>.</p>
<p>La start-up nata dall’idea di esperti in ingegneria, biotecnologie ed economia, ha l’obiettivo non solo di <strong>rendere utile qualcosa ormai considerato un problema </strong>dalla filiera di origine, ma anche di <strong>sostituire l’utilizzo del poco etico e sostenibile siero fetale bovino</strong> (FBS) nel comparto delle <strong>Life Science Technologies</strong>.</p>
<p><img decoding="async" fetchpriority="high" class="size-medium wp-image-47770" src="https://symbola.net/wp-content/uploads/2021/12/AdobeStock_372263538-600x316.jpeg" alt="" width="600" height="316" srcset="https://symbola.net/wp-content/uploads/2021/12/AdobeStock_372263538-600x316.jpeg 600w, https://symbola.net/wp-content/uploads/2021/12/AdobeStock_372263538-768x405.jpeg 768w, https://symbola.net/wp-content/uploads/2021/12/AdobeStock_372263538-1024x540.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Lac2Lab guarda alla <strong>circolarità anche nella logistica </strong>del suo progetto: infatti <strong>lo scarto</strong> prodotto a livello italiano dal settore agroalimentare<strong> deve percorrere pochi km </strong>per arrivare all’utilizzatore finale come materia prima, riuscendo a sostenere il <strong>tessuto economico e scientifico locale</strong> con costi più bassi rispetto al FBS e promuovendo un sistema che guarda alla <strong>sostenibilità ambientale</strong> in tutti i suoi aspetti.<br />
Dall’inizio della sua attività, Lac2Lab ha ricevuto <strong>numerosi riconoscimenti</strong> da parte di regione, stampa e mondo accademico, e ha in programma di concludere la fase di R&amp;D entro il 2021 per poter introdurre sul mercato il suo <strong>prodotto innovativo</strong>, <strong>etico</strong> e <strong>sostenibile </strong>a uso delle colture cellulari, e a vantaggio della filiera del latte e dell’ambiente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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