La tecnologia viene in soccorso degli scavi archeologici di Pompei e consente di portare alla luce immagini impresse sui muri ma invisibili all’occhio nudo. Dopo un trattamento a base di fotografia computazionale, ecco che su una parete lungo un corridoio di passaggio compaiono nuove scene di gladiatori e storie d’amore oltre che scritte che testimoniano lo stato delle relazioni sociali dell’epoca.
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