Marchingegno

C’è un filo che lega i borghi delle Marche ai grandi temi del futuro: cultura, sostenibilità, innovazione, comunità. È lungo questo filo che lavora Marchingegno, una delle prime società in Italia ad aver fatto della cultura un agente di cambiamento, capace di unire strategia, creatività e partecipazione per trasformare i territori in laboratori di futuro. Nomen omen. Da un lato il territorio, le Marche, con il suo grande patrimonio di borghi, paesaggi e saperi; dall’altro l’ingegno, che Treccani definisce come il “complesso delle qualità intellettuali nella loro forza e acutezza”. Doti fondamentali quando si parla di progettazione. Due elementi che insieme danno vita a qualcosa che funziona, spesso risolvendo una situazione critica: un marchingegno.

Dalle parole ai fatti: oggi Marchingegno vanta una grande capacità di proporre soluzioni e progettualità che spaziano dalle strategie territoriali alle narrazioni museali, dal fundraising alla formazione, grazie agli oltre 20 anni trascorsi a dialogare con comunità e territori per creare risposte fatte su misura. Il team multidisciplinare si è distinto nel tempo per la capacità di entrare in forte connessione con i territori in cui opera, sviluppando un grande talento nella co-progettazione e nell’ascolto delle voci di chi quei luoghi li coltiva, li amministra, li vive.
Come nel progetto “Metroborgo Montalto Lab” di Montalto delle Marche, selezionato come borgo pilota per la Regione Marche dal Ministero della Cultura nell’ambito della strategia nazionale “Attrattività Borghi – linea A”, di cui Marchingegno ha curato la progettazione generale per l’ottenimento del finanziamento di 20 milioni di euro. Una strategia per trasformare Montalto in un esempio virtuoso di borgo contemporaneo, capace di integrare tradizione e innovazione, favorendo la coesione sociale e sperimentando nuove economie di prossimità e funzioni innovative e specialistiche, tutte basate su sostenibilità, cultura e partecipazione. Il concetto di “metroborgo” coniuga i vantaggi degli ecosistemi metropolitani – servizi, connessioni – con la qualità di vita delle aree interne. L’obiettivo è costruire un hub civico e culturale diffuso, capace di attrarre competenze, creatività e giovani. Il progetto va ben oltre la logica del borgo come attrattore turistico, per innescare – attraverso la cultura – una ricucitura tra la realtà storica del borgo e il suo ecosistema territoriale. Stesso approccio di ascolto strutturato e attivazione comunitaria si ritrova nel progetto per la rigenerazione dei Villaggi delle Miniere di Zolfo di Cabernardi, dove memoria e cultura del lavoro, insieme a cura del paesaggio, diventano tre leve strategiche per il futuro delle comunità e per l’intero territorio, supportando l’attivazione di nuove filiere ed economie.

O ancora il Cammino dei Cappuccini, che intreccia spiritualità, paesaggio e accoglienza, trasformandosi in un’infrastruttura di comunità che intercetta 28 comuni della dorsale appenninica marchigiana. Un percorso che valorizza conventi, borghi e paesaggi, creando nuove opportunità di accoglienza attraverso percorsi di partecipazione e co-progettazione che coinvolgono istituzioni, operatori economici, associazioni e abitanti. Iniziative come il PUPUN Festival – Filiere Futuro Festival del Piceno, che ha ottenuto il punteggio massimo a livello nazionale dal Ministero della Cultura – promosso dal Consorzio BIM Tronto con una nutrita rete di partner e che ha visto anche Fondazione Symbola tra i protagonisti – mostrano come l’arte, l’artigianato e la creatività possano dialogare con le filiere produttive locali, restituendo energia ai territori colpiti dal sisma. Nei progetti più recenti, Marchingegno ha dato forma a questa visione in contesti diversi ma complementari. Con V.I.R.A.! – Verdi Infrastrutture per Rigenerare l’Ambiente, ha promosso un modello innovativo di riqualificazione del verde urbano a partire dai fabbisogni ecosistemici del territorio. Insieme ai cittadini e in dialogo con loro si definiscono usi, funzioni e significati del verde urbano in una visione che coniuga estetica, ecologia e partecipazione.

Questa capacità di coniugare ascolto e innovazione ha reso Marchingegno partner strategico di numerose amministrazioni, fondazioni e università, con progetti che spaziano dalle strategie territoriali a scale diverse – dai borghi sino alle sfide per le Capitali Italiane, come quella per la Capitale del Mare di Ancona 2026 – a nuove forme di narrazioni museali, dal service design per mappature digitali collaborative alla costruzione di comunità di pratica, dalla capacità di intercettare risorse per mettere a terra progetti e strategie sino alla formazione.
Da ultimo, Marchingegno ha scelto di investire nel cratere sismico aprendo entro il 2026 una nuova sede a Montalto delle Marche, nella convinzione che investire nei territori fragili non significhi riparare ciò che è stato, ma costruire ciò che ancora non c’è.

Proprio come Fondazione Symbola, Marchingegno crede che le grandi sfide del futuro si affrontino mettendo insieme territori, comunità e saperi. E che la cultura – se progettata con intelligenza, partecipazione e visione – non sia solo un bene da tutelare, ma un motore potente per immaginare nuovi modi di vivere, lavorare e abitare il nostro Paese. Insieme continuano a costruire un’Italia che fa l’Italia, vivendo insieme anche momenti importanti di dialogo come l’appuntamento annuale delle Giornate della Soft Economy. Un approccio condiviso, per raggiungere l’obiettivo di comunità più forti e resilienti, con soluzioni che siano al tempo stesso efficaci e durature.

Marchingegno
Via Fossombrone 14,
60126 Ancona
[email protected]
071 872484
www.marchingegno.it

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