La cultura regionale (3,5%) è infe- e creative in alcune continua a essere uno riore alla media Italia- delle principali econodei motori dello svi- na, che raggiunge il mie dell'area. La Camluppo economico ita- 5,7%, sia a quella delle pania risulta prima in liano, ma in Basilicata regioni leader come Italia per crescita di il suo peso resta ancora Lazio (8,1%), Lombardia, imprese inferiore rispetto al Piemonte, Veneto ed culturali e dato nazionale. È il Emilia-Romagna. Al- creative quadro che emerge dal l'interno del panorama nel quinrapporto "Io sono Cul- meridionale, caratte- quennio tura 2026", giunto alla rizzato da livelli di spe- 2021-25 sedicesima edizione e realizzato da Unioncamere, fondazione Symbola, centro studi Tagliacarne e Deloitte, che misura il contributo del sistema culturale e creativo alla ricchezza e all'occupazione del Paese. In Basilicata il sistema produttivo culturale e creativo genera 485 milioni di euro di valore aggiunto, pari al 3,5% dell'economia regionale, e occupa 7.928 addetti, il 3,7% del totale degli occupati. Limitando l'analisi al cosiddetto Core Cultura, cioè alle attività strettamente culturali, il valore aggiunto scende a 260 milioni di euro, pari all'1,9% dell'economia lucana, con 4.320 occupati, il 2% del totale regionale. Numeri che collocano la Basilicata nella parte bassa della graduatoria nazionale. L'incidenza del sistema culturale cializzazione generalmente inferiori alla media nazionale, la Campania rappresenta l'eccezione principale, con quasi 5,9 miliardi di euro di valore aggiunto generati dal Spcc e un'incidenza del 4,6%, superiore a quella di diverse regioni del Centro-Nord. Seguono Abruzzo (3,7%), Sicilia (3,6%), Basilicata (3,5%), Puglia (3,4%), Molise e Calabria (3,3%), mentre Sardegna e Valle d'Aosta chiudono la graduatoria con valori inferiori al 3,2%. Nel Mezzogiorno il settore continua a espandersi a ritmi superiori alla media nazionale nel caso dello Spcc (+3,7%), mentre la crescita del Core Cultura si attesta al +2,8%. Particolarmente brillanti risultano le performance di Campania, Puglia e Abruzzo, a conferma del progressivo rafforzamento delle attività culturali con una crescita del 12,3%, seguita da Molise (+11,8%) e TrentinoAlto Adige (+11,7%). Risultati particolarmente rilevanti si osservano anche in Abruzzo (+11,5%), Sicilia (+11,4%), Basilicata (+10,4%) e Calabria (+10,1%), tutte regioni che superano la soglia del 10% di incremento nel quinquennio. Il rapporto, tuttavia, evidenzia anche un elemento incoraggiante. Negli ultimi cinque anni la Basilicata ha registrato una crescita del 10,4% delle imprese culturali e creative, una dinamica superiore alla media nazionale e che conferma la vitalità di un comparto che, pur partendo da dimensioni ridotte, continua a espandersi. A livello nazionale il settore culturale e creativo continua a rafforzarsi. Nel 2025 ha prodotto 115,8 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 5,7% del Pil, occupando quasi 1,54 milioni di persone. Ancora più significativo l'effetto moltiplicatore: ogni euro generato dalla cultura ne attiva 1,7 nel resto dell'economia, arrivando a movimentare complessivamente circa 310 miliardi di euro, il 15,4% del Pil italiano. È questo il dato che più interessa anche la Basilicata. La cultura non rappresenta soltanto musei, teatri o patrimonio storico, ma un fattore trasversale che alimenta turismo, manifattura di qualità, design, comunicazione, audiovisivo e innovazione. Il rapporto sottolinea come il sistema culturale sia diventato uno dei principali motori del Made in Italy, capace di generare competitività e valore aggiunto ben oltre i confini del settore. Per una regione come la Basilicata, che ha costruito negli ultimi anni una parte della propria immagine internazionale sulla valorizzazione del patrimonio culturale, da Matera ai borghi storici, il rapporto suggerisce quindi una riflessione. Il capitale culturale esiste ed è riconosciuto, ma il suo peso economico rimane ancora limitato rispetto alle potenzialità. Il dossier individua inoltre alcune trasformazioni destinate a incidere sempre di più anche sul sistema regionale. Tra queste, la crescita dei comparti digitali - software, videogiochi, design e comunicazione - e l'ingresso dell'intelligenza artificiale nei processi creativi e produttivi. Parallelamente, restano aperte le criticità del lavoro culturale, caratterizzato da una forte presenza di lavoratori autonomi, redditi spesso discontinui e forme di precarietà che interessano soprattutto spettacolo, arti visive e patrimonio culturale. Il messaggio del Rapporto "Io sono Cultura 2026" è chiaro: la cultura non rappresenta una voce accessoria delle politiche pubbliche, ma una leva strategica per la crescita economica, l'innovazione e l'attrattività dei territori. Per la Basilicata la sfida è trasformare il proprio straordinario patrimonio storico, artistico e paesaggistico in una filiera produttiva più forte, capace di creare occupazione qualificata, trattenere giovani competenze e contribuire in misura sempre maggiore allo sviluppo dell'economia regionale. "La forza della nostra economia e del made in Italy - dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola - deve molto, in tutti i campi, alla cultura e alla bellezza. Più che in altri Paesi. Cultura e creatività oltre ad arricchire la nostra identità e alimentare la domanda di Italia nel mondo, possono aiutarci ad affrontare insieme, senza paura, le difficili sfide che abbiamo davanti. A partire dalla crisi climatica. L'Italia, forte di oltre un milione e mezzo di addetti culturali e creativi può offrire un contributo importante ad una transizione verde e digitale. Spostando le produzioni verso la qualità aumenta infatti il valore e diminuisce il consumo di energia e materie prime riducendo le emissioni di Cot: un'economia più a misura d'uomo e per questo più competitiva e più capace di futuro come sostiene il Manifesto di Assisi. Anche da questo deriva la forza del nostro export. Come più volte sottolineato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella 'la cultura non rappresenta un lusso superfluo, ma un autentico asset competitivo". Incide del 3,5 per cento sull'economia regionale, un valore inferiore rispetto alla media nazionale In cinque anni (2019-2024) le imprese del comparto sono cresciute del 10,4% I numeri della Basilicata secondo il rapporto "Io sono Cultura", giunto alla sedicesima edizione e realizzato da Unioncamere, fondazione Symbola, centro studi Tagliacarne e Deloitte La presentazione del rapporto "Io sono Cultura 2026".







