Patriottismo dolce, coscienza dei luoghi e modelli produttivi Microcosmi Volano parole dure geopolitica , geoeconomia , imperi , con tanto di incontri dei grandi protagonisti che paiono rappresentarsi come i padroni del mondo . Se ci aggiungiamo i suadenti persuasori che fanno delle nostre parole del quotidiano merce astratta ed estrattiva per la Ai , c ' è poco da stare allegri nel ritrovarci al forum di Symbola . Altro non rimane che scomporre le parole pesanti recuperando quel prefisso Geo che alla geografia ed al territorio rimanda , e mettere in mezzo la geniale parola chiave usata un tempo e riproposta oggi da Ermete Realacci : patriottismo dolce . Non sembri una genialata retorica per trovare uno spazio altro nell ' affollato riesumare patria , nazione , sovranismi , per poi ritrovarci in quello spazio geografico e politico in divenire : Europa . Se ho ben capito in quella aggettivazione dolce del patriottismo mai come oggi necessaria , ci invitano a Mantova per ragionare e schierarci , partendo dalla crisi ambientale con postura da soft power mai come oggi necessaria nel salto d ' epoca segnato dall ' hard power della potenza e delle guerre . È una parola dolce che può sembrare impotente se nel ritrovarci non si ragiona sul come quelle parole geoeconomia , geopolitica , imperi , precipitano sulla terra . Guardando ad Amendolara . Come ci ha insegnato Carlin Petrini , significa materialità del suolo e « contadini di tutto il mondo unitevi » dentro e contro la crisi ecologica per una altra agricoltura . Terra martoriata , scavata per le terre rare , dilaniata dalle bombe che fanno urbanicidio e ridisegnano confini segnati dai data center con la potenza del tecnocene sopra e sotto l ' antropocene di idrovore dell ' acqua . Con dolcezza e delicatezza verso la terra , Symbola si è sempre messa in mezzo per far del territorio una costruzione sociale . Partendo dalla coscienza di luogo e ambientale condivisa , interroga il modello produttivo come soft economy , cercando tracce di umanesimo industriale nella eterotopia di un capitalismo dolce per un patriottismo dolce . Tenuti assieme dal trattino dolce ma forte dalla forza delle relazioni che producono coesione sociale sui territori , con imprese in empatia con le comunità , le forme dei lavori facendo filiere e piattaforme per innovazione ed export raccontate a Mantova dal rapporto Unioncamere « Coesione e competizione al tempo delle fratture » . Fratture appunto . Le parole pesanti evocano " tempi cattivi" monito e riflessioni del precedente incontro a Mantova . Ci collocano nel salto d ' epoca quello delle fratture che scavano nella tenuta della coesione sociale e ambientale che alimenta e viene prima delle economie . Celebrate come hard power del capitalismo politico e delle reti , della energia , della logistica , dei data center fabbriche della globalizzazione digitale che impattano nella riproduzione della vita quotidiana : il nostro soft power abitare , vivere , lavorare comunicare... Realacci ci invita a rileggere Pinocchio come romanzo popolare del patriottismo dolce interrogandoci sul futuro di Geppetto , convocando quel popolo che alimenta il nostro capitalismo dolce e le sue rappresentanze attraversate dalle fratture . Ho riletto Collodi immaginando Pinocchio , nato dalla maestria operosa di Geppetto , nel suo attraversare il capitalismo delle reti dove si incontra mangiafuoco , il petrolio e il nucleare , il gatto e la volpe che si incontrano a Pechino ed Aldo Bonomi anche la fatina turchina della Ai . Guardando da Mantova al divenire territoriale della vera questione settentrionale che interroga con la sua Padania dove più che altrove impatta la crisi ecologica . Ci si interroga sul futuro del capitalismo manifatturiero in quella geocomunità che va da Torino a Trieste con dentro il nuovo triangolo del LOVER ( Lombardia , Veneto , Emilia-Romagna ) attraversato da reti logistiche segnate da porti , terzo valico , Brennero , e dalla più alta concentrazione nazionale di data center della globalizzazione digitale . Mi pare un modo per dar senso e significato a quel patriottismo dolce da sempre significante altro da secessioni o sovranismi . Chiedendoci , seguendo l'evoluzione del nostro capitalismo di territorio , se si trovano tracce di capitalismo delle reti che si interrogano su un umanesimo delle reti nell ' epoca delle fratture . Guardando all'altra città del quadrilatero mi ha colpito il percorso manageriale di Zeno D ' Agostino già presidente del porto di Trieste che , diventato Ad di Technital . net ( che progetta e realizza reti hard e soft nella globalizzazione ) ha fatto un patto con la Biblioteca Capitolare di Verona , una delle più antiche del mondo che conserva i codici del nostro umanesimo: il nostro capitale semantico per un capitalismo dolce e un patriottismo dolce . Si va nel mondo anche rileggendo il libro ( Mimesis ) di un altro maestro che ci ha lasciati Edgar Morin che ci diceva SVEGLIAMOCI!







