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di Fondazione Symbola e Deloitte

Nell’indagine realizzata è stata data la possibilità agli operatori di indicare più ambiti di specializzazione e di dare un ordine di importanza agli stessi. Prendendo a riferimento la prima scelta per importanza espressa dagli intervistati, abbiamo ottenuto i dati sulla distribuzione degli operatori tra i diversi ambiti di specializzazione, per tipologia e dimensione d’impresa. Per maggiore chiarezza, fatte 100 tutte le imprese (di qualsiasi dimensione) che hanno indicato Communication come principale ambito di specializzazione, tra queste, il 49,4% sono imprese con meno di 10 addetti; il 23,3% sono imprese con più di 10 addetti; il 27,3% sono progettisti.

Prendendo in esame la distribuzione degli operatori intervistati tra i diversi ambiti di specializzazione per tipologia e dimensione d’impresa, è possibile notare come la Communication sia particolarmente diffusa tra le imprese (72,7%) e, in special modo, tra quelle di micro-dimensioni (49,4%). Si tratta di attività inerenti alla grafica, all’art direction, alla pubblicità e marketing, all’editoria, al videomaking, alla motion graphics, alla fotografia, all’illustrazione, alla social media content creation e alla data visualization.

Anche il Project Services può essere considerato un ambito di interesse più per le imprese (soprattutto di micro dimensioni) che per i progettisti. Si fa riferimento, in questo caso, alle attività di modellazione analogica e digitale, di prototipazione, di engineering & testing e di modellistica per la moda. Anche nel caso del meno diffuso Service Design vi è un maggiore interesse da parte delle imprese, soprattutto di quelle di maggiore dimensione (nel 66,7% dei casi). All’interno di questa categoria troviamo coloro che si occupano della progettazione di soluzioni – prevalentemente intangibili – che offrono accesso a specifiche prestazioni per determinati target (ad esempio di intrattenimento, educativi, medici, finanziari, di ospitalità, ecc.).

A raccogliere la quota più elevata di progettisti è invece l’Interior and Space Design (53,6%) che riguarda la progettazione di spazi pubblici e privati, fisici e ibridi (fisici e digitali), che abilitano comportamenti privati e collettivi, includendo interior design, exhibit design, allestimenti, mapping, installazioni; attività di secondo piano nel caso delle imprese, per le quali rappresenta il complementare 46,4%.

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