Artigianato, per le oltre 3mila imprese del Materano la sfida da vincere è la competitività. Per le 3.136 imprese artigiane del Materano che nel primo trimestre dell'anno registrano 90 cessazioni la vera competitività nasce dalla capacità di collaborare, condividere competenze, costruire reti tra imprese, istituzioni, scuola e territori. Così Rosa Gentile presidente Confartigianato Matera che commenta il rapporto Coesione è Competizione: nessuna piccola impresa può affrontare da sola le grandi trasformazioni dell'economia. «Per il Materano e più in generale una regione come la Basilicata - osserva - la coesione non è soltanto un valore sociale, ma rappresenta una vera strategia economica. Il nostro tessuto produttivo è formato quasi esclusivamente da micro e piccole imprese che non possono competere puntando sulla dimensione, ma possono farlo valorizzando qualità, specializzazione, innovazione e capacità di lavorare insieme». Secondo Gentile, il rapporto individua una direzione già intrapresa da molte imprese artigiane lucane. «Lo vediamo ogni giorno nei comparti dell'agroalimentare, dell'edilizia, della manifattura, dell'impiantistica, dei servizi alla persona e dell'artigianato artistico. Quando le aziende fanno rete, condividono esperienze e costruiscono filiere locali, aumentano la capacità di innovare, di esportare e di creare occupazione. È una cultura imprenditoriale che Confartigianato promuove da anni attraverso consorzi, reti d'impresa, accordi con le scuole e percorsi di formazione continua». Per la dirigente di Confartigianato, il tema assume un valore ancora maggiore in una regione che deve fare i conti con la crisi demografica. «Lo spopolamento delle aree interne e la fuga dei giovani rappresentano oggi la principale emergenza economica della Basilicata. Se perdiamo capitale umano perdiamo anche capacità produttiva, innovazione e ricambio generazionale. Per questo dobbiamo costruire un ecosistema favorevole ai giovani, nel quale fare impresa e lavorare in Basilicata diventi una scelta conveniente e non un ripiego». Gentile richiama anche il tema della trasmissione dei mestieri artigiani. «Molte imprese cercano personale qualificato senza riuscire a trovarlo. Esiste un evidente disallineamento tra domanda e offerta di competenze. Occorre rafforzare l'orientamento scolastico, valorizzare gli istituti tecnici e professionali, sostenere gli Its Academy e rilanciare l'apprendistato come vero strumento di formazione e inserimento lavorativo. La collaborazione stabile tra scuola e imprese deve diventare una priorità delle politiche regionali». Un altro passaggio riguarda le transizioni digitale ed ecologica. «Le piccole imprese stanno affrontando investimenti importanti nell'innovazione tecnologica, nell'efficienza energetica e nella sostenibilità ambientale. Tuttavia, nessuna trasformazione può produrre risultati duraturi senza una forte rete territoriale. Digitalizzazione e transizione verde non sono solo questioni tecnologiche: richiedono competenze, servizi, consulenza e collaborazione tra pubblico e privato». Per Gentile il concetto di coesione va letto anche in chiave istituzionale. «È necessario rafforzare il dialogo tra associazioni di categoria, amministrazioni locali, università, centri di ricerca, sistema creditizio e organizzazioni sociali. Solo così si costruiscono politiche realmente vicine ai bisogni delle imprese. La concertazione non deve essere un adempimento formale ma uno strumento permanente di programmazione dello sviluppo». Infine, uno sguardo alle opportunità offerte dalle risorse europee. «I fondi del Pnrr, della programmazione europea e delle politiche regionali rappresentano un'occasione irripetibile. Ma la loro efficacia dipenderà dalla capacità di creare progettualità condivise. La Basilicata dispone di eccellenze nell'artigianato, nel turismo, n.ell'agroalimentare, nell'automotive, nell'aerospazio e nell'energia. Se queste filiere dialogano tra loro e costruiscono alleanze stabili, possono generare un modello di sviluppo capace di creare occupazione qualificata, attrarre investimenti e trattenere i giovani». «Il vero capitale competitivo della Basilicata - conclude Rosa Gentile - è rappresentato dalle persone, dalle competenze e dalle comunità. La coesione è il collante che trasforma questo patrimonio in crescita economica. Per le imprese artigiane fare rete non è uno slogan: è una necessità quotidiana e, sempre più, la condizione per restare competitive in mercati che cambiano con grande rapidità». Secondo il rapporto "Coesione è competizione" nessuna piccola realtà può affrontare da sola le grandi trasformazioni.







