L’Italia ha superato da tempo il traguardo europeo del riciclo degli imballaggi in carta e cartone. E continua ad allungare il passo. Nel 2025 il tasso di riciclo raggiunge il 93,1%, ben oltre l’obiettivo dell'85% fissato dall’Unione europea per il 2030. Un risultato che conferma la filiera cartaria italiana tra le più avanzate d'Europa e rafforza il ruolo della carta come uno dei principali esempi di economia circolare nel Paese.
Il dato emerge dal Piano specifico di prevenzione approvato il 17 giugno dall'assemblea ordinaria dei consorziati di Comieco, il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica, insieme al Bilancio consuntivo 2025 e al Bilancio previsionale 2026. Il quadro completo sull'andamento della raccolta differenziata e del riciclo nel 2025 sarà presentato il 10 luglio a Napoli, in occasione della pubblicazione del 31esimo Rapporto Comieco.
Dietro questo risultato c’è una filiera che negli ultimi anni ha continuato a crescere sia sul fronte della raccolta sia su quello della capacità industriale. La raccolta differenziata comunale di carta e cartone ha sfiorato i 3,9 milioni di tonnellate nel 2024, con un aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente. Ogni italiano ha conferito mediamente 65,4 chilogrammi di carta e cartone, mentre Sud e Isole hanno superato per la prima volta la soglia dei 50 chilogrammi pro capite.
La crescita della raccolta è stata accompagnata dalla ripresa dell'industria cartaria. Dopo un 2023 più difficile, la produzione nazionale è tornata a salire fino a sfiorare gli 8 milioni di tonnellate, mentre il consumo interno di carta recuperata è aumentato di oltre 200 mila tonnellate. La carta da riciclo si conferma così la principale materia prima della filiera.
A sostenere questo modello è una rete che coinvolge cittadini, amministrazioni locali, operatori della raccolta e industria del riciclo. Secondo uno studio di NeXt Economia e Fondazione Symbola richiamato da Comieco, il sistema di economia circolare costruito attorno alla carta e al cartone genera un ritorno degli investimenti fino al 688%. In pratica, attraverso il contributo ambientale Conai, per ogni euro investito nella filiera si genera un valore di poco inferiore ai sette euro. Nel 2024 Comieco ha avviato a riciclo quasi 2,5 milioni di tonnellate di carta e cartone e riconosciuto ai Comuni oltre 220 milioni di euro di corrispettivi economici.
Nonostante i risultati raggiunti, i margini di crescita restano significativi. Il tasso di intercettazione di carta e cartone nei rifiuti urbani ha raggiunto il 13,5%, ma secondo le stime della filiera potrebbe salire al 15-16% nei prossimi anni. Tradotto in volumi, significa recuperare fino a 600 mila tonnellate aggiuntive di materiale cellulosico, alimentando ulteriormente la domanda delle cartiere italiane e riducendo il ricorso a materie prime vergini.
Una parte importante di questo potenziale si concentra nel Mezzogiorno, dove continuano a esistere ampi margini di miglioramento. Per accelerare la crescita della raccolta, Comieco ha rafforzato il Piano Sud e punta anche sullo sviluppo dell’impiantistica. I cosiddetti “Progetti Faro” del Pnrr destinano infatti al comparto cartario circa 106 milioni di euro per la realizzazione di 58 impianti, a cui si aggiungono investimenti privati stimati in circa 400 milioni di euro.
La sfida dei prossimi anni non riguarderà soltanto le quantità raccolte, ma la capacità di intercettare nuova materia, migliorare la qualità della raccolta e sostenere la crescente domanda di carta recuperata da parte dell'industria nazionale.







