• Ermete Realacci | Nuova Ecologia

Il ricordo di Ermete Realacci dopo la scomparsa di Carlo Monguzzi, suo grande amico e compagno di avventure, presidente di Legambiente Lombardia dal 1985 al 1993

Si è tenuta martedì 15 nella chiesa di San Michele Arcangelo in viale Monza a Milano il funerale di Carlo Monguzzi. Centinaia di persone non sono riuscite a entrare in chiesa e la commozione era fortissima. La famiglia mi ha chiesto di ricordarlo. Il microfono in chiesa non funzionava bene e molti hanno chiesto il testo del mio intervento, ma io ho parlato a braccio con degli appunti. Provo quindi a mettere per iscritto fedelmente quello che ho detto.

«La famiglia di Carlo mi chiede di ringraziare le tante persone presenti. Sono moltissime come moltissimi sono i messaggi arrivati dai mondi più vari, anche da coloro che lo contrastavano politicamente. E questo è importante. Una conferma di quanto affetto e stima circondasse Carlo e la sua azione. È per me un onore essere chiamato a ricordarlo. Spero di farcela.

In realtà le parole più belle ed efficaci le ha già dette Silvia ricordando il loro amore: “un uomo per bene, libero, coraggioso non c’è più. Un uomo delicato e gentile”. Parole antiche ma sempre importanti. Aggiungerei che Carlo era anche generoso ed entrambi odiavamo l’avarizia che prescinde dal reddito ma che è ancora più grave in chi ha più possibilità. E chi è avaro col denaro lo è spesso anche nelle relazioni.

Carlo faceva risalire molte delle sue caratteristiche positive alla famiglia. Al papà partigiano e tramviere dell’ATM, alla mamma, alla cugina Laura, alla mitica zia Lalla, che solo oggi ho potuto conoscere ma che carsicamente compariva nelle nostre chiacchierate. Ed era anche un insegnante che teneva molto al suo rapporto con studenti e studentesse. Era molto milanese, pur essendo un dirigente nazionale dell’ambientalismo e di Legambiente. Ho provato, senza successo, più volte a rapirlo e spingerlo ad incarichi più legati a Roma. Anche nei pochi mesi in cui è stato in Parlamento la sua testa e il suo cuore erano altrove. In questo ha contato forse anche la sua pigrizia. Fare i conti con nuovi impegni non lo attirava, anche se nel suo incarico di Assessore regionale lombardo ha dimostrato di saper fare cose importanti. Carlo era parte di Milano e hanno commesso un errore quanti, da più parti, hanno sottovalutato il suo legame con la città.

In privato ci chiamavamo fratello, non solo uno scherzo ma qualcosa di più. Eravamo molto legati. Non solo nell’impegno civile e politico a partire dal movimento antinucleare, dalla nascita di Legambiente, dei Verdi. Legambiente era nata nel segno della sobrietà. E quando giravo per l’Italia ero spesso ospitato in case private. A Milano più volte da Antonio Ferro, che aveva un attico con vista sulla ringhiera di meno di 20 metri quadri. O da Carlo, che aveva un appartamento più grande, in cui più volte ho dormito su un materasso a terra usato da Mondo Gatto. Non proprio segnato dal profumo di lavanda.

Eravamo molto amici, amavamo la vita e l’avventura anche intellettuale. Oltre alle tante battaglie ambientali e politiche, capitava di fare vacanze insieme: in Sardegna, a Lampedusa, in Liguria, nelle Langhe, a Cuba, a Santo Domingo. Vacanze bellissime perché Carlo era una persona piacevole. Anche se era un pessimo guidatore, detto da me che non sono certo Nuvolari. E sostenendo che soffriva di mal d’auto chiedeva sempre di guidare lui. Ricordo che una volta, dopo un’iniziativa ambientalista a Mantova, tornammo di notte a Milano. C’era la nebbia a tratti e ci mettemmo circa 5 ore. Estenuante.

Tra pochi giorni saranno 40 anni dall’incidente nella centrale nucleare di Cernobyl, il 26 aprile 1986. Legambiente in quella occasione fu determinante nell’indire la manifestazione antinucleare il 10 maggio. Molti erano contrari per la mancanza di risorse. Carlo, che era allora il Presidente di Legambiente Lombardia, fu tra i pochi subito d’accordo. Unico Paese in Europa, scesero in piazza a Roma 200.000 persone. Vennero poi i blocchi di tutti gli impianti nucleari in ottobre e il referendum del 1987.

Carlo portava sempre nelle battaglie un tratto di intelligente ironia. Ricordo la campagna degli azionisti ecologisti. Con uno stratagemma, dividere le azioni una per una intestandoli ad attivisti, partecipammo alle assemblee di grandi gruppi industriali. In particolare nel 1989 a quella di Enimont, con cui avevamo molti fronti aperti. A partire dall’Acna di Cengio e dagli scarichi dei fosfogessi di Marghera nell’Adriatico. Che provammo anche a bloccare, senza successo, con dei pescherecci partiti da Goro. Mentre già appariva all’orizzonte la prospettiva della chimica verde. C’era Raul Gardini. Fu un confronto lungo e duro. Ma l’intervento più brillante lo fece Carlo con la sua ironia e gentilezza che ben usati sono uno strumento formidabile. Esordì dicendo: “Signor Presidente, sono solo da pochi giorni azionista della nostra società, ma sono già molto preoccupato per il suo futuro”. E poi solidi contenuti. Aiutò a cambiare il clima.

Ho scoperto in questi giorni che c’era un aspetto a me meno noto. Il rapporto con la Chiesa Cattolica. Avevamo certo parlato e condiviso la scelta della Fondazione Symbola di dar vita al Manifesto di Assisi con il Sacro Convento. E il mio impegno con la Fondazione Fratelli Tutti. Ho scoperto oggi, anche dal bell’intervento di Don Claudio Dell’Orto, che c’è molto di più ed è anche questo un messaggio che Carlo ci lascia.

Il suo impegno non si è mai interrotto. Alcuni versi dell’Ulisse di Tennyson mi ricordano lui e un altro grande ambientalista recentemente scomparso, Massimo Scalia, che con Carlo era legato. “Noi non siamo ora quella forza che in giorni antichi mosse terra e cieli, ciò che siamo, siamo; un’eguale indole di eroici cuori, indeboliti dal tempo e dal fato, ma forti nella volontà di combattere, cercare, trovare, e di non cedere”.

Carlo non c’è più. Sta a noi farlo vivere

nel nostro ricordo e nelle nostre azioni.

Ciao Carlo»

SCARICA L’ARTICOLO IN PDF
Ciao Carlo - Ermete Realacci | Nuova Ecologia

Progetti correlati

Scelti per te

Ricerche correlate

SOCIAL

Devi accedere per poter salvare i contenuti