Le risorse di una regione con molti «motori» produttivi come la Lombardia arrivano dall’investimento continuo nell’innovazione, dall’adesione alla green economy e dalla capacità di attrarre (e trattenere) i giovani. Intersecando dati e tendenze, lo studio «I talenti della Lombardia», promosso da Fondazione Symbola in collaborazione con Fondazione Cariplo, conferma i record del terziario (che incide per il 64,4% sull’economia regionale) e apre una finestra sul comparto delle imprese culturali che ha creato oltre 33 miliardi di euro di valore aggiunto nel 2024 con oltre 378mila occupati a livello regionale e un core business che vale oltre 20 miliardi di euro, sempre in valore aggiunto. «Il sistema culturale della regione continua a creare posti di lavoro — commenta Ermete Realacci, presidente di Symbola e curatore dell’iniziativa — e spesso in questo ambito troviamo anche un’adesione convinta alle pratiche sostenibili».
Lo studio viene presentato domani in Fondazione Cariplo alle 10.30. «I Talenti della Lombardia — per Giovanni Azzone, presidente Fondazione Cariplo — è un’iniziativa che abbraccia sfide ed eccellenze, dal futuro dei giovani alla transizione ecologica, dall’inclusione sociale allo sviluppo delle competenze. Una visione che tenta di puntare all’inclusività».
I dati confermano, ancora una volta, l’elevata concentrazione delle attività legate al design in Lombardia, da cui deriva il 33,4 per cento del valore aggiunto complessivo del comparto e il 28,7 per cento all’occupazione complessiva. Milano conferma la propria leadership, con oltre 7.300 imprese attive. In termini di valore creato, le imprese milanesi generano da sole il 19 per cento della ricchezza prodotta dal settore design a livello nazionale. La composizione settoriale dell’economia territoriale premia come detto il terziario seguito da Costruzioni (15 per cento) e Industria (10 per cento). L’export resta un asset forte della regione con 164 milioni di euro che da soli valgono il 26,4 del totale nazionale registrato nel 2024. La giornata di confronto è in partnership con Polis-Lombardia e vedrà la partecipazione di Guido Guidesi, assessore regionale allo Sviluppo economico; Raffaello Vignali, direttore scientifico di Polis Lombardia; Roberto Saccone, presidente della Camera di commercio di Brescia; Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Symbola; Regina De Albertis, direttore tecnico di Borio Mangiarotti e presidente di Assimpredil.
Lo studio darà la possibilità a politici e imprenditori di commentare le scelte vincenti dell’economia lombarda: la sostenibilità si afferma come un fattore fortemente competitivo anche per la propensione dei cittadini a collegare la sostenibilità produttiva delle aziende alla qualità. «Ma in generale — interviene Realacci — ci siamo accorti che i risultati positivi a livello economico negli ultimi anni arrivano proprio da scelte che mettono in primo piano i risvolti ambientali». Costi forse superiori in prima battuta ma che poi permettono alla Lombardia di competere con aggressività sui mercati stranieri.
Scorrendo lo studio di Symbola diversi indicatori di inquadramento professionale evidenziano l’alta specializzazione milanese nei mestieri culturali, suddivisi per categoria: nell’ambito Support ci sono persone impiegate in settori creativi che hanno mansioni di staff, come il responsabile amministrativo di un teatro, mentre in Core cultura ci sono figure come gli artisti o gli autori di testi per cinema, teatro e televisione. Un’altra categoria ancora comprende gli Embedded creatives che pur avendo competenze creative (come il designer di moda) lavorano al di fuori di un ambito strettamente culturale. Un panorama che mostra la ricchezza del sistema lombardo anche a livello di possibilità occupazionali a patto di avere alte competenze. La Lombardia infine rivendica anche un altro primato: nel 2024 è la prima regione in Italia per numero di imprese attive nel settore cultura con 62mila imprese di cui 23mila per l’architettura e il design e oltre 10mila nell’editoria.








