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Prenderà il via il 20 novembre a Treia (Macerata) la XIII edizione delle Giornate della soft economy, tre giorni di incontri e dibattiti (fino al 22 novembre) dedicati al tema "Comunità presenti e beni comuni. Le radici del futuro". L'appuntamento, promosso dalla Fondazione Symbola insieme a 35 tra promotori, partner e patrocini, porterà in città 95 relatori per 20 ore di confronto, trasmesse anche in streaming sui canali della Fondazione. "Il titolo scelto quest'anno chiude una trilogia dedicata alla nuova questione territoriale nazionale, che riguarda la sicurezza e la tenuta del Paese a partire dal 66% delle aree montane e alto collinari", dice Fabio Renzi, segretario generale Fondazione Symbola che richiama l'attenzione sul ruolo delle comunità che abitano le montagne, "depositarie del patrimonio materiale e immateriale e protagoniste di nuove forme di associazionismo fondiario, agricolo e forestale capaci di trasformare beni sottoutilizzati in beni comuni generativi di nuova ricchezza". Il sindaco di Treia, Franco Capponi, sottolinea come l'incontro "sia cresciuto negli anni affermandosi a livello nazionale" e rimarca "il ruolo decisivo dei Comuni nel promuovere nuove forme di gestione sostenibile delle aree boscate e agricole, che rappresentano il 95% dei territori montani e alto collinari". "Una scommessa necessaria - afferma Guido Castelli, commissario alla ricostruzione post-sisma 2016 - per assicurare futuro alle comunità colpite. Stiamo accelerando sulla ricostruzione fisica e lavorando per creare nuove opportunità, anche grazie all'ingresso nella Zona economica speciale". Le Giornate della soft economy sono promosse da Fondazione Symbola, Città di Treia, Accademia Georgica, Ifel, Commissario sisma 2016, Uncem, Federbim, BIM Tronto, Fai Cisl, Consorzio Marche Verdi, Legambiente Marche, Crea, Radici, Csv Marche, Forum terzo settore Marche, Pefc, Dvc, con numerosi partner istituzionali, universitari e del mondo produttivo. Il presidente dell’Uncem, Marco Bussone, parla di “nuovo entusiasmo” e della necessità di rafforzare le reti tra Green communities e territori montani, mentre il segretario generale della Fai-Cisl, Onofrio Rota, ribadisce “l’urgenza di ripopolare le aree rurali e montane, puntando su lavoro, servizi, infrastrutture e una forestazione produttiva capace di contrastare il dissesto idrogeologico”. Pierciro Galeone, direttore Ifel, ricorda che “la montagna sarà salvata solo dai suoi abitanti, se sapranno fare comunità”, mentre il presidente di FederBim, Tommaso Dal Bosco, pone l’accento sul ruolo dei Consorzi Bim nella gestione dei beni comuni e nella valorizzazione del patrimonio forestale.

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Dal 20 novembre a Treia le 13/e Giornate della Soft Economy | ANSA

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