Fondazione Symbola, Deloitte Private, POLI.design, ADI Associazione per il Disegno Industriale in collaborazione con Comieco, AlmaLaurea, CUID, con il patrocinio del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del ministero delle Imprese e del Made in Italy hanno presentato i risultati del rapporto "Design Economy 2025", con l'obiettivo di accrescere la consapevolezza del valore del design per la competitività del sistema produttivo nazionale. Hanno presentato il rapporto presso l'ADI Design Museum di Milano, Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Symbola e Cabirio Cautela, CEO POLI.design. Ne hanno discusso Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola; Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader Italia; Luciano Galimberti, presidente ADI; Francesco Zurlo, preside Scuola del design Politecnico di Milano; Carlo Montalbetti, direttore generale Comieco; Maurizio Di Robilant, presidente Robilant Spa; Paolo Fantoni, presidente Gruppo Fantoni; Francesca Tosi, Direttore del Centro Interuniversitario di ricerca HCD-Care, Human-Centred Design per la cura, il benessere e l'inclusione. Ha moderato i lavori Giovanna Mancini, giornalista de Il Sole 24 Ore. "La leadership italiana nel design - dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola - conferma il suo ruolo importante come infrastruttura immateriale del made in Italy, come dimostra il Salone del Mobile di Milano, e protagonista nella sfida della sostenibilità. Nel pieno di una transizione verde e digitale il design è chiamato nuovamente a dare forma, senso e bellezza al futuro. Il design è strategico anche per sviluppare una nuova generazione di prodotti che nel segno della bellezza rispondano ai dettami dell'economia circolare: efficienza, minore impiego di materia ed energia, riciclabilità, riutilizzabilità. Anche per questo il 91,7% si dichiara attento ai temi della sostenibilità. Perché come è scritto sul Manifesto di Assisi 'affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d'uomo e per questo più capaci di futuro'". "L'Italia si conferma il fulcro del design europeo mantenendosi al primo posto del podio in UE, in termini di fatturato e addetti del comparto" - commenta Ernesto Lanzillo, partner e leader di Deloitte Private in Italia. "Oltre all'aspetto dimensionale micro/piccolo degli operatori, il nostro paese si distingue per la creatività e la capacità di innovazione del design made in Italy, che emergono quali fattori essenziali per la competitività attuale e futura di tutti i settori industriali. specialmente in un'epoca di trasformazioni radicali come questa, il design può fungere da ponte fra la tecnologia, i prodotti e i servizi, ma anche fra la sostenibilità, la salute e il benessere delle persone. nell'edizione di quest'anno del rapporto, abbiamo dunque voluto dedicare un'attenzione particolare all'importanza del design nel settore healthcare che, per quanto ancora frenato da barriere normative e culturali, presenta notevoli potenzialità e opportunità di sviluppo. il rapporto invita a guardare al futuro con consapevolezza e visione strategica, valorizzando il design non solo come strumento di cambiamento e innovazione, ma anche come miglioramento concreto nella qualità della vita delle persone, che devono essere al centro della progettazione di nuovi prodotti e servizi". "Mentre la formazione sul design cambia e un pezzo di questa s'innesta su tradizioni produttive locale - dichiara Cabirio Cautela, presidente POLI.Design - il mercato del lavoro inizia a chiedere figure di designer iperspecializzate su ambiti dove il design manipola tecnologie e/o mette al centro dell'azione progettuale grandi sfide collettive come quella ambientale. Sono figure come quella del Prompt Designer, che possiede le competenze necessarie per dialogare con tecnologie di AI Generativa come ChatGPT o Midjourney al fine di creare nuovi concept, quello del Digital Content Strategist, profili capaci di avvolgere i contenuti in formati e visual ingaggianti per l'utente, o l'Experience Designer, maggiormente orientato a strutturare esperienze immersive a 360° collegate a prodotti fisici, digitali e in Realtà Virtuale, con particolare attenzione alla multi sensorialità, o infine il Material Designer, sperimentatore e a volte "creatore" di nuovi materiali per vecchie produzioni". "Il rapporto fotografa con chiarezza il ruolo crescente del nostro settore nell'economia italiana - dichiara Luciano Galimberti, presidente ADI - e la centralità del progetto come motore di innovazione. Milano si conferma capitale internazionale del design, ma è l'intero sistema Paese a mostrare una vitalità diffusa, con nuove competenze, nuovi modelli formativi e un uso sempre più avanzato delle tecnologie come l'intelligenza artificiale. Per ADI, questa è la prova che il design italiano è pronto ad assumere un ruolo guida anche nel contesto globale. I dati confermano non solo il peso economico del settore, ma anche la sua funzione al servizio delle grandi trasformazioni: ambientale, digitale, sociale".