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Diceva l’economista John Kenneth Galbraith che se l’Italia, “partita da un dopoguerra disastroso, è diventata una delle principali potenze economiche”, la ragione principale è che “ha incorporato nei suoi prodotti una componente essenziale di cultura e le sue città hanno una maggiore quantità di bellezza”. Citando Galbraith, Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, ha introdotto l’ottava edizione del rapporto sulla Design Economy realizzato da Symbola con Deloitte Private, Poli.Design e Adi, che una volta di più certifica la leadership italiana in questo settore, tra i pochi in grado di attrarre cervelli dall’estero, invertendo il percorso predominante di fuga delle nuove generazioni dal nostro Paese, come ha ricordato Francesco Zurlo, preside della Scuola del design del Politecnico di Milano intervenendo ieri alla presentazione dello studio. In Europa – scrive Il Sole 24 Ore – il settore del design contava 281mila operatori nel 2023, tra studi professionali, liberi professionisti e centri stili di imprese, per un valore di circa 31,5 miliardi di euro di fatturato e oltre 35mila addetti. L’Italia è il primo paese per fatturato, con il 19,8% del valore complessivo (6,3 miliardi, in aumento del 4% rispetto al 2022) e per numero di addetti (oltre 63.600, +5,2%), con un valore aggiunto di 3,2 miliardi. Si colloca invece al secondo posto per numero di imprese, oltre 46mila.

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Design, Italia leader in Europa | Italiachiamaitalia.it

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