Giornata del Made in Italy, lo studio: in Italia 1,25 mln di imprese sono artigiane (ANSA) - Roma, 23 apr - "Le piccole imprese e l'artigianato - dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola - non sono un punto di debolezza della nostra economia. La propensione delle imprese artigiane a collaborare accompagna la capacità di creare coesione e innovazione. L'artigianato è un'anima del made in Italy. Il concetto di artigianato aumentato definisce un modello evolutivo che integra la tradizione manifatturiera italiana con tre fattori chiave - design, sostenibilità e innovazione. Nel bicentenario della nascita di Collodi si conferma il modello Pinocchio. È Geppetto, un artigiano, che recupera un legno abbandonato e dà vita alla materia. Il Paese può affrontare le sfide che abbiamo avanti chiamando a raccolta i nostri talenti senza lasciare indietro nessuno. Come scritto nel Manifesto di Assisi, non c'è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto di giusto c'è in Italia. E, per dirla con Papa Francesco, 'siamo chiamati ad essere creativi, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi ed originali per il bene comune'". "Gli imprenditori artigiani - spiega Marco Granelli, presidente di Confartigianato - si confermano i protagonisti della cultura produttiva made in Italy. Radicati nelle proprie comunità ma capaci di conquistare i mercati mondiali, sanno coniugare saperi antichi e biodiversità del territorio con una spiccata attitudine all'innovazione, necessaria per cogliere le nuove esigenze dei consumatori e affrontare le transizioni green e digitale. Oggi, grazie alla legge annuale PMI, fortemente sostenuta da Confartigianato, gli imprenditori dispongono di nuovi strumenti per tutelare l'autentica identità artigiana di prodotti e servizi e per evolvere verso dimensioni e forme societarie adatte a vincere le sfide del mercato globale". "Siamo assolutamente convinti che il futuro del made in Italy - dichiara Dario Costantini, presidente di CNA - risieda nella capacità dei nostri artigiani di 'abitare la tecnica' senza farsi sostituire da essa. L'artigiano del futuro non è quello che lavora nonostante la tecnologia, ma quello che lavora meglio grazie ad essa, proteggendo quel "saper fare" che le macchine da sole non potranno mai replicare, basato sull'intuizione del bello e del ben fatto. Mentre l'industria globale tende a standardizzare tutto (ora anche grazie all'AI), l'artigiano che opera nei settori del made in Italy usa l'intelligenza artificiale, la robotica e in genere le nuove tecnologie, per fare l'esatto opposto: per rispondere in modo personalizzato alle richieste dei suoi clienti, per creare dei pezzi assolutamente unici, per mantenere altissimo lo standard della qualità dei prodotti e dell'attenzione alla dimensione ambientale e sociale". "La campagna Artigianato futuro del made in Italy -quest'anno punta i riflettori su quella parte di artigianato, sempre più ampia che grazie a design, sostenibilità e innovazione digitale ha saputo espandere ed aggiornare i propri prodotti, i processi produttivi, le modalità di comunicazione e commercializzazione. Imprenditori che ogni giorno accrescono la propria competitività, utilizzano tecnologie e nuovi strumenti per migliorare qualità, efficienza, durabilità e relazione con il mercato, e che anche per questo sostengono il Made in Italy sui mercati globali e identificano il nostro Paese all'estero" - evidenzia il presidente di CASARTIGIANI Giacomo Basso. "Un asset strategico imprescindibile da salvaguardare e sostenere con interventi strutturali calibrati e una visione europea comune, soprattutto in momenti di crisi come quello attuale". "L'artigianato italiano è da sempre sinonimo di qualità riconosciuta in tutto il mondo. Tutti conoscono e apprezzano il bello, buono e ben fatto delle nostre produzioni artigianali, capaci di integrare sapienza manuale, design, sostenibilità e tecnologie digitali", ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso. "Valorizzare competenze e identità significa rafforzare competitività e creare lavoro", ha aggiunto. "In questa direzione vanno la legge annuale sulle PMI e la prossima riforma della legge sull'artigianato: crescita, innovazione, aggregazione tra imprese e ricambio generazionale come leve di sviluppo".