• di Fondazione Symbola, C. Studi Tagliacarne e Dintec

La decarbonizzazione del trasporto ferroviario richiede di affrontare una delle sue principali inefficienze strutturali: l’interazione meccanica tra ruota e rotaia. Questo contatto genera attrito e vibrazioni che incidono in modo determinante sul fabbisogno energetico, sulla frequenza degli interventi di manutenzione e sulle prestazioni complessive della rete. Per rendere la mobilità ferroviaria davvero sostenibile occorre un approccio sistemico, che intervenga sull’intera infrastruttura, riduca le sollecitazioni meccaniche, prolunghi la vita delle rotaie e migliori la qualità del servizio soprattutto nelle aree urbane ad alta densità.

Questa esigenza è particolarmente rilevante in Italia, dove la logistica è ancora sbilanciata sul trasporto su gomma e dove l’efficienza della rete ferroviaria costituisce un fattore critico. I ritardi dipendono per il 34% da problemi all’infrastruttura, per il 25% da guasti al materiale rotabile e, in misura crescente, dall’eccessivo traffico che congestiona le linee. Tecnologie in grado di ridurre usura e guasti e di aumentare la capacità effettiva della rete rappresentano dunque un potenziale punto di svolta.

È in questa direzione che si colloca il brevetto sviluppato da Ironlev: una tecnologia di levitazione magnetica passiva, progettata per operare su binari tradizionali. Il sistema utilizza magneti permanenti e componenti ferromagnetici per generare una forza di repulsione stabile, in grado di sostenere il veicolo senza consumo energetico dedicato al sollevamento. L’assenza di contatto fisico elimina l’attrito ruota-rotaia, riducendo le sollecitazioni meccaniche sull’infrastruttura.

La compatibilità con l’infrastruttura esistente è il principale elemento di novità del brevetto. A differenza dei sistemi maglev convenzionali, che richiedono guide dedicate e investimenti significativi, Ironlev® opera su rotaie standard: non servono nuovi tracciati e l’impatto emissivo legato alla produzione di acciaio, processo ad alta intensità carbonica, si riduce in modo sostanziale. La levitazione magnetica passiva elimina l’attrito ruota-rotaia e produce benefici energetici e operativi che superano il semplice risparmio di potenza. Fino a 100 km/h l’efficienza cresce fino al 30%; alle alte velocità il vantaggio si attesta attorno al 10%, perché la resistenza aerodinamica diventa predominante.

L’assenza di contatto consente di aumentare la velocità operativa a parità di potenza, con tempi di percorrenza più brevi. Poiché la tecnologia è installata sul veicolo e non richiede modifiche alla linea, può essere impiegata su qualsiasi tratta, incluse linee secondarie e percorsi ferroviari di montagna. Parallelamente, la minore usura delle rotaie e delle componenti meccaniche aumenta l’affidabilità dell’infrastruttura. Riducendo guasti e interventi di riparazione, la rete diventa meno soggetta a interruzioni e riduzioni di capacità, con ricadute dirette sulla gestione del traffico: una rete che si logora meno è più performante, in grado di sostenere maggiori volumi e di ridurre il sovraffollamento.

Gli impatti economici della tecnologia Ironlev® seguono la stessa logica. I gestori dell’infrastruttura traggono vantaggio dalla riduzione della manutenzione programmata e straordinaria; gli operatori ferroviari possono negoziare canoni più bassi per l’uso della linea, dato il minore stress imposto alle rotaie. La combinazione di risparmio energetico, minori tempi di percorrenza nelle tratte più svantaggiate, riduzione dei costi infrastrutturali e miglioramento dell’affidabilità della rete rafforza la competitività complessiva del trasporto ferroviario e contribuisce a colmare il divario storico rispetto al trasporto su gomma, rendendolo un’alternativa davvero conveniente e sostenibile.

Il vantaggio competitivo di Ironlev® è ulteriormente consolidato dal fatto di essere l’unica soluzione di levitazione magnetica pienamente integrabile sulle infrastrutture esistenti. Ciò ha già attirato l’interesse di operatori internazionali come Etihad Rail, RTA e diversi player statunitensi, che vedono nel brevetto italiano una via praticabile alla decarbonizzazione ferroviaria senza i costi proibitivi delle infrastrutture maglev tradizionali. L’Italia, grazie a questa innovazione, potrebbe diventare un hub europeo della levitazione magnetica sostenibile. Inoltre, la versatilità del brevetto può estendere i benefici a molte altre filiere produttive, con applicazioni già in sviluppo in settori affini: sistemi di movimentazione industriale, ascensori, grandi serramenti e soluzioni per la logistica interna.

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