Per tre giorni ha «guardato l`ILalia negli occhi, incrociando vari mondi attorno ad un tema comune, il patriottismo dolce. Adesso che il seminario estivo di Symbola è finito, Ermete Realacci, presidente della Fondazione, è felice di aver centrato l`obiettivo. Ha valorizzato «quello che siamo», quello che l`Italia è al di là di come viene percepita all`interno e all`esterno, dice nel corso dell`ultimo panel al teatro Bibiena dedicato al patriottismo dolce, il filo rosso che ha legato i tre giorni di dibattito. Non solo. Ha messo insieme «storie e visioni» che hanno mostrato che la coesione è la chiave di volta di un nuovo sistema produttivo che mette al centro la persona e il lavoratore e ritiene l`impresa un capitale sociale.
Sul palco II dibattito conclusivo della tre giorni del seminario estivo Symbola al Teatro Bibiena FOTO NICOLA SACCANI
smo dolce in «campanilismo dolce», la competizione che vivono tante città con i grandi poli urbani. «Noi - spiega Murari - abbiamo provato a tenere insieme imprenditori, terzo settore e istituzioni con politiche che fanno crescere la città ma al servizio delle persone. 1,2 grande sfida è continuare. E la vinceremo se ci metteremo amore». Il campanilismo dolce fa breccia anche nel sindaco di Napoli e presidente nazionale di Anci, Gaetano Ma nfredi; via video dice che «patriottismo e campanilismo dolci sono la via europea della democrazia in cui le identità non si perdono ma servono per dare spazio a tutti in modo che si sentano membri di una comunità». E avverte: «Nelle grandi città cì sono grandi differenze tra centro e periferia, tra aree urbane e
aree interne: tenerle insieme significa realizzare il patriottismo dolce». Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos, ha sondato gli umori degli italiani sul patriottismo dolce. Popolo diviso Ne esce un popolo italiano diviso. Solo un italiano su sei ha fiducia nei partiti e meno della metà nelle istituzioni. Il 55% ritiene che ci siano più cose che dividono gli italiani di quelle che li uniscono. E quella che Pagnoncelli chiama doppia frattura. Gli italiani sanno poco anche dei primati che hanno nel mondo: solo il 46% sa che l`Italia è prima per numero di prodotti agroindustriali e il 43% che l`Italia ha più siti n`esco di tutti; uno su 4 sa che è seconda per valore aggiunto nella manifattura e il 74`i, parla male dell`economia del Pae- corda - risale a 25 armi fa e all`opera del presidente Ciampi; adesso diventa un messaggio anthvoke, contro una diversa scala di valori. C`è bisogno, però, di dare al patriottismo dolce una dimensione europea se vogliamo difendere i valori della nostra identità». Per questo la «sfida della difesa comune va affrontata a livello europeo».
La proposta Realacci e Murari in sintonia lanciano il riscatto dei territori: «Sinergia tra imprese e istituzioni per il benessere delle città» se. «N on ci serve il guscio del sovranismo, ma la spina dorsale dei nostri valori» per emergere; serve investire «in coesione, e le imprese che lo fanno diventano motore dell`Italia».
Confronto sul palco `Tutti i partecipanti al confronto finale diretto dal direttore del Quotidiano nazionale, Agnese Pini, sono d`accordo e applaudono quando Realacci conclude il suo intervento citando l`intervento dell`anno scorso del vescovo di Mantova Marco Busca che descrive la fatica di essere avanguardie: «Dobbiamo essere una minoranza che sogna per gli altri». Campanilismo dolce 11 sindaco di Mantova Andrea Murari traduce patriotti- Sovranità condivisa Bisogna essere consapevoli che «la sovranità è già condivisa tra Italia e Europa . Questo non significa che avremo una cultura omologata in Europa, il contributo delle identità non mancherà mai. Però - conclude - bisognerà andare in quella direzione se vogliamo che in un`epoca di sovranismo l`idea del patriottismo dolce sia utile».







