Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano, anticipa alcuni temi Sabato mattina il dibattito finale sul "Patriottismo dolce" con Auricchio, Busca che saranno affrontati al Seminario , Boccia, Manfredi, Prete e Gentiloni sostenibilità, relazioni, bellezza, innovazione e coesione sociale come fattori strategici di sviluppo. È un modello destinato a scontrarsi con un tempo fatto di guerre e tensioni internazionali. Cosa ne pensa? Stiamo vivendo uno dei momenti più divisivi della storia. Non ho soluzioni in tasca e non vorrei cadere nel luogo comune. Penso, o meglio spero, che alla lunga prevalga la ragione. Il modello proposto da Symbola è centrato sulla relazione, su valori positivi, di crescita, di condivisione. Se mi limito a guardare all'Italia, il rischio che vedo è l'allargamento del divario sociale e di quello giovanile. Dobbiamo fare in modo che questo modello funzioni nei contesti più critici. Come fare perché la transizione verde sia un beneficio per i territori e non un costo? Può essere d'aiuto l'intelligenza artificiale? L'intelligenza artificiale non è la panacea. Al momento, non è neppure un grande aiuto considerato i consumi che ne derivano. Giusto qualche giorno fa l'Onu ci ricordava che entro il 2030 l'Ai consumerà l'acqua necessaria a 1,3 miliardi di persone, l'intera popolazione dell'Africa subsahariana, e 945 terawattora di elettricità, il triplo di quella di chi vive tra Pakistan, Bangladesh e Nigeria. Ovvio che questo non è un atto d'accusa, ma un invito a una riflessione più attenta su dove e come indirizzare crescita e investimenti. La transizione verde non è un costo, ma un investimento per il futuro, e soprattutto non è negoziabile. Per aumentare la competitività del sistema Italia occorre investire in ricerca e innovazione e soprattutto trattenere i nostri giovani». A dirlo è Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano, in un'intervista in cui anticipa alcuni dei temi che saranno affrontati nel Seminario Estivo di Symbola. Lei sarà tra i protagonisti dell'ultima giornata, sabato 13 giugno, in cui si discuterà di Patriottismo dolce, l'argomento a cui è dedicato il Seminario. Con lei, tra gli altri, si confronteranno esponenti del mondo economico come Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia e numero uno della Camera di Commercio di Mantova, Cremona e Pavia, uomini di chiesa come il vescovo di Mantova Marco Busca e politici come l'ex commissario europeo ed ex premier Paolo Gentiloni. Il Patriottismo dolce, proposto come tema portante del seminario di Symbola, è amare il proprio paese senza essere contro qualcuno. Eppure, in politica prevale il concetto, aggressivo, di sovranismo. Cosa ne pensa? Le rispondo da rettrice, non certo da analista politica. Il sovranismo è la tutela dei confini. Un concetto antitetico rispetto alle dinamiche universitarie, di apertura internazionale. Il Politecnico di Milano è un ateneo che ha una forte matrice europea, che conta scambi in tutto il mondo, che incentiva la mobilità dei talenti.... Ricordo poi che, non necessariamente, il sovranismo è espressione di aggressività: la Brexit è stata votata, è il frutto di una scelta politica condivisa. Una scelta oggi in discussio- dall'estero. Pensiamo che sone, tanto è vero che dal 2027 lo meno del due percento il Regno Unito rientrerà uffi- dei talenti in movimento scecialmente in Erasmus+. Di- glie di studiare da noi. I nuversa invece è, purtroppo, la meri parlano chiaro. situazione di chi subisce un Che cosa bisognerebbe fare regime totalitario. Penso agli per aumentare la studenti iraniani scesi in competitività? piazza per amor di patria, per Mi ripeto. Serve investire in la libertà... ricerca e innovazione. SiaChe cosa può fare mo il fanalino di coda tra i l'Università affinché paesi Ocse, tra le nazioni che nell'opinione pubblica passi hanno il minor numero di la visione solidaristica dell'attaccamento alla propria terra? Quello che ha sempre fatto: operare nell'interesse pubblico formando generazioni di professionisti e di cittadini responsabili, con una visione critica sul presente, capaci di immaginare un futuro migliore. Lo dico senza retorica. Le sfide sono significative. Il Politecnico da solo laurea circa 10.000 studenti l'anno. Allo stesso modo, ritengo che l'Università stia facendo molto in termini di responsabilità sociale, con iniziative quali gli Off Campus, nel nostro caso, che operano in situazioni svantaggiate per ricucire gli strappi sul territorio. Il Seminario si occuperà anche di competitività. Perché questa continua ad essere il tallone d'Achille dell'Italia? Potrei darle diverse, possibili interpretazioni, ma mi limito a una sola risposta: la competitività passa dalla competenza, dalla capacità del sistema di formare il capitale umano, di trattenere i capaci, di investire nella crescita delle persone meritevoli... Se prevale la logica del "piccolo e bello" e del clientelismo, questo Paese continuerà ad avere poche chances. Tra il 2011 e il 2024, 630.000 under 35 hanno lasciato l'Italia. Il che equivale a 159 miliardi di euro persi in investimenti formativi. Non riusciamo a drenare la fuga dei talenti e non riusciamo ad attrarne laureati in Europa, tra quelle che vantano un campione esiguo di unicorni sul mercato. Il tema della creazione d'impresa mi sta molto a cuore. Dobbiamo mettere i nostri giovani nella condizione di voler aprire una startup in Italia, senza la paura di affrontare un fallimento ancora prima di provarci, senza il morso della burocrazia. Eppure, il rapporto annuale di Symbola su Coesione è coesione mette in risalto casi di imprese lombarde che eccellono sul fronte della competitività dovuta anche al legame che hanno instaurato con i loro territori. Come lo spiega? Questo non mi sorprende affatto! Non cediamo alla logica disfattista di quelli che dicono che in Italia va tutto male. Abbiamo eccellenze che esportano in tutto il mondo e questo grazie alla tradizione e al legame con il territorio, che è l'espressione della nostra unicità. In Italia non abbiamo multinazionali, se non poche. Siamo degli artigiani che vendono non solo prodotti, ma cultura, arte, maestria... quella creatività che non può essere delocalizzata. Penso ad alcuni distretti eccellenti, come quello del mobile in Brianza, per esempio, fino alla motor valley in Emilia. Così come a singole imprese, Luxottica a Milano o Arvedi nel cremo nese, che con noi sviluppano progetti di innovazione. Symbola punta su un modello produttivo basato su Donatella Sciuto, (a sinistra) rettrice del Politecnico di Milano a un evento al Bibiena A fianco una immagine del Salone del Mobile di Milano.







