• Il Sole 24 Ore

L’Italia sale sul podio europeo dei brevetti green e rafforza il legame tra sostenibilità e competitività industriale. Con 295 brevetti ambientali depositati, il Paese si colloca al terzo posto in Europa, alle spalle della Germania (1.632) e della Francia (729). Un risultato che trova conferma anche nella classifica più generale della quota di imprese con brevetti sul totale delle aziende: l’Italia è ancora terza, con 16,5 imprese brevettanti ogni 1.000, dopo Germania (21,6) e Austria (18,9).

Il dato emerge dal rapporto “Competitivi perché sostenibili”, realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con Dintec e il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, e presentato al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Lo studio fotografa un sistema produttivo in cui l’innovazione verde si traduce in un vantaggio competitivo misurabile, ma non ancora pienamente valorizzato in termini di proprietà intellettuale.

Il traino del manufatturiero (e del Nord)

A trainare le domande italiane di brevetto europeo green è il manifatturiero, che concentra il 59% delle innovazioni, confermandosi motore principale del cambiamento tecnologico. Seguono le attività legate alla ricerca scientifica (18,8%), telecomunicazioni e informatica (6,6%), commercio all’ingrosso (3,5%) e costruzioni (3,5%).Sul piano territoriale il baricentro resta nel Nord: Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte guidano la classifica, forti di una tradizione manifatturiera capace di trasformare ricerca e know-how industriale in soluzioni concrete.

Dalla mobilità sostenibile all’efficienza energetica

Il quadro settoriale evidenzia alcune specializzazioni chiave. I brevetti italiani pesano per il 31% nel campo della mobilità sostenibile sul totale di quelli legati alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Sopra la media Ue anche l’efficienza energetica nell’edilizia, mentre restano strategici i comparti della gestione dei rifiuti e delle acque reflue. Particolarmente dinamico il fronte delle tecnologie Ict applicate alla mitigazione climatica, che registrano un balzo del +270% negli ultimi dieci anni.

Secondo Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, «l’Italia sa innovare e competere nei settori ambientali, ma ha bisogno di un salto di scala». Realacci sottolinea la necessità di investire di più in ricerca, sostenere la capacità di brevettare e rafforzare il trasferimento tecnologico, replicando «il modello vincente dell’economia circolare nei comparti dell’efficienza, dell’elettrificazione e delle rinnovabili».

Crescono gli eco-investimenti

Il rapporto mette in luce anche la crescita degli eco-investimenti: tra il 2019 e il 2024 sono 578.450 le imprese che hanno investito in sostenibilità, pari al 38,7% del totale. Una dinamica che però non sempre si traduce in titoli di proprietà intellettuale, segno di una cultura industriale ancora poco orientata alla tutela sistematica dei risultati della ricerca.

I brevetti green più remunerativi

Sul fronte economico, il divario tra imprese green brevettanti e non green è netto. Le prime generano in media 382 milioni di euro di fatturato per impresa, contro i 41 milioni delle seconde, e registrano una produttività più elevata (144.000 euro di valore aggiunto per addetto, contro 92.000). Oltre la metà di queste aziende esporta (57,8%), per un valore complessivo superiore ai 63 miliardi di euro, con mercati di sbocco fortemente diversificati.

«L’Italia ha compiuto grandi passi avanti nella brevettazione green, con una crescita del 44,4% tra il 2012 e il 2022, ma resta una distanza significativa dalla Germania e dalla Francia», osserva Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere. «Dietro ogni brevetto c’è un investimento in ricerca e innovazione, ma l’investimento non basta se non si tutela la proprietà intellettuale. Anche il sistema del credito e della finanza guarda sempre di più ai brevetti come asset strategici».

Urso: «Italia ha eccellenze in campo green»

In chiusura dei lavori, il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha ribadito che l’Italia «ha eccellenze in campo green» e può puntare a un ruolo di leadership soprattutto nel riciclo dei rifiuti contenenti materie prime critiche. Un tassello, ha sottolineato, fondamentale per rafforzare l’autonomia strategica del Paese e ridurre la dipendenza dall’estero.

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Italia sul podio per brevetti green in Europa. Dalla manifattura all’informatica: i settori | Il Sole 24 Ore

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