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di Chiara Colli

L’anno trascorso segna l'uscita definitiva dal periodo pandemico mettendo in evidenza alcuni dei suoi effetti più profondi nel settore musicale, anche sul medio termine: nel comparto discografico si consolida la crescita grazie al digitale; in quello live, la fine definitiva delle restrizioni spinge a una controtendenza che moltiplica le proposte. Su entrambi i fronti è accentuata la preponderanza di artisti italiani e un abbassamento dell'età media di consumatori e attori, il settore appare in salute ma a patire sono soprattutto le realtà piccole e indipendenti.

Il mercato discografico italiano registra un +11,1% dei ricavi complessivi, trainati dai servizi streaming cresciuti del 17,7%: segmento, quello digitale, che oggi rappresenta il 66,7% dei ricavi totali dell’industria discografica, guidati da una crescita del 13,7% degli abbonamenti premium che indicano una crescita costante di questa modalità di ascolto su quella gratuita [1]. Nel 2022 il tempo trascorso ad ascoltare musica è aumentato di 1,4 ore rispetto all'anno precedente, questo grazie all'ascolto via streaming, dei podcast a tema musicale ma anche attraverso le app di short-form video legate ai social media (Youtube short, Tik Tok, Reels Instagram) [2]. L'aumento dei ricavi è registrato anche nelle sincronizzazioni, ovvero l’uso della musica nelle produzioni audiovisive come pubblicità, film, serie TV, che si attesta a +26,5% con oltre 13 milioni di fatturato. Infine, il comparto fisico segna un generale -2,2% ma i vinili continuano a resistere, guidando una rimonta dell’11,7% [3]. Fra le tendenze salienti dell'ultimo anno si evidenzia, più che in ogni altro settore (ad eccezione dei videogiochi), l'abbassamento dell'età media di consumatori e protagonisti dei contenuti e prodotti musicali, con un riscontro lampante sui partecipanti e i nuovi target di Sanremo che guardano alla fascia 16-24 anni e all'engaging legato alle app short form. Il mercato italiano resta dominato nelle classifiche (ma anche nei tour che attraversano lo Stivale) da artisti italiani, come riscontrato nella top 10 degli album del 2022, che per il terzo anno consecutivo è interamente occupata da nomi nostrani. Relativamente all'export, i Måneskin guidano la crescita dei ricavi e riscontri del mercato italiano all'estero, soprattutto in ambito urban ed elettronico, dove si registra un +15% di entrate da royalty – composte da mercato fisico, digitale, sincronizzazioni e diritti connessi – con oltre 22 milioni di euro di fatturato nel 2022; più assente in quanto poco “esportabile” il genere della canzone/cantautorato, d'altra parte fortissimo all'interno del Paese [4].

Relativamente alla crescente fruizione musicale tramite i social network, merita una menzione la mancata intesa nel marzo 2023, e il successivo accordo temporaneo, tra Meta (holding di Facebook e Instagram) e SIAE per il rinnovo delle licenze dei brani nel repertorio di quest'ultima. In base a quanto riportato da SIAE, Meta si sarebbe rifiutata di fornire sufficienti informazioni sullo sfruttamento delle opere musicali. Il precedente accordo, scaduto a dicembre 2022, prevedeva il pagamento da parte della big tech di una somma forfettaria su base annuale, mentre in sede di rinnovo la SIAE avrebbe chiesto di far valere i principi introdotti dalla Direttiva Copyright, recepita in Italia con il D. Lgs. 177/2021, che impone ai cessionari e licenziatari di opere tutelate da diritti d’autore di fornire periodicamente informazioni sullo sfruttamento delle stesse [5]. Un mancato accordo che ha danneggiato in particolare gli artisti indipendenti quotidianamente impegnati a divulgare la propria musica anche attraverso i social network e che ha visto Soundreef, data company che rappresenta i diritti di un buon numero di artisti italiani, trovare un parziale punto d'incontro con Meta già a fine marzo. A seguito dell'intervento dell'Antitrust nella seconda metà di aprile, si raggiunge un accordo transitorio tra Meta e SIAE intorno alla proposta della prima di prorogare alle stesse condizioni il contratto di licenza scaduto a dicembre del 2022 [6]: la musica torna a suonare, almeno per un po’, nei reels e nelle stories di Instagram e Facebook. Sul fronte della produzione, come “eredità” del periodo di crisi accentuato dalla pandemia, restano determinanti i rinnovati supporti al settore, e in particolare agli artisti emergenti, come i bandi pubblici: quelli a livello regionale (Puglia Sounds, LAZIOSound, diversi in Emilia Romagna tra cui Encoder, Bologna Musica d'Autore, Rockafe a Ferrara), e quelli a carattere associativo e nazionale di Nuovo Imaie e Siae Export. Un altro strumento sempre più diffuso per supportare la produzione musicale, integrare i linguaggi e amplificarne la divulgazione sono le residenze. Un passaggio intermedio “di sopravvivenza” soprattutto per i festival (per dare spessore alle produzioni italiane e usufruire di fondi pubblici), divenuto trend virtuoso. Ortigia Soundsystem, Jazz:Re:Found (Monferrato), Ypsigrock (Castelbuono, PA), Transmissions (Ravenna), Terraforma (Castellazzo di Bollate, MI) e Novara Jazz tra le manifestazioni che hanno integrato questa pratica, ma anche realtà cittadine come Casa degli Artisti a Milano, dove è anche possibile registrare album – molti nomi sono legati alle performing art, ma i musicisti sono la novità dell'ultimo anno. Soundtracks a Modena per la musica per il cinema, o residenze di tipo più istituzionale nate da collaborazioni fra diverse realtà, come quella tra MIDJ (Associazione Nazionale di Musicisti di Jazz), Fondazione Musica per Roma, Casa del Jazz, Associazione Teatro dell’Ascolto, Ambasciata di Francia, INPS-FONDO PSMSAD, AJC (rete di festival francesi) e il festival Una Striscia di Terra Feconda, nata per sostenere l’incontro tra culture diverse e produrre progetti originali [7].

Ancora, nell'ambito della produzione, alcune delle best practice più interessanti ideate da musicisti anche di estrazione diversa (sperimentale, pop, elettronica) coniugano l'interazione fra diverse discipline artistiche con la sostenibilità ambientale e l'innovazione, come evidenziano tre esempi di registrazioni sound specific, innovative e con l'utilizzo di suoni urbani e naturali. Il primo è Wave, primo album del collettivo genovese Stellare (Ale Bavo, FiloQ, Raffaele Rebaudengo) realizzato con un mix di suoni subacquei raccolti da un database e suoni appositamente registrati ai piedi della ex piattaforma offshore Porto Petroli, a largo del porto di Genova. L'album è frutto di due residenze artistiche presso il Galata Museo del Mare e l’Acquario di Genova. Il secondo caso, Urban Groovescapes (Earthphonia II), di Max Casacci (produttore e fondatore), è un album di musica senza strumenti musicali che racconta il groove nascosto della città attraverso la ricerca e la manipolazione delle fonti sonore urbane – questo progetto ha anche un risvolto ambientalista, perché volto a sensibilizzare il pubblico verso questi temi. Infine, una produzione sonora con suoni ambientali a metà tra ricerca musicale e scientifica, con particolare attenzione al territorio: Un suono in estinzione di Sergio Maggioni, realizzato attraverso un team di lavoro che coinvolge glaciologi, ricercatori e alpinisti, è un progetto di ricerca sperimentale volto a monitorare le implicazioni del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini attraverso un’esplorazione sonora degli ambienti naturali a rischio, con l’utilizzo di registratori bioacustici collocati nelle fessure del ghiaccio. Il progetto è stato finalizzato nel 2022 ed è diventato anche una performance, Il ghiacciaio dell'Adamello, un suono in estinzione, curata dallo stesso Sergio Maggioni. I temi della crisi climatica non riguardano più solo progetti musicali di ricerca, ma sono arrivati anche nella poetica di band italiane di grande successo, come i Marlene Kuntz, che nell’autunno scorso hanno pubblicato Karma Clima. I testi trattano con franchezza la grave situazione che stiamo vivendo, pur evidenziando l’impegno e la cura di alcune comunità nel salvaguardare quello che si può ancora salvare. Per il gruppo, la dimensione micro legata alle comunità è l’unica a lasciare margini di intervento per provare ad evitare i disastri ambientali annunciati nei decenni scorsi, ma anche per sviluppare nuovi linguaggi e nuove pratiche di co-progettazione e co-produzione. È quello che è avvenuto nella complessa gestazione di questo album, frutto degli scambi avvenuti in tre residenze (Viso a Viso Cooperativa di Comunità di Ostana, Birrificio Agricolo Baladin Piozzo e Borgata Paraloup) in cui il gruppo ha lavorato a stretto contatto con le comunità locali. Inoltre la band ha scelto la bicicletta come mezzo per raggiungere le tre tappe piemontesi di questo disco-progetto, invitando tutti a scoprire in modo sostenibile le montagne in cui è nata e cresciuta. I fan che hanno colto l’invito hanno così condiviso la mission di Karma Clima, arrivando sulle due ruote insieme agli artisti (o in autonomia) per assistere ai concerti e scoprire le bellezze del territorio. Tra gli artisti singoli più attenti al tema della sostenibilità ambientale merita una menzione Marco Mengoni, primo musicista in Italia a scegliere un packaging green per il suo disco Materia (Terra): una greenbox 100% plastic free con carta FSC. Inoltre, per iniziativa dell’artista, nascerà il Bosco di Materia (Terra) in collaborazione con Vaia, startup di Trento che dà nuova vita al legno degli alberi abbattuti dall’omonima tempesta, sostiene le comunità del territorio e realizza amplificatori naturali. La transizione ecologica comincia lentamente a essere un tema sensibile anche nell'ambito della musica dal vivo. Se negli ultimi anni, sia a livello internazionale sia nazionale, sono nati manifesti e dichiarazioni di intenti specifici del settore (come il Music Climate Pact19 e il Manifesto per la Musica Sostenibile20), è di fine 2022 la firma del decreto CAM Eventi per la promozione di criteri ambientali per gli eventi culturali nel settore della pubblica amministrazione (PA): requisiti di sostenibilità  ambientale e sociale che la PA ha introdotto nelle gare per l’affidamento di servizi e gestione degli eventi, quindi criteri a oggi non vincolanti ma inseriti in ottica premiante.

Un altro filone della produzione musicale di ricerca è quello che prova a unire le tradizioni musicali del passato con l'elettronica contemporanea: tra gli esempi più recenti l'Osservatorio Artistico Digitale con base in Puglia Futuro Arcaico o le contaminazioni tra musica neomelodica e sintetizzatori, con particolare riferimento alla comunità LGBTQI+, di NZIRIA, all'anagrafe Tullia Benedicta, artista che nel 2022 è stata selezionata per il progetto Shape Platform legato al CTM di Berlino; così come l’artista napoletano Liberato che, oltre ad aver collaborato con artisti del calibro internazionale come i Massive Attack, con più di 84 milioni di streaming, ha al suo attivo 7 dischi d’Oro e 7 dischi di Platino. Sul fronte più puramente legato alle ultime novità tecnologiche, un esempio relativamente recente di innovazione multimediale è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno del mondo musicale: per quanto riguarda la realizzazione di video musicali, come per l’artista esordiente Pentesilea e il collettivo Underdog, ma anche la creazione di nuovi sistemi di IA, come nel progetto A-Mint, la prima intelligenza artificiale al mondo in grado di decodificare in tempo reale lo stile di improvvisazione di un artista e aiutarlo ad esplorare tutte le possibilità creative durante un’esecuzione. Alex Braga, primo musicista a utilizzarla, l’ha progettata in collaborazione l’Università degli Studi Roma Tre. Nell'ambito delle innovazioni integrate al business, una delle iniziative più interessanti (fondata nel 2018 ma che solo di recente sta ricevendo consensi) è la startup ANote Music: con base in Lussemburgo ma fondata da due italiani, la piattaforma musicale permette di investire nelle royalty future dei brani, una sorta di mercato di diritti musicali dove artisti, produttori ed etichette possono condividere parte delle proprie royalty future con una comunità di oltre 20 mila investitori avendo accesso a un nuovo sistema di finanziamento. Ancora nell'ambito delle nuove modalità di investimento per gli artisti, un esempio virtuoso è Onlymusix, prima piattaforma italiana che permette la vendita e lo scambio di NFT concepiti e creati esclusivamente per il mercato musicale. La piattaforma, prodotta da Onlytech Industries e ideata dall’azienda informatica italiana The I, si propone di diventare uno spazio dove creare una community forte, capace di sfruttare le nuove tecnologie delle criptovalute e blockchain. A sorpresa, nell'ultimo anno alcune iniziative divulgative interessanti, “contaminate”, si ritrovano non tanto nell'interazione con nuove forme di intrattenimento (social o videogiochi), quanto nell'interazione non inedita tra musica e altri settori culturali di intrattenimento con nuove regole, che coinvolgono la comunicazione social e temi legati all'inclusione. Come la musica che si unisce alla letteratura, nella compilation su vinile di Bomba Dischi (Roma) dedicata a Pier Paolo Pasolini, (con Ariete, Pop X, Franco126, Clavdio e Giorgio Poi), sponsorizzata da Gucci e Palazzo delle Esposizioni a Roma, un cortocircuito di attori che però fa arrivare Pasolini ai quindicenni. O il ritorno della relazione tra musica e fumetto, con diversi album accompagnati da fumetti o viceversa: la graphic music di Alessandro Baronciani, scritta in collaborazione con Rachele Bastreghi dei Baustelle che ne ha prodotto la musica; o il Regina Fumetti Festival a Cattolica (tre giornate di fumetti che diventano concerti che diventano spettacoli) con nomi del circuito indie pop o cantautorato, tra cui Davide Toffolo (musicista e cantante del gruppo Tre Allegri Ragazzi Morti), autore della serie disegnata Cinque Allegri Ragazzi Morti, in collaborazione contra Panini Comics. Ma anche attraverso le arti visive, come nel caso del Macro – Museo di Arte Contemporanea di Roma, che ha organizzato una serie di esposizioni semi permanenti e di ascolto (intitolate Musica da Camera) che uniscono un percorso di ricerca dedicato a personaggi del passato con incontri e live gratuiti, incentrati su realtà del presente (Presto?! di Lorenzo Senni) che richiamano un target più giovane che in passato.

La continua ascesa del digitale, la fruizione tendenzialmente più veloce dei contenuti, l’abbassamento dell’età media di consumatori e attori, l’integrazione tra forme artistiche e multimediali diverse e una lenta transizione verso una produzione e fruizione più consapevole dal punto di vista dell’impatto ambientale. Dopo tre anni prima di stasi e poi di assestamento, il settore musicale sembra riallinearsi sul piano di una nuova normalità tracciata dalle trasformazioni in parte fisiologiche, in parte necessarie, innescate dal periodo pandemico.

 

Meta-Siae

Un suono in estinzione

Credits: Giuseppe Maffa

Suggerimenti per il lettore

  • Thomas Poell, David B. Nieborg, Brooke Erin Duffy, Piattaforme digitali e produzione culturale, minimum fax,
  • International Federation of the Phonographic Industry (IFPI), Global Music Report, 2023.
  • Neunau, Ghiaccio Sottile, Rai Radio 3, 2023.

[1] IFPI e FIMI, Global Music Report, 2022.

[2] IFPI e FIMI, Engaging with Music, 2022.

[3] IFPI e FIMI, Global Music Report, 2022.

[4] Ibidem.

[5] Lara Mastrangelo, Il mancato accordo tra Meta e SIAE alla luce della Direttiva Copyright, Diritto al digitale, 10 aprile 2023.

[6] Andrea Biondi e Francesco Prisco, Meta-Siae, accordo (transitorio): la musica torna su Facebook e Instagram, Il Sole 24 Ore, 13 maggio 2023.

[7] MEI, Residenza italo-francese 2023.

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