In questi giorni segnati dalle terribili conseguenze delle guerre in corso, il semplice evocare Chernobyl aumenta paure e angosce. La catastrofe del 26 aprile 1986 ci ricorda quanto accadde 40 anni fa e il pericolo ancora presente.
L'Italia nei giorni successivi alla catastrofe fu in prima fila con una mobilitazione civile e fu la superpotenza della solidarietà. I dati più attendibili su quanto accaduto sono quelli che ci vengono dalla Bielorussia: il 70% della contaminazione interessò infatti quella regione, allora dell'Unione Sovietica e i dati ucraini sono resi più opachi dal fatto che era la regione che ospitava la centrale.
Dal 1986 al 2018 sono stati ospitati in tutto il mondo 930.000 bambini bielorussi. Di questi 457.000, quasi la metà, in Italia. È stato un movimento popolare ed istituzionale importante che ha coinvolto decine di migliaia di famiglie, parrocchie, associazioni, istituzioni locali. La sola Legambiente, unica associazione ambientalista attiva su questo fronte perché di stampo più umanistico, ne ha accolti 25.000.
Molta acqua è passata sotto i ponti e l'opzione nucleare nel mondo e in particolare in Occidente non è stata fermata tanto dai referendum quanto dai problemi tecnologici e dai costi. L’affermazione dello sceicco Yamani, ministro saudita del petrolio, secondo cui “l’età della pietra non è finita per mancanza di pietre, l’età del petrolio non finirà per l’esaurirsi dei pozzi, ma per la tecnologia” è oggi più vicina alla realtà e sempre più necessaria per contrastare la crisi climatica. Anche se la pensa diversamente Trump che nel suo intervento alle Nazioni Unite si è presentato come un improbabile paladino del paesaggio. Ma soprattutto ha negato i mutamenti climatici in corso. E ha sostenuto che la Cina li utilizza per vendere all’estero pale eoliche e pannelli fotovoltaici che non usa in patria perché troppo costosi. Peccato che nel 2025 la Cina abbia installato sul proprio territorio 440 GW (440.000 MW) di potenza elettrica rinnovabile contro circa 1 GW di nucleare, abbassando i costi e aumentando la propria indipendenza.
Imprese e famiglie pagano oggi bollette più alte rispetto a Spagna e Germania perché hanno perso terreno sulle rinnovabili. Sono ideologiche e strumentali le proposte di rilanciare su grande scala il nucleare oggi: fatte per non cambiare rotta e puntare sulle rinnovabili che, proprio dopo la tragedia Ucraina e la guerra in corso in Medioriente, evidenziano il doppio dividendo di rappresentare anche una straordinaria occasione per dare anche stabilità e indipendenza alla nostra economia.