In un momento in cui a livello politico si parla di sovranismo, la Fondazione Symbola, nel suo ormai tradizionale Seminario estivo che si svolgerà a Mantova dall'al al 13 giugno, concentra l'attenzione sul patriottismo dolce. Spiega che cosa è Ermete Realacci, presidente della Fondazione che punta a valorizzare «chi fa grande l'Italia»: «Il patriottismo dolce afferma - utilizza la migliore tradizione del nostro paese per ragionare in maniera aperta sul futuro. Potrebbe essere erede dei Martiri di Belfiore e, al tempo stesso, fa sì che un patriottismo sano si costruisca insieme, a partire dall'Europa». Il potenziale Cita il grande sindaco di Firenze, la Pira, "Solo gli animali privi di spina dorsale hanno bisogno del guscio", per dire che «in biologia non è così, ma il concetto è che il guscio è la mancanza di un'identità solida e condivisa, sono le paure, le divisioni che spingono a fare muri, a costruire identità contro gli altri». Realacci parla di un grande potenziale che l'Italia ha, ma che rimane inespresso: «Noi abbiamo sempre cercato di ragionare solo sui problemi come ecomafia, burocrazia e crisi economica che spesso non combattiamo; abbiamo, però, tantissimi punti di forza. Abbiamo scelto Mantova per il nostro seminario non solo perché è bella ma perché è anche un posto dove è possibile uno scambio informativo efficace tra i partecipanti». Argomenti vari Il programma della tre giorni, ospitata al teatro Bibiena, «è molto vario» sottolinea il presidente di Symbola. «È raro trovare un luogo dove si incontrano persone tanto diverse su argomenti così vari». Si parlerà, tra l'altro, di economia e politica, di solidarietà e di intelligenza artificiale. «Apriremo 1'11 giugno con il riconoscimento a cento artigiani che hanno conservato il sapere artigianale incrociandolo con l'innovazione. Abbiamo chiamato l'appuntamento "Il futuro di Geppetto", nel bicentenario della nascita di Collodi, in nome di colui che diede vita ad un tronco, alla materia considerata di scarto da altri. Questo non è distante da quello che fa oggi Saviola, che usa al cento per cento il legno recuperato per produrre i suoi pannelli. Il problema è come valorizzare queste capacità, e noi cerchiamo di farlo». «Le mie curiosità» Sono tanti gli argomenti che verranno via via affrontati nei vari panel. «Sempre giovedì 11- dice Realacci - parleremo di intelligenza artificiale. Sarà interessante conoscere che cosa dirà a proposito l'enciclica di papa Leone, che uscirà tra qualche giorno». Così come «mi incuriosisce il presidente della Regione Veneto Stefani, atteso venerdì 12 per parlare di quella sostenibilità che ha fatto breccia tra i giovani durante la sua campagna elettorale. E anche il faccia a faccia, il giovedì, tra Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia e Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, due grandi realtà imprenditoriali di uno stesso territorio». Ha anche pronta una sorpresa, rivela, per venerdì 12 quando si parlerà di "una certa idea di Italia" tra Antonio Calabrò, presidente di Fondazione Assolombarda e di Forum Fondazione Symbola, la giornalista Flavia Perina e lo storico Roberto Della Seta, con moderatore il quirinalista Rai Luciano Ghelfi: «Proietteremo un filmato di don Camillo e Pep pone sul richiamo identitario di fronte al quale le divisioni si indeboliscono». La coesione E poi c'è il rapporto Coesione è competizione: «Questo rapporto - spiega Realacci - fa capire come le imprese che hanno un rapporto migliore con il loro territorio sono anche quelle che vanno meglio. Questa identità patriottica dolce, fatta di comunità che tengono, ci dice anche che siamo di fronte a delle sfide a cui l'Italia deve essere pronta a rispondere mettendo in campo le sue migliori qualità». Symbola mette in evidenza la competitività di imprese e territori ma poi si scontra con la mancanza di competitività dell'intero paese che frena la sua crescita; questo sembrerebbe una contraddizione, ma per Realacci non lo è: «Le nostre difficoltà di competitività sono legate a scelte non fatte in maniera giusta. Come sull'energia. Spagna e Germania hanno investito più di noi sulle rinnovabili e questo fa sì che paghino meno di noi l'energia». La comunità tiene La risposta è una sola: «Dobbiamo investire le nostre forze con le nostre caratteristiche: facciamo fatica a competere con la Cina per il controllo dei minerali strategici in Africa, però siamo fortissimi nel recupero di materiale; questo lo possiamo fare con il patriottismo dolce, con la tenuta delle comunità e con un'economia a misura d'uomo. In modo che nessuno sia lasciato solo, soprattutto in un momento difficile come l'attuale. Un aspetto che ha sempre messo in rilevo, nei nostri appuntamenti, il vescovo di Mantova Busca, sempre lucido nella comprensione di quanto sia importante la tenuta sociale della comunità per andare avanti».







