"Patriottismo dolce" per l'Italia Si intitola «Patriottismo dolce-Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture» la XXIV edizione del Seminario Estivo, promossa da Fondazione Symbola presso il teatro scientifico "Bibiena" di Mantova. La "tre giorni", dall'i 1 al 13 giugno prossimi, giunge dopo i successi di pubblico e di interesse riscossi dall'edizione di due anni fa. a pagina XIII DALL'Il AL 13 GIUGNO A MANTOVA IL XXIV SEMINARIO ESTIVO «Patriottismo dolce», è lo spunto per parlare di identità, soft economy e comunità tra istituzioni, docenti e imprese ND di Mauro Faverzani Si intitola «Patriottismo dolce-Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture» la XXIV edizione del Seminario Estivo, promossa da Fondazione Symbola presso il teatro scientifico "Bibiena" di Mantova. La "tre giorni", dall'I 1 al 13 giugno prossimi, giunge dopo i successi di pubblico e di interesse riscossi dall'edizione di due anni fa, centrata su una frase di sant'Agostino, «Noi siamo i tempi», e l'edizione dell'anno scorso dal suggestivo titolo: «Se l'Italia fa l'Italia». Sempre qualificatissimi i relatori presenti per l'occasione, dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, a quello del Veneto, Alberto Stefani, dal presidente di Unioncamere Lombardia, il cremonese Gian Domenico Auricchio, al Presidente emerito della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Stefano Zamagni, dal ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin. al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e poi molti docenti universitari ed i vertici delle varie categorie economiche e produttive. L'elenco completo è lunghissimo. Ne abbiamo parlato col presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci. Presidente, perché avete scelto questo titolo? «Perché questo è un periodo difficile a livello internazionale: viviamo un tempo di fratture, in cui sembra che a dominare siano la potenza, la forza e l'arroganza. Noi invece, con questo titolo proponiamo un'idea condivisa ed inclusiva dell'Italia, che non lascia indietro nessuno e che, anzi, si rafforza proprio grazie a politiche di transizione verde, di innovazione e di cultura». Per il quarto anno consecutivo avete scelto Mantova come location... «Sì, in quel teatro Bibiena, che a suo tempo accolse un quattordicenne di nome Mozart. Inizieremo, premiando cento imprese artigiane rivelatesi in grado di collegare qualità e identità con le nuove tecnologie. Poi, nel pomeriggio, parleremo di crisi climatica e indipendenza energetica assieme a grossi nomi del settore, tra i quali Francesco La Camera, direttore generale di IRENAAgenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili, che ha sede ad Abu Dhabi. Sarà lui a spiegarci come si stia cambiando completamente rotta, tant'è vero che il grosso delle nuove installazioni per la produzione di energia elettrica è ormai alimentato da fonti rinnovabili. Faremo poi il punto sull'intelligenza artificiale con il contributo di Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica 2021. Infine, chiuderemo la giornata, facendo dialogare nell'ambito dell'evento "Lombardia locomotiva verde d'Italia?", il presidente di Confindustria Lombardia, Giuseppe Pasini, col presidente di Assolombarda, Alvise Biffi». 1112 giugno parlerete, invece, di economia circolare... «Sì. Prima, in mattinata, presenteremo il rapporto annuale "Coesione è competizione"; poi, nel pomeriggio, parleremo di economia circolare, prendendo spunto da un libro, che scrissi nel 2005, dal titolo "Soft economy": in quegli anni v'era un acceso un dibattito, partito negli Stati Uniti, tra "hard power" ovvero il potere della forza, anche militare, e "soft power" ovvero il potere della bellezza, della qualità, della passione e della coesione, tutte cose in cui l'Italia eccelle». Sabato, invece, approfondirete il tema, che fa da titolo al Seminario Estivo... «Sì, del resto abbiamo sempre pensato che fosse molto importante parlare di numeri, di tecnologie, di potenzialità, ma tutto questo non sarebbe sufficiente se non vi fossero anche identità, coesione e comunità. Vede, ho sempre ammirato quelli che riescono in una battuta a trovare una sintesi efficace di concetti importanti come Alexander Langer, ad esempio, che disse: "La conversione ecologica si potrà affermare solo quando verrà percepita come socialmente desiderabile". E, tanto per fare un'altra citazione illustre, un grande sindaco di Firenze, Giorgio La Pira, molti anni fa disse: "Solo gli animali privi di spina dorsale hanno bisogno del guscio", riferendosi al fatto che, alla fine, i muri sono figli di identità deboli. Noi abbiamo sempre scommesso sul fatto che il futuro dell'Italia e le cose che ci stanno a cuore debbano invece incrociarsi con un'idea ambiziosa del nostro Paese». Qual è il valore aggiunto che spinge Fondazione Symbola ad organizzare ogni anno un evento tanto ricco ed articolato? «La voglia di essere anche in questo fedeli alla nostra missione. Il nome della nostra Fondazione, "Symbola", è stato scelto, perché in greco il "simbolo" indica la tessera spezzata, che mette assieme realtà diverse. E questo vale tanto nei tanti rapporti che elaboriamo su scala territoriale quanto nella produzione di idee e di valori.







