Realacci (Fondazione Symbola): Dalla cultura artigiana il futuro di Pinocchio

“Oggi, Festa di San Giuseppe, si celebra, nel pomeriggio, la Giornata del Valore Artigiano a L’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026, al convegno di Confartigianato dal titolo Artigianato anima del Made In Italy.  E con l’occasione si celebra anche il bicentenario dalla nascita di Collodi che, nell’era dell’intelligenza artificiale, non è un residuo del passato, ma una leva per il futuro per contrastare una finanza senza controllo e tecnologie disumanizzanti: una sfida che dobbiamo affrontare per costruire un futuro più a misura d’uomo ma anche un’occasione per riflettere su alcuni caratteri della nostra econo­mia. La sua opera più importante, Le avventure di Pinocchio, il libro più tradotto nel mondo dopo la Bibbia e il Piccolo Principe, non è soltanto un classico. Sono state individuate 669 traduzioni in 192 lingue e dialetti. È una delle più grandi infrastrutture immateriali italiane, una metafora condivisa a livello planetario del rapporto tra artigianalità, materia e forma. La storia di Geppetto è, in fondo, il racconto più chiaro di ciò che l’Italia sa fare meglio: dare forma alla materia, trasformare la materia in esperienza e bellezza. Nelle principali filiere del made in Italy dell’alimentare, meccanica, moda e arredamento operano 393 mila imprese e 2 milio­ni 873 mila addetti; di questi 212 mila sono imprese artigiane (54,0%) e 652 mila addetti dell’artigianato manifatturiero (pari all’83,6%). Il legno della Val di Fiemme, nel racconto, è materia viva: resiste, parla, sorprende. Perché come diceva Gustav Mahler “la tradizione non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco”.

Lo ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola.

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