Brescia non è solo la provincia dell`acciaio e della manifattura. È anche, da anni, un laboratorio di economia circolare. Un comparto che genera ricchezza e posti di lavoro ma al tempo stesso riduce l`impatto ambientale. Secondo i dati più recenti di Symbola -Unioncamere nella nostra provincia operano circa 12.600 imprese eco-investitrici, vale a dire un`impresa su tre che ha investito o investirà in tecnologie green. Un balzo in avanti netto rispetto ai numeri di dieci anni fa, quando le imprese green erano circa 8mila: recuperano, rigenerano, trasformano scarti in risorse. Dal recupero di inerti da demolizione al riciclo di plastiche, dal trattamento della Forsu al vetro, il ciclo dei materiali chiude il cerchio e alleggerisce la pressione su cave, discariche e importazioni di materie prime. Secondo i report di Confindustria nazionale, gli investimenti privati nell`economia circolare in Italia sono cresciuti del 50% negli ultimi dieci anni, ben più della media Ue. A Brescia il settore contribuisce a tenere alto il Pil provinciale (oltre 47 miliardi di euro annui, tra i più elevati del Nord). Esempi concreti ce ne sono a decine. Il Gruppo Gatti, ad esempio, da oltre mezzo secolo attivo nell`estrazione di sabbia e ghiaia, ha sviluppato impianti specializzati nel recupero di materiali da costruzione e demolizione. Molto virtuosa anche una realtà come MyReplast Industries di Bedizzole, che tratta ogni anno oltre 40mila tonnellate di plastica post-consumo e scarti industriali. Sempre a Bedizzole c`è l`impianto di compostaggio del verde di A2A (ex Sanitaria, operativo dal 1999) che trasforma scarti vegetali in compost, ammendante e biomassa per energia. A Dello invece c`è la Tecnorecuperi Spa, leader nel recupero di bottiglie dalla raccolta differenziata urbana e industriale. Ma i pilastri bresciani dell`economia circolare restano le acciaierie, che trasformano i rottami (ferrosi e non) in nuova materia prima. L`economia circolare assume un valore strategico anche dal punto di vista ambientale: riducendo il fabbisogno di materie prime vergini e l`energia per estrarle e lavorarle. «Non è un caso se in provincia di Brescia si recupera l`80% già oggi, con oltre 500 impianti che lavorano 11 milioni di tonnellate l`anno di rifiuti speciali» ha detto di recente l`assessore regionale all`Ambiente Giorgio Maione al Corriere. Regione Lombardia ha capito l`importanza del comparto, che sostiene con bandi dedicati (come i 10 milioni del Fesr per il recupero di inerti). Risultato: Brescia è salita nella top-5 nazionale per imprese green, seconda solo a Milano in Lombardia.
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