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Bond Factory

Wow!”, Treccani alla mano, è un’espressione adottata per esprimere soddisfazione, entusiasmo, oppure un sentimento positivo di meraviglia e stupore. Ed è proprio con questa onomatopea che Bond Factory – azienda tessile leader internazionale nel settore moda – racconta la soddisfazione nel vedere i risultati del proprio lavoro, frutto di tanta passione e curiosità. Eppure conoscendo la loro storia, le tecnologie messe in campo, le innovazioni apportate, la bellezza dei capi realizzati, l’attenzione al territorio e al contempo il successo internazionale, un semplice “wow!” non basta. Ci vuole molto di più.

L’azienda nasce nel 1987 dai fratelli Anna Maria e Loreto Di Rienzo, spinti dalla voglia di coniugare l’artigianato – che hanno imparato ad apprezzare nei ricami fatti a mano dalla madre – all’applicazione delle tecnologie più moderne nel tessile. Questa duplicità si riflette anche nell’organizzazione dell’impresa: da una parte c’è Bond Factory (in Abruzzo), l’anima manufatturiera capace di realizzare collezioni e prodotti unici con un approccio flessibile e pioneristico per il settore; dall’altra c’è Dyloan Studio, la divisione R&S e showroom dell’impresa, che abilita la scoperta di innovazioni conquistando designer, stilisti e i migliori marchi della moda. L’azienda infatti vanta clienti del calibro di – tra gli altri – Louis Vuitton, Valentino, Gucci, Chanel, Ferragamo e Ralph Lauren. L’esperienza maturata dal Dyloan Studio oggi diventa un vero e proprio laboratorio urbano nel centro di Milano: il nuovo progetto D-house nasce come un luogo d’incontro, di formazione, d’innovazione e sostenibilità, con una forte componente tecnologica e dal respiro internazionale. Qui ha sede una Academy con workhop per professionisti, clienti e scuole, oltre ad eventi speciali con partnership interne ed esterne alla filiera, in particolare circa materiali nuovi o inusuali. Inoltre D-house ha ereditato i progetti di ricerca e sviluppo, insieme all’attività di prototipazione, ma si dedica anche all’ideazione e alla realizzazione di nuovi servizi, con l’obiettivo di fornire alla propria clientela prodotti sempre più specifici e personalizzati.

Con la sua attenzione a innovazioni, creatività e tecnologie applicate a materiali pregiati e alternativi, l’impresa da Chieti Scalo (CH) ha conquistato le passerelle di alta moda di tutto il mondo: non a caso uno dei mantra dell’azienda è “pensa localmente, attua globalmente”, e con questo motto ha fatto da traino anche alle altre organizzazioni della filiera, con particolare attenzione ai territori dove operano. Un’attenzione al proprio ecosistema che si riflette anche nella scelta di creare relazioni con scuole e università – internazionali, italiane e locali – per mettere a disposizione degli studenti il proprio know how e allo stesso tempo sviluppare nuove professionalità, mettendo insieme designer professionisti e giovani con la cultura dell’innovazione.

La voglia di sperimentare e l’urgenza di investire la propria esperienza nella tutela delle persone durante la diffusione del Covid-19 ha portato i fratelli Di Rienzo alla creazione di una nuova divisione dell’azienda, BFXMED (Bond Factory for Medical), inserendosi nella filiera italiana certificata di dispositivi di protezione individuale (DPI). L’approccio a questa nuova sfida è stato quello di sempre: non solo produrre, ma innovare. Così hanno trasformato i prodotti monouso in dispositivi lavabili e completamente riciclabili. Infatti un’altra parola chiave per Bond Factory è sostenibilità, declinata nell’impresa a trecentosessanta gradi, dall’ambiente alle persone, operando in maniera responsabile, rispettando le risorse, i luoghi e il patrimonio umano, perseguendo una crescita economica sostenibile. Il passaggio di competenze da tessile a DPI ha attivato applicazioni tecnologiche inedite, come l’utilizzo della nastratura, efficiente modalità di chiusura già presente nella moda, che adesso contribuisce a difendere le persone dal coronavirus. L’interdisciplinarità ha permesso diverse volte all’azienda di essere i primi nel trovare nuove applicazioni, come nel caso della termosaldatura, una tecnica che permette di accoppiare stoffe diverse senza doverle cucire.

Idee che diventano innovazioni, prodotti che trovano compimento attraverso un nuovo senso, sostenibilità come modo di fare e di pensare. Tutto questo oggi si può riassumere con un nome. Anzi, due: Bond Factory e D-house.

www.dyloan.com

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