Investire su sostenibilità, innovazione, coesione e territorio per competere: è questa l’idea di qualità alla base della crescita negli anni di Panichi, impresa edile guidata dai fratelli Stefano e Simone Panichi, tra le prime aziende del piceno a ricevere il riconoscimento ESG. Rating del 74,44%, 40 cantieri attivi in un anno e un valore della produzione che nell’ultimo triennio si aggira intorno ai 150 milioni di euro.
Dalle opere pubbliche più sfidanti fino ai progetti residenziali, direzionali e industriali di alto profilo, Panichi si è distinta nel tempo la capacità di operare anche in contesti normativi molto complessi, realizzando edifici che uniscono l’efficienza energetica e sismica a innovazione e bellezza.
Costruire l’abitare e il vivere, per Panichi – che opera con approccio da general contractor, significa anche crescita del territorio. Che si tratti di riqualificazioni o nuove costruzioni, l’impresa picena promuove uno sviluppo urbanistico sostenibile che genera valore immobiliare insieme a un impatto sociale positivo per la comunità. Come nel caso di Caroselli Garden House, un’applicazione dei principi del Bosco Verticale di Milano a un complesso abitativo di pregio a San Benedetto del Tronto, nelle Marche, migliorando qualità dell’aria e biodiversità. Questo esempio di forestazione urbana può essere annoverato tra gli edifici nZEB (Nearly Zero Energy Building): ogni scelta, dall’ideazione alla realizzazione, è stata guidata dall’efficienza energetica – sfruttando al meglio risorse rinnovabili come il sole, dall’integrazione con il contesto e dall’utilizzo di tecnologie avanzate. L’edificio è in grado di essere quasi totalmente autonomo e autosufficiente in relazione al riscaldamento, alla climatizzazione, alla produzione di acqua calda a uso sanitario, alla ventilazione e all’illuminazione.
La coesione, come raccontato nel report di Fondazione Symbola Coesione è Competizione 2025, non riguarda soltanto comunità e territori, ma anche i lavoratori dell’impresa. Panichi sa che la competitività di un’azienda passa anche attraverso il benessere e la crescita dei propri collaboratori. Non a caso, il programma di welfare aziendale punta a creare uno sviluppo condiviso tra lavoratori e impresa. I numeri parlano: Panichi è cresciuta del 30% nel numero dei dipendenti durante l’ultimo anno, misurando un turnover molto basso. La voglia di migliorare il dialogo con i lavoratori è raccontata dalla storia di Panichi: il primo piano parte nel 2022, con scetticismo da parte di tutte le maestranze, registrando parecchie resistenze. Negli anni successivi, grazie ad attività informative e formative rivolte ai lavoratori sulle potenzialità e i benefici del welfare, il piano è decollato insieme alla fruizione di diversi servizi: prenotazioni di viaggi, visite mediche e rimborso di spese sostenute ad esempio su libri scolastici o servizi di trasporto. Una storia che racconta come dialogo e fiducia si costruiscano nel tempo attraverso azioni mirate, portando benefici comuni.
Anche il tema dell’innovazione è centrale per Panichi, che – in ottica di open innovation – è partner attivo di startup ad alto potenziale, come nel caso di Centauroos. Presentata nel nuovo lab Panichi con la partecipazione anche del segretario generale di Fondazione Symbola Fabio Renzi, Centauroos utilizza stampanti 3D per trasformare le macerie delle zone sismiche – quindi sottoprodotti o materiali di scarto – in nuovi elementi architettonici a servizio della ricostruzione, in chiave di economia circolare.
Panichi e Fondazione Symbola condividono un modello di sviluppo che tiene insieme sostenibilità, innovazione, cultura, crescita economica e coesione sociale. Una visione dove la qualità diventa una strategia concreta per competere. L’adesione di Panichi a socio della Fondazione rappresenta infatti l’ennesimo tassello di un percorso condiviso già da tempo, come in occasione dei bandi di Next Appennino sulla filiera circolare, promossi sul territorio da Symbola. È nato così un progetto capace di portare alla realizzazione di una piattaforma di trasformazione del legno locale in prodotti ad alto valore aggiunto (arredo, costruzioni, chimica), dando nuove opportunità al territorio permettendo di trasformare un patrimonio attualmente abbandonato o sottoutilizzato in risorsa strategica che crea reddito e occupazione. Si tratta di un investimento attento al territorio per renderlo più attrattivo e coeso attraverso la valorizzazione delle risorse locali.
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