• di Fondazione Symbola e Fassa Bortolo

Nasce dall‘intuizione di due scienziati della NASA, che per primi utilizzarono l’ossigeno atomico per pulire un dipinto vandalizzato di Andy Warhol, l’idea rivoluzionaria alla base dell'innovativo progetto Moxy: sviluppare una tecnologia green, attraverso l’utilizzo di atomi di ossigeno, per la pulizia e il restauro sostenibile del patrimonio architettonico e artistico.

Moxy è un progetto europeo Horizon, nell’ambito del quale un team multidisciplinare di esperti ha unito le forze nella ricerca collaborativa. Partner italiano è l’Università di Pisa che, grazie alla lunga tradizione accademica e all’apertura verso la ricerca più avanzata, con il team del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale della prof.ssa Ilaria Bonaduce lavora per validare i protocolli d’uso dell’ossigeno atomico per la conservazione dei beni culturali. Studiando l’interazione chimica che si instaura tra il plasma di ossigeno atomico e i materiali organici che costituiscono le opere d’arte e i monumenti, il DCCI di Pisa ha contribuito a sviluppare una tecnologia pulita, per metodi di conservazione e pulizia sostenibili e non invasivi, alternativi ai sistemi tradizionali più aggressivi. L’applicazione degli atomi di ossigeno ai materiali consente, infatti, di rimuovere contaminanti rischiosi con un processo di pulizia volatile e non termico, senza contatto, ed evitando solventi tossici e liquidi. Garantendo così la sicurezza dei restauratori e la preservazione dei manufatti architettonici nel rispetto dell’ambiente.

www.dcci.unipi.it

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