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DA SYMBOLA E FASSA BORTOLO '100 ITALIAN GREEN ARCHITECTURAL CONSERVATION STORIES' INNOVAZIONE, SOSTENIBILITÀ, BELLEZZA PER PRENDERSI CURADELL'ESISTENTE (DIRE) Roma, 17 mar. - '100 italian green architectural conservation stories. Innovazione, sostenibilità, bellezza', il rapporto di Fondazione Symbola e Fassa Bortolo, restituisce una fotografia d'insieme di una filiera ad alta specializzazione che, nella transizione verde, agisce come motore di innovazione. Nel restauro, infatti, la qualità non è solo conservazione ma capacità di rendere il patrimonio costruito più efficiente senza comprometterne identità e valore. In questa partita l'Italia può contare su un capitale di competenze raro, costruito nel tempo e riconosciuto a livello internazionale. Le storie mostrano con chiarezza che il futuro dell'edilizia e, soprattutto, del patrimonio storico del Paese non passa soltanto dalla qualità degli interventi e dalla messa in sicurezza delle strutture, ma anche - in modo sempre più decisivo - dalla loro sostenibilità ambientale. Imprese, centri di ricerca e realtà del terzo settore raccontano un'Italia che sa prendersi cura dell'esistente con interventi conservativi capaci, allo stesso tempo, di migliorare le performance energetiche, climatiche e materiche degli edifici, riducendo impatti e sprechi. È per dare visibilità a questa filiera di competenze, innovazione e responsabilità - e per rafforzare l'idea che la qualità italiana si misura anche nella capacità di rigenerare senza consumare nuovo suolo, unendo tutela e transizione - che Fondazione Symbola e Fassa Bortolo dedicano al restauro sostenibile il sesto numero della collana orientata a mappare e raccontare le eccellenze italiane della filiera delle costruzioni made in Italy. È il terreno su cui operano eccellenze come l'Istituto Centrale per il Restauro e l'Opificio delle Pietre Dure, dove ricerca, sperimentazione e pratica alimentano un sapere rigoroso, capace di trasferirsi dalle opere d'arte agli edifici, dai materiali alle tecniche di intervento. L'intersezione tra sostenibilità e edilizia è per molti aspetti anche un ritorno al futuro. Molte delle soluzioni più efficaci citate nel rapporto nascono dalla rilettura di un'intelligenza costruttiva antica, tipica dell'architettura mediterranea.(SEGUE) (Com/Amb/Dire)

DA SYMBOLA E FASSA BORTOLO '100 ITALIAN GREEN ARCHITECTURAL CONSERVATION STORIES' -2- (DIRE) Roma, 17 mar. - Lo sviluppo di bio e nanotecnologie per la biopulitura, orientate a interventi più sostenibili per le opere, per la salute degli operatori e per l'ambiente. In particolare, l'impiego di biotecnologie microbiche consente la rimozione selettiva di depositi organici e inorganici su superfici artistiche e pitture murali, riducendo l'uso di sostanze chimiche, attraverso microrganismi e loro derivati (batteri, funghi, alghe ed enzimi, anche di origine marina). L'applicazione delle nanotecnologie al patrimonio storico ha trovato numerose soluzioni innovative per la sua rigenerazione sostenibile: dallo sviluppo di malte (oltre che di calcestruzzi) realizzate con geo polimeri - una sorta di legante che va a sostituire il cemento, molto più inquinante - alla messa a punto di prodotti finalizzati a difendere le superfici architettoniche dal deterioramento causato dall'acqua, dalle fluttuazioni termiche, dai gas atmosferici e dall'inquinamento. Molti di questi prodotti nanotech, inoltre, riescono ad assorbire le sostanze inquinanti presenti nell'aria e sono meno tossici (e dunque meno pericolosi) per gli operatori che li utilizzano. L'attenzione agli impatti ambientali cresce nella filiera anche per risolvere uno dei più grandi e diffusi problemi delle costruzioni in muratura: l'umidità di risalita che, non solo minaccia gli affreschi degli edifici storici causando l'affioramento dei sali e lo scrostamento del colore, ma influisce anche sulle prestazioni di isolamento e sul consumo energetico dei vecchi edifici. Alcune imprese italiane sono infatti riuscite a mettere a punto dei dispositivi, più sostenibili rispetto alle più tradizionali iniezioni di resine, capaci di frenare l'acqua attraverso delle barriere chimiche, ricorrendo per esempio a sistemi elettrofisici ed elettrocinetici. O sviluppando innovative tecnologie non invasive che regolano i campi magnetici ed elettromagnetici delle murature grazie a dispositivi elettronici in grado di impedire la risalita dal terreno dell'umidità e facilitare il ritorno dell'acqua al suolo per gravità. Attraverso soluzioni impiantistiche innovative, la filiera sta avanzando anche nello sviluppo e diffusione di impianti ibridi e nell'inserimento di energie rinnovabili, a partire dalla diffusione dei sistemi a pompa di calore (che prelevano il calore da fonti naturali come acqua di falda, aria o terreno). L'impiantistica high-tech è, inoltre, una componente importante della riqualificazione illuminotecnica green del patrimonio storico che, grazie all'uso di LED a basso consumo, sistemi smart di gestione della luce e impianti di monitoraggio della luminosità, contribuisce in modo significativo ad abbattere i consumi energetici. Di fondamentale importanza è il contributo che arriva dalle tecnologie diagnostiche per monitorare lo stato di conservazione e la performance energetica degli edifici. Attraverso sensori applicati sui materiali da costruzione, oggi è infatti possibile monitorare in tempo reale i parametri predittivi del degrado degli edifici storici, pianificando interventi tempestivi, non invasivi e poco dispendiosi.(SEGUE) (Com/Amb/Dire)

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