Sono 1.699 i candidati provenienti da 81 Università italiane che hanno partecipato alla seconda edizione di “10 tesi per la sostenibilità”. Dieci elaborati riceveranno un premio da 2mila euro ciascuno, mentre altre 90 tesi hanno ottenuto una menzione di merito: numeri che mostrano quanto la transizione ecologica sia ormai diventata un terreno d’incontro tra discipline tradizionalmente lontane.
Dall’economia all’ingegneria, dalla letteratura alle scienze politiche, la sostenibilità attraversa infatti ambiti di studio e profili professionali diversi, diventando uno dei principali fili conduttori della ricerca universitaria contemporanea. Il 61% dei partecipanti è composto da donne, contro il 39% di uomini.
Le dieci tesi selezionate sono state premiate oggi a Roma, nel corso della cerimonia in programma nella Sala delle Colonne del campus Luiss. L’iniziativa è promossa da Fondazione Symbola, Università Luiss Guido Carli e Unioncamere, con il sostegno di Deloitte Climate & Sustainability. Ha ottenuto il patrocinio del ministero dell’Università e della ricerca e della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), oltre alla collaborazione del Consorzio interuniversitario AlmaLaurea, della Rete delle università per lo sviluppo sostenibile (Rus), del Consorzio interuniversitario nazionale per la scienza e la tecnologia dei materiali (Instm) e di altre 26 Università.
L’Ateneo che ha presentato il maggior numero di candidature è l’Università Cattolica del Sacro Cuore, con 203 tesi, seguita dall’Università di Bologna con 107 e dalla Sapienza di Roma con 90. Seguono Padova, Torino, Roma Tor Vergata, la Federico II di Napoli, Ca’ Foscari di Venezia, l’Università Politecnica delle Marche e il Politecnico di Milano.
Anche la distribuzione territoriale mostra una partecipazione diffusa, pur con forti differenze. La Lombardia guida con 382 tesi, pari al 22,50% del totale; seguono il Lazio con 270 elaborati (15,90%), l’Emilia-Romagna con 208 (12,24%), il Veneto con 166 (9,78%) e la Campania con 115 (6,77%).
A selezionare i vincitori è stato il Comitato scientifico presieduto da Emiliana De Blasio, advisor per la Diversità, l’inclusione e la sostenibilità della Luiss, insieme a Stefano Zamagni, docente emerito dell’Università di Bologna, e Marco Frey, docente della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e presidente del Comitato scientifico di Fondazione Symbola. Gli elaborati sono consultabili sul sito della Fondazione.
«La grande partecipazione al bando 10 tesi – afferma il presidente di Fondazione Symbola Ermete Realacci – dimostra che si possono affrontare le sfide che abbiamo davanti anche contando sulle energie pulite e rinnovabili dei saperi e delle intelligenze giovani presenti nel nostro Paese. Il bando ci può fornire informazioni e stimoli importanti. È un’iniziativa che oggi premia 10 tesi universitarie provenienti da aree disciplinari diverse che hanno forti e originali riferimenti alla sostenibilità. Un’occasione per chiamare a raccolta e dare forza ad un’Italia che fa l’Italia».
Il premio contribuisce inoltre a costruire un collegamento tra ricerca e occupazione. Attraverso Unioncamere e Deloitte, per i partecipanti è prevista la possibilità di sostenere colloqui con le imprese, così da avvicinare al mercato del lavoro le competenze emerse dalle tesi.
«Il successo di questo concorso dimostra come la sostenibilità sia diventata un elemento fondamentale nella formazione delle nuove generazioni, attraversando in modo trasversale ogni ambito del sapere – conclude il presidente di Unioncamere Andrea Prete – Come Unioncamere siamo molto contenti di sostenere un’iniziativa che valorizza il merito e le idee dei giovani, ma crea anche un ponte concreto tra il mondo della ricerca accademica e le nostre imprese, facilitando l'inserimento nel mercato del lavoro di competenze indispensabili per guidare il futuro dell'economia italiana».







