Fondazione Symbola ha avviato un progetto per sostenere gli investimenti delle imprese della filiera bufalina della Piana del Sele, mettendo a disposizione un plafond di 30 milioni di euro di credito agevolato attraverso tre banche di credito cooperativo, con l’obiettivo di favorire l’adozione di tecnologie per ridurre l’impatto ambientale delle produzioni e migliorare la competitività delle aziende.
L’iniziativa, presentata a Eboli, coinvolge Coldiretti Campania, Confagricoltura Salerno e numerose imprese del comparto. Il punto di partenza è un’analisi tecnica delle possibilità di innovazione lungo la filiera; il credito dedicato serve ad affiancare il passaggio dalle indicazioni agli investimenti. I miglioramenti prospettati rappresentano gli obiettivi del progetto, non risultati già documentati della sua attuazione.
Il peso economico della filiera nel territorio
La dimensione del comparto spiega la rilevanza dell’operazione per il territorio salernitano. In Campania si concentra circa il 70% dei capi bufalini italiani. Nella sola Piana del Sele si trova il 13,2% degli allevamenti bufalini nazionali, con il 22% dei capi.
L’area contribuisce inoltre con una quota importante alla produzione di Mozzarella di Bufala Campana Dop. Gli interventi proposti riguardano dunque una filiera già radicata, nella quale allevamento, attività agricole e trasformazione concorrono alla realizzazione del prodotto.
La tesi dei promotori è che le nuove tecnologie possano sostenere questo patrimonio produttivo: non soltanto contenendo le pressioni sull’ambiente, ma anche migliorando qualità, reputazione del comparto e capacità delle imprese di competere. È su questo collegamento tra sostenibilità e attività economica che si costruisce l’iniziativa.
Tre passaggi per arrivare agli investimenti
Il percorso riprende un metodo già sperimentato nella quarta gamma della stessa area. La sua articolazione prevede tre momenti: lo studio delle soluzioni, la disponibilità delle risorse finanziarie e l’attuazione degli investimenti, che sarà seguita dalle associazioni di categoria.
Alle tre banche promotrici fa capo la messa a disposizione del plafond. L’analisi tecnica costituisce invece la base per individuare gli interventi lungo il ciclo produttivo. Il progetto tiene così distinti, ma collegati, la ricognizione delle tecnologie e il sostegno finanziario necessario per adottarle.
Le soluzioni considerate, molte delle quali risultano già disponibili sul mercato, interessano tanto il lavoro agricolo quanto l’allevamento e le altre attività della filiera.
Acqua, suolo e materiali sotto esame
La ricerca prende in considerazione sei grandi ambiti di intervento: riduzione e sostituzione delle sostanze chimiche, uso efficiente dell’acqua, protezione del suolo e della biodiversità, contenimento delle emissioni climalteranti, recupero e valorizzazione dei sottoprodotti, impiego di imballaggi sostenibili. A questi si affianca il benessere animale, trattato come un tema trasversale.
Per le attività agricole vengono indicati fertilizzanti intelligenti e strumenti di agricoltura di precisione. Secondo l’impostazione del lavoro, queste soluzioni possono permettere un impiego più mirato delle risorse, limitando il ricorso a fitofarmaci e fertilizzanti chimici e riducendo i rischi di contaminazione del terreno e delle falde.
Tra gli altri interventi suggeriti figurano la gestione della risorsa idrica, gli impianti agrivoltaici, i raffrescatori e le pompe di calore. Il loro inserimento nel progetto risponde all’obiettivo dichiarato di ridurre l’impatto delle attività produttive.
Il monitoraggio tecnologico entra negli allevamenti
Per le aziende zootecniche, il lavoro propone sensori ambientali, programmi per controllare le condizioni microclimatiche e robot di mungitura intelligenti. A questi strumenti vengono associati possibili benefici per gli standard igienico-sanitari, il benessere delle bufale e il rendimento degli allevamenti.
La ricerca menziona inoltre integratori nutraceutici e rimedi omeopatici tra le proposte relative alla salute animale. Si tratta di indicazioni contenute nel lavoro: il materiale presentato non riporta risultati specifici che consentano di verificarne l’efficacia sanitaria.
Emissioni, le valutazioni richiamate dalla ricerca
Un altro punto riguarda il bilancio delle emissioni. Il lavoro cita studi sulla filiera della Mozzarella di Bufala Campana Dop secondo i quali i foraggi destinati all’alimentazione delle bufale sarebbero in grado di compensare la CO2 emessa durante il processo produttivo della mozzarella Dop. È una valutazione attribuita agli studi richiamati, da mantenere distinta dagli esiti degli investimenti previsti.
Per le imprese della Piana del Sele, il passaggio operativo sarà ora quello delineato dal progetto: trasformare l’analisi delle soluzioni in investimenti, con il supporto del credito agevolato e l’accompagnamento delle associazioni di categoria.







