Valorizziamo ogni giorno chi fa grande l’Italia con visione, competenza e innovazione.

Promuoviamo la sostenibilità, la cultura, la bellezza, la coesione come leve di competitività.

Entrare nella nostra comunità significa condividere una visione e generare valore.

Il nostro Comitato dei Promotori è composto da personalità del mondo scientifico, culturale e imprenditoriale che, in linea con i nostri obiettivi e ideali, operano per migliorare e far crescere l’Italia di Qualità.

Il nostro Comitato Scientifico è incredibilmente vasto: questo perché si sono uniti a noi rappresentanti del mondo accademico e culturale competenti nelle varie tematiche di cui ci occupiamo alla Fondazione.

Presieduto dal Prof. Marco Frey, il Comitato Scientifico definisce le linee di politica culturale e scientifica di Symbola.

La nostra Agorà, il luogo dove si confrontano le diverse anime di Symbola per contribuire alla definizione delle strategie e al conseguimento degli scopi della Fondazione.

È presieduto da Antonio Calabrò ed è composto da realtà provenienti da tutti i settori dell’economia e della società: realtà imprenditoriali, istituzionali, accademiche, culturali, associative, sociali che condividono la nostra visione di futuro. Che, proprio per questo, hanno scelto di aderire e sostenere la Fondazione.

Il nostro Consiglio di Amministrazione traduce le indicazioni dei Soci e dei Comitati in un programma da seguire per raggiungere gli obiettivi comuni.

Soggetti che collaborano con Symbola per sviluppare ricerche, progetti e attività sui temi della Fondazione attraverso partnership qualificate, legate a tematiche o progetti specifici, che sostengono lo sviluppo dei nostri studi, rapporti, collane, eventi.

Ci avvaliamo degli esperti del nostro Network per realizzare articoli e approfondimenti di divulgazione sulle principali tematiche legate alla Qualità.

Il team Symbola, competente e trasversale, lavora ogni giorno in rete con la nostra comunità per far conoscere al mondo eccellenze, storie e primati del made in Italy di Qualità, raccontando la nostra visione del Paese.

Abbiamo costruito una comunità autorevole che condivide visioni, analizza scenari e contribuisce a delineare un futuro fondato su qualità, innovazione e sostenibilità.

Una rete che connette imprese, istituzioni e professionisti che credono nella qualità come leva strategica per la competitività e lo sviluppo del Paese.

Da circa 20 anni Fondazione Symbola analizza la green economy, la cultura, la coesione sociale e la competitività attraverso le sue ricerche, contribuendo alla diffusione delle best practices e dei primati del made in Italy, dandone la giusta visibilità e riconoscimento, in Italia e nel mondo.

Gli eventi e le iniziative pubbliche della Fondazione Symbola rappresentano un’estensione naturale del nostro lavoro: spazi di confronto, narrazione e costruzione di visione in cui istituzioni, imprese, associazioni, comunità professionali e cittadini possono ritrovarsi per discutere il futuro del Paese.

Fondazione Symbola propone e sviluppa progetti per dare vita ad azioni concrete legate a sostenibilità e ambiente, cultura e creatività, coesione sociale e territoriale

Cosa si muove in Italia dal punto di vista di sostenibilità, innovazione, cultura, società e territorio?

Le ricerche della Fondazione, attraverso i singoli capitoli scritti da autori ed esperti Symbola, raccontano lo stato dell’arte del made in Italy.

Le migliori esperienze del Paese e le storie di chi ha scelto la qualità come propria missione produttiva, sociale e ambientale.

Fondazione Symbola raccoglie e analizza i punti di forza del made in Italy, restituendo una fotografia composta da dati e infografiche di rapida lettura.

Raccogliamo aggiornamenti brevi e incisivi, per tenerti informato sulle iniziative, i progetti e gli eventi che stanno plasmando l’Italia delle qualità: sostenibile, creativa, coesa e innovativa.

Cultura, sostenibilità, coesione e tanto altro: una raccolta di articoli, organizzati per argomento, sulle principali tematiche Symbola, scritti da autori ed esperti del network della Fondazione.

  • Chiara Colli – Battiti / Rai Radio 3. Dati di mercato forniti da Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI)

Il comparto musicale, in Italia, continua a ricoprire un ruolo da protagonista per quanto riguarda l’aspetto produttivo, la presenza a livello internazionale, la restituzione delle rapide trasformazioni culturali e sociali e i relativi cortocircuiti di un momento storico dove alla velocità del mondo digitale si contrappone il bisogno di spazi di consapevolezza e fruizione più a misura d’uomo.

Già da diversi anni i numeri parlano di un settore musicale in costante crescita: un prodotto culturale che per la sua intrinseca versatilità è stato capace di permeare stili di vita differenti e di adeguarsi ai cambiamenti tecnologici, sfruttandone le possibilità in termini di velocità e ampiezza della diffusione. Lo scenario però si è fatto allo stesso tempo sempre più diversificato e complesso, una tendenza che non è certamente solo dell’ultimo anno, ma che ora appare un elemento cruciale nella fotografia del quadro generale.

Nel 2025 il mercato discografico italiano ha registrato una crescita del 10.7%, quasi due volte superiore alla media globale del 6.4% e continentale del 5.6%, confermando l’Italia come terzo mercato più importante dell’Unione Europea. Lo streaming continua a essere il traino, segnando un +9.6%; dopo il lieve calo registrato nel 2024, anche il supporto fisico cresce in tutti i suoi formati: +24.2% per il vinile e +15.1% per il CD, arrivando a rappresentare il 15% del mercato. I diritti connessi crescono del 9.8%, mentre le sincronizzazioni subiscono un calo del 5.7%, complice la crisi del cinema italiano che impatta direttamente sulla produzione di colonne sonore e sull’utilizzo di musica nei prodotti audiovisivi[1]. D'altra parte, l'80% degli ascolti in streaming è realizzato dallo 0,2% dei brani caricati, rivelando un cortocircuito intrinseco al funzionamento delle piattaforme: la dispersività dell'enorme offerta, i meccanismi degli indici di popolarità e la velocità del consumo odierno, fanno sì che solo una piccola quota di artisti mantenga una maggiore e costante diffusione. Una fruizione quindi significativa in termini di utili, ma così veloce e quasi “rapace” che, messa in relazione con la gestazione creativa e produttiva, crea uno sbilanciamento nel delicato equilibrio tra necessità del mercato, del pubblico e degli artisti[2].

Tra gli aspetti più promettenti che restituiscono la vitalità del panorama italiano, c'è la dimensione internazionale sia in termini di mercato, sia di presenza nei festival. Nel 2025 i ricavi dalle royalty generate dal consumo di musica italiana all’estero sono aumentati del 13.9% - superando i 32 milioni di euro tra segmento fisico, digitale, sincronizzazioni e diritti connessi: questo grazie alle nuove modalità di fruizione, ma anche alle versioni dei brani italiani in altre lingue e le collaborazioni con artisti stranieri. All'estero, tra i più ascoltati su Spotify restano in vetta Måneskin (quartetto rock nato a Roma che ha raggiunto fama internazionale con la vittoria nel 2021 al Festival di Sanremo e all’Eurovision) e Damiano David (cantante e autore romano, frontman dei Måneskin)[3]. E sempre attraverso Spotify, si rafforza anche il ruolo di Sanremo nella diffusione della musica italiana oltreconfine: a pochi giorni dalla chiusura del Festival, la playlist dedicata all'edizione 2026 è la più ascoltata al mondo per utenti unici e numero di stream, con un aumento da Albania, Estonia (+28%), Corea del Sud (+30%), Arabia Saudita (+22%) ed Emirati Arabi Uniti (+14%)[4].

Per quanto riguarda la musica dal vivo, in alcuni paesi europei (Francia, Spagna, Belgio) continua a essere forte la presenza anche delle etichette indipendenti italiane. Ad esempio, Bomba Dischi (Roma), sia con festival come Les Nuits de la Bomba a Parigi e Sonido Bomba a Madrid, sia con i tour di singoli musicisti, in particolare Giorgio Poi (cantautore, polistrumentista e produttore italiano nato a Novara e cresciuto tra Toscana, Lazio e Abruzzo) e Franco126 (nome d’arte di Federico Bertollini, cantautore e rapper romano, componente del collettivo Lovegang126); ma anche Maple Death Records (Bologna), con i tour di Jonathan Clancy (musicista italo-canadese, fondatore di Maple Death Records), Laura Agnusdei (sassofonista e musicista elettronica bolognese, che combina sax, composizione elettroacustica e ricerca timbrica) e Stefano Pilia (chitarrista, bassista e compositore elettroacustico genovese, attivo nell’area di Bologna, che si muove tra improvvisazione, ricerca sonora e rock d’avanguardia). La presenza degli artisti italiani cresce anche in importanti manifestazioni internazionali. Nel 2025 l'Italia è stato il Paese protagonista all'Eurosonic, festival-conferenza di Groningen che dal 1986 rappresenta una vetrina per i nuovi talenti provenienti da tutta Europa. Continua anche la collaborazione con lo Sziget, importante festival internazionale di Budapest, che nel 2025 ha ospitato diversi artisti italiani in cartellone tra cui Fast Animals and Slow Kids (gruppo alternative rock italiano nato a Perugia), Whitemary (pseudonimo di Biancamaria Scoccia, cantautrice e producer italiana originaria dell’Abruzzo e di base a Roma) e Anyma (progetto solista di Matteo Milleri, dj e producer italo-americano, nato a New York ma cresciuto e formato in Italia, oggi di base a Milano).

Rispetto alle tendenze nella produzione discografica, fra gli under 30 spicca il successo del rapper e produttore italo-tunisino Sayf (Genova) e della trap ispirata alla letteratura di Kid Yugi (Taranto), entrambi caratterizzati da un legame importante con la propria terra d'origine. Il rafforzamento delle identità locali attraverso la musica, nell'uso del dialetto e in alcuni casi di strumenti tradizionali, resta una delle caratteristiche distintive in maniera trasversale fra i generi: la scena napoletana è al centro con l'elettronica di Liberato, il rap di Geolier, il cantautorato in dialetto de La Niña, il funk dei Nu Genea. In ambito indipendente emerge il folk in dialetto veneto di Krano, vincitore del David di Donatello come miglior brano con Mi e Ti, contenuto ne Le città di pianura, autore di una musica che contribuisce a definire l'estetica di un film che è stato un piccolo fenomeno nel corso dell’ultimo anno.

In questo periodo (seconda metà 2025 e prima metà 2026) ci sono stati anche diversi ritorni importanti. Tra le band affermate e con un lungo percorso alle spalle ritroviamo i Baustelle, trio che si muove fra rock e forma canzone nato nella seconda metà degli anni 90 a Montepulciano (Toscana), sia con il nuovo album in studio El Galactico sia con i festeggiamenti per i 25 anni di carriera. Ma anche I Cani - fenomeno intergenerazionale dell’it-pop italiano, tra elettronica, testi ironici e “hipsteria” romana - con la pubblicazione a sorpresa di Post Mortem e un tour interamente sold out. E anche Neffa, batterista e protagonista della scena hip hop anni 90 (con i Sangue Misto) poi passato a una carriera da solista, tornato con il doppio album, Canerandagio Parte 1 e Canerandagio Parte 2, tra rap e soul. In ambito indipendente, tra le nuove proposte tornano le band, con il dub psichedelico degli Ondakeiki (Milano) e il rock psichedelico venato di jazz dei Neoprimitivi (Roma), entrambi pubblicati dall’etichetta attiva fra Roma e Bologna 42 Records. La canzone d'autore incontra la sperimentazione nell'esordio di Gaia Banfi (Trovarobato, Bologna) e nel secondo album di Ginevra (pseudonimo di Ginevra Lubrano, cantautrice nata a Torino, con sonorità tra indie pop ed elettronica leggera, pubblicata dalla milanese Asian Fake). In conclusione, l'Italia continua ad avere una scena indipendente molto vivace e autorevole in ambito internazionale, grazie al lavoro di scouting e diversificazione artistica di etichette come Bomba Dischi, 42 Records, Maple Death Records, La Tempesta (Pordenone), Trovarobato (Bologna).

Uno dei fenomeni musicali indipendenti che hanno segnato l'ultimo scorcio del 2025 è stato il ritorno di Andrea Laszlo De Simone (cantautore, polistrumentista e produttore nato a Torino, tra le figure più originali dell’indie e del nuovo cantautorato italiano) con l'album Una lunghissima ombra (42 Records). Il caso è emblematico non solo per il successo ottenuto anche all'estero (Francia in particolare), ma soprattutto per l’utilizzo del mezzo cinematografico come veicolo per divulgare la propria musica. La presentazione dell’album, infatti, è avvenuta nelle sale cinematografiche, fungendo da palcoscenico per un'opera audiovisiva che esplora il concetto di memoria: un album/colonna sonora che non è stata suonata dal vivo ma diffusa e proiettata attraverso degli ascolti immersivi, tutti sold out, in diversi cinema italiani.

Foto di Annalisa Lazoi

In termini di produzione e fruizione, quindi, lo scenario musicale italiano rivela una complessità che contrappone l'ipervelocità e i grandi numeri dei contenuti legati allo streaming e ai social network, in particolare Instagram e Tik Tok, con una serie di tendenze e fenomeni che sembrano recuperare un approccio più retrò, radicato e lento all'ascolto – dalla risalita del supporto fisico, incluse le audiocassette, alle musiche in dialetto e i ritorni di alcune formazioni del passato recente, fino a contesti di ascolto immersivo come il fenomeno Laszlo De Simone e la diffusione delle listening session[5]. Si intitola, non a caso, Vita Lenta, una compilation pubblicata da Bomba Dischi in collaborazione con l'omonima pagina Instagram, che raccoglie una serie di brani di musicisti elettronici realizzati a partire da registrazioni sul campo fatte nelle proprie città d'origine, tra dialetti e suoni naturali, realizzata per suggerire un ascolto più attento e meno frettoloso.

Anche l'originale campagna di comunicazione di Madame (cantautrice e rapper italiana, nata nella provincia di Vicenza) per il suo nuovo album Disincanto (pubblicato dall’etichetta milanese Sugar), uscito nella primavera del 2026, sembra voler sottolineare a più livelli un cortocircuito della contemporaneità: un messaggio critico sull’esposizione di sé nell’epoca dei social media - dove visibilità e riconoscimento pubblico tendono a sovrapporsi - non attraverso la promozione sul web, ma attraverso una serie di affissioni in diverse città italiane.

A fronte di un consumo musicale sempre più veloce e veicolato dai social network, quelli del “gender gap”, dell'inclusività e della transizione ecologica restano ambiti in cui i modelli del passato sono ancora nel pieno di una lunga e lenta evoluzione. Nel primo caso, continua il lavoro di Equaly, la piattaforma/community che dal 2021 si occupa di parità di genere nel music business e che, tra le varie attività annuali di mentoring, nell’ultimo anno ha promosso diversi progetti, tra cui: Beat the Gap, dedicato a dj e producer donne con sei borse di studio in tre scuole d'eccellenza di Milano, Rimini e Napoli; una masterclass sul music business, con due giorni di lezioni gratuite dedicate a vari aspetti delle professionalità del settore, realizzata nel gennaio 2026 a Milano in collaborazione con FIMI.

Per quanto riguarda inclusività e transizione ecologica nell'ambito degli eventi live, un passo importante è stato segnato da Festa, il Manifesto dei Festival promosso da Arci: un primo tentativo su media scala di dare delle coordinate condivise su inclusività e sostenibilità ai festival del circuito sull'intero territorio nazionale, coinvolgendo realtà “unite da una missione trasformativa e non estrattiva, popolare e non elitaria, politica e non commerciale, perseguendo la sostenibilità, la cura e non esclusivamente il profitto”.[6] Tra queste, alcune manifestazioni particolarmente interessanti anche in termini di proposta musicale come Jazz Is Dead (Torino), Piedicavallo (Biella) e Arti Vive (Soliera).

 

Che la cultura non possa essere mero intrattenimento e consumo, ma anche espressione e catalizzatore di consapevolezze e azioni sociali attorno a cause collettive, lo dimostra il protagonismo della musica – come di altri settori artistici – nei rinati movimenti pacifisti mondiali. Se grandi artisti internazionali, dai Massive Attack a Brian Eno passando per Bruce Springsteen, si sono esposti in tal senso - in particolare contro il genocidio palestinese - anche in Italia non sono mancate manifestazioni e iniziative. Su tutte Nessun Dorma, serie di concerti benefit/giornate evento a favore di organizzazioni umanitarie per la Palestina, con nomi della scena indipendente e non – tra cui Ariete, Brunori Sas, Coez, Calibro 35, Colombre, Tredici Pietro, Ditonellapiaga, Mai Mai Mai - che hanno avuto luogo a Milano (Magnolia), Bologna (Estragon) e Roma (Città dell’Altra Economia) nel corso del 2025. Non sono mancate anche iniziative a cadenza fissa più legate alla scena underground, come Bologna For Palestine e Torino For Palestine.

Nell'ottica di promuovere soluzioni innovative, che prestino attenzione all'impatto culturale, sociale e ambientale nell'ambito dell'industria musicale, si muove anche Get it! 4 Music, programma dedicato alle startup italiane operanti nel campo della musica e dello spettacolo sostenuto da Fondazione Cariplo, in collaborazione la Fondazione Social Venture Giordano Dell'Amore (FSVGDA) - il suo braccio operativo nell'impact investing - e Music Innovation Hub, impresa sociale milanese che sviluppa progetti, festival ed eventi unendo musica, innovazione e impatto sociale. Mentre scriviamo, non sono stati ancora comunicati i partecipanti alla seconda edizione della call[7], ma oltre alle start up più innovative del 2025 - le due vincitrici, Ticketoo (Roma) e Milano Songwriting Academy (Milano) – ci sono progetti di grande interesse, come Armonie inclusive, pensata con l'obiettivo di valorizzare il talento musicale di persone con disabilità, in particolare giovani nello spettro autistico ad alto funzionamento. Il progetto è stato ideato da Nordoff Robbins Italia in collaborazione con Take Away Studios, uno studio musicale e collettivo di professionisti con sede a Modena che cura a 360° lo sviluppo di progetti musicali di artisti emergenti e non.

La transizione ecologica resta un tallone d'Achille per la musica in Italia, in particolare per quella dal vivo, a causa di una filiera impreparata nel ridurre e controllare l'impatto ambientale soprattutto dei grandi eventi in termini di emissioni di CO₂, utilizzo di rinnovabili, trasporti e smaltimento dei rifiuti. Se la sensibilizzazione più concreta e condivisa con il pubblico passa ancora attraverso le piccole e medie realtà, ai festival già citati nelle precedenti edizioni del report come Sherwood (Padova), Piedicavallo (Biella), Paesaggi Sonori (Abruzzo), Elementi (Emilia-Romagna), Holydays (Foligno), Green Days (Saluzzo, Cuneo), si aggiunge anche il festival diffuso Suoni Controvento (Umbria), impegnato in un percorso di certificazione della carbon footprint, in collaborazione con Regusto, che consente di calcolare e compensare le emissioni di CO₂ tramite crediti di impatto certificati su blockchain. Inoltre, grazie alla partnership con il Gruppo Hera, Suoni Controvento promuove l’utilizzo di energia pulita, configurandosi come un modello di evento culturale a impatto positivo[8].

Nell'estate del 2026, un grande spazio per la musica live inaugura un nuovo percorso che si propone di accogliere grandi eventi musicali anche con l’impegno di tutelare la sostenibilità ambientale attraverso il riutilizzo dei rifiuti e il recupero delle eccedenze alimentari, la presenza di 2500 alberi all’interno del parco e un piano di mobilità sostenibile, tra percorsi a piedi dalla stazione, bike e car sharing: è l'Imola Music Park Arena, struttura nel cuore dell’autodromo e dentro il Parco delle Acque Minerali, la cui capienza sarà tra le 75mila e le centomila persone.

Ma l'artista concretamente più impegnata sul fronte ambientale in Italia resta Elisa, che dopo aver messo la sostenibilità al centro del tour del 2022 e dopo essere stata la prima ad alimentare l'intero palco con biofuel da scarti e biomassa per il suo concerto a San Siro nel 2025, ha recentemente fondato Lotus[9]: una fondazione che punta a costruire partecipazione, consapevolezza e responsabilità condivisa attraverso diversi progetti che vanno dall'agricoltura rigenerativa a esperienze anche creative di inclusione. Ad esempio, il parco sonoro “Plantasia” a Milano, bosco urbano che unisce musica e natura attraverso la rinascita di un’ex cava di 40.000 mq nel cuore del Municipio 8, bonificata grazie alla fitobotanica, una scienza che utilizza le piante per rigenerare terreni contaminati, rimuovendo o neutralizzando sostanze dannose per l’ambiente attraverso processi naturali chimici.

Piedicavallo Festival 2025. Foto di Stefano Mattea

Anche l'utilizzo consapevole ed eticamente corretto dell'Intelligenza Artificiale si configura come una delle grandi sfide ancora in atto in ambito musicale, toccando profondamente i temi del diritto d’autore e dei diritti connessi. Il 17 settembre 2025 il Senato ha approvato in via definitiva la prima legge nazionale italiana organicamente dedicata all’AI[10], che si inserisce nel più ampio percorso avviato dall’Unione Europea con l’AI Act, ovvero il regolamento comunitario approvato nel 2024 e che sta entrando in vigore a step progressivi. Due gli obblighi operativi più immediati per chi lavora su commissione in ambito musicale: la trasparenza verso i committenti e il vincolo dell’AI come strumento di supporto e non di creazione integrale. Sul piano pratico, la conseguenza più immediata è che alcune opere musicali che fino a ieri si depositavano in SIAE oggi potrebbero non essere tutelabili: una composizione prodotta interamente o prevalentemente da un sistema AI, senza un apporto creativo umano riconoscibile, non soddisfa i requisiti della nuova legge. Inoltre, l’AI potrà essere usata solo per attività “strumentali e di supporto” alla prestazione intellettuale. Quindi trovare ispirazione per un'armonia o generare linee melodiche di prova, oltre che essere integrata come tecnologia per gli aspetti strettamente produttivi – ad esempio pulire il rumore di fondo di una registrazione, contribuire alle fasi di missaggio, mastering, analisi audio.

Un'altra novità che non riguarda il copyright ma di particolare rilevanza per chi opera nella musica è l'introduzione, da parte di questa legge, di un articolo che disciplina l’illecita diffusione di contenuti generati o manipolati artificialmente — i cosiddetti deepfake: chi pubblica, senza consenso, audio o video falsificati tramite AI rischia da uno a cinque anni di reclusione[11]. Per il settore musicale, ciò significa che clonare la voce di un artista e usarla per fargli “cantare” cose mai eseguite può risultare oggi un reato. Non sempre però è immediato poter distinguere la diffusione di contenuti generati o manipolati artificialmente. A tal proposito, è emblematica la scelta di Giusy Ferreri di registrare la propria voce come marchio per difendersi dai cloni – prima artista italiana a mobilitarsi in tal senso dopo Taylor Swift[12].

Un settore, quello musicale, che più di altri ambiti culturali rinnova costantemente la sua spinta propulsiva e la sua capacità di cambiamento, ma che trova ancora nel concetto di “sostenibilità” - ambientale, economica, sociale e artistica - la sua sfida maggiore per definirsi davvero in perfetto stato di salute.

 

Suggerimenti per il lettore

  • Alberto “Bebo” Guidetti, Il capitale musicale. Guida all'ascolto della governance algoritmica, Timeo 2026
  • Valerio Mattioli, Novanta, Einaudi 2026
  • Francesca Buscaglia, Etnografie Trap, Agenzia X 2025
[1]Report FIMI 2026, Il mercato discografico italiano.
[2] Ibidem.
[3] Ibidem.
[4] Ansa, Sanremo, su Spotify il più ascoltato è Samurai Jay, Sal Da Vinci primo all'estero, 3.03.2026.
[5] Con questo termine ci si riferisce ad appuntamenti in cui un album, un EP o una selezione di brani viene ascoltato integralmente o quasi, in un ambiente predisposto, chiedendo al pubblico di concentrarsi sull’ascolto più che sulla dimensione “spettacolo”.
[6] Arci, Diritto alla Festa, Il Manifesto dei festival, luglio 2025.
[7]Billboard Italia, Torna “Get it! 4 Music, il programma di incubazione delle startup musicali, 17.03.2026.
[8]Simone Cosimi, Suoni Controvento 2025: la cultura incontra la natura nel festival a impatto zero, La Repubblica, 11.07.2025
[9]Andrea Grieco, Elisa, la natura chiama. Il nuovo impegno ambientale con la fondazione Lotus, SapereAmbiente, 19.01.2026
[10] Legge 23 settembre 2025, n. 132. La normativa nazionale è un’integrazione al quadro europeo: ribadisce i principi stabiliti da Bruxelles, introducendo alcuni strumenti di attuazione pensati per il contesto italiano.
[11]Avv. Andrea Michinelli, IA & musica: aggiornamenti normativi sull’intelligenza artificiale, cosa sta succedendo a livello legislativo?, Note Legali, 18.03.2026.
[12] Giusy Ferreri come Taylor Swift: registra la sua voce come marchio contro i deepfake creati con l’Intelligenza Artificiale, Il Fatto Quotidiano, 13.05.2026.

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