È il messaggio emerso al Summit della Sostenibilità e dell'Innovazione territoriale di Confartigianato a Cuneo La responsabilità del mondo artigiano nei.,.confr9iatiOneelintejaiinrgdreigtin cui lavora La sostenibilità aziendale è anche una questione generazionale e di «cambiamento del modo in cui pensiamo al futuro, passando da una logica di sfruttamento a una di appartenenza». Con questo messaggio di Michele Quaglia, vicepresidente di Confartigianato Imprese Cuneo, è stato inaugurato il Summit della Sostenibilità e dell'Innovazione Territoriale di Confartigianato, l'appuntamento dedicato al confronto sulle grandi sfide ambientali, economiche e sociali che interessano il territorio e le sue comunità. All'evento, che quest'anno ha seguito il filo conduttore di «Eredi del futuro. Il patto tra generazioni», hanno partecipato esperti di diversi campi, dall'architettura al design passando per la climatologia. L'apertura è stata affidata a Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, mentre alla tavola rotonda sono intervenuti Paolo Mazzoleni, assessore all'Urbanistica della Città di Torino, Cristian Campagnaro, docente di Design al Politecnico di Torino, Eleonora Fiore, docente di Design all'Università degli Studi di Parma e Domenico Sturabotti, direttore di Symbola - Fondazione per le Qualità Italiane. «È giusto consegnare ai figli un pianeta migliore, ma è anche giusto consegnare al pianeta figli migliori - ha detto Quaglia -. La sostenibilità è cambiare il modo in cui guardiamo al futuro. Oggi sappiamo che non basta più fare meno danni ma è necessario passare da una logica di sfruttamento ad una logica di appartenenza. Qui arriva uno dei punti focali di questa giornata: educare. Non significa aggiungere una materia a scuodo interconnesso significa far capire che ogni gesto, ogni azione, ogni scelta ha una conseguenza e quella conseguenza ha il volto di una generazione futura. Allora dobbiamo ribaltare la percezione comune della sostenibilità facendo un salto di qualità e passare dall'obbligo alla cultura». Il messaggio chiave della giornata è che l'attenzione all'ambiente non è più eludibile per le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni: «Il mondo artigiano ha più responsabilità, perché lavora con il territorio e se lo rovina non può imputare gli altri, a differenza della multinazionale. Il legame locale è un bene e un male. Un bene perché crea valore, un male se si lavora male si rischia di autodanneggiarsi. Dall'altro lato il clima non dipende solo da quello che succede a Cuneo. Il gas serra cinese e statunitense cambia anche ciò che accade qui, quindi bisogna lavorare in termini più ampi. Però questa situazione non è mai un motivo per tirarsi indietro». «Abbiamo parlato di uso consapevole delle risorse, di non sfruttamento eccessivo, però mi piace l'idea di collocare la sostenibilità anche all'interno di un'economia, del sociale e delle generazioni - ha analizzato Daniela Balestra, presidente di Confartigianato -. E fondamentale permettere alle nostre imprese di continuare a produrre, praticando la sostenibilità. Dietro le aziende poi ci sono persone che danno valore al territorio e soprattutto generazioni». Parlando del tema dell'edizione, la presidente ha aggiunto: «l'imprenditore di oggi ha bisogno di fiducia nei giovani. Ha bisogno di ascoltarli e crescere insieme a loro. In questo Confartigianato è vicina alle imprese. Abtà di parlare ai giovani e dire loro che è fattibile investire in una piccola impresa artigiana e crescere per costruire il loro futuro». Il Summit annuale fa parte del calendario della Settimana per l'Energia promosso da Confartigianato a livello nazionale e gode del contributo della Camera di Commercio di Cuneo, della Fondazione Crc e di Banca Crs.







