Il degrado dei beni culturali è influenzato da molteplici fattori, tra cui l’acqua, le fluttuazioni termiche, i gas atmosferici e l’inquinamento, che rappresentano le principali cause del deterioramento del patrimonio storico. Fino a pochi anni fa, le uniche soluzioni disponibili erano resine chimiche, altamente inquinanti e spesso dannose, ma oggi una nuova frontiera si apre grazie alle nanotecnologie.
4Ward 360, un’azienda leader in Italia nei trattamenti nanotecnologici, opera in diversi settori, dall’automotive all’industria, fino allo spazio e alla difesa, rivoluzionando il campo del restauro dei beni culturali. Accreditata presso l’UNESCO e il MiC, con sede a Milano, l’azienda ha colto immediatamente il potenziale delle nanotecnologie per la conservazione del patrimonio storico. I suoi trattamenti sono efficaci su vari materiali, dal marmo al legno, dalla terracotta alle tele e ceramiche, fino a oggetti preziosi come il violino Stradivari e l’abito di Toscanini.
Questi interventi, reversibili, atossici ed ecocompatibili, creano un reticolato di nanoparticelle che esercita una forza repulsiva contro gli agenti di degrado. I trattamenti sono idrofobici e oleofobici, impedendo la formazione di sporco, la proliferazione di muschi, muffe e licheni, nonché l’accumulo di grasso. Grazie a queste nanotecnologie, 4Ward 360 ha già trattato capolavori come la Fontana Antica di Piazza San Pietro a Roma, l’Esercito di terracotta di Xi’an, patrimonio UNESCO, e la statua bronzea del Pugile in riposo, risalente al IV secolo a.C.

