La cultura crea posti di lavoro e fa girare l'economia. Soprattutto in Abruzzo. 11 rapporto "Io sono cultura 2026", realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Guglielmo Tagliacame e Deloitte, traccia il profilo della filiera culturale e creativa in Abruzzo, «una regione che, negli ultimi anni, ha consolidato il proprio sistema produttivo culturale e creativo, sviluppando un modello originale fondato sulla complementarità tra le attività culturali e creative tradizionali e quelle a maggiore contenuto innovativo», Tradotto in cifre, nel 2025 il core cultura regionale abruzzese, che comprende le attività direttamente riconducibili alla produzione di beni e servizi culturali e creativi, ha generato qualcosa come 749 milioni di euro di valore aggiunto, pari al 53,7% del valore complessivo del sistema culturale generale. Questa componente rappresenta oltre la metà dell'intera economia culturale regionale e incide per circa il 2% sul totale del valore aggiunto prodotto, In termini di incidenza del valore aggiunto del Sistema produttivo culturale e creativo sul totale dell'economia regionale, l'Abruzzo sí colloca al 12° posto nella graduatoria nazionale e al 13" per incidenza degli occupati. Nel contesto del Mezzogiorno, la regione occupa invece la seconda posizione in entrambi gli indicatori, preceduta unicamente dalla Campania. Dal punto di vista occupazionale, il comparto concentra una quota rilevante delle professioni culturali e creative, impiegando architetti, designer, comunicatoti, professionisti dell'editoria, operatori dello spettacolo, sviluppatori software e specialisti della valorizzazione del patrimonio culturale: ben 12.325, il 2,2%® degli occupati regionali. A differenza dì quanto avviene in molte regioni italiane, dove le attività culturali tendono a concentrarsi nel principale centro urbano, in Abruzzo le diverse componenti del mondo dello spettacolo e della cultura costituiscono un ecosistema culturale e creativo articolato e diffuso. «ll Sistema produttivo culturale e creativo in Abruzzo è in crescita. Questo è un bene perché cultura e creatività, generano valore non solo all'interno dei rispettivi settori, ma producono effetti positivi sull'intera economia e sulla società», afferma Domenico StuImbatti, direttore Fondazione Symbola, «non è un caso che L'Aquila sia stata designata Capitale italiana della Cultura 2026. Questo riconoscimento è il risultato di una presenza diffusa, in tutta la regione, di istituzioni culturali, imprese creative, professionisti, associazioni, eventi e progettualità di qualità. Una ricchezza che esiste e produce valore, ma che non si riconosce ancora pienamente come un sistema. La sfida è costruire una maggiore consapevolezza, rafforzare le connessioni tra i diversi attori e trasformare questa pluralità di esperienze in un ecosistema capace di esprimere tutto il proprio potenziale. Allo stesso tempo occorre rafforzare il rapporto tra il Sistema Produttivo Culturale e Creativo e ìl resto dell'economia regionale, a partire dalla manifattura. questa, del resto, una delle caratteristiche distintive del Made in Italy, la capacità di trasformare cultura, bellezza e creatività in prodotti, servizi e imprese che piacciono al mondo», Pescara rappresenta il principale polo del care cultura, con 230 milioni di euro di valore aggiunto e 3.786 occupati, pari rispettivamente al 2,6% del valore aggiunto e al 2,9% dell'occupazione provinciale. Questi valori collocano la provincia nella fascia alta della graduatoria nazionale, esattamente alla 25a posizione per valore aggiunto e alla 29a per occupazione, grazie ad una forte concentrazione di attività nei comparti dell'architettura e design, editoria e stampa e comunicazione. Le province dell'Aquila e di Teramo presentano un'incidenza della cultura in linea con la media regionale, pari al 20%, evidenziando un sistema culturale ben radicato nel tessuto economico locale. In particolare, L'Aquila si contraddistingue per il peso delle attività legate al patrimonio culturale e allo spettacolo dal vivo, mentre nella provincia di Teramo risulta particolarmente rilevante la ricchezza prodotta delle attività culturali e creative legate al digitale. Chieti, pur registrando valori assoluti analoghi a quelli delle altre province, registra un'incidenza inferiore sul totale dell'economia provinciale: 1,5% del valore aggiunto e 1,7% dell'occupazione. Pescara registra un peso significativo nella comunicazione (15,1% del valore aggiunto e 20,2% degli occupati) e nell'audiovisivo e musica (12,3%). Chieti si distingue, invece, per la forte incidenza di architettura e design, che supera il 31% del valore aggiunto del core provinciale, mentre nella provincia di Teramo acquista peso il comparto software e videogiochi (23,2% del valore aggiunto). L'Aquila evidenzia il peso più elevato delle performing arts, arti visive e patrimonio storico-artisti confermando una vocazione strettamente connessa alla valorizzazione del patrimonio culturale e alle attività artistiche. »La regione al 12° posto in Italia per peso economico del comparto. Nel sud invece è seconda Sono oltre if 12mila gli occupati Pescara produce il valore aggiunto più alto: 230 milioni Domenico Sturabotti, direttore Fondazione Symbola che ha studiato il settore cultura L'ECONOMIA . 749 milioni di euro Il aclaiiintn rnmnartn in 177n IN ABRUZZO . 2% La cultura incide per il 2% sul valore aggiunto totale prodotto in Abruzz







