In Italia il riciclo della plastica ha raggiunto risultati importanti, grazie alla raccolta differenziata sempre più diffusa e a una filiera che negli ultimi anni ha migliorato capacità tecnologiche e qualità dei materiali recuperati. Tuttavia, rimangono alcune criticità da affrontare: non tutta la plastica raccolta può essere riciclata in modo efficiente, una parte viene avviata a trattamenti di minor valore e permangono difficoltà nella gestione degli imballaggi multimateriale. L’economia circolare, invece, non può prescindere da tecnologie in grado di trasformare i rifiuti plastici in risorse di qualità, adatte a sostituire i polimeri vergini.
NextChem, società del gruppo Maire, specializzata in soluzioni tecnologiche sostenibili, ha risposto a un bisogno ecologico ed economico con una serie di brevetti green a supporto della transizione energetica e dell’economia circolare che includono biocarburanti, produzione di idrogeno verde, metanolo e ammoniaca a bassa impronta carbonica, tecnologie per la cattura e stoccaggio di carbonio e per il riciclo dei materiali a fine vita in un’ottica di upcycling.
Tra queste ultime, il brevetto NX-Replast® sviluppato da NextChem rappresenta un’innovazione che è stata apprezzata nei mercati di tutto il mondo. I rifiuti plastici sono per loro caratteristica disomogenei e arrivano negli impianti in forme, colori e composizioni differenti, e questo rappresenta un problema sia nel processo di riciclo sia per la qualità della materia prima seconda finale. Il sistema NX Replast® seleziona e divide con precisione polietilene e polipropilene, eliminando impurità e componenti indesiderati. Il materiale così trattato è di elevata qualità, perde lo status di rifiuto e diventa “end-of-waste”, pronto per essere reintrodotto nella produzione industriale.
Ma non è l’unico vantaggio offerto dalla tecnologia di NextChem: il polimero riciclato, infatti, viene adattato grazie alle capacità formulative sviluppate da NextChem alle esigenze specifiche di ogni cliente. Questo consente all’azienda di offrire prodotti davvero alternativi ai polimeri fossili, con prestazioni elevate e caratteristiche personalizzabili alle esigenze del consumatore finale.
Chiudere la circolarità attorno all’end user rappresenta un vantaggio competitivo che ha reso possibile ampliare il ventaglio dei settori di destinazione del polimero riciclato dall’automotive al packaging, dall’elettrodomestico alle sedute del trasporto pubblico così come alle tubazioni per l’irrigazione agricola, e dunque il numero di clienti – spesso brand globali – non soltanto europei, ma dall’Asia, Medio Oriente e Sud America. Diventare un punto di riferimento internazionale nel settore del riciclo avanzato non è stato semplice, considerando che produrre plastica riciclata in Europa è molte volte più costoso rispetto all’importazione di polimeri vergini dal Medio Oriente e dal Sud-Est asiatico.
La tecnologia di NextChem, puntando sulla qualità del prodotto finale e la personalizzazione attorno al consumatore finale, però, si è differenziata rispetto alla concorrenza, dimostrandosi “market ready” e sostenibile sia dal lato ambientale che da quello economico. Il know-how è diventato un potentissimo asset competitivo che da una parte ha rafforzato il posizionamento industriale del Made in Italy e dall’altra è diventato un abilitatore per un futuro a basse emissioni.
I vantaggi in termini di competitività nell’usare la tecnologia NextChem sono evidenti anche per i clienti finali: avere plastica riciclata di elevata purezza e qualità tecnica permette di sostituire completamente o con uno studiato mix il materiale vergine nelle produzioni e rispondere a un mercato che richiede materiali più sostenibili e tracciabili, migliorando al tempo stesso i propri indicatori ESG.
In ottica di decarbonizzazione, infatti, i benefici apportati dalla tecnologia brevettata da NextChem sono notevoli. Utilizzare i polimeri riciclati prodotti da NX Replast® consente di tagliare di oltre il 70% le emissioni di CO₂ rispetto all’uso di polimeri vergini. A ciò si aggiunge il minor consumo di petrolio e la riduzione degli scarti destinati a discarica o incenerimento. Non da ultimo, permette all’intera filiera di valorizzare il lavoro dei cittadini nella raccolta differenziata: senza processi industriali di alto livello, la plastica selezionata rischierebbe di non trovare sbocchi di mercato adeguati, vanificando gli sforzi del sistema verso la circolarità.

