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Fondazione SymbolaDeloitte PrivatePOLI.designADI Associazione per il Disegno Industriale, in collaborazione con CUIDInterni MagazineAIAPAIPIAlmaLaureaCentro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo TagliacarneADI Design Museum e Circolo del Design, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, hanno presentato oggi i risultati del rapporto “Design Economy 2026”, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza del valore del design per la competitività del sistema produttivo nazionale.

Hanno introdotto il rapporto presso l’ADI Design Museum di Milano Luciano Galimberti, presidente ADIErmete Realacci, presidente della Fondazione SymbolaErnesto Lanzillo, Deloitte Private Leader Italia.

Hanno presentato il lavoro Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Symbola, e Cabirio Cautela, consigliere d’amministrazione di POLI.design (Politecnico di Milano).

Ne hanno discusso Francesco Zurlo, professore ordinario del Politecnico di MilanoValentino Caporizzi, Managing Director di Design Group ItaliaGiacomo Grassi, Director of User Experience di INPSGiselle Paola Chajin, Service & Business Design Director di Tangity – NTT DATA. Ha moderato i lavori Laura Traldi, Digital Managing Editor di Internimagazine.it.

L’economia del design: Italia prima in Europa per fatturato

A livello europeo, il comparto conta circa 295 mila imprese, con un fatturato complessivo di 31 miliardi di euro (+3,2% rispetto al 2023 e +23,8% nel triennio); anche l’occupazione mostra un andamento positivo, con oltre 356 mila addetti (+4,8% su base annua e +16,1% nel triennio).

Analizzando le performance dei singoli Paesi per personale impiegato nel settore, l’Italia conferma la propria posizione di leadership. Nel 2024 si consolida infatti il primato del nostro Paese per numero di addetti UE, 54 mila, pari al 21,5% del totale europeo, davanti a Francia (14,9%) e Germania (14,0%). Completano il quadro Paesi Bassi e Polonia, rispettivamente al quarto e quinto posto, con quote pari al 9,1% e all’8,5%.

Analogamente a quanto osservato per gli addetti, anche il valore economico generato dal design risulta fortemente concentrato nei Paesi caratterizzati da economie industriali più avanzate. Oltre la metà (51%) del fatturato dell’industria europea del design si concentra infatti in tre soli Paesi: Italia (20,0% della ricchezza comunitaria prodotta), Germania (17,6%) e Francia (13,4%). Allargando anche a Paesi Bassi (11,8%) e Svezia (6,8%), cumulativamente si sfiora il 70% del totale.

La fotografia del settore in Italia

Il settore del design conta 54 mila operatori tra imprese, liberi professionisti e autonomi che hanno generato un valore aggiunto pari a 4 miliardi di euro, con 76 mila addetti.

Per delineare un quadro del valore economico del design a livello territoriale si può far riferimento alle stime realizzate su dati ISTAT relative al 2024. I dati confermano, ancora una volta, l’elevata concentrazione delle attività legate al design in Lombardia, da cui deriva il 33,4% del valore aggiunto complessivo del comparto e il 28,7% dell’occupazione complessiva. Seguono Emilia-Romagna (13,3%), Veneto (10,9%) e Piemonte (10,3%).

Per quanto riguarda la dinamica di crescita nell’ultimo anno, le regioni che hanno registrato gli incrementi più significativi del valore aggiunto sono Molise (+2,9%), Marche (+2,2%) e Lombardia (+2,1%).

Milano conferma la propria leadership, con oltre 7.300 imprese attive. Seguono RomaTorinoFirenzeBologna e Brescia: insieme, queste sei province concentrano oltre un terzo delle imprese di design italiane.

In termini di valore creato, le imprese milanesi generano da sole il 19% della ricchezza prodotta dal settore a livello nazionale. Sul podio seguono Torino (6,8%) e Roma (5,3%), mentre Bologna si colloca quarta con una quota del 3,6%.

Formazione e occupazione

Complessivamente, nell’anno accademico 2024/2025 in Italia si contano 100 istituti attivi e 369 corsi di studio (+5%).

La Lombardia, e Milano in particolare, si confermano come il principale hub del design italiano, concentrando il 28,7% degli iscritti universitari e il 36,5% di quelli AFAM, oltre ad attrarre il 61,9% degli studenti internazionali.

Gli esiti occupazionali confermano il design come leva ad alto rendimento con elevati livelli di occupazione: il 92,4% dei laureati magistrali in design risulta occupato a 5 anni dal conseguimento del titolo, superiore alla media nazionale pari all’89,7%.

Generative Artificial Intelligence nel design

La scelta di dedicare un focus all’intelligenza artificiale generativa (GenAI) nasce dalla crescente diffusione della tecnologia tra diverse generazioni che fanno design e dalla proliferazione di piattaforme basate su LLM (Large Language Model).

In linea generale, il livello di preparazione rispetto alla GenAI si concentra prevalentemente su valori medi: il 52,4% degli operatori del design partecipanti alla survey dichiara un livello “medio”, configurando una diffusione ampia ma non ancora pienamente consolidata delle competenze.

Il livello “alto” è indicato dal 35,4% delle organizzazioni contro il 13,8% dei progettisti, evidenziando un vantaggio relativo delle strutture organizzate in termini di maturità tecnologica.

Le competenze maggiormente indicate dal campione riguardano il prompt design & strategy (65%), la conoscenza di aspetti etici legati al copyright (52,4%), il visual & content editing (42,7%) e la progettazione sostenibile (quasi 40%).

Il 94% dei progettisti e delle organizzazioni ha consolidato le proprie competenze nell’utilizzo dell’AI generativa negli ultimi due anni.

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Design Economy 2026, in Italia 76 mila addetti e €4 miliardi di valore aggiunto; Milano guida il settore nazionale | Il Giornale d'Italia

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