L’edilizia è oggi sottoposta a crescenti pressioni: solo in Italia, il comparto secondo i dati Legambiente-Kyoto Club contribuisce per il 27,9% alla domanda di energia e per il 24,2% alle emissioni climalteranti. La maggior parte degli impatti ambientali sono legati al carbonio incorporato negli edifici, ovvero ai materiali con cui sono costruiti: solo il cemento è responsabile dell’8% delle emissioni globali di CO₂ (dati IEA). Impatti destinati ad aumentare in futuro, sulla spinta dell’urbanizzazione e della conseguente crescita nei consumi di materiali edili.
Negli ultimi anni si stanno diffondendo nuovi prodotti che tentano di ridurre l’impronta di carbonio dei materiali e assicurare, attraverso l’isolamento termico, maggiore efficienza energetica agli edifici: è in questo contesto che si inserisce Diasen con Diathonite®, una linea di malte e intonaci premiscelati a base di sughero, calce naturale, argille e inerti naturali. Già nella sua formulazione – priva di cemento e composta da materie prime rinnovabili o di origine naturale – Diathonite® riduce in modo significativo gli impatti ambientali rispetto agli intonaci tradizionali.
La produzione del cemento, infatti, ha un’impronta di carbonio elevata, a causa delle alte temperature necessarie al processo. Le malte Diathonite®, pur richiedendo energia per la lavorazione, impiegano perlopiù materiali naturali con un contenuto di carbonio incorporato nettamente inferiore: il sughero, in particolare, proviene in gran parte dallo scarto della lavorazione dei tappi, che per ragioni produttive non possono rientrare nell’industria enologica; il loro utilizzo in edilizia attiva perciò un’economia circolare altrimenti difficilmente realizzabile. La materia prima arriva dalle foreste di querce in Sardegna, dove si trova il 3% delle riserve mondiali, e sostiene una filiera oggi indebolita dalla concorrenza di Spagna e Portogallo, che da soli coprono l’80% della produzione globale.
L’approvvigionamento da foresta contribuisce inoltre alla decarbonizzazione, poiché il sughero è ottenuto asportando la corteccia senza abbattere gli alberi, che continuano a svolgere la loro funzione di assorbimento dei gas serra. A ciò si sommano i vantaggi ambientali derivanti dalla sostituzione di materiali isolanti pannellari spesso in polipropilene, plastica che richiede combustibili fossili.
Il sughero costituisce, dunque, il principale asset competitivo del prodotto: la struttura altamente porosa favorisce la presenza d’aria nei vuoti interni. Ne risulta un isolamento termico efficace in inverno e soprattutto in estate, con una riduzione dei consumi di raffrescamento, e una naturale regolazione dell’umidità grazie all’elevata permeabilità, che mantiene le pareti asciutte evitando muffe e condense. Il materiale è resistente al fuoco, leggero per effetto degli inerti presenti nella matrice – caratteristica che facilita la posa – e dotato di una resistenza meccanica che garantisce stabilità, durabilità nel tempo ed eccellenti prestazioni di isolamento acustico. Queste proprietà rendono l’intonaco estremamente versatile: applicabile all’interno e all’esterno, su murature tradizionali, pareti umide o edifici da ristrutturare, efficace nel recupero del patrimonio storico grazie alla leggerezza e alla traspirabilità, come dimostra l’intervento nel Palazzo Reale di Évora in Portogallo.
Sono tutti enormi vantaggi dal punto di vista competitivo. Per un costruttore, scegliere Diathonite® significa puntare su materie prime naturali e di lunga durabilità, eliminare la necessità di sistemi complessi di isolamento interno o cappotti esterni e disporre di un isolamento termico e acustico già integrato. Questo snellisce la filiera, riduce il consumo di materiali aggiuntivi e semplifica la progettazione nei casi in cui utilizzare pannelli sarebbe complicato, come in presenza di superfici curve: un esempio è stato l’applicazione nei lavori per la costruzione di alcune stazioni della metropolitana di Parigi.
Per Diasen, la linea di prodotti Diathonite® permette di distinguersi in modo netto rispetto alla concorrenza, offrendo soluzioni in grado di unire prestazioni tecniche elevate e ridotto impatto ambientale: un forte incentivo per tutte le imprese impegnate nella decarbonizzazione delle proprie attività e nella conformità ai criteri ESG. La direttiva “Case Green”, che introduce obblighi di efficientamento energetico e di contenimento delle emissioni negli edifici, è destinata ad ampliare ulteriormente questo mercato, creando nuove opportunità per materiali come Diathonite® che rispondono a entrambe le esigenze. Il successo del materiale lo dimostra, con un tasso di crescita del 20% e una stima che conferma il trend anche per il 2026.

