Raccontare il ventennale rapporto di collaborazione tra Esselunga e Banco Alimentare significa vedere concretamente all’opera le potenzialità della coesione tra imprese e terzo settore e come questa possa trasformare un problema organizzativo, economico e ambientale in una leva di valore condiviso, migliorando la competitività dell’azienda e amplificando l’impatto positivo sulla collettività dell’operato del non profit.
Le eccedenze alimentari sono una costante negativa da affrontare per qualsiasi catena della grande distribuzione: grazie però alla relazione con Banco Alimentare, Esselunga oggi è in grado di recuperarle e redistribuirle in modo tempestivo ed efficiente. In questo modo risponde all’esigenza di non sprecare, buttando via prodotti ancora perfettamente idonei al consumo ma vicini alla scadenza, trasformandoli in valore aggiunto. Nel solo 2025 Esselunga ha donato oltre 1.800 tonnellate di alimenti, pari a più di 3,7 milioni di pasti. Banco Alimentare stima che le persone beneficiarie siano circa 400.000, raggiunte tramite oltre 1.700 organizzazioni partner territoriali.
Il ruolo di Banco Alimentare ha permesso di creare un modello strutturato e continuativo, basato su processi interni consolidati che ha contribuito anche a ottimizzare i flussi operativi e organizzativi legati alla gestione dei prodotti invenduti. Il terzo settore – e in particolare la rete capillare sul territorio di Banco Alimentare – svolge, infatti, un ruolo determinante nell’intercettare i bisogni reali delle comunità locali. La prossimità e l’intelligenza sociale del non profit consente di redistribuire rapidamente le eccedenze in un meccanismo virtuoso a beneficio delle persone in difficoltà.
Oltre alla gestione più efficiente, la collaborazione con Banco Alimentare contribuisce indirettamente alla riduzione dei costi legati allo smaltimento. Pur in assenza di una quantificazione completa dei benefici ambientali, il recupero degli alimenti riduce l’impatto complessivo del sistema alimentare e la produzione di rifiuti. Non solo, la relazione con Banco Alimentare ha inciso in maniera positiva sull’organizzazione logistica di Esselunga.
Questo modello di gestione delle eccedenze richiede, infatti, processi dedicati e una forte integrazione distributiva. Dal 2019, con l’introduzione degli Hub di Quartiere, in particolare a Milano, è stato possibile includere anche i prodotti freschi nelle donazioni. Questo ha comportato lo sviluppo di procedure specifiche: carne, frutta e verdura, latticini e salumi vengono ritirati direttamente dalle onlus legate al Banco Alimentare, mentre i prodotti di drogheria e panificazione seguono un passaggio intermedio nei magazzini Esselunga prima del trasferimento ai magazzini di Banco Alimentare.
Anche il terzo settore trae vantaggio dalla capillarità e dall’infrastruttura logistica di Esselunga. Il Banco Alimentare può infatti fare affidamento su una rete capace di garantire continuità, qualità e tempestività nel recupero dei prodotti, difficilmente replicabile con le sole risorse del non profit. I prodotti donati dai centri distributivi e produttivi assicurano un flusso costante verso le sedi locali dei Banchi e garantiscono una capacità di aiuto continuativa. A questo si aggiunge il recupero dei prodotti freschi direttamente dai punti vendita attraverso il progetto Siticibo, che consente di coinvolgere i Banchi regionali e le organizzazioni partner, ottimizzando i tempi di ritiro e rendendo l’attività di recupero più efficiente e sostenibile.
La coesione tra impresa e terzo settore ha generato benefici anche nella relazione tra Esselunga e i suoi clienti. Tra ottobre 2024 e maggio 2025, attraverso il programma fedeltà, Esselunga ha offerto la possibilità di convertire i punti in donazioni a favore del Banco Alimentare. L’azienda ha raddoppiato il valore dei contributi: in questo modo sono stati raccolti 520.000 euro. Infine, si è trattato di una risposta autentica ed efficace alla “mission” di Esselunga: restituire valore ai territori e alla comunità, aiutando con le donazioni centinaia di migliaia di persone.









