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Il nostro sistema economico è uscito dalla doppia recessione 2008-2013 con uno slancio considerevole che, seppure ancora insufficiente per riportarci ai livelli precrisi, non si vedeva da molto tempo. Specie tenendo conto del fatto che l’Italia è l’unico grande Paese d’Europa rallentato da un forte calo demografico che a sua volta frena inevitabilmente il Pil riducendo progressivamente il perimetro della domanda domestica.

Nel quadriennio 2015-2018 l’Italia ha infatti vissuto una piccola rinascita economica (+1,1% il tasso medio anno composto del Pil), basata su un mix di tre fattori vincenti: il recupero dei consumi e la ripresa degli investimenti privati; la creazione di nuovi posti di lavoro; la resilienza e reattività dei settori tradizionalmente suoi punti di forza, industria manifatturiera in primis, ma anche commercio interno e turismo.

L’Indice delle eccellenze competitive nel commercio internazionale sviluppato dalla Fondazione Edison conferma anche per il 2017 la leadership dell’Italia nell’interscambio con l’estero. Si tratta di un indicatore che, grazie ad un particolare algoritmo, è in grado di misurare con un grandissimo livello di dettaglio il numero di prodotti in cui ciascun Paese è primo, secondo o terzo al mondo per surplus commerciale con l’estero.

L’indagine, basata sulla classificazione HS2012 che suddivide il commercio internazionale in ben 5.206 prodotti, evidenzia nel 2017 (ultimo anno per cui sono disponibili statistiche complete per tutti i Paesi del mondo) 922 prodotti in cui l’Italia si trova ai vertici mondiali per surplus commerciale, per un valore complessivo di 166,3 miliardi di dollari. In particolare, l’Italia figura prima in 240 prodotti, per un controvalore di 62,5 miliardi; seconda in 380 prodotti, per un controvalore di 67,2 miliardi; terza in 302 prodotti per un controvalore di 36,7 miliardi di dollari.

Sui 922 prodotti complessivi in cui l’Italia primeggia ben 770 fanno riferimento ai settori tipici del made in Italy, che la Fondazione Edison ha riassunto nel paradigma delle “4A”: Alimentari-vini, Automazione-meccanicagomma-plastica, Arredo-casa, Abbigliamento-moda. In particolare, 369 prodotti appartengono al comparto della Automazione-meccanica-gomma-plastica e generano un saldo attivo di 81 miliardi di dollari; 277 appartengono all’Abbigliamento-moda e danno origine a un surplus di 31,6 miliardi di dollari; 80 prodotti rientrano nel comparto degli Alimentari-vini, con un saldo attivo di 22,7 miliardi; 44 prodotti appartengono all’Arredo-casa e generano un avanzo commerciale di 15,6 miliardi di dollari. I rimanenti 152 prodotti che generano un surplus di 15,4 miliardi di dollari non appartengono a nessuna delle “4 A”.

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