Le vele usate, recuperate dalle rimesse dei porti del Mediterraneo, vengono trasformate in zaini, borse, pouf e cuscinoni, così come accade a ritagli di PVC e vecchi teloni dei mercati siciliani: da JUNKLE non si butta via niente.
Unione di ‘junk’ e ‘jungle’ – quindi una giungla urbana piena di rifiuti o una giungla da salvare dai rifiuti – JUNKLE è il termine che meglio identifica la filosofia dell’azienda: dare una seconda possibilità a ciò che pare pronto per essere gettato via. Fondata a Palermo nel 2023 da Ilaria Maria Sposito, Concetta Chillemi e Sebastiano Di Bella, JUNKLE recupera materiali tecnici, scampoli e scarti di produzione prossimi alla dismissione ma ancora performanti – il più delle volte sintetici (vele e PVC), con differenti gradi di riciclabilità, altre volte bio-based e di derivazione vegetale, come il canvas di cotone dei teloni dei mercati – e li accoppia a materiali nuovi attentamente selezionati, per creare prodotti fatti per durare. Con un approccio artigianale alla progettazione e realizzazione su misura, l’azienda siciliana produce linee e collezioni ricorrenti di capi di abbigliamento, accessori e arredi da interni ed esterni per privati, attività commerciali, istituti e organizzazioni, adottando un modello di economia circolare. JUNKLE ha infatti scelto la sostenibilità nei cicli produttivi, nel modello di business e nell’utilizzo di materiali di recupero da immettere in processi di ri-lavorazione, per realizzare prodotti resistenti e facilmente riparabili, procrastinando così la loro entrata nella biosfera e limitando i danni provocati da logiche di iperproduzione.









