La cultura fa tremila addetti Circa 414 milioni di euro in città e i dati su Lanciano e Vasto «Con la cultura non si mangia» è la lapidaria massima dell'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti (che poi smentì di aver pronunciato). Ma a smentirlo, prima di lui, ci sono i numeri del settore: in Abruzzo Fondazione Symbola per il 2025 - sono 22.800 gli addetti occupati nel sistema produttivo culturale. Circa 3mila addetti nella cultura Così Chieti traina l'Abruzzo Fondazione Symbola racconta la crescita della città: 414 milioni di euro di valore aggiunto nel 2024 Il Marrucino fiore all'occhiello, bene anche i musei. De Cesare: «Una leva per l'occupazione» di Alberto Mutignani. «Con la cultura non si mangia» è la celebre, lapidaria massima attribuita all'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti (che poi smentì di aver pronunciato). Ma a smentirlo, prima di lui, ci sono i numeri del settore: in Abruzzo report di Fondazione Symbola per i12025 - sono 22.800 gli addetti occupati nella sistema produttivo culturale che in tutta la regione genera 1,3 miliardi di euro di valore aggiunto, con Chieti traino davanti a tutte le altre province per numero di professionisti della cultura attivi nei settori dei servizi e manifatturieri (creativi attivi in settori non culturali, come l'automotive). Ma il capoluogo teatino è anche leader dietro Pescara per il valore aggiunto: 161 milioni di curo registrati dal rapporto per 11 2024, con 2.956 addetti - in termini assoluti, comprendendo anche i settori trasversali al campo culturale, Chieti registra 414 milioni di euro di valore aggiunto e conta ben 7.061. Tanti i musei di prestigio La Civitella, Villa Fregerj, Barbella - tra i cittadini e i nazionali che danno lavoro a circa 20 addetti. Un sistema produttivo da milioni di euro generati direttamente dai settori culturali e creativi, mentre «meno del 50% del valore aggiunto e dell'occupazione», precisa Symbola, «è generato dall'attività di professionisti culturali che lavorano fuori dagli stessi». Il quadro di Chieti segue, nei dati che raccontano la crescita dei settori trainanti, quello regionale, con editoria e stampa a fare da capofila con un +24,4%, poi architettura e design (+24,3%), software e videogiochi (+14,3%), performing arts e arti visive (+10,9%). Crescono anche i settori del patrimonio storico e artistico, che registrano rispetto al 2023 un +5,8% e un'impennata quasi del 7% per l'occupazione, scongiurato - di appena 13mila più contenuta la crescita relati- curo sul bilancio, i numeri del va ai settore audiovisivo e ogni opera rappresentata, «In Abruzzo la cultura deve di- do lavoro a più di 400 persone ventare un'infrastruttura di sviluppo: non un capitolo a parte, ma una leva trasversale per alzare la qualità della vita dei cittadini, rendere più competitive le libere produttive e più attrattivi i territori», commentano Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Syrnbola e Roberto Di Vincenzo, amministratore della Fondazione, «Significa investire in competenze, luoghi, progettualità e reti che tengano insieme identità e innovazione, coesione e sostenibilità». Circa 70 maschere di sala, due direttori e ben 247 collaboratori. Anche se l'ultima finanziaria ha fatto tremare i polsi zione chietina, con il rischio (con 10 addetti tra settori amministrativo, culturale e tecnico) ed escludendo i contratti a titolo gratuito che oggi coinvolgono oltre 241 persone. «Con l'offerta culturale della città e gli eventi organizzati per tutto l'anno, il Marrucino ha sempre più un ruolo strategico e con il teatro la città tutta, anche in termini di occupazione», commenta l'assessore alla Cultura Paolo De Cesare. Numeri che «smentiscono la diceria per cui con la cultura non si mangia», e che si sommano al recente successo dei musei aperti, iniziativa ministeriale che per la prima settimana di gennaio ha raccolto, solo alla Civitella, 212 visitatori, da sommare ai 251 di Villa Frigerj.
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