I tetti di tegole, con le diverse tonalità di rosso e di ocra che caratterizzano i coppi, rendono immediatamente riconoscibili i borghi italiani. Una componente paesaggistica che i normali pannelli fotovoltaici non possono che deturpare. Proprio per questo Dyaqua ha messo a punto dei moduli rivestiti con una speciale superficie che si lascia attraversare dai raggi solari, permettendo così di ricaricare le celle fotovoltaiche contenute all’interno della tegola. Un sistema, quello dell’azienda di Camisano Vicentino (VI), che prende il nome di Invisible Solar e che rappresenta un punto di svolta per la transizione energetica del restauro conservativo.
Tra le applicazioni più interessanti degli ultimi anni c’è sicuramente quella del 2022 a Spalato, in Croazia. Sul tetto di un teatro della città vecchia, infatti, sono stati installati coppi fotovoltaici in cotto rosso, una scelta obbligata dai vincoli che caratterizzano l’edificio. Ma i moduli di Dyaqua trovano posto anche a Pompei, dove la riqualificazione della Casa dei Vettii ha previsto l’implementazione di un sistema di autoproduzione di energia green. Il progetto, voluto dal Ministero della Cultura, prevedeva che i coppi hi-tech fossero perfettamente identici agli originali. Sfogliando il catalogo dell’azienda vicentina, ci si imbatte anche nella linea Medea: pietre, mattoni e sampietrini usano le stesse soluzioni tecnologiche per trasformarsi in vere e proprie lampade LED alimentate da energia sostenibile. Anche in questo caso, l’obiettivo è quello di creare prodotti che non siano architettonicamente invasivi.

