Il percorso artistico di Massimo Lunardon, uno dei più noti artigiani italiani del vetro, inizia come si faceva un tempo, andando “a bottega” e frequentando studi di architetti, designers e artisti per carpirne i segreti e sperimentare insieme a loro. Nel 1996 nasce quindi l’azienda, che ha sede in un ex latteria di San Giorgio di Perlena, dove oggi vengono prodotti tutti gli oggetti a firma Lunardon. Ed è proprio dalle infinite possibilità di un materiale come il vetro, dal suo essere al tempo stesso versatile e vulnerabile, che prendono forma le sue opere, attraverso un gioco che porta l’artigiano a spingersi fino ai limiti offerti dalle possibilità stesse della materia, sperimentandone i confini e cogliendone le connessioni con la funzione finale, come nel più alto design. Per Lunardon, infatti, la creazione di un calice da vino passa per la frequentazione delle vigne e della cantina dove questo viene prodotto, così come un piatto in vetro realizzato per un grande chef prevede l’assaggio della portata da parte dell’artista. Piatti, bicchieri, calici, decanter, vasi e oggetti ornamentali a firma Lunardon sono venduti e conosciuti in Italia e all’estero, portando la tradizione italiana della lavorazione del vetro in tutto il mondo. E per fare in modo che questo bagaglio di tradizione e non vada disperso, Lunardon, che negli anni ha collaborato con artisti e designer di fama mondiale come Bob Wilson, Nam June Paik, Andrea Branzi, Michele De Lucchi, Hermann Nitsch, offre continuamente corsi di formazioni agli artigiani del futuro presso la sede di San Giorgio di Perlena.









