La coesione tra intelligenze industriali e accademiche genera un effetto moltiplicatore sulla competitività: la formazione alimenta il tessuto produttivo con talenti preparati a rispondere ai fabbisogni del mercato, mentre le imprese trasferiscono competenze, tecnologie e visione applicativa, rendendo i percorsi formativi più aderenti alla realtà industriale. Ne nasce un circolo virtuoso che riduce il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, accelera l’innovazione e rafforza la capacità competitiva delle aziende oltre quanto sarebbe possibile attraverso interventi isolati.
In un territorio come la Motor Valley emiliano-romagnola, tra i poli automotive più avanzati al mondo, la disponibilità di talenti altamente qualificati è essenziale per sostenere innovazione e competitività. È da questa esigenza che nel 2017 è nata MUNER, la Motor Valley University of Emilia-Romagna: ventidue aziende del calibro di Dallara, Ducati, Ferrari, Lamborghini, Bosch, Pirelli e quattro atenei della regione (Università di Bologna, Modena e Reggio Emilia, Parma e Ferrara), hanno unito le forze per formare gli ingegneri del futuro capaci di lavorare nell’Industria 5.0. Decine di talenti che poi vengono assunti dalle aziende, che quindi diventano più competitive risolvendo il problema di trovare manodopera specializzata. Ma a beneficiarne è anche il mondo accademico, con la possibilità di conoscere e approfondire le tecnologie più all’avanguardia, che vedono prima la luce nelle aziende.
Non una semplice relazione tra chi forma e chi assume, ma un modello strutturato e continuativo di integrazione tra alta formazione e industria. Il valore aggiunto principale risiede nella co-progettazione dei percorsi formativi: le imprese non sono semplici stakeholder, ma partner attivi nella definizione dei contenuti didattici, che contribuiscono quindi a costruire profili altamente specializzati e coerenti con le esigenze tecnologiche del settore. All’interno di MUNER è stato creato un Comitato di Indirizzo, un organo che riunisce periodicamente università e aziende partner per monitorare l’andamento dei corsi, aggiornare i profili formativi e allineare le competenze in ingresso e in uscita.
Questo modello formativo si concretizza in pratiche virtuose come i corsi in co-teaching, in cui docenti universitari e professionisti aziendali progettano ed erogano insieme i contenuti didattici come Vehicle Conceptual Design o Automotive Manufacturing and Assembly Systems. Ma è soprattutto la formazione in azienda a rappresentare il principale punto di forza, con project work, visite tecniche, accesso a tecnologie e processi industriali avanzati, oltre a tirocini e tesi sperimentali che nel 75% dei casi si svolgono direttamente in azienda. Il curriculum in Racing Car Design, ad esempio, prevede che l’intero secondo anno si svolga presso la Dallara Academy, in un ambiente immersivo a stretto contatto con tecnologie e processi produttivi. Un’impostazione analoga è attualmente in fase di progettazione con il futuro M-TECH Ferrari, che ospiterà MUNER in aule dedicate e laboratori attrezzati con tecnologie di ultima generazione.
Il modello MUNER fondato sulla coesione tra le aziende della Motor Valley e il mondo accademico del territorio ha consentito di superare un limite “storico” del sistema universitario – la distanza tra teoria e pratica – grazie a un approccio fortemente orientato al learning by doing, che integra attività sperimentali e applicative lungo tutto il percorso formativo. Il principale beneficio è stato ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. I risultati parlano chiaro: oltre il 55% dei laureati trova occupazione nelle aziende partner e il tasso di occupazione complessivo sfiora il 98% a un anno dal titolo. Le imprese, insomma, possono contare su profili ingegneristici altamente specializzati e già formati secondo le loro esigenze, con tempi e costi di inserimento inferiori.
Per le università, la collaborazione consente invece di aggiornare costantemente i contenuti formativi, mantenendo un legame diretto con le tecnologie più avanzate utilizzate all’interno delle imprese. Ne deriva un rafforzamento dell’offerta accademica e una maggiore attrattività internazionale: MUNER attira studenti da tutto il mondo, contribuendo a consolidare il posizionamento della Motor Valley come hub globale dell’innovazione automotive e con ricadute positive anche sull’economia del territorio.









