Prete, presidente di Unioncamere: i sistemi ter imprese, capitale umano, istituzioni e reti sociali sono anche qui Presidente, ogni anno lì che dobbiamo rafforzare il Unioncamere promuove con sistema Paese. Fondazione Symbola e Intesa L'Italia ha problemi di Sanpaolo il rapporto competitività, dicono gli Coesione è competizione che esperti. Che cosa quest'anno viene inquadrato dovrebbero fare gli «nel tempo delle fratture». imprenditori e il governo, o La situazione geopolitica sta magari l'Europa, per incidendo anche sulla tenuta superare questo gap con gli socio-economica? altri paesi industriali? Le tensioni geopolitiche, i co- Per rafforzare la competitivisti energetici e le grandi tra- tà serve ridurre il costo dell'esformazioni tecnologiche nergia, accompagnare le imstanno incidendo profonda- prese nelle grandi transiziomente anche sui territori e ni in corso. Penso soprattutsulle comunità. In questo to al digitale e alle competenscenario emerge ancora di ze. Il nostro sistema produttipiù il valore della coesione: i vo è composto in larga parte sistemi territoriali che tengo- da piccole e microimprese no insieme imprese, capitale che hanno qualità e flessibiliumano, istituzioni e reti so- tà straordinarie ma sono più cicli sono anche quelli più re- esposte alla difficoltà di repesilienti e competitivi. Le no- rire personale qualificato e stre analisi mostrano che le agli ostacoli burocratici. A imprese coesive mantengo- questo si aggiunge una dinano stabile la propria presen- mica demografica molto preza e continuano a reagire me- occupante, che riduce pro glio anche nelle fasi di mag- gressivamente la disponibiligiore criticità. tà di giovani nel mercato del Fondazione Symbola, ogni lavoro. Per questo servono anno, punta a valorizzare chi una politica industriale eurofa grande l'Italia; eppure, il pea più forte, strumenti di sonostro Paese non cresce. stegno agli investimenti e un Come lo spiega? contesto più semplice e sta L'Italia continua a esprimere bile per chi fa impresa. eccellenze straordinarie Un grosso problema nell'export, siamo tra i primi dell'Italia è la fuga dei talenti cinque Paesi al mondo, nella all'estero. Come fare per cultura e nella qualità pro- fermarla? duttiva. Restiamo la seconda Un problema attuale delle manifattura europea. Il pro - aziende in effetti è trattenere blema è che cresciamo me- i giovani. Oltre seicentomila no del nostro potenziale per- ragazzi negli ultimi quindici ché da troppo tempo il Paese anni si sono trasferiti all'esteinveste poco in innovazione ro. Ouesta perdita è grave e e capitale umano e la buro- certamente su questo occorcrazia è un freno enorme. Og- re lavorare. Sappiamo che il gi la competizione si gioca problema è salariale ma non sempre più sulla conoscen- solo. Molti giovani trovano za, sulle competenze e sugli all'estero maggiori opportu investimenti immateriali: è nità di carriera. Per tutelare il -1-- 4 e imprese che mantengono il loro rapporto con il territorio sono quelle più performanti. Una conclusione che esce, ormai da anni, dallo studio condotto da Fondazione Symbola, Unioncamere e istituto Tagliacarne. Andrea Prete, presidente di Unioncamere, analizza quello che verrà presentato venerdì 12 giugno, al teatro Bibiena, nel corso della seconda giornata del Seminario Estivo. Prete sarà poi ospite nella giornata conclusiva il 13 giugno per parlare di Patriottismo dolce. Essere coesive, però, non basta alle imprese: devono essere aiutate sul fronte dei costi energetici e del reperimento di manodopera giovane specializzata per raggiungere quella competitività che oggi manca sui mercati internazionali. Classe 1956, ingegnere, Prete dirige da oltre trent'anni un'impresa specializzata nella produzione di cavi elettrici per automazione industriale e strumentazione. Vice presidente vicario di Unioncamere dal 2018, presidente di Unioncamere dal 21 luglio 2021, è stato riconfermato al vertice dell'ente per il triennio 2024-2027. Presidente della Camera di commercio di Salerno dal 2015, è presente nei cda di Infoca mere e Gesac, società di gestione dell'Aeroporto di Napoli. È stato componente della Giunta nazionale di Confindustria nel 2006-2009 e ha ricoperto l'incarico di Presidente di Confindustria Salerno (tra il 2003 e il 2007 e tra 2017 e il 2021). ritoriali che tengono insieme elli più resilienti e competitivi Made in Italy dobbiamo 'coltivare' i giovani, tutelarli anche magari con agevolazioni fiscali e studiare percorsi di crescita aziendale e acquisizione delle competenze necessarie. Per avere un'indipendenza energetica l'Italia dovrebbe puntare sul nucleare? Sul tema dell'energia è assolutamente necessario rendere il Paese più indipendente dall'estero. Il nucleare, che dispone di una tecnologia più sicura e necessita di impianti molto meno grandi rispetto al passato, se anche decidessimo di puntarci oggi, avrebbe bisogno di almeno dieci, quindici anni per fornirci l'energia di cui abbiamo bisogno. Nel breve periodo, perciò, dobbiamo puntare su ciò che si può realizzare subito, a partire dalle energie rinnovabili. E non trascurerei di rivitalizzare l'idroelettrico. Unioncamere chiede da tempo di cambiare alcune norme per liberare risorse da destinare ai servizi utili alle imprese. Dove il governo dovrebbe intervenire al più presto? Sappiamo che le imprese chiedono innanzitutto la semplificazione delle procedure e delle autorizzazioni che si traduce in un forte risparmio e maggiori certezze per chi investe. Visto che la Zes unica (zona economica semplificata) sta funzionando al Sud, perché non estenderla a tutta l'Italia? Mantova è una città Unesco con un patrimonio culturale di rilievo. Che peso ha la cultura nell'economia nazionale e come fare per valorizzare sempre di più questo patrimonio? La cultura ha un peso enorme nell'economia italiana, non solo dal punto di vista identitario ma anche economico e occupazionale. Secondo le nostre stime il sistema produttivo culturale e creativo genera il 5,7% del valore aggiunto e il 5,8% dell'occupazione nazionale. Città come Mantova dimostrano che investire nel patrimonio culturale significa generare attrattività, turismo di qualità, indotto per le imprese locali e opportunità per i giovani. Per valorizzare ancora di più questo patrimonio serve una visione moderna: più investimenti nella digitalizzazione e nella promozione internazionale, maggiore collaborazione tra istituzioni e imprese del territorio e una programmazione culturale continua. La cultura non deve essere vista come un costo, ma come un motore di sviluppo economico e sociale.







