Newsletter

Il rapporto ci porta alla scoperta delle oltre 250 specie di alberi monumentali che popolano il Paese, che mostra inoltre una speciale relazione tra i piccoli comuni e i monumenti italiani, raccolti in un censimento in continua crescita grazie al lavoro del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Su un totale di 4.287 alberi monumentali individuati ad aprile 2024 sul territorio italiano, 2.107 si trovano nei piccoli comuni. Sono inoltre 1.548 i comuni italiani con almeno un albero monumentale, di questi 962 sono piccoli comuni. Guardando allo specifico delle regioni, il primato per numero totale di alberi monumentali spetta al Friuli-Venezia Giulia, con 454 monumenti verdi, di cui quasi la metà, 209, nei piccoli comuni.

PICCOLI COMUNI E ALBERI MONUMENTALI D’ITALIA 2024

 

SONO 1.548 I COMUNI ITALIANI CON ALMENO UN ALBERO MONUMENTALE, DI QUESTI 962 SONO PICCOLI COMUNI

 

IL PRIMATO PER NUMERO TOTALE DI ALBERI MONUMENTALI SPETTA AL FRIULI-VENEZIA GIULIA CON 454 MONUMENTI VERDI

 

REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “PICCOLI COMUNI, TERRITORI E COMUNITÀ SONO ELEMENTI FONDAMENTALI PER RISPONDERE ALLA DOMANDA D’ITALIA CHE C’È NEL MONDO, UN’ITALIA CHE FA L’ITALIA PUNTANDO SULLA PROPRIA IDENTITÀ, COME HA DETTO ALL’INIZIO DI QUESTO MILLENNIO L’ALLORA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CARLO AZEGLIO CIAMPI: ‘QUESTI BORGHI, QUESTI PAESI RAPPRESENTANO UN PRESIDIO DI CIVILTÀ. SONO PARTE INTEGRANTE, COSTITUTIVA DELLA NOSTRA IDENTITÀ, DELLA NOSTRA PATRIA. POSSONO ESSERE UN LUOGO ADATTO ALLE INIZIATIVE DI GIOVANI IMPRENDITORI. L'INFORMATICA E LE TECNOLOGIE POSSONO FAVORIRE QUESTO PROCESSO. PUÒ DIVENTARE ANCHE QUESTA GRANDE AVVENTURA UN'OPPORTUNITÀ DA COGLIERE’. IN PARTICOLARE QUESTO RAPPORTO SARÀ LA BASE PER COINVOLGERE TANTI ATTORI DELLA SOCIETÀ ITALIANA IN UN INCONTRO CON GLI OLTRE 4000 ALBERI MONUMENTALI FINORA CENSITI”.

 

PRANDINI (COLDIRETTI): “L’AGRICOLTURA È DIVENTATA SEMPRE PIÙ CENTRALE NELLA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE, ASSICURANDO UNA COSTANTE MANUTENZIONE DEL TERRITORIO E UNA SALVAGUARDIA DEL PAESAGGIO, SIA IN TERMINI DI TUTELA DAL DISSESTO IDROGEOLOGICO CHE DI DIFESA DELLE SUE BELLEZZE E DELLA SUA BIODIVERSITÀ, DI CUI GLI ALBERI MONUMENTALI RAPPRESENTANO SENZA DUBBIO UN PATRIMONIO INESTIMABILE, ANCHE IN CHIAVE TURISTICA. UN RUOLO RICONOSCIUTO DALLA LEGGE DI ORIENTAMENTO, FORTEMENTE VOLUTA DA COLDIRETTI, CHE È STATO ORA RAFFORZATO DALLA NUOVA FIGURA DELL’AGRICOLTORE ‘CUSTODE’. OLTRE ALLA CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE PRODUZIONI LOCALI, DALL’ALLEVAMENTO DI RAZZE ANIMALI ALLA COLTIVAZIONE DI VARIETÀ VEGETALI, LE AZIENDE AGRICOLE SONO DIVENTATE INTERLOCUTORE QUALIFICATO DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI PER LA GESTIONE DEL TERRITORIO, A PARTIRE PROPRIO DALLA DIFESA DI FORMAZIONI VEGETALI E ARBOREE MONUMENTALI”.

 

STEFANI (MASAF): “QUESTA SECONDA EDIZIONE DEL RAPPORTO ‘PICCOLI COMUNI E ALBERI MONUMENTALI D’ITALIA’ RAFFORZA LA POSITIVA COLLABORAZIONE TRA LA FONDAZIONE SYMBOLA E IL MINISTERO DELL’AGRICOLTURA, DELLA SOVRANITÀ ALIMENTARE E DELLE FORESTE (MASAF) CHE IN BASE ALLA LEGGE 19/12/2017 HA LA RESPONSABILITÀ DELL’ELENCO DEGLI ALBERI MONUMENTALI D’ITALIA CHE NEL GIRO DI POCHI ANNI È STATO AGGIORNATO BEN SEI VOLTE, A TESTIMONIANZA DELLA CURA E DELLA ATTENZIONE VERSO UNO DEI PATRIMONI NATURALI E CULTURALI PIÙ PRESTIGIOSI E PREZIOSI DEL PAESE. UN PATRIMONIO CHE PER ESSERE MEGLIO TUTELATO, CONSERVATO E CURATO HA BISOGNO DEL CONTRIBUTO DI TUTTI E PER QUESTO IL LAVORO DI SENSIBILIZZAZIONE E DI DIFFUSIONE DELLE CONOSCENZE DELLA FONDAZIONE SYMBOLA È PARTICOLARMENTE POSITIVO ANCOR PIÙ PERCHÉ RIVOLTO AI 962 PICCOLI COMUNI CHE COSTUDISCONO BEN IL 50% DEGLI ALBERI MONUMENTALI DEL PAESE”.

 

Roma, 2 Maggio 2024. Piccoli Comuni e Alberi Monumentali d’Italia 2024 promosso da Fondazione Symbola in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Coldiretti, Fai Cisl, AMI Alberi Monumentali d’Italia è stato presentato oggi da Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola; Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti; Andrea Rispoli, Generale di Corpo d'Armata, Comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri (CUFA); Onofrio Rota, segretario generale Fai Cisl; Alessandra Stefani, direttore generale dell’Economia Montana e delle Foreste del Masaf.

Ad una categoria particolare di alberi, quelli monumentali, e al patrimonio forestale nazionale è dedicato il rapporto Piccoli Comuni e Alberi Monumentali d’Italia. La collana che ha come focus i piccoli comuni, così come definiti dalla legge Realacci n.158 del 6/10/2017, nelle due edizioni precedenti si è occupata in collaborazione con Coldiretti di prodotti tipici, stimando per la prima volta il peso delle produzioni DOP e IGP nei piccoli comuni, e di itinerari storico culturali, si arricchisce di un nuovo volume dedicato a questo asset di primaria importanza che interessa allo stesso modo nord e sud del Paese. Una ricchezza, la cui valorizzazione e conservazione risulta ancora più urgente nel grave contesto di crisi climatica che stiamo vivendo, che rappresenta la componente più preziosa del nostro patrimonio forestale italiano, che interessa 110.545 kmq, pari al 36,6% del totale nazionale e fornisce al Paese preziosi servizi ecosistemici (come benefici in termini di approvvigionamento, ad esempio fonti di acqua potabile, o come la fissazione del carbonio e la tenuta idrogeologica) e occasioni di valorizzazione economica, in primis turistica, capaci di preservare il delicato equilibrio naturale e paesaggistico. Anche per questi motivi alberi monumentali, foreste e boschi rappresentano un’occasione di sviluppo tanto per le città di medie e grandi dimensioni, quanto per i piccoli comuni.

Il rapporto ci porta alla scoperta delle oltre 250 specie di alberi monumentali che popolano il Paese, che mostra inoltre una speciale relazione tra i piccoli comuni e i monumenti italiani, raccolti in un censimento in continua crescita grazie al lavoro del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Su un totale di 4.287 alberi monumentali individuati ad aprile 2024 sul territorio italiano, 2.107 si trovano nei piccoli comuni. Sono inoltre 1.548 i comuni italiani con almeno un albero monumentale, di questi 962 sono piccoli comuni. Guardando allo specifico delle regioni, il primato per numero totale di alberi monumentali spetta al Friuli-Venezia Giulia, con 454 monumenti verdi, di cui quasi la metà, 209, nei piccoli comuni.

Il report racconta anche tante storie, in Sardegna, ad esempio, nel piccolo comune di Luras (SS) si trova uno degli olivi più antichi d’Italia e d’Europa: si tratta di S’Ozzastru, un olivo selvatico che è stato testimone della storia dell’isola dal periodo nuragico fino ai giorni nostri, dato che secondo le stime sull’età precede di circa 1.500 anni la nascita di Roma e Atene, le due culle della civiltà classica. O anche il Castagno dei Cento Cavalli, il monumento verde più famoso della Sicilia, situato nel piccolo comune di Sant’Alfio, in provincia di Catania, sul versante orientale dell’Etna, che viene menzionato in documenti antichi che risalgono al XVI secolo e colpisce per le sue straordinarie dimensioni. Oppure si pensi alla quercia delle Checche (nome utilizzato in Toscana per indicare le gazze), nel piccolo comune di Pienza in provincia di Siena, primo albero d’Italia a diventare monumento verde nel 2017, dando il via al processo di tutela degli alberi monumentali del nostro Paese, grazie al forte attivismo della comunità locale. Alberi capaci di alimentare storie e tradizioni della cultura italiana, come accaduto ad esempio con la quercia di Villa Carrara, a Capannori (LU), che pare sia stata di ispirazione allo scrittore Carlo Collodi per descrivere l’impiccagione del burattino protagonista del celebre romanzo Pinocchio.

“Piccoli comuni, territori e comunità sono elementi fondamentali per rispondere alla domanda d’Italia che c’è nel mondo - dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola - un’Italia che fa l’Italia puntando sulla propria identità, come ha detto all’inizio di questo millennio l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi: ‘Questi borghi, questi paesi rappresentano un presidio di civiltà. Sono parte integrante, costitutiva della nostra identità, della nostra Patria. Possono essere un luogo adatto alle iniziative di giovani imprenditori. L'informatica e le tecnologie possono favorire questo processo. Può diventare anche questa grande avventura un'opportunità da cogliere’. In particolare questo rapporto sarà la base per coinvolgere tanti attori della società italiana in un incontro con gli oltre 4000 alberi monumentali finora censiti”.

“L’agricoltura è diventata sempre più centrale nella protezione dell’ambiente, assicurando una costante manutenzione del territorio e una salvaguardia del paesaggio, sia in termini di tutela dal dissesto idrogeologico che di difesa delle sue bellezze e della sua biodiversità, di cui gli alberi monumentali rappresentano senza dubbio un patrimonio inestimabile, anche in chiave turistica – dichiara il presidente della Coldiretti Ettore Prandini -. Un ruolo riconosciuto dalla Legge di Orientamento, fortemente voluta da Coldiretti, che è stato ora rafforzato dalla nuova figura dell’agricoltore “custode”. Oltre alla conservazione e valorizzazione delle produzioni locali, dall’allevamento di razze animali alla coltivazione di varietà vegetali, le aziende agricole sono diventate interlocutore qualificato delle pubbliche amministrazioni per la gestione del territorio, a partire proprio dalla difesa di formazioni vegetali e arboree monumentali. Si tratta di principi su cui la Coldiretti ha impostato la sua strategia e cioè la valorizzazione dei sistemi produttivi di qualità, sostenibili e rispettosi dell’ambiente affiancati dall’innovazione per rendere sempre più competitiva la produzione italiana e garantire un reddito adeguato agli agricoltori anche grazie al supporto delle attività connesse per attrarre così un numero crescente di giovani”.

“Questa seconda edizione del rapporto ‘Piccoli Comuni e Alberi Monumentali d’Italia’ – dichiara Alessandra Stefani, direttore generale dell’Economia Montana e delle Foreste del Masaf - rafforza la positiva collaborazione tra la Fondazione Symbola e il Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) che in base alla legge 19/12/2017 ha la responsabilità dell’Elenco degli alberi monumentali d’Italia che nel giro di pochi anni è stato aggiornato ben sei volte, a testimonianza della cura e della attenzione verso uno dei patrimoni naturali e culturali più prestigiosi e preziosi del Paese. Un patrimonio che per essere meglio tutelato, conservato e curato ha bisogno del contributo di tutti e per questo il lavoro di sensibilizzazione e di diffusione delle conoscenze della Fondazione Symbola è particolarmente positivo ancor più perché rivolto ai 962 piccoli comuni che costudiscono ben il 50% degli alberi monumentali del Paese”.

 

Il report si può scaricare su www.symbola.net

 

SCARICA L’ARTICOLO IN PDF
Piccoli Comuni e Alberi Monumentali d'Italia 2024

scelti per te

Il rapporto ci porta alla scoperta delle oltre 250 specie di alberi monumentali che popolano il Paese, che mostra inoltre una speciale relazione tra i piccoli comuni e i monumenti italiani, raccolti in un censimento in continua crescita grazie al lavoro del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Su un totale di 4.287 alberi monumentali individuati ad aprile 2024 sul territorio italiano, 2.107 si trovano nei piccoli comuni. Sono inoltre 1.548 i comuni italiani con almeno un albero monumentale, di questi 962 sono piccoli comuni. Guardando allo specifico delle regioni, il primato per numero totale di alberi monumentali spetta al Friuli-Venezia Giulia, con 454 monumenti verdi, di cui quasi la metà, 209, nei piccoli comuni.

Il 92% delle produzioni tipiche nazionali che si consumano soprattutto a Natale nasce nei comuni italiani con meno di cinquemila abitanti. È quanto emerge dallo studio Coldiretti/Symbola su “Piccoli comuni e tipicità”. Il rapporto vuole raccontare un patrimonio enogastronomico del Paese custodito fuori dai tradizionali circuiti turistici, valorizzato e promosso grazie alla legge n.158/17, a prima firma Realacci, con misure per la valorizzazione dei Piccoli Comuni. Nei territori dei 5.538 piccoli comuni con al massimo 5.000 abitanti, in cui vivono quasi 10 milioni di italiani, si produce infatti ben il 92 per cento dei prodotti di origine protetta (DOP, Denominazione di Origine Protetta e IGP, Indicazione di Origine Protetta) e il 79 per cento dei vini italiani più pregiati. Questo rapporto di Coldiretti-Fondazione Symbola “Piccoli Comuni e Tipicità” ci restituisce il quadro aggiornato per ogni regione di questa dimensione produttiva estesa e radicata che traduce in valore la diversità culturale.

nell’ambito del Festival della Soft Economy si discuterà di Green Communities. Le Green Communities, previste nella legge 221/2015 e ora finanziate dal PNRR con 135 milioni di euro, rappresentano un nuovo percorso nelle quali la montagna intende porsi al centro delle politiche per l’ambiente, l’uso sostenibile delle risorse naturali, il pagamento dei servizi ecosistemici, le nuove agricolture, le start-up e il turismo. Un nuovo strumento per la transizione ecologica che individua il valore dei territori rurali e di montagna che intendono utilizzare in modo equilibrato le risorse principali di cui dispongono, tra cui in primo luogo acqua, i boschi e il paesaggio, e aprire un nuovo rapporto sussidiario e di scambio con le comunità urbane e metropolitane, in modo da poter impostare, nella fase della green economy, un piano di sviluppo sostenibile.

ricerche correlate

ISCRIZIONE

Devi accedere per poter salvare i contenuti